sabato 12 maggio 2012
IL DIAVOLO E IL PARRUCCHIERE
E allora cari lettori vi presento la mia ennesima storia autobiografica, sperando di far cosa gradita.
Se non, è stato comunque bello ricordare quei momenti e alcuni amati personaggi che, ahimè, sono passati da tempo a miglior vita.
Buona lettura
Il Diavolo e il Parrucchiere.
Sono stato cresciuto, coccolato e viziato, da una nonna attenta e premurosa.
Posso affermare tranquillamente che tutto quello che ho appreso dalla vita lo devo a lei, ai suoi consigli, ai suoi precetti. Inevitabile che da ragazzino non avessi desiderio di stare con i miei simili e l’unico mio obiettivo fosse quello di trascorrere il maggior tempo possibile con la cara nonna.
Una delle occasioni più favorevoli era accompagnarla dal parrucchiere.
Col permesso di mia mamma potevo stare fuori casa un intero pomeriggio e se la dea bendata mi assisteva ci scappava anche un Topolino nuovo di zecca o un dolce.
E pazienza se la bottega del parrucchiere (un appartamento trasformato in negozio) era pieno di donne ciarliere e vanitose: il gioco valeva quasi sempre la candela.
Bastava sedermi accanto a mia nonna e mettermi a leggere il fumetto o al massimo giocare con alcuni soldatini che non abbandonavano mai le mie tasche.
E poi c’era B. il parrucchiere che raccontava sempre storie strane e singolari. A volte erano aneddoti che trattavano le sventure di donne e uomini del mio paese che non conoscevo. Di solito quelle cose mi annoiavano. Ma quando era dell’umore giusto ci scappava una storia di fantasmi e allora lasciavo i miei passatempi e B. diventava il fulcro del un mondo immaginario tutto da scoprire: castelli infestati dalle anime in pena di cavalieri longobardi, morti in battaglia e botole misteriose che accedevano a tesori introvabili.
Anime del purgatorio che camminavano silenziose nelle campagne con tanto di lumini a rischiarare il loro volto pallido e emaciato e case solitarie e diroccate che era meglio non visitare all'imbrunire.
B. era un narratore d’eccezione e se non avesse dedicato tutta la sua vita ai capelli delle donne (era davvero bravo in effetti!) avrebbe potuto essere un grandissimo scrittore horror.
Unico inconveniente: la notte non dormivo e svegliavo continuamente mia nonna, lamentandomi delle storie paurose di B. In realtà (e solo di giorno) le adoravo e avrei voluto ascoltarne a milioni!
Un pomeriggio grigio, con nuvole pronte a scoppiare di pioggia, scattò la visita mensile al parrucchiere.
Ero estasiato da tutto quello che sarebbe accaduto. Era come affrontare un gioco dal finale imprevedibile. Arrivati a destinazione B. strinse con dolcezza il camice attorno al collo di mia nonna e con un sorriso che sapeva rapire disse: “Signora Lucia ma lei crede al diavolo?”
Mia nonna che era molto devota, facendosi subito il segno della croce rispose: “Dio ce ne liberi!”
B. sorrise soddisfatto e iniziò la sua ennesima storia dell’orrore.
La mia attenzione era completamente rivolta alle sue parole.
“Signora, non abbiate paura. Mio padre convive ogni giorno col Diavolo. Si frequentano da anni e ne succedono di tutti i colori. Gli fa cadere i piatti in testa e lo sveglia di notte urlandogli sulla testa epiteti di ogni genere. Giusto l’altro giorno mi raccontava che ha trovato i fili delle corrente tranciati e la televisione poggiata sul pavimento mentre era in bagno. Gli fa 'scherzi' di ogni genere e non lo lascia mai in pace. Papà ormai si è abituato e tollera tutto, ma se vivessi ancora con lui sarei già morto d’infarto!”
Mia nonna si fece nuovamente il segno della croce e mormorò una preghiera a bassa voce. Poi rivolgendosi verso il sottoscritto, comandò perentoria: “Vai subito a giocare nella sala d’attesa per i clienti”.
Di sicuro aveva notato gli occhi sbarrati e la bocca aperta per lo stupore o il terrore.
Stavo per esaudire la richiesta della nonna quando il parrucchiere mi intimò di fermarmi. Non aveva intenzione di arrendersi alle mia fobie.
“Signora mia, Eduardo ormai è grande! I ragazzi di oggi ne vedono di peggio in Tv, statene certa. Il diavolo non fa più paura a nessuno. Neanche mio padre lo teme. Lo considera un ospite che gli fa 'mali servizi' tutti i giorni ma senza di lui si sentirebbe solo, ne sono sicuro. Alla fine mi sa che lo cerca in giro per la casa quando il diavolo non si fa sentire”.
La nonna, ormai coinvolta dal racconto B, e in preda a una malcelata curiosità chiese: “Ma coma ha fatto a far entrare il diavolo in casa? Perché non chiama un prete per far benedire la casa?”
B. sorridendo di gusto per una domanda che attendeva da diversi minuti si affrettò a rispondere: “Papà ha sempre mantenuto il silenzio in proposito. Dice sempre che è una cosa tra lui e il diavolo ed è meglio non immischiarsi. Signora bella, di sicuro hanno fatto qualcosa insieme che è meglio non sapere. Spesso ha trovato anche soldi nel cappotto o nelle tasche dei pantaloni. È stato il Diavolo, ci scommetto! Io non li ho mai voluti quei soldi. Lo racconto anche alla mia cara mamma tutti i sabato al cimitero: tuo marito ha fatto un guaio bello grosso e ora se lo 'piange' lui e il suo amico! Non angustiamoci troppo e pensiamo a fare la messa in piega a regola d’arte!”
Era tutto finito.
Tornai ai miei soldatini ma non riuscii più a concentrarmi. Pensavo continuamente al diavolo e allo strano “patto” che mi aveva raccontato B. Ero preoccupato per la sorte del vecchio e in fondo al cuore avevo paura che il demonio sarebbe venuto a trovarmi quella notte perché ero a conoscenza della sua esistenza e delle sue trame terrene. Dormii una settimana intera accanto a mio nonna nel lettone grande. Riposarmi da solo nella mia stanza per il sottoscritto era come una condanna a morte. Avrei rischiato un malore a otto anni, ne ero sicuro.
Da allora non sentii più parlare del padre di B. e del suo strano rapporto col Diavolo. Il parrucchiere non affrontò più l’argomento in bottega, forse costretto al silenzio da mia nonna. Rividi B. dopo anni e anni ed era ormai un anziano in pensione con lunghe ciocche bianche e il sorriso enigmatico. Una mattina lo trovai seduto su una panchina col viso serio, rivolto al castello sulla collina. Salutandolo allegramente (ero sempre felice di incotrarlo) gli chiesi cosa stesse guardando: con fare austero mi rispose che i fantasmi dei cavalieri infestavano ancora le segrete del Castello di Sarno e c’era uno splendido tesoro che nessuno era riuscito ancora a trovare.
B. non era cambiato e il patrimonio di storie paurose e del soprannaturale col quale aveva spaventato o estasiato per anni le clienti del negozio, ben presto lo avrebbe seguito nella tomba.
Quando seppi della sua morte ci rimasi davvero male.
Era uno dei personaggi sarnesi che più amavo e rispettavo. Un vero libro aperto di storie meravigliose e inquietanti.
Dedico a lui questo breve racconto, rassicurandomi sul fatto che la sua memoria è ancora ben viva nei miei ricordi di ragazzo che apprezzava (e tanto!) i suoi racconti orali.
Sono sicuro che in qualunque posto sia ora, sta raccontando una storia mirabolante a una nutrita platea di curiosi, magari aiutandoli anche a farsi belli.
martedì 8 maggio 2012
365 RACCONTI SULLA FINE DEL MONDO: BOOKTRAILER & UPCOMING NEWS
Come molti lettori già sanno, avendo letto questo vecchio post, anche quest'anno sono nell'Antologia della Delos Books, intitolata "365 racconti sulla fine del mondo".
Il mio racconto si intitola "Va in onda la fine!" ed ha come protagonista il mio alter ego radiofonico, Mister Eddie, per un'ultima diretta prima di abbracciare il grande buio.
Ovvi i riferimenti al capolavoro cinematografico "Pontypool".
