lunedì 19 maggio 2014

MERCYFUL FATE - TEATRO ESPERO (ROMA 24/02/1984)



Il 24 Febbraio del 1984 il buio cala sulla Capitale. 
Nella città dove risiede il Papa e chiese e basiliche si ergono maestose da secoli come simbolo assoluto del potere spirituale della chiesa, approda il “Re delle Tenebre” per antonomasia: un misterioso figuro che si fa chiamare King Diamond. 
Parliamo della prima calata in terra italica dei gloriosi Mercyful Fate, band danese che aveva da poco pubblicato il suo debut album: “Melissa”. 
Il Re Diamante con il suo orrorifico campionario di ossa umane, teschi, torce, croci che ardono e facepainting in odore di satanismo, incute atavici timori sull’impreparato pubblico romano, e leggende e dicerie alimentano già da tempo la sinistra fama del musicista nordico. 
Qualcosa di terribile potrebbe accadere durante il concerto, tutti lo pensano, e le profezie di sventura non saranno disattese. 
Claudio Nigris, mastermind dell’ormai storico progetto Dunwich (Ne ho parlato ampiamente nei miei libri Horror Rock e Sub Terra) all’epoca è un ventenne appassionato di Rock & Metal che non si perde un concerto. 
Con il suo gentile contributo (e lo ringrazio pubblicamente per la sua grande disponibilità e pazienza) di seguito troverete un suo vivido resoconto sul primo leggendario live dei Mercyful Fate a Roma non lesinando aneddoti, curiosità e qualche “scoop” che rendono questa intervista una delle migliori mai pubblicate su questo blog e insieme un documento di grande valore e dai contenuti (E foto tratte dal concerto) totalmente inediti. 
Un viaggio nel passato di grande fascino storico e emozionale. 
Buon viaggio…Nel buio.  

Come si era preparata la città di Roma alla prima calata dei Mercyful Fate nel Bel Paese?

C'era enorme curiosità, i Mercyful Fate dopo l’esordio con paio di demo tape e lo stupendo Extended Play “Mercyful fate (Rave-on-Records), nel 1983 avevano appena pubblicato quello che oggi è considerato l’autentico capolavoro del genere Metal chiamato Melissa ( Roadrunner Records). Un opera avvolta da una musicalità potente, cupa e sinistra che sembrava riportarti in un fantasmagorico universo popolato dalle stesse fantastiche creature dipinte dal grande pittore olandese Hieronymus Bosch o, addirittura, prese in prestito da "la visione di Faust" del pittore spagnolo L. R. Falero (tanto per citarne un paio). I bellissimi fraseggi chitarristici di Hank Sherman e Michael Denner , degni dei migliori Judas Priest , intarsiavano infatti, come se dipingessero su una tela, sferzanti e ruvide pennellate sonore dove la parte ritmica, ossessiva e martellante di Kim Ruzz e Timi Hansen al basso, sembravano come officiare a un sabba infernale. Su tutto regnava infine l’originale figura carismatica di Kim Bendix Petersen, meglio conosciuto con il nome di King Diamond, che incarnava, in tutta la sua “malvagità”, la figura dell’oscuro sacerdote; dichiarando, tra l'altro, di possedere addirittura le ossa della strega Melissa (arsa sul rogo). Sicuramente l’immagine vincente dei Mercyful fate, per molti versi , era proprio da attribuire al particolare e fascinoso modo di cantare stridulo di King Diamond; basato su un falsetto seguito da un tono abbastanza rauco e sofferto, una dualità innovativa per l’epoca. Inoltre, l'inconfondibile make up (una sorta di Corpse paint, in voga in quegli anni) gli conferivano un aspetto cupo e teatrale (già visto con Kiss, A.Cooper, primi Slayer etc). Per quanto riguarda ancora la musica proposta dai Mercyful Fate ricordiamoci che siamo nel 1983 e quell'anno di sicuro non fu facile confrontarsi con opere del calibro come : Alcatrazz (No Parole From Rock N' Roll), Dio (Holy Diver), Metallica (Kill 'Em All), Mötley Crüe (Shout at the Devil), Queensrÿche (Queensrÿche), Quiet Riot (Metal Health), Satan (Court in the Act), Savatage (Sirens), Slayer (Show No Mercy), Manowar (Into Glory Ride), Tokyo Blade (Tokyo Blade), Virgin Steele (Guardians of the Flame), Venom (At war with Satan), Bathory (Bathory), Judas Priest (Defender of the Faith), Celtic Frost (Morbid Tales), Sodom (In the Sign of Evil), Iron Maiden, Ozzy Ousborne etc. L'ambiente musicale Romano era quindi in grande fermento per questa incredibile occasione di vedere dal vivo questi cinque Danesi che sembrava avessero scritto nuove pagine nel libro oscuro dell’Heavy Metal.

 
Il concerto fu pubblicizzato a dovere? Ci furono gruppi italiani che suonarono di supporto?

Se non ricordo male, tutto iniziò con un sondaggio (Autunno 1983) dove una famosa rivista, in cui si parlava di Heavy Metal, chiedeva ai propri lettori: chi fra Manowar (mi sembra fossero loro) e Mercyful fate sarebbe stato interessante vedere dal vivo. Chiaramente, la scelta andò, a furor di popolo, proprio ai Mercyful Fate. Quindi, dopo qualche mese, fu dato l'annuncio che i Mercyful Fate sarebbero scesi sul suolo Italico addirittura per sei date (Milano, Udine, Firenze, Imola, Roma e Napoli). A Roma credo fosse previsto un gruppo di spalla (forse erano i Thunder?), ma alla fine non se ne fece nulla.  

Quale fu la location del concerto?

I Mercyful Fate suonarono al Teatro Espero il 24 febbraio 1984 (30 anni fa). Oggi il teatro Espero non esiste più e al suo posto c'è una sorta di centro di bellezza (riforniture per parrucchieri). Curioso che fu scelto proprio il teatro Espero, il nome con il quale i Romani identificavano il pianeta Venere quando al tramonto era visibile in cielo. Curioso ancora che lo stesso Pianeta Venere, al mattino invece, veniva chiamato (sempre dai Romani) anche Lucifero in quanto anticipatore della luce solare, Lucifero, infatti in latino significa portatore di luce. Il Re Diamante?

Quante persone parteciparono all'evento?

All'evento si presentarono moltissime persone, il teatro era pieno, gremito da una folla "assatanata" (passatemi il termine) che in alcuni momenti bestemmiava a ripetizione quasi fosse una nenia malvagia; interrotta, ogni tanto, solo da "refrain" di famosi brani metal. L'atmosfera era molto elettrizzante e noi eravamo tutti carichi di adrenalina.  

So che negli anni '80 King Diamond era considerato un satanista praticante e soprattutto girava voce che portasse sfiga. Questa cosa creò problemi per lo show? Ci furono tentativi di annullare il concerto da parte del Vaticano?

Nei primi anni 80 erano tantissimi i personaggi Metal con cucita addosso l'etichetta di "satanista" anche per ovvie ragioni artistiche (soprattutto pubblicitarie); qualcuno poi non si fece proprio una bella immagine di se immortalandosi davanti all'obiettivo fotografico con il sommo papa nero della chiesa di Satana Anton Szandor LaVey (vedi il nostro Re Diamante). In quegli anni nella scena romana moltissimi metallari non volevano nemmeno sentir pronunziare il nome dei Mercyful Fate, figuriamoci ascoltarli, per esempio, in una sala prove dove si raccontava accadessero episodi di sfortuna nera verso apparecchiature elettriche a causa loro. Altre persone (immagino) avevano in forte antipatia l'atteggiamento e il look di King Diamond solo perchè lo giudicavano molto pacchiano e spudoratamente ricopiato ad altre Star del metal (ricordate la diatriba con Gene Simmons per il Make Up). Tentativi di far cancellare la data non ci furono, ma sicuramente al concerto vennero anche personaggi dalle intenzioni non proprio amichevoli nei loro confronti.























Durante il concerto ci fu un incidente che bloccò il live per oltre mezz'ora. Mi puoi raccontare i retroscena?