Riporto una serie di news legate al libro:
Sabato 12 maggio, presso lo stand N117, Padiglione 2 di Delos Books, alle ore 16, tutti gli autori sono invitati a un incontro con l'editore e con gli altri compagni di cordata, per celebrare tutti insieme la nuova antologia della mitica serie delle 365!
Inoltre il curatore dell'antologia, l'autore Franco Forte, ha aperto di recente un gruppo su Facebook, dove si sta creando un fitto scambio di idee e proposte.
Infine riporto più in basso il primo booktrailer ufficiale del libro:
giovedì 22 marzo 2012
EDU SU "365 RACCONTI SULLA FINE DEL MONDO"
Post ultra veloce sono per segnalare che dal 20 Aprile sarà disponibile l'antologia collettiva della Delos "365 Racconti sulla Fine del Mondo".domenica 4 marzo 2012
VENTI ANNI DI "UNA VOLGARE DIMOSTRAZIONE DI FORZA"
Nel 1992 avevo su per giù diciassette anni.Frequentavo l’inferno in terra chiamato “Liceo Classico”, portavo i capelli alla Bobby Briggs (se non lo conoscete peggio per voi!) e ascoltavo dalla mattina alla sera nel mio walkman a cassette, Metallica, Testament, Guns N’ Roses, Morbid Angel, Anthrax, Deicide, Cro-Mags, Nuclear Assault, Nirvana e tonnellate di altra roba.
Il tape trading era la sopravvivenza.
Cos’era il tape trading? Significava scambio di cassette registrate (le mitiche TDK ad esempio) rigorosamente di 90 minuti e più con due dischi incisi sul lato A e sul Lato B.
Due al prezzo di uno!
Nel 1992 così come nel 2012, nessuno poteva permettersi di comprare tanti vinili o cd.Il vinile, prima di scomparire costava sulle 18 mila lire (se doppio anche di più).
Il cd da poco arrivato viaggiava già oltre il vinile.
Ricordo che comprai il doppio live degli Slayer “Decade Of Aggression” alla modica somma di 40 mila lire. Feci la fame per diverse settimane, ma la musica da sempre nella mia vita, è stata più importante di tutto.
Dicevamo il tape trading? Giravo per il mio paese (all’epoca una cittadina di trentamila anime, abbastanza affolata), alla ricerca di “metallari”che approvassero gli scambi che proponevo: “Io ti registro due album su cassetta, tu fai lo stesso. Decidiamo i titoli!”
Tramite un amico comune, negli anni metallaro pentito (sigh!), riuscii a conoscere un tipo che viaggiava ormai verso i trenta.

Io: capelli lunghetti, maglietta dei Metallica, jeans strappati, faccia da drogato (così mi dicevano in paese!).
Il tipo, a sorpresa, si fidò all’istante, forse perché vedeva in me quello che un tempo era stato o semplicemente si era accorto che non volevo fregarlo.
Dopo una settimana mi arrivavò fino a casa una cassetta TDK 90 con “Vulgar Display Of Power” dei Pantera sul lato A e “Wasted in America” dei Love/Hate sul lato B.
Entrambi i dischi con una registrazione in alta qualità (niente fruscii del vinile, niente duplicazioni di duplicazioni).
Rimasi letteralmente travolto dal primo (il secondo non mi fece né caldo, né freddo).
Non avevo mai ascoltato niente di simile.
Non era Thrash Metal eppure in qualche modo si accostava al genere.
Non era Death Metal eppure era altrettanto potente e annichilente.
Rimasi completamente rapito. Lo ascoltavo giorno e notte.
Alla fine, dopo così tanti ascolti, la pellicola del nastro iniziò a deteriorarsi con una qualità dell’ascolto sempre più bassa e a volte anche accidentata (strappi, strani silenzi improvvisi etc).
Cercai nuovamente il “trentenne metallaro” ma era come scomparso.
A Sarno nessuno sapeva dove rintracciarlo.
Andai anche a casa sua, ma la madre mi disse laconicamente che era partito per lavoro.
Poi venni a sapere che si era sposato e come tanti meridionali era emigrato al Nord in cerca di fortuna.
“Vulgar Display Of Power” era e rimane la colonna sonora di quei giorni frenetici e romantici, a caccia di “amici” che condividessero col sottoscritto una passione spropositata per la musica.
E quel particolare amico, così per bene nei vestiti e così violento negli ascolti, a distanza di venti anni, rimane lo specchio fedele di un momento storico della mia esistenza che mai mi sarà restituito.
Intanto beccatevi sto capolavoro!
P.S. Il tipo col bomber a scacchi è EDU in gita scolastica a Praga.
sabato 29 ottobre 2011
365 RACCONTI SULLA FINE DEL MONDO
Anche quest'anno partecipo alla classica antologia annuale della Delos Books dedicata stavolta all'apocalisse ultima: "365 Racconti sulla fine del mondo".mercoledì 31 agosto 2011
UN (MIO) RACCONTO SPETTRALE
Stamane, leggendo un interessantissimo post di Libera sulle processioni fantasma, mi sono accorto di aver pubblicato diversi anni fa sul web un racconto di fantasmi molto simile, tratto a sua volta da una storia vera, raccontatami tempo addietro da una simpatica nonnina.sabato 18 giugno 2011
IL DEMONE (PO)MERIDIANO

Secondo la tradizione classica, il Meriggio (Mezzogiorno) è l’unico momento della giornata in cui il tempo sembra fermarsi in una stasi inquietante e possono accadere strani avvenimenti legati alla demonologia e addirittura al vampirismo.
Secondo il sito di Sabbatica.org “la luce divorante del meriggio è il luogo elettivo di demoni, phantasmata, incubi e succubi: entità che, prima di essere confinate nelle tenebre e nella notte dal cristianesimo, non conoscevano distinzioni morali tra luce e oscurità. Specialmente per la civiltà greca, quello del meriggio è un istante critico in cui il tempo e la natura paiono fermarsi in una stasi inquietante, mentre gli effetti dell’astro smettono di essere benefici e fecondatori e si fanno opprimenti e disseccanti. Insolazioni, miasmi e allucinazioni di una terra colpita da un calore ustionante forniscono l’humus di mitologie e letterature che esorcizzano il calore, la solitudine, gli effetti distruttivi della natura su un popolo di pastori e marinai.”
Qui al Sud Italia le ore successive al Mezzogiorno, possono essere comparate alla mezzanotte di un qualsiasi paese o cittadina comune: chiudono i negozi e la gente si ritira in casa per mangiare. Molti, moltissimi, cercano anche di ristorarsi con qualche ora di sonno prima di iniziare nuovamente le attività diurne.
Le strade si svuotano e uno strano silenzio cala sulle case, come se all’improvviso la vita si arrestasse d’incanto, preda di un sortilegio che come abbiamo letto precedentemente ha qualcosa di mitologico e se ci pensiamo bene di orrorifico.
Tutto questo preambolo per raccontarvi un piccolo mistero che mi è accaduto personalmente, in questi giorni di calura estiva e che, come gli antichi greci dicevano secoli prima, seppur verificatosi sotto un sole ardente, ha tutta la forza visionaria e ombrosa di un qualsiasi evento notturno.
Sono da poco passate le 14:00 p.m. e sto guidando a velocità normale su una strada solitaria che collega il mio paese, Sarno, agli altri centri del salernitano. Intorno a me, chilometri e chilometri di campagna coltivata e nessun’anima viva.
Come mio solito ascolto musica rock a tutto volume, riflettendo sugli impegni pomeridiani e serali.
D’un tratto un lungo nastro nero appare sulla carreggiata. È lunghissimo e sembra quasi trasportato dal vento. Lo osservo senza preoccupazioni. Normalissimo trovare sulle strade di periferia spazzatura varia e molto spesso (ahinoi!) carcasse di animali investiti.
Decido di non rallentare. Del resto che cosa può farmi un nastro o una corda adagiata sull’asfalto?
Sono a pochi metri dal quell’inoffensivo imprevisto quando il cuore mi sobbalza in gola come se avesse vita propria e desiderasse abbandonare il mio corpo.
Conosco quel movimento! Non è il vento (del resto la giornata è torrida e insopportabile) a far muovere l’oggetto ma un incedere sinuoso e orribile ai miei occhi: quello di un serpente!