Ci vorrebbe un libro solo per raccontare tutti i fatti di quella serata che fu caratterizzata proprio da un "fastidioso" incidente che bloccò il concerto per una mezzora abbondante. In pratica dalla galleria del teatro un tizio (con qualche problema) all'improvviso scaricò verso il palco l'intero contenuto di un estintore causando un grosso panico tra il pubblico, fermando di fatto il concerto. Ovunque c'era un atmosfera quasi irreale, non si vedeva più nulla, sembrava fosse calata una pesante nebbia fatta di un fumo denso, eravamo quasi tutti coperti di una specie di sabbia e la gola bruciava. Ma, poco dopo, la professionalità dei nostri EROI (eh si! "the show must go on") fece si che i Mercyful Fate tornarono di nuovo sul palco INFIAMMANDO il pubblico con molta più grinta. Poco prima del "fattaccio" il Re Diamante, ricordo bene, aveva una torcia in mano e chiedeva in continuazione se la croce posta sul palco dovesse bruciare (una scenografia messa da loro). Sotto al palco si sentiva bestemmiare, urlare e alcuni sembravano come posseduti per come si dimenavano; La scena era tutta accentrata su quel ghigno illuminato dalla fiamma della torcia. Posso assicurarvi che ancora oggi è stato il più bel concerto che abbia mai visto; un emozione UNICA. Indimenticabile. Ascoltare quella musica così oscura, la voce del Re Diamante dal vivo con quel look composto dal mantello pieno di simboli occulti, quelle OSSA che componevano il microfono, ero giovane, avevo quasi 20 anni e certe scenografie con quel tipo di musica fanno sul serio un grande effetto. Altri episodi della serata era il continuo sussurrare (come nell’ 'aria di Giocchino Rossini nel barbiere di Sivglia "La calunnia è un venticello" un rincorrersi continuo di voci sulla presenta omosessualità di King Diamond che, addirittura, aveva fatto delle proposte sessuali a "qualcuno" dietro le quinte causando commenti tutt'altro che simpatici. Ma tutto questo non riuscì a rovinare la storia di un concerto che ancora oggi giudico leggendario.















Sarei curioso di conoscere la scaletta dei Mercyful Fate e quanti brani furono suonati? Don't Break the Oath se non erro era uscito da poco…

Chiedi troppo alla mia memoria, forse suonarono più di una decina di brani, quasi tutti ripresi da Melissa, dall'EP Mercyful fate e (forse) un brano dal capolavoro "Don't break the Oath" che uscì qualche tempo dopo (settembre 1984).  

Vorrei conoscere le tue impressioni personali su questo live e se a distanza di trent'anni può essere considerato come leggendario?

Parlare di concerti leggendari mi fa ripensare ai primi anni 80, ai mitici concerti del Marquee di Londra, Donington, Reading etc dove spesso iniziava la carriera di artisti che hanno scritto le pagine più belle della storia del Metal. Ripenso anche al fantastico concerto di Frank Zappa (Roma 1982 ) dove c'era un giovanissimo Steve Vai alla chitarra elettrica o, ancora prima, sempre a Roma nell'estate del 1980 a Castel S.Angelo dove i Kiss, con supporto gli Iron Maiden (per la prima volta in Italia), suonarono non molto distanti dalla Basilica di S.Pietro. Ecco, quando ripenso a quel favoloso concerto dei Mercyful Fate mi rendo conto di aver assistito a uno di questi eventi leggendari. La sensazione di essere stato testimone di un qualcosa che fu veramente unico nell'epoca in cui avvenne.


































Nel 1984 il Metal era un genere che si stava imponendo con la forza in tutto il mondo. Quale fu l'impatto dei Mercyful fate sul suolo italico? 

I primi anni ottanta si sono distinti, grazie alla spinta energica e innovativa della NWOBHM (New Wave of British Heavy Metal ), come una grande panacea verso un genere musicale che iniziava a perdere il favoloso smalto di un tempo. Menzionare ora tutte le grandi band dell’epoca , che con la loro musica sono state un vero è importante viatico per i giovani musicisti Italiani sarebbe arduo dato l'enorme numero. Ma tra le tante proposte musicali che in quel periodo più entusiasmarono i giovani "metallari" Italiani, posso menzionare tranquillamente i Mercyful Fate per l’eccellente proposta musicale così accattivante nella sua atmosfera sulfurea che riusciva a rendere "moderne” tematiche occulte unendole a sonorità rese immortali da band come i Black Sabbath, Coven, Black Widow etc. Nessuno inventa niente di nuovo per carità, l'importante però è come viene riscritto, interpretato e quindi riproposto in una nuova veste. Menziono volentieri, a questo punto, per fare un esempio, il gruppo inglese degli Hell (1982) tornati, dopo decenni di inattività, con un lavoro che non aggiunge nulla di nuovo, ma riscrive con i giusti colori, armonie e liriche un genere musicale che riesce sempre a rinnovarsi con stupore (altro esempio i Ghost B.C)  

Un anno dopo i Mercyful Fate decisero di sciogliersi. Durante il live avevi captato qualche problema personale tra il Re Diamante e il resto della band?

 Ero solo uno dei tanti spettatori quella serata e sul palco ognuno di loro si esibì con vera maestria, non ricordo quindi di aver notato dissapori o strani atteggiamenti tra loro. Erano tutti concentratissimi e, anzi ricordo con piacere, Hank Sherman impegnato in uno splendido solo che finì nelle immortali noti della marcia alla turca di Mozart strappando moltissimi applausi. Se tra loro, ripeto, ci fossero state delle incomprensioni o altro nessuno di noi se ne accorse e nessun giornale o fanzine scrisse qualcosa in proposito. Probabilmente, azzardo, serpeggiavano già le differenti scelte di stili musicali tra lo stesso Hank Sherman e King Diamond. Mi riferisco ai "discutibili" Fate di Hank Sherman dopo lo scioglimento a cui rispose King Diamond (ormai solista) con il monumentale capolavoro "The Fatal Portrait" dove i 3\5 erano gli stessi Mercyful fate (Denner, Hansen e King Diamond) con un sound molto in linea con i precedenti lavori.

Grazie mille.

venerdì 16 maggio 2014

MOSHPIT: PODCAST PUNTATA N.193
















Di seguito il Podcast della puntata n.193 con interviste ai Rustless, band sorta dalle ceneri degli storici Vanadium, a Paolo Pieri, chitarrista e cantante della death meyal band romana Hour Of Penance. Inoltre brani di Emerson Lake and Palmer, Brother Firetribe, Black Label Society, Nothing More, Madball, Morbus Chron, Den Saakaldte and more.
Buon ascolto!

lunedì 12 maggio 2014

DEVIL’S KNOT (FINO A PROVA CONTRARIA) – ATOM EGOYAN (2013)























Approfittando della Festa del Cinema (Tutti i film a 3 euro, 3D a 5 Euro) mi sono fiondato in sala non per vedere “The Amazing Spiderman 2” (In verità non ho visto nemmeno il primo) ma “Devil’S Knot”, film molto controverso tratto dalle famose vicende dei Tre di West Memphis.
È una storia che da sempre ha toccato le mie corde non solo perché molte riviste di musica ne hanno parlato per anni ma anche perché dimostra che nella progressista e moderna America il diverso può essere messo ancora in croce per i suoi interessi personali, non allineati al gusto (o alla morale) comune.
Egoyan (Regista di cui scorro adesso la filmografia, scoprendo di conoscere poco delle sue opere) costruisce un dramma giudiziario e umano che ripercorre passo dopo passo i tremendi fatti che si sono verificati a West Memphis nel 1994: praticamente il ritrovamento di tre bambini seviziati e uccisi in un bosco e l’immediato arresto di tre adolescenti di cui due interessati al Metal e alla Wicca e uno con evidente ritardo mentale.
Il film ha il pregio di raccontare puntigliosamente le varie dinamiche che hanno portato all’arresto e poi alla condanna (Non suffragata da prove ma solo da strane testimonianze e pregiudizi sconvolgenti) dei tre ragazzi proveniente da una provincia americana gretta, decadente, puritana e contraddittoria fino alla nausea.
Nel bel mezzo la demonizzazione della musica Heavy Metal, della lettura di testi sulla stregoneria (Rintracciabili facilmente nella biblioteca della scuola) e di istanze di ribellione che per ragazzi di appena 17 anni sono ormai la regola.
 