Mentre sto per investirlo valuto la sua lunghezza e mi si ghiaccia il sangue nelle vene. Sarà almeno un metro e mezzo. Ed è nero come la notte. Rallento ma è troppo tardi. Lo investo in pieno!Fermo immediatamente l’auto a lato della strada ma non oso aprire lo sportello. Sono terrorizzato!
Sporgo lentamente la testa dal finestrino e il demone del meriggio è mirabilmente ancora vivo e in movimento sulla carreggiata.
Intanto si avvicina veloce un’altra vettura. Stavolta la bestia non ha intenzione di farsi sopraffare.
Con uno scatto che mi fa sobbalzare nell’abitacolo, cerca di mordere lo sportello dell’auto in corsa. La macchina è troppo veloce e l’aggressione fallisce miseramente.
Come a comprendere la lotta impari tra natura e tecnologia umana, il lungo essere pomeridiano va a nascondersi in un cespuglio vicino.
Mi rassicuro che è tutto finito. Che è stata solo una piccola avventura da raccontare agli amici.
Riaccendo il motore ma qualcosa mi blocca nuovamente.
Dal lato opposto della strada si avvicinano lentamente alcune ombre: sono ciclisti.
Immagino il serpente acquattato nell’erba che con uno scatto febbrile azzanna la gamba di uno di loro, tra urla di orrore e ho un brivido freddo.
Abbandono l’auto ancora accesa e come se fosse giunta l’apocalisse mi fiondo di corsa verso i ciclisti con le mani al cielo.
Gli uomini, sorpresi e attoniti, arrestano subito la loro corsa. Si tratta di un vecchio contadino e a poca distanza un paio di marocchini.
Mi guardano perplessi: pensano che ho bisogno di aiuto, forse di benzina o di un meccanico.
Sudato e eccitato spiego quello che ho visto.
Uno dei marocchini ride divertito. Forse dalle sue parti rettili neri lunghi oltre un metro sono la normalità ma diavolo! per me non lo sono.
Il vecchio agricoltore ascolta invece serio e attento il mio racconto. Ha delle rughe così profonde sul volto abbronzato che sembra uno sciamano indiano.
Consiglio vivamente agli uomini di chiamare aiuto perché quell’animale è davvero pericoloso e potrebbe attaccare qualcuno.
I marocchini spazientiti e tutto sommato increduli (o indifferenti a seconda dei casi) mi lasciano alle mie congetture e dopo aver attraversato incolumi il tratto di strada incriminato si allontanano verso Sarno.
Rimane solo il vecchio, che con sguardo penetrante, osserva le mie mosse.
Sto per salutare e andarmene quando lo sciamano finalmente si decide a parlare. Il suono della sua voce è acuto e sgraziato e non so perché, mi ricorda nuovamente il serpente.
Con tono austero, racconta che ne ha visti tanti nella sua vita, anche di più grossi, e spesso si aggirano a quell’ora attratti dalla luce e dal calore del sole.
Gli chiedo se è stato mai attaccato e con disarmante semplicità risponde che è stato morso da giovane finendo all’ospedale. Da allora porta sempre degli stivali da lavoro, alti fino al ginocchio, anche in estate.
Immagino la vita del contadino, a stretto contatto col pericolo dei serpenti e provo un senso di irrealtà.
Lo saluto confuso, porgendogli la mano e in cambio ricevo una stretta callosa e un sorriso sdentato che mi ricorda nuovamente la bocca di un serpente.
Salgo veloce in auto, non prima di aver osservato il cespuglio e il mistero che si cela dietro i suoi rovi.
Per giorni la visione del serpente e del vecchio infesteranno i miei ricordi assumendo un alone onirico e quasi mitologico.
Il mito di una terra bruciata dal sole che nell’ora più calda e luminosa si ferma come per incanto, lasciando il posto a esseri mostruosi come il serpente (po)meridiano.
domenica 15 maggio 2011
365 RACCONTI HORROR PER UN ANNO IN STORE!
Oggi è Domenica, giorno di relax (più o meno...) quindi passo a una segnalazione veloce che mi riguarda: da oggi 15 Maggio 2011 è disponibile presso Delos Books la nuova Antologia di genere "365 Racconti Horror per un anno" curata dal noto scrittore Franco Forte.All'interno troverete un mio nuovo racconto (in tema Zombie, guarda caso...) al giorno 14 Dicembre (che è poi il mio compleanno) col titolo di "Lettera di un disertore".
Questa la sinossi del libro:
365 autori. 365 racconti. 365 declinazioni dell'horror. La seconda antologia di Delos Books che fa seguito al clamoroso successo della "365 racconti erotici per un anno", e che propone al pubblico un numero sorprendente di brevissimi racconti del terrore, tutti da non perdere!
Dopo il successo dell'antologia 365 racconti erotici per un anno, un'altra impresa quasi impossibile messa in campo da Delos Books: una raccolta di 365 racconti horror selezionati fra migliaia che hanno partecipato alle selezioni sul forum della Writers Magazine Italia.
L'esperimento non solo è riuscito anche questa volta, ma conferma che in Italia esistono autori di grande valore, capaci di esprimersi in più generi letterari a una qualità che non ha nulla da invidiare a quella dei maestri anglosassoni.
Nell'antologia, oltre a decine di autori al loro esordio letterario, anche un gruppo di scrittori professionisti di primissimo piano, che hanno dato il loro contributo a quest'altra pietra miliare della letteratura breve del nostro Paese.
Con racconti di Alan D. Altieri, Danilo Arona, Cristiana Astori,Barbara Baraldi, Alfredo Castelli, Patrizia Debicke, Graziano Diana,Stefano Di Marino, Giulio Leoni, Enrico Luceri, Mauro Marcialis, E. & M. Martignoni, Giancarlo Marzano, Novelli & Zarini, Marilù Oliva, Alda Teodorani, Dario Tonani, Andrea Villanicon l'esordio letterario di FEDERICO ZAMPAGLIONE leader dei TIROMANCINO...e Altri 346 Autori.
Per ordinare il libro basta cliccare sulla copertina del libro nella colonna destra del blog.
Ci risentiamo domani con un mistero che su IL MONDO DI EDU è sempre seguito con interesse.
lunedì 28 marzo 2011
EDU SU "365 RACCONTI HORROR PER UN ANNO"

sabato 5 febbraio 2011
“BARUC E’ RISORTO!”: SURVIVAL BLOG (CAPITOLO FINALE)
Appena lo vidi, caddi ai suoi piedi come morto. Ma egli, posando su di me la destra, mi disse: Non temere! Io sono il Primo e l'Ultimo e il Vivente. Io ero morto, ma ora vivo per sempre e ho potere sopra la morte e sopra gli inferi. Scrivi dunque le cose che hai visto, quelle che sono e quelle che accadranno dopo. (Giovanni – Apocalisse)Alleluia, fratelli perduti nella terra di Babilonia!
Dio è nuovamente al nostro fianco.
Il più grande miracolo è compiuto e una nuova era si dischiude ai nostri occhi, diradando le tenebre che ci hanno resi ciechi e disperati.
Il Messia è di tra noi! Baruc è risorto!
Nessun male potrà colpirci. E voi, maledetti figli di Caino perirete tra atroci sofferenze, perché il popolo del signore è risorto dalla morte e presto invaderà il mondo.
Li sento bussare alla nostra porta, con forza. La nostra casa li accoglierà, perché loro sono il popolo benedetto. Il pastore non può tenere fuori il suo gregge. È contro natura! Chi sono io, umile servo della fede, per oppormi ad una forza tanto grande?
Vi racconterò l’ultima parabola. Poi mi ricongiungerò alla mia gente. Non posso fare altrimenti
Sono qui, sulla torre più alta a parlare con voi, maledetti giudei. Tenetene conto! Consideratelo l’ultimo dono che vi offro: conoscerete la beatitudine e la forza della rinascita del nostro amato Baruc. Solo lui è stato in grado di abbattere i saldi cancelli della morte per tornare a noi. Baruc è benedetto. Voi finirete tra le fiamme dell’inferno.
Ascoltate la mia parola e se ancora avete fede, intraprendete il viaggio verso il monte del signore: qui succedono cose enormi che voi poveri stupidi, potete solo immaginare.