Un melanconico ma convincente Colin Firth impersona un investigatore privato sull’orlo del divorzio che dimostrando un po’ di sale in zucca rispetto alla massa starnazzante e idiota, accorda ai tre condannati il beneficio del dubbio, iniziando un’indagine seria e competente che in poco tempo getterà luce sull’operato di alcuni personaggi del posto, non esenti da colpe e peccati altrettanto gravi.
Non aspettatevi un Thriller ricco di colpi di scena né atmosfere orrorifiche: “Devil’S Knot” è un occhio cinico e disincantato sulle brutture della Legge e sull'imbarbarimento della morale comune.
Sullo sfondo un’Arkansas in odore di caccia alle streghe come avvenne secoli prima nella non lontana Salem. Chi ama le storie vere trasportate nel cinema di qualità non rimarrà assolutamente deluso.
“Devil’S Knot” merita assolutamente una chance più che altro per comprendere come in luoghi a noi lontani (Ma sono poi così lontani? Non credo…) persone comuni possono decidere il destino di altri semplicemente in base alla musica che si ascolta oppure a libri che si possiedono in casa.
Se ci pensate bene potrebbe toccare, prima o poi, anche a voi…Pensateci…

domenica 11 maggio 2014

MOSHPIT: PODCAST APRILE/MAGGIO 2014
















DI SEGUITO IL PODCAST DELLE ULTIME PUNTATE DEL PROGRAMMA RADIO MOSHPIT. DAL MARZO 2009 LA TRASMISSIONE DI CULTO SUL VERO ROCK IN ONDA OGNI GIOVEDI' ALLE 21 SU RADIO BASE.
LINK STREAMING: www.radiobase.fm 

MOSHPIT 192: SPECIALE DEMOSHPIT, SPECIALE THRASH METAL 2014 AND MORE
MOSHPIT 191: SPECIALE ROMA VIOLENTA, SPECIALE BLACK MARK RECORDS AND MORE
MOSHPIT 190: INTERVISTE A EFFEMME, STRANA OFFICINA, DARK QUARTERER AND MORE
MOSHPIT 189: SPECIALE HEAVY METAL 2014 AND MORE

venerdì 28 marzo 2014

BRAM STOKER: SOMETIMES THEY COME BACK!




I Bram Stoker sono una delle primissime progressive band inglesi, contemporanei di Pink Floyd, King Crimson, Yes, Emerson Lake & Palmer e molti altri. Dopo un primo imperdibile album (Heavy Rock Spectacular) pubblicato nei primi anni '70 la band si è persa per strada, rimanendo nel cuore di tanti appassionati del genere. Con un nome così evocativo e una proposta musicale degna di attenzione (Un ibrido tra Progressive Rock e Dark Sound) non potevamo non intervistarli per Il Mondo di Edu.
Una recensione approfondita del loro comeback discografico, l'ottimo "Cold Reading" la potrete leggere sul prossimo numero della rivista "Classix" in uscita presumibilmente in estate.
Di seguito un'intervista in esclusiva (Forse una delle prime in Italia in assoluto!) con Tony Bronsdon (Tastiere) e Tony Lowe (Chitarre).
Buona lettura.

Oggi col termine Dark Sound vengono raggruppate band inglesi diverse tra loro come Black Sabbath, Black Widow, Bram Stoker, Arzachel etc. Agli inizi della vostra carriera il vostro obiettivo era comporre e suonare dark music? E il nome Bram Stoker era funzionale a questo tipo di sound?

Tony Bronsdon : Abbiamo scelto temi che sono stati a volte oscuri, a volte eccentrice e stravaganti . Il nome " Bram Stoker " lo abbiamo scelto perché ci è piaciuto da subito , ma non abbiamo cercato di riprodurre qualcosa sul vampiro .

A distanza di anni siete soddisfatti dell’album “Heavy Rock Spectacular”? Era l’album giusto al momento giusto? Come fu recepito dalla stampa inglese e quella estera? Le vendite furono soddisfacenti?

Tony Bronsdon : L'album rappresentata abbastanza bene quello che eravamo ma abbiamo avuto problemi con il modo in cui è stato mixato e inoltre avrebbe beneficiato di fare un po’ più di tempo in studio per alcuni brani. Abbiamo avuto alcune ottime recensioni come su " Melody Maker”. Il vinile originale su Windmill Records ha venduto nell'ordine delle centinaia piuttosto che delle migliaia di copie























Ci sono state diverse ristampe di “Heavy Rock Spectacular” negli anni tra cui quella dell’italiana Black Widow Records. Qual è quella che vi ha soddisfatto maggiormente?

Tony Bronsdon : Forse il CD Comet Records (Akarma) ha dato alla band un minimo di distribuzione globale e di pubblicità che ha contribuito a mantenere vivo il nostro nome.
Mi racconteresti coma andò il vostro concerto al Marquee di Londra con i Queen come support band? So che viene considerato un concerto storico…

Tony Lowe : E 'stato solo un altro concerto dei tanti a Londra. Ci è sempre piaciuto molto suonare al Marquee e non sapevamo che questa band di supporto avrebbe continuato con una notorietà così enorme. Penso che sia stato uno dei loro primi concerti quindi erano un po’ agitati attorno al palco.