Mi vergogno della disperazione che ha invaso la mia povera mente, l’ultima volta che ho parlato alle masse. Potete comprendermi, no? Baruc, l’eroe della fede, era morto. Lorenzo era morto. La mia amata Annalisa, volata dalla torre più alta, tra le braccia degli Angeli della Terra.
Non lo potevo sopportare. Dio ci aveva abbandonato. Tutto era perduto. La mia gente si dava in pasto agli Angeli del sottosuolo, immolandosi nel dolore. Molti si chiudevano nelle stanze della casa del signore e sparavano a se stessi e ai propri fratelli.
Piangevo e mi disperavo. Come poteva Dio permettere tutto questo!?!
Ho abbracciato i fratelli rimasti e insieme abbiamo scalato la torre più alta sistemandoci in un cantuccio lontano. Abbiamo mangiato il corpo e il sangue e abbiamo pregato.
Pian piano ci siamo ripresi. Ci davamo forza reciprocamente. Parlavamo di costruire una chiesa in onore di Baruc e lì accogliere i nuovi arrivati. Gli empi sarebbero finiti nel fuoco, come sempre. I giusti avrebbero regnato insieme a noi.
Passarono diversi giorni e diverse notti. Vivevamo nella torre e attendevamo un segno. Il nostro cuore ferito, lentamente si stava rimarginando.
Ad un tratto arrivò il segno.
Passi: lenti, decisi percorrevano gli antichi scalini della torre medievale. Chi poteva essere? Gli Angeli della Terra erano ancora lontani dalla nostra casa. E i nostri confratelli, sconfitti e addolorati avevano lasciato questo mondo di lacrime.
Quale meravigliosa visione!
Baruc a capo della sua legione celeste era tornato sulla terra! Ci stringemmo l’uno all’altro convulsamente. Molti urlarono di orrore, buttandosi dalla torre. Altri iniziarono a gemere e a pregare per la propria anima.
Io ero estasiato! Lasciai il gruppo tremante e mi avviai in ginocchio verso il mio maestro.
Indossava ancora la veste cerimoniale, così come lo avevo seppellito giorni prima.
Il mio amato Baruc!
Miracolo, miracolo!
Era risorto dalle tomba per annunciarci la buona novella. E aveva portato dal mondo dei morti il suo esercito della fede.
Li riconoscevo tutti: il caro fratello Lorenzo, Miriam la dolce bimba che adorava saziarsi del corpo, Elvira, madre apprensiva e devota, Leonardo, soldato della fede e cacciatore di empi, il vecchio Michele, dai discorsi infervorati e dalla fede invincibile. Tutti indossavano le vesti sacre, in onore della loro rinascita. Ricordate, il rosso è il colore dei giusti. E loro erano tornati dalla morte con il loro vestito migliore.
E poi (meraviglia delle meraviglie!) Antonio! Il miscredente che aveva ucciso il nostro messia!
Anche lui, il corpo annerito dal fuoco che tutto purifica, era rinato nella fede di Baruc.
Ora era al suo fianco, di nuovo vivo e dalla nostra parte.
Cosa dite? Quali sono i vostri pensieri? Ditemeli, vi prego!
Io vi sto scrivendo in un momento cruciale della mia esistenza. Presto raggiungerò il mio gregge nella rinascita.
Eppure vi dedico i pochi istanti della vita terrena che mi sono rimasti.
Comprendete questo miracolo? Avete finalmente capito che la nostra parola risorge dalle ceneri della distruzione per regnare sulle terre desolate di Babilonia?
Siate redenti e grati di quello che state leggendo.
Grandi miracoli stanno accadendo e da ora tutto sarà diverso.
Dicevo: abbracciai il mio amato maestro. Lui era fermo, statuario. Il velo rosso gli copriva il volto. Silenzioso mi osservava con occhi di fuoco. Lo baciai sulla bocca e gli dissi: “Padre Baruc, il tuo servo è qui. Grande è la potenza del signore e io ti sarò vicino per sempre!”.
Il maestro, ascoltando le mie infervorate parole, decise di mostrarmi il suo splendido volto.

Miracolo, miracolo!
Baruc, comprese i miei sentimenti e mi strinse forte al suo corpo. La sua bocca sulla mia. Il sangue che bagnava i nostri volti come stimmate divine.
Antonio, Lorenzo e gli altri mossero subito verso gli altri. Li baciarono a lungo e con passione.
Loro urlarono di gioia e l’estasi di quel momento riempì il cielo.
Altri Angeli bussarono alla nostra porta. Invasero la nostra casa.
Fratelli, sono ancora me stesso, ma per poco.
Ho abbandonato le braccia del Padre, riluttante, per salire sui merli più alti della torre e scrivere queste parole di commiato.
Presto sarò un Angelo della Terra.
Presto saremo da voi.
Baruc è risorto! La buona novella è arrivata! E noi vivremo per sempre!
Prima di ricongiungermi al gregge, ecco a voi la parola di Giovanni:
Conosco le tue opere. Ho aperto davanti a te una porta che nessuno può chiudere. Per quanto tu abbia poca forza, pure hai osservato la mia parola e non hai rinnegato il mio nome. Ebbene, ti faccio dono di alcuni della sinagoga di satana - di quelli che si dicono Giudei, ma mentiscono perché non lo sono -: li farò venire perché si prostrino ai tuoi piedi e sappiano che io ti ho amato. Poiché hai osservato con costanza la mia parola, anch'io ti preserverò nell'ora della tentazione che sta per venire sul mondo intero, per mettere alla prova gli abitanti della terra
A presto, miscredenti. Stiamo arrivando!
Eduardo
domenica 16 gennaio 2011
"PER ME NON C'E' PIU' SCELTA": SURVIVAL BLOG (PT VI)
Sarno 30 Luglio 2015Lode a voi fratelli lontani.
Il vostro caro Padre Baruc è qui nuovamente per voi.
Ho letto il resoconto di Alessandro e ho pianto di gioia.
Quanti fratelli hanno sconfitto gli Angeli della Terra e vivono in pace, lontani dalla sofferenza!
Grande è il Signore per averci donato l’Agnello che sfama il buon pastore e gli dona forza e coraggio.
Chi ha orecchi, ascolti ciò che Baruc dice alla gente: al sopravvissuto darò da mangiare il frutto dell'albero della vita, che sta nel paradiso di Dio. Non patirà più fame né sete e vivrà nella luce del perdono.
Io vi perdono, fratelli.
Mi sentite! Lasciate le torri di Babilonia è raggiungete il gregge.
Non è più tempo di ribellarsi al Signore. Egli ci ha punito per il nostro egoismo e la nostra cupidigia.
Mi rivolgo a quella che chiamate “èlite”.
Non osate creare una società, senza la nostra benedizione. Noi siamo il gregge e la parola è con noi.
La porta della mia casa è aperta:
“Così parla il Santo, il Verace,
Colui che ha la chiave di Davide:
quando egli apre nessuno chiude,
e quando chiude nessuno apre”.
Presidente, venga a noi. Un nuovo ordine è nato. La sua carica è vuota come le parole dei giudei e dei traditori. Abbandoni le sue torri di superbia e porti la sua gente da Baruc. Non si sfameremo e vi daremo da bere. Ricordate: “Io sono l'Alfa e l'Omega, dice il Signore Dio, Colui che è, che era e che viene, l'Onnipotente!
Io sono tornato alla vita! Gli Angeli della Terra mi avevano preso ma Dio mi ha donato la salvezza. Tutto è scritto nell’ Apocalisse di Giovanni: “Così parla il Primo e l'Ultimo, che era morto ed è tornato alla vita: Conosco la tua tribolazione, la tua povertà - tuttavia sei ricco - e la calunnia da parte di quelli che si proclamano Giudei e non lo sono, ma appartengono alla sinagoga di satana. 10Non temere ciò che stai per soffrire: ecco, il diavolo sta per gettare alcuni di voi in carcere, per mettervi alla prova e avrete una tribolazione per dieci giorni. Sii fedele fino alla morte e ti darò la corona della vita”.
È tutto scritto.
Vi abbraccio anime inquiete e solitarie. Abiurate le tenebre e Satana e raggiungete le nostre terre benedette. Per voi ci sarà finalmente la pace.