Oggi siete considerati una Classic (Prog) Rock band ma nei primi giorni quali furono le band “Classiche” per i Bram Stoker?

Tony Lowe : Ci sono piaciute un sacco di band diverse. Ero un grande fan degli originali King Crimson e li ho visti regolarmente al Marquee club. Sì, era anche una band che mi ha colpito molto Tony Bronsdon : The Nice

Perché i Bram Stoker decisero di sciogliersi dopo la pubblicazione del primo disco? Quali furono le cause? 

Tony Bronsdon : problemi personali costanti hanno indebolito la volontà di andare avanti .

Gli ex membri del gruppo sono stati coinvolti in altri progetti musicali dopo lo scioglimento?
Tony Lowe : ho lavorato come chitarrista turnista e produttore, e ho curato sei album. John Bavin ora vive in Australia .

Tony Lowe è tuttora un affermato produttore, avendo lavorato con grandi artisti della New Wave quali Pet Shop Boys, Toyah e Visage. Sono curioso di sapere com'è approdato nei Bram Stoker?

Tony Bronsdon : Tony Lowe è stato nella band anche in passato. È entrato all'inizio del 1971 al basso e ha visto due cambi di line up prima che la band si sciogliesse anche se non era nel primo album.

E arriviamo a Cold Reading, il vostro comeback discografico. Quali sono i vostri obiettivi con la pubblicazione del disco? Farete un tour mondiale? 

Tony Lowe : Stiamo esaminando possibili soluzioni ma al momento nulla è su carta. C’è una connessione tematica tra la copertina e il titolo del disco? Il drago in copertina che cosa rappresenta? Tony Lowe : Non è un drago, ma una foto di nuvole scure rappresentate in modo che assomiglino a una figura demoniaca o a un fantasma. Il titolo si riferisce a delle pratiche occulte dei primi anni del 1900 e allo spiritismo vittoriano. Bram Stoker , autore del romanzo “Dracula” è stato coinvolto nello studio dell’occulto e abbiamo voluto avvicinare l'album ad alcuni aspetti della sua vita.

So che Tony Lowe sta lavorando anche a un nuovo progetto musicale con David Kross dei King Crimson. Puoi darci qualche anticipazione?

Tony Lowe : David e io abbiamo registrato un album l'anno scorso sul tema delle 'Starless' descritto su 'Red'. Dovrebbe uscire quest'anno. Abbiamo anche iniziato a lavorare all’album successivo.


































ENGLISH VERSION
Nowadays, with the term “Dark Sound” are grouped different British bands as Black Sabbath, Black Widow, Bram Stoker, Arzachel and so on. At the beginning of your career your goal was to create and play dark music? And the Bram Stoker name was functional for this type of sound?

Tony Bronsdon: We chose themes which were sometimes dark and sometimes quirky or oddball. The name "Bram Stoker" came about because we liked it but we didn't especially try to play on the vampire thing.

Years later are you satisfied of the "Heavy Rock Spectacular" album? Was It the right album at the right time? How were the responses by the British press and the foreign one? Were sales satisfactory?

Tony Bronsdon: The album represented quite well what we were about but we had issues with the way it was mixed and also would have benefited from doing a few more studio takes on some of the tracks. Momentum was slowly building and we had some complimentary reviews E.g. "Melody Maker" Sales of the original vinyl on Windmill Records were in the order of hundreds rather than thousands.

There have been several reprints of "Heavy Rock Spectacular" over the years including the Italian Black Widow Records. Which one did you satisfy the most?

Tony Bronsdon: Possibly the Comet Records (Akarma) CD gave the band a modicum of global distribution and publicity which helped keep the name alive.


Can you tell me about your gig at the Marquee in London with the Queen as a support band? I know it is considered an historical concert in Bram Stoker career...

Tony Lowe: It was just another London gig at the time. We loved playing the Marquee and didn’t know that this support band would go on to such huge stardom. I think it was one of their first gigs so they were a bit rough round the edges.

Today you are considered a Classic Progressive Rock band but, in the early days, which were the “Classic bands” for Bram Stoker?