Sarno 10 Agosto 2015
La pandemia mi ha tolto tutto: la famiglia, l’amore, la speranza. Nascosto come un topo, ho visto i miei vicini ( già li odiavo in vita, figuratevi adesso…), ritornare dalla morte, sottoforma di esseri urlanti. Stringevo forte al petto la mia famiglia e pensavo che quell’inferno non sarebbe mai entrato nella nostra casa. Non è stato così. Ha ragione Pino “Il Benzinaio”. Dio ci ha puniti, scaraventandoci nella barbaria. E il buio per tanto tempo è stato il nostro amato sudario. Abbiamo vissuto nelle tenebre e siamo sopravvissuti, almeno per qualche tempo. L’appartamento all’ultimo piano di uno stabile popolare, tramutato in un lugubre sarcofago. Abbiamo sigillato porte e finestre per impedire che la pandemia ci raggiungesse sottoforma di virus o peggio ancora in forma di morti viventi. La tv dopo poco è diventata solo “rumore bianco”. Idem per le radio. Ma mio figlio che è stato sempre un tipo precoce in fatto di tecnologia, è riuscito a stabilire un contatto Wireless sul suo pc. All’inizio il web era un cimitero silenzioso. Poi, pian piano, ho iniziato a leggere i vari messaggi dei sopravvissuti. Abbiamo esultato! Abbracciandoci, ci siamo rassicurati che prima o poi qualcuno che non “urlava e gemeva”, sarebbe venuto a liberarci. Che stupidi! Una mattina mio figlio (scusate ma non ce la faccio a scrivere il suo nome…) ha iniziato ad accusare i sintomi dell’influenza. I medicinali che avevamo in casa non sono riusciti a farla passare…perdonatemi vorrei smettere di scrivere ma dovete sapere tutto… dicevo…dopo qualche giorno è spirato nel suo letto. Ho adagiato il suo corpo in una stanza alla fine del corridoio, che nell’altra vita usavamo come ripostiglio. Io e mia moglie ci siamo messi a letto e siamo rimasti lì per giorni, senza mangiare né bere. Praticamente avevamo deciso di farla finita. Il fucile da caccia accanto al comodino, quando la debolezza e l’inedia sarebbero state insopportabili. Una notte (oppure era giorno, poco importa…) lui è tornato. Con passi lenti ha percorso il corridoio buio ed è entrato nella nostra stanza. Sembrava uno spirito maligno. Non so per quale istinto a noi sconosciuto si è buttato immediatamente sulla madre, mordendola e dilaniandola. Osservavo il corpo della mia sposa, coperto di sangue e mi sembrava di vivere in una dimensione completamente alterata. La mano, da sola, è corsa verso il fucile. Un boato assordante e di nuovo il nulla, la morte. Il giorno dopo, li ho buttati dalla finestra, come se vivessi su una barca alla deriva in mezzo al mare e forse è davvero così.
Amici del web che ancora sopravvivete a questo inferno, sappiate che non ho più la forza di restarmene qui da solo, a nutrirmi di avanzi e a sperare nella salvezza. Troppi giorni vuoti e grigi, dentro questa prigione, e troppi esseri urlanti al di fuori di queste mura mi dicono che è il momento di andare. Non voglio più sprecare questi giorni da uomo scampato alla pandemia Desidero fare qualcosa di importante, prima di affidare l’anima al signore ( e non a Pino e i suoi pazzi della fede). La volta scorsa parlavo di piano. Il MIO piano è pronto. È ora di salutarvi, amici. Vivete sereni, se potete, gli ultimi giorni della terra. Per me non c’è più scelta. Mi avvio deciso verso la nemesi.
In bocca al lupo.
Sarno 11 Agosto 2015
ORRORE!!!!
ORRORE!!!
Dio ci ha abbandonati!
Maledetti siano i figli di Caino e la loro progenie. Spolperemo le vostre ossa e le daremo in pasto agli Angeli della Terra! Come avete potuto farci questo? Profanare la casa del Signore e infliggerci questo dolore.
MALEDETTI!!! La pagherete! Parola mia. Il vostro sangue bagnerà la terra di Babilonia.
sabato 18 dicembre 2010
"NOI SIAMO LA LEGIONE BENEDETTA!": SURVIVAL BLOG (PT.IV)
Quarta parte del "Survival Blog", romanzo a puntate ed esperimento di scrittura condivisa, ambientato in un mondo post apocalittico e invaso dagli zombi.la pace sia con voi!
Sono lieto che siate ancora vivi.
Mi presento: sono Baruc, il capo spirituale della nostra congregazione.
Leggo sempre i vostri diari sul web e non sapete quanta gioia mi diano. Il Signore è grande e ha voluto che tanti fratelli sparsi per il mondo siano ancora in contatto tra loro. Gloria, gloria, gloria a Dio per questo splendido regalo.
Eduardo e Lorenzo sono via per qualche giorno. Sono in giro a evangelizzare altre genti che sappiamo vicine alla Casa del Signore. Perdonate Eduardo. La sua vita prima dell’avvento degli angeli delle terra era solo un mucchio di fesserie e morbosità. Ora ha trovato la vera fede. Non date peso alle sue minacce. È fatto così…
perché ci giudicate essere malvagi e perversi? Noi non lo siamo. Se mangiamo il corpo e il sangue non significa che siamo come gli angeli caduti o siamo pericolosi per la stirpe umana. Noi viviamo secondo le regole del signore e preghiamo e interpretiamo sempre la sua parola.
Giovanni dice:
Perché non capite? Eppure questo è il verbo. Ma voi lo ripudiate mettendovi allo stadio dei demoni della terra che vivono nelle tenebre della bramosia e della violenza. Noi non siamo così.
Noi siamo la legione benedetta! Grandi miracoli accadono nella nostra casa.
Vi racconterò una storia straordinaria. Così comprenderete quanto la nostra gente si sia incamminata verso la retta via.
Dagli spalti del nostro castello spesso osserviamo i resti di una vecchia chiesa che si innalza su un altro pendio. Alcuni fratelli mi hanno assicurato che risale al 1200. Sono rimasto impietrito. Era un segno. Dovevamo ancora scalare il monte sacro. Bussare come pellegrini alla porta del Signore e chiedere nuovamente perdono. La notte mi ha portato consiglio. In sogno mi è apparso Gabriele, il quale mi ha preannunciato di partire il giorno dopo perché grandi doni mi sarebbero stati elargiti.
Il mattino seguente il pesante portone in legno è stato aperto. Gli angeli delle terra erano scomparsi.
Armati della parola di Dio ( e non solo…) abbiamo intrapreso il nostro cammino verso la terra promessa. Mi sono commosso quando dopo un lungo e impervio sentiero abbiamo intravisto la sagoma rossa della casa di Dio. Una croce enorme svettava sulla parte più alta della facciata,
Mi sono inginocchiato e baciando la terra ho pregato a lungo. Il nostro viaggio era a compimento.
Raggiunto il massiccio portone, abbiamo bussato con rispetto e devozione.
MIRACOLO!!!
Con voce rotta dal pianto ho spiegato che eravamo il popolo del Signore affamato e stanco e volevamo finalmente riposare le nostre stanche membra. Il rumore sordo di un chiavistello e il cigolare acuto dei battenti ci ha aperto la strada verso il paradiso.
MIRACOLO!!!
Mi sono avviato verso il pulpito e alzando le braccia al cielo ho annunciato radioso che quei fratelli non avrebbero mai più vissuto nelle tenebre perché la nostra casa li avrebbe accolti e sfamati. Il banchetto sarebbe stato copioso e grandi fuochi avrebbero rischiarato la notte.
Loro piangevano e mi benedicevano dalle panche di legno, cantando varie lodi al Signore.
Finto il mio sermone, ho raggiunto la sagrestia. Sentivo che il mio cammino non era ancora a compimento. Ero inquieto. Varcando la soglia di un atrio polveroso per poco non sono svenuto dall’emozione. Il pavimento era cosparso da strani tessuti di colore rosso. Afferrandone una ho riso così tanto che il popolo alle mia spalle si è ammutolito.
Un vecchio avvicinandosi con reverenza mi ha detto che quelle erano le vesti dei Paputi, e venivano indossate dai fedeli durante la processione del Venerdì Santo. Portando la mano al petto ho sentito una fitta atroce. Ecco il segno! Dio ci ha donato la sua gente e soprattutto i suoi simboli. Noi siamo stati benedetti. Il nostro cammino era a conclusione.
Indossando il cappuccio, ho ordinato che tutti gli uomini del mio gregge facessero altrettanto.
Dagli armadi della sagrestia abbiamo recuperato delle enorme croci di legno e delle lanterne. Era l’imbrunire e ci avrebbero mostrato la strade verso casa. Quella notte le genti del mondo e gli angeli delle terra, alzando gli occhi verso il monte sacro, avrebbero visto la processione del Signore.
In silenzio abbiamo formato una fila in mezzo alle navate. Molti piangevano e si lamentavano. Altri pregavano a basa voce. All’improvviso un uomo, con indosso una veste da frate e che si era tenuto in disparte per tutto il tempo, correndo verso il pulpito ha iniziato a maledirmi affermando che ero il demonio e che sarei finito all’ infermo.Afferrando una lunga croce di legno ho messo fine repentinamente al suo farneticante sermone. Il suo sangue ha bagnato l’altare mentre io recitavo ad alta voce questa parole:
"Fino a quando, Sovrano,
tu che sei santo e verace,
non farai giustizia
e non vendicherai il nostro sangue
sopra gli abitanti della terra?".
Nessuno ha osato più proferire bestemmie.
La processione purpurea lentamente ha imboccato la strada verso casa. E siamo arrivati sani e salvi.
Parola del Signore.
Cari fratelli
Io sono nel giusto. Nessun male potrà nuocervi se seguirete la mia strada. Non vi sarà più sofferenza se raggiungerete la nostra confraternita.
Alessandro Nick, Giuseppe, Gianluca, Lorenzo, Temistocle, venite a me! Le vostre vesti sono pronte. Voi non sarete il corpo…ve lo prometto. Voi non siete empi. Raggiungetemi presto al castello. Per voi ho grandi piani. Domineremo queste terre desolate e finalmente il male e la solitudine andranno via.
Non c’è catarsi nel vivere da soli nell’oscurità. Gli Angeli della terra prima o poi vi troveranno.
E sarete maledetti per sempre.
Marina, ti daremo in sposa ad un nostro amatissimo fratello. Con lui sarai finalmente felice e procreerai sotto la volta benedetta. Noi battezzeremo i tuoi figli. E li faremo crescere secondo la retta via.
Amici,
Stanotte ho sognato di nuovo Gabriele che mi ha rivelato:
"Tu sei degno di prendere il libro
e di aprirne i sigilli,perché sei stato immolato
e hai riscattato per Dio con il tuo sangue
uomini di ogni tribù, lingua, popolo e nazione
e li hai costituiti per il nostro Dio
un regno di sacerdoti
e regneranno sopra la terra".
Vi abbraccio fratelli e vi attendo
Il vostro amato Baruc.
sabato 11 dicembre 2010
"LE URLA DEGLI EMPI": SURVIVAL BLOG (PART III)
Sarno, 27 Marzo 2015È passato quasi un mese e nessuno di voi ha bussato alla mia porta. Come potete essere così ciechi e stupidi? Come potere vivere da soli in un mondo di in cui gli uomini dovrebbero abbracciarsi l’un l’altro per combattere il maligno?
Osservo i vostri tentativi di tessere un serie di rapporti virtuali in una rete più arida dei campi che vedo dalle torri del castello e mi chiedo se per voi è successo davvero qualcosa?
Non vi siete accorti che gli angeli che provengono dalla terra hanno invaso il mondo?
Che tutte le regole della nostra vita precedente sono polvere.
I computer, la tecnologia ci hanno portato alla dannazione. C’è morte dappertutto.
Ci sono solo genti affamate che girano per terre devastate in cerca della luce del signore.
Che Dio vi dia la forza di comprendere la verità!
Altrimenti il vostro egoismo vi porterà alla rovina.
La strada della comprensione è costellata di insegnamenti ed esempi.
E allora vi narrerò la storia della mia gente. Così forse dall’esempio supremo della retta via, abbandonerete i vostri antri oscuri e salirete il monte del Signore.
Perché, ricordate, nel buio si aggira il maligno.
Viviamo dentro le mura di un antico castello. Questo lo sapete. Dopo i primi giorni di sofferenza e privazione, volevamo abbandonare questo luogo per vagare come anime dannate in attesa della morte.
All’improvviso tutto è cambiato. La misericordia di Dio è grandissima! Il corpo del signore ci è stato donato per sfamare i poveri di spirito ed essi hanno raggiunto la consapevolezza del bene.
La nostra sorella Alina ci ha donato la sua carne per placare la fame del suo popolo.
Lei è l’agnello. Lei vivrà in eterno nel paradiso dei giusti.
La carne dell’uomo e della donna sono sacri. Ci donano forza e fede, prima sconosciute.
Attraverso l’assunzione del corpo mi sono redento. Io che nella mia vita precedente ero un gran peccatore.
Evviva il signore!
Lorenzo, il fratello di tutti noi, all’inizio era scettico. Rifiutava il cibo e malediceva il mio nome.
Una notte gli ho parlato sotto le stelle e sopra il nostro trono di pietra. Da lontano le lodi degli angeli della notte che cercavano le anime impure.
Non è il nostro caso. Noi siamo salvi. Noi siamo con Dio.
Lorenzo piangeva. Diceva che il male era tra noi. Che dovevamo ucciderci e mettere fine al dolore.
Io non ho mai creduto alle sua parole. Il demonio parlava attraverso la sua bocca. Lo vedevo chiaramente. Ho preso il rosario di Alina, la dolce e preziosa Alina, e l’ho poggiato sopra la sua fronte. Con parole di fuoco gli ho detto che era in preda al maligno e doveva buttarsi dalla torre per potersene liberare. Lui mi resisteva. L’ho abbracciato e urlando nella notte gli ho detto che se teneva alla sua anima doveva affidarmela completamente. Che avevo parlato con il Signore e mi aveva preannunciato grandi miracoli. Dovevamo formare un esercito in suo nome col quale avremmo scacciato gli angeli caduti e punito i peccatori.
Saremmo stati invincibili perché il nostro sostentamento sarebbe arrivato direttamente dal suo corpo e dal suo sangue. La comunione con lui sarebbe stata totale e ci avrebbe portato ad uno stadio prima del peccato originale.
L’uomo tra le mie braccia ha scelto la vita. La sua volontà è stata piegata.
L’ho subito battezzato col sangue di Alina. È sangue benedetto.
L’ho posato sulla sua faccia e Lorenzo è diventato l’unto del signore.
Il giorno dopo abbiamo battezzato tutti gli altri. Molti si sono rifiutati. Altri aspettavano solo che li benedissi. Gli empi sono stati massacrati.
Dio ci ha sempre insegnato che il suo nemico perirà tra le fiamme della dannazione.
Abbiamo acceso grandi fuochi e li abbiamo bruciati vivi.
Le urla hanno richiamato gli angeli caduti. Del resto tra dannati ci si intende.Ululavano come lupi affamati. Il portone del castello sembrava cedere da un momento all’altro sotto i loro colpi.
Come dice il Vangelo: “Nel luogo ove lambirono il sangue di Nabot, i cani lambiranno anche il tuo sangue”.
Noi siamo il popolo benedetto. Non abbiamo paura.
Il sangue versato non si ritorcerà mai contro di noi. Isaia ci è testimone:
“Ecco, tutti quelli che si sono infiammati contro di te saranno svergognati e confusi; i tuoi avversari saranno ridotti a nulla e periranno; tu li cercherai e non li troverai più. Quelli che litigavano con te, quelli che ti facevano guerra, saranno come nulla, come cosa che più non è; perché io, il Signore, il tuo Dio, fortifico la tua mano destra e ti dico: Non temere, io ti aiuto! Non temere, Giacobbe, vermiciattolo, e Israele, povera larva. Io ti aiuto», dice il Signore. «Il tuo salvatore è il Santo d’Israele. Ecco, io faccio di te un erpice nuovo dai denti aguzzi; tu trebbierai i monti e li ridurrai in polvere, e renderai le colline simili alla pula. Tu li ventilerai e il vento li porterà via; il turbine li disperderà; ma tu esulterai nel Signore e ti glorierai del Santo d’Israele.” (Is 41:11-16).
Il giorno dopo abbiamo mangiato a sazietà e pregato.
Lorenzo era felice, finalmente.