Tony Lowe: We liked a lot of different bands at the time. I was a big fan of the original ‘King Crimson’ and saw then regularly at the Marquee club. ‘Yes’ was also a band that impressed me a lot.
Tony Bronsdon: The Nice

Why Bram Stoker decided to break up after the publication of the first album? What were the causes? Tony Bronsdon: Constant personnel problems weakened the resolve to carry on.


Former members of the group have been involved in other musical projects after the break up?

Tony Lowe: I have been working as a touring guitarist and producer since that time and have six albums released. John Bavin now lives in Australia.

Tony Lowe is a successful producer, having worked with New Wave great artists like Pet Shop Boys, Toyah and Visage, I'm curious to know how he landed in Bram Stoker

Tony Bronsdon: Tony Lowe was in the band way back. He joined in early 1971 on bass and saw two line up changes before the band broke up though he was not on the first album. And we get to Cold Reading, your comeback album. What are your goals with the release of the album? Will there be a world tour or a European tour to promote the album? Tony Lowe: We are looking at possible tours but at the moment it’s not on the cards.

There is a thematic connection between the cover and the title of the album? The dragon on the cover what it symbolize?

Tony Lowe: It’s not a Dragon but a picture of dark foreboding clouds adjusted to look like a demonic figure or ghost as the title refers to occult practices of the early 1900’s and Victorian spiritualism. Bram Stoker, the author of Dracula was involved in occult study and groups and we wanted to approach the album from the vantage point of his life.

I know that Tony Lowe is also working on a new musical project with David Cross of King Crimson. Can you give us a preview?

Tony Lowe: David and I recorded an album last year based on the ‘Starless’ theme featured on ‘Red’.
That should be out this year.
We’ve also started on a follow up to that.

sabato 8 marzo 2014

SPLATTER, INTERVISTE METAL, HEAVY DEMONS, SUB TERRA



































Per tutti gli amanti del fumetto più sanguinolento degli anni '90, tornato da poco in una nuova imperdibile edizione segnalo l'uscita di Splatter N.3 disponibile sul sito ufficiale e in seguito anche nelle fumetterie e edicole affiliate da Lunedì 10 Marzo (Tenete d'occhio anche il gruppo creato su Facebook).
Anche questa volta mi sono occupato della rubrica "Radio Virus" con recensioni di Deicide, The Providence, Three Monks, Profanatica and more.
Ecco tutti i dettagli:
Cannibalismo in docufiction con JEFFY, L'ANGELO CANNIBALE (Di Orazio II/Crescenzi).
Cosa è il femminicidio? LA MACELLERIA E' MOBILE A MEZZANOTTE (Di Virgilio/Siniscalchi). Sangue, cadaveri e Dio: DIVORA IL PROSSIMO TUO (Di Orazio/Frankie de Stena).
PARASSITI (Crippa/Officina Infernale), GUERNICA KILLER! (Hurricane), I VATICANI (Di Orazio/Goldfoil/Michelon), SPAIDI (Di Orazio/Algozzino) e SPLATER BUFO di Francesco Artibani. Un mucchio d'ossa e fumetti, e un prelibato onirico dossier de IL GEMELLO DIAVOLO di Andrea Guglielmino, insieme ai consigli per gli acquisti di Corrado Artale (libri), Eduardo Vitolo (musica).
Un albo spettacolare, di lacrime, sangue, sudore e ironia.
Copertina di Roberto Ricci

Di recente sono stato anche intervistato da Lunaria sul blog "Interviste Metal".
Potete leggere il resoconto della chiacchierata a questo link.
Ringrazio Lunaria pubblicamente per la gentile disponibilità.

Per chi si fosse perso invece la diretta della mia intervista radiofonica per Heavy Demons Radio Show (In onda ogni domenica sera dalle 22 su Radio Onda D'Urto) può ascoltare il podcast della puntata (con un sacco di buona musica) direttamente a questo link.