Tanti miracoli sarebbero giunti a rafforzare la nostra fede: la guarigione di Annalisa, divenuta mia sposa, gli angeli spazzati via dalla collera del Signore sottoforma di pioggia e fango e l’arrivo di tanti discepoli al nostro tempio.
La voce gira…
Non a tutti è dato salvarsi. Lo dice anche la bibbia. Esistono i beati e i dannati. La nostra chiesa accoglie tutti indistintamente. Ma il percorso di rinascita è lungo e tortuoso.
Alcuni diverranno il corpo altri saranno la mente e il braccio.
Molti periranno nel nome di nostro signore. Altri innalzeranno le sue mura ancora più alte e imbandiranno i suoi altari.
Fratelli della realtà virtuale venite a me!
È giunta l’ora. Lasciate le tenebre e camminate verso la luce.
Un fuoco arde giorno e notte. È l’occhio di Dio che vi guarda e vi chiama a lui.
Ultimo avvertimento: venite genti!
Un nuovo ordine è nato. Non abbiate paura dei morti che camminano sulla terra
Sono solo angeli della terra. L’uomo santo e retto saprà scacciarli e salire il monte dell’ulivo.
Vi battezzeremo e vi daremo il corpo di Dio.
Nulla potrà più abbattervi.
Affronteremo insieme questi tempi bui e costruiremo una nuova era.
Chi non abbraccia il Signore verrà punito.
martedì 7 dicembre 2010
"IL SIGNORE E' TRA NOI!": SURVIVAL BLOG - PART II

Eccomi, caro Alex!
Non ti chiedo come stai perché ti immagino tutto solo soletto in quelle lande desolate e provo un pizzico di pietà. Non offenderti.
La vita da solo, di questi tempi, è come suicidarsi con una goccia di cianuro tutti i giorni dopo i pasti.
Eh eh eh i pasti! Che bella battuta! Scendi al sud e fallo presto!
Abbiamo bisogno di te e non sai quanto. La nostra comunità ti accoglierebbe a braccia aperte.
Lo sai che se ti beccano i Gialli ti mangeranno anche l’uccello? Lo sai vero? Lo sai che dovrai spararti un colpo in testa per non vedere la tua carne martoriata e addentata da voraci predatori?
LO SAI VERO!?!
Mi chiedo che cazzo sta facendo da solo? Il mondo è cambiato. O si è in gruppo o si fa una brutta fine. Logico, matematico, puntuale.
Io e Lorenzo ti vogliamo nella squadra. Saresti perfetto. Non sai come ti pensiamo giorno e notte. Fantastichiamo la tua venuta come quella di un messia oscuro.
Appollaiati come falchi sulla torre più alta del castello ti vediamo attraversare la piazza centrale, seminare un gruppo di Gialli urlanti e imboccare il sentiero verso la nostra “casa” con la tua jeep da Big Jim.
Ti apriremmo subito il portone senza indugio. Ti accoglieremmo come un re e ti offriremmo il nostro cibo migliore.
Alex, non capisci. Questa è la miglior cosa che ci sia mai capitata. La fine della nostra merdosa età moderna è una benedizione. I Gialli sono angeli del signore che finalmente ci hanno aperto gli occhi. Non provengono dal cielo ma dalla terra. Come diceva il vangelo: cenere alla cenere, polvere alla polvere. È un miracolo! La cenere è diventata carne e proviene dall’inferno. E gli eletti sopravivranno, mangiando il corpo di Dio.
Ecco Alex.
Il corpo di Dio è la carne umana.
Senza quella siamo maledetti. Siamo dannati in eterno. Gli angeli sono qui per portarci verso la retta via. I Gialli sono la guida verso la terra promessa: un mondo dove mangeremo a sazietà e non moriremo mai. Saremo come Dio, in pace.
La nostra vecchia vita è solo un incubo. Come diceva Lovecraft: un incidente.
Cazzo Alex, ma che aspetti!?!
Prendi la macchinina e scendi verso la terra del futuro.
I nostri apostoli ti apriranno la casa del signore e ti accoglieranno a braccia aperte.
Invito anche Temistocle e Angelo a venire. Voi siete gli eletti. Vi condurremo con noi verso la terra promessa. Mi ringrazierete per questo. Vi mostreremo la strada verso la redenzione.
Ogni giorno preghiamo e ringraziamo il Padre Oscuro per quello che ci ha mandato.
E ieri siamo stati ricompensati.
Un auto ha risalito velocemente il pendio. Ha bussato al nostro tempio e noi abbiamo aperto.
Meraviglia delle meraviglie: la madre e il figlio! Oh mio signore cosa ci hai offerto!?!
Alex, sto ancora piangendo per quello che abbiamo visto.
Una madre infreddolita e il suo tenero figlio di pochi anni. Quale miracolo siamo stati testimoni.
Lorenzo ha abbracciato la donna, la madre di tutti noi. Sembrava non volersi più staccare dal suo corpo. La stringeva come un leone afferra una gazzella.
Io ho preso per mano il figlio. Egli è DIO sulla terra. Egli è il corpo e il sangue di nostro signore.
Il portone di legno si è chiuso alle nostre spalle con un rumore sordo di chiavistelli e travi di legno che cozzano tra loro. Erano finalmente con noi. La madre e il figlio.
Sia benedetto il Padre per quello che ci ha donato. Ora siamo più forti e guardiamo alla vita con rinnovata fede.
Amico, vedessi i nostri confratelli come hanno accolto i nuovi venuti. Con un amore che prima su questa terra di dolore non c’è mai stato.
La buona novella ci ha portato un altro miracolo. Piango, piango, piango di gioia solo a pensarci
Il giorno dopo Annalisa è guarita!
Gli angeli l’avevano presa e baciata sul tutto il corpo. Ma lei è tra noi più bella e raggiante di prima.
Noi siamo il gregge del signore e porteremo la sua parola nel mondo dei morti.
Alex, fratello mio benedetto, raggiungici presto.
Non te lo chiedo io ma Dio in persona.
Non puoi essere sordo alle sue richieste.
Mi ricollegherò tra qualche giorno per conoscere la tua scelta. Non essere cieco e sordo alle parole del messia.
Temistocle, Angelo, voi siete il corpo e il sangue. Faremo di voi i nostri altari e la nostra benedizione.
La casa del Signore è sempre aperta.
Fratelli, raggiungeteci al più presto.
In questa valle di lacrime vi aspettiamo…
Edu
venerdì 3 dicembre 2010
"SIAMO ORMAI CANNIBALI TRA GLI ZOMBI": SURVIVAL BLOG PART. I
Visto che il mio contributo alla prima parte del “Survival Blog" di cui vi ho parlato ieri, era troppo riduttivo e slegato dal contesto, ho buttato giù nuovamente tutta la storia dal principio.Questa è la prima parte. Di sicuro ce ne sarà una seconda.
Se il “gioco” continuerà ve ne saranno delle altre.
Altrimenti chissà, valuteremo con calma il da farsi.
Del resto scrivere di zombi e vita post apocalittica a Sarno mi sta davvero divertendo.
Non escludo niente. Vedremo….
Intanto buona lettura!
Sarno 10 Febbraio 2015
Perché posto ancora commenti su un maledetto blog?
Perché navigo ancora in internet come un deficiente del periodo pre-apocalittico?
Me lo chiedo ogni fottuto giorno di questa non esistenza.
Quando Lorenzo mi passa il suo portatile, il solo toccarlo mi crea un senso di nausea.
Il nostro mondo così come lo conoscevamo prima è ormai finito!
Il web è un deserto virtuale.
L’unica consolazione è che in mezzo al disordine e alle macerie di siti e server non ci sono quei bastardi dei Gialli.
I quotidiani più importanti o sono chiusi o sono fermi da più di un anno.
I blog degli amici e dei conoscenti sono offline quasi tutti.
Avevo dimenticato il tuo, Alex.
Scusami, ma visto il periodo storico ho altro a cui pensare.
Scoprire che “Il Blog sull’orlo del Mondo” è ancora aperto e perfino attivo mi ha causato una crisi isterica di risate.
Amico, che curiosa coincidenza! Proprio tu che scrivevi di fottuti zombi ogni santo giorno sei ancora vivo. Dio o il Demonio hanno un gran senso dell’umorismo.
Eccomi qui, caro internauta dei tempi bui.