Infine Tsunami Edizioni mi ha comunicato che copie di "Sub Terra, Rock Estremo e Cultura Underground in Italia (1977-1998)" sono state ordinate persino del Cile (Ricordo che per ora il libro è disponibile solo in italiano). Non è il primo caso: copie di Sub Terra sono state ordinate anche in paesi come Ecuador, Germania e Norvegia.
Approfitto della cosa per comunicare che qualsiasi editore estero interessato a tradurre e pubblicare il saggio sulla scena estrema italiana, può contattare direttamente Tsunami Edizioni per tutti i dettagli del caso.

lunedì 3 marzo 2014

BLACKY MOLE - BLACKY SABBATH. IRON MAN (2014)



“Volevo realizzare qualcosa di ironico e graficamente pop e omaggiare il grande Bonvi e le sue Sturmtruppen. Blacky Mole è l’animale underground per eccellenza. Non credo che esista un animale più oscuro, misterioso e “miope. Poi il contatto con l’elettricità e la musica estrema l’hanno mutata in un mostro”.
Così si esprime Antonio Pannullo sul suo personaggio, una talpa che per i cultori dell’underground artistico e musicale non è di sicuro un simbolo incomprensibile.
Nato a Nocera Superiore nel 1964, Antonio è illustratore, grafico pubblicitario, modellatore 3D e decoratore parietale. Inoltre ha un fortissimo background punk e metal che riversa a piene mani nelle sue opere tra cui l’ultimo “Blacky Sabbath. Iron Man”, un’autoproduzione in edizione limitata nel formato 45 giri con apertura a destra per poter sfilare e leggere il fumetto.
Un’idea a mio avviso avvincente che dimostra totalmente quanto Antonio si lasci influenzare dal rock e il suo immaginario.
“Spesso la storia nasce ispirandomi semplicemente ai testi o al titolo della canzone…Per raccontare una storia preferisco una singola illustrazione a diverse tavole composte da più disegni e testi. Anche nella musica un singolo, anche se fa parte di un album, può avere una doppia valenza: rimanere un singolo o far parte di un concept unito agli altri brani”
Come avrete compreso dalla cover e dal titolo, oggetto dell’opera sono i gloriosi Black Sabbath e la loro celeberrima “Iron Man”. Blacky Mole, la talpa mutata, viene catapultata nell’universo sabbathiano prendendo le sembianze del mitico Ozzy, accompagnato dal resto della cricca di Birmingham.
In tanti nelle tavole di Pannullo riconosceranno pose e immagini tipiche del periodo d’oro del gruppo inglese.

Ma Antonio è dotato anche di un grande senso dello humour e nel momento in cui la band sale sul palco del Colosseo per suonare la loro famosa “Iron Man” dovranno vedersela con un altro “Uomo di ferro” altrettanto celebre del fumetto…
Non aggiungo altro per non rovinare la lettura di chi è interessato all'acquisto dell’albo, in edizione limitatissima e accompagnato anche da una T-Shirt fighissima (io stesso ne ho una come potete vedere nella foto sotto).



Di seguito i progetti futuri di Pannullo:
“Sto completando, in contemporanea, due racconti. Il primo è una saga vichinga ispirata dalle razzie che i popoli del nord facevano ai danni dei villaggi delle coste inglesi. Il titolo è ancora provvisorio, RATTUS NORVEGICUS o topo delle chiaviche, il racconto è una parodia del Ratto di (Nord) Europa. Dove tre Mole, di ceppo danese, rubano per necessità riproduttive una talpa albina da un battistero all’interno di un castello anglosassone cristiano.
Quando arrivano i norvegesi a chiedere dazio per la loro attività di difesa delle coste inglesi dagli attacchi barbari si trovano di fronte il fatto compiuto, il re dei barbari non crede al re anglosassone e ne nasce una feroce caccia a questi presunti ladri di talpe femmine da impalmare. L’unico dubbio è sui tre protagonisti se farli con il face painting dei tre Immortal o lasciarli con un look anonimo .
Il secondo racconto ha il titolo di T AENIA SOLIUM. Qui il protagonista è King Diamond nelle vesti di uno stregone che farà conoscere alle talpe vichinghe la potenza dei maiali cornuti (cinghiali) addestrati per la battaglia, arma usata dalle talpe inglesi contro le invasioni dei barbari, e della loro virale pericolosità che sarà usata proprio contro i loro oppositori.

In questo pdf trovate il demo del progetto menzionato da Antonio.

Per contatti e ordini: 
info@antoniopannullo.it
http://www.antoniopannullo.it/ 

Il blog di Antonio Pannullo: 
http://blackymole.blogspot.it/

Il suo facebook :
https://www.facebook.com/blacky.mole