Io sono vivo e ho ancora un PC. Devo ringraziare Lorenzo per questo. Non potevo avere alleato migliore. Capitano dell’esercito e laureato in informatica. Che culo che ho avuto! Era pure in licenza quando è scoppiato il casino. Da solo chissà che brutta fine avrei fatto.
Lorenzo è un iperattivo. Ha rimesso a nuovo tutti i portatili che abbiamo scovato nelle case abbandonate e sventrate.
Sarno
Prima era un paese dormitorio. Ora i dormenti sono diventati defunti o Gialli. In ogni caso poco è cambiato. Scusa l’ironia ma se non scherzo divento pazzo.
Vorrai sapere qualcosa di noi? Poco da aggiungere. Per un certo periodo ci siamo chiusi in casa: la mia. Dalle serrande abbassate, osservavamo impietriti figure urlanti e auto impazzite che travolgevano ogni cosa. Come colonna sonora il suono assordante degli elicotteri.
Quando tutto quel caos è finito, ben presto abbiamo dovuto affrontare un problema ancor più gravoso: la fame.
Le provviste erano finite e l’acqua del rubinetto aveva un colore giallastro. La carne poi è andata subito a male. Del resto l’energia elettrica ci aveva abbandonato già dopo poche ore.
Carne.
Una notte abbiamo fatto il grande salto: siamo usciti!
Il mio paese era una bomboniera di morte. Corpi dappertutto. Macchine sfondate e spazzatura a fiumi (no problem, ci siamo abituati). Dotati di armi di fortuna abbiamo cercato cibo e acqua .
Eravamo nella piazza centrale (una piazza dedicata ai morti, ci pensi?) quando alzando gli occhi, ho intravisto delle luci sul castello medievale. All’inizio non mi sono fidato.
Carabinieri e Polizia sparano a chiunque si muova. Vivi o Gialli non fa differenza. E di sicuro ci sono bande di razziatori che non avrebbero nulla da perdere a farci fuori per un tozzo di pane.
Abbiamo afferrato tutto quello che ci serviva e siamo tornati a casa.
La notte dopo (di giorno dormiamo fino al tramonto non siamo mica in un romanzo di Matheson e i Gialli non sono vampiri!) dalla finestra della mia stanza ho notato che una luce sul torrione più alto mandava segnali di SOS!
Non c’era tempo da perdere. Erano esseri umani. Meglio stare con loro che vivere rintanati come scarafaggi.
Ho chiuso la mia amata casa e tutti gli spazi web (a che sarebbero serviti poi?) e siamo fuggiti sul castello di Sarno,
Razziato uno scooter ci siamo mossi veloci nella notte. Quei maledetti Gialli ci urlavano dietro come bestie. Una donna scheletrica e agile per poco non mi ha afferrato per i capelli.
Arrivati sul posto, subito ci siamo accorti che la poca gente ancora non infetta, si era asserragliata nelle antiche mura, nella speranza di sopravvivere.
Compreso che eravamo sani hanno aperto il massiccio portone in legno.
I Gialli non sono ancora arrivati lassù. Non ancora. Non sono così intelligenti come si crede. Ma viviamo di stenti e il freddo ci sta logorando lentamente.
Le sortite in paese diventano sempre più pericolose. Loro sono dappertutto.
Dopo giorni di agonia abbiamo deciso di sopprimere una donna moribonda per un colpo di pistola al ventre. La sua carne ci sfamerà almeno per qualche giorno
Decisione sofferta ma inevitabile. La morte di uno per la salvezza di tanti
Mi ricorda un film…non ricordo…
Ci siamo anche accorti che la carne umana ci rende totalmente immuni al contagio. Come?
Avrai presto mie notizie.
Caro Alex, un nuovo ordine mondiale è alle porte.
E l'uomo non infetto sarà carne pregiata e ambita.
Siamo ormai cannibali tra gli zombi.
Una fame che non avrà mai fine.
Raggiungici presto. Ho la chiave della nostra salvezza.
Vita in solitaria o vita tra gli insaziabili: a te la scelta!
Noi ti aspettiamo.
A presto.
Edu ( …il mio Mondo è fottuto!)
SURVIVAL BLOG:http://mcnab75.livejournal.com/363846.html
venerdì 7 maggio 2010
PREMIATO "IL MALEFICIO DEL BRIGANTE" AL CONCORSO INTERNAZIONALE DI NARRATIVA "I PICENTINI"
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domenica 14 febbraio 2010
DOWLOAD GRATUITO DI "PROGENIE - RITORNO ALL'INCUBO" SU LULU.COM
CAMBIO DI PROGRAMMA!!!La versione in Pdf dell'antolgia "PROGENIE - ROTORNO ALL'INCUBO" è scaricabile GRATUITAMENTE, sul sito di LULU.COM
Rimane sempre disponibile la versione cartacea al prezzo orginario di 17,20 Euro (Libro a copertina morbida).
All'interno troverete il mio racconto "L'INCONTRO CON HOWARD" con protagonista LOVECRAFT in carne ed ossa.
DOWNLOAD IT!!!!
http://www.lulu.com/product/scarica/progenie---ritorno-allincubo/6349624
lunedì 8 febbraio 2010
UN MIO NUOVO RACCONTO SULL'ANTOLOGIA "PROGENIE - RITORNO ALL'INCUBO"
NOVITA' 2010!!!"PROGENIE: RITORNO ALL'INCUBO" è un'antologia di tributo a H.P. LOVECRAFT, curata da ALESSIO LAZZATI.
All'interno troverete il mio racconto intitolato "L'INCONTRO CON HOWARD", con protagonista lo stesso LOVECRAFT in carne ed ossa!!!
Il libro può essere ordinato a questo indirizzo in due versioni (PDF e Libro cartaceo): http://www.lulu.com/content/libro-a-copertina-morbida/progenie---ritorno-allincubo/8320567
PRESENTAZIONE
"Progenie: ritorno all'incubo" è un progetto letterario nato nel 2008 per tributare un omaggio a Howard Phillips Lovecraft. Attorno a Progenie si formò un pool di scrittori con la passione del "solitario di Providence", che partorì una antologia disponibile fino ad oggi solo in formato elettronico.
Edizioni Scudo presentano una nuova edizione stampata di "Progenie: ritorno all'incubo", curata da Alessio Lazzati, totalmente illustrata, con quattro racconti in più rispetto all'originale edizione e condita da una gustosa appendice su H.P.L. a firma di Danilo Arona.
Gli universi di Howard Phillips Lovecraft sono quelli dell’immaginazione pura, dell’assenza di logica. Schegge di incomprensibile che si affacciano nella quotidianità, o intere realtà alternative che spesso sfuggono ai mezzi e ai parametri della nostra mente. Ecco perché ventuno autori italiani, ognuno col proprio stile e alla propria maniera, si sono ritrovati in questa antologia: non per ripagare un debito troppo grande, ma per ringraziare e tributare omaggio a uno dei grandi autori del Novecento, spesso ingiustamente sottovalutato.
"Progenie - ritorno all'incubo", con racconti di Alessandro Girola, Alessio Lazzati, Andrea Scatena, Antonino Alessandro, Alessio Gallerani, Alex Panigada, Angelo Benuzzi, Dario Geraci, Davide Della Ricca, Diana Lama, Eduardo Vitolo, Enzo Milano, Federica Soprani, Giuseppe Cilluffo, Nicola Corticelli, Patrizia Monica Riva, Roberto Orsetti e Sergio Rilletti, postfazione di Michele Tetro, Appendice di Danilo Arona.
Il volume è disponibile per l'acquisto sia come libro, sia in formato elettronico (PDF).
186 pagine, 15,24 cm x 22,86 cm, rilegatura termica brossurata, interno carta crema (60 g peso), stampa B/N, copertina in quadricromia lucida (100 g peso).
Copertina a colori di Luca Oleastri - 20 illustrazioni interne in B/N di Giorgio Sangiorgi e Luca Oleastri
- Versione stampata €17.20
- Versione PDF €7
E' raggiungibile tramite il nostro sito (http://www.innovari.it/scudo.htm) nella pagina della Collana Long Stories oppure si può andare direttamente alla pagina dello shop-on line di lulu (in italiano) a questo link:
http://www.lulu.com/content/libro-a-copertina-morbida/progenie---ritorno-allincubo/8320567
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venerdì 22 maggio 2009
QUESTE SONO SODDISFAZIONI...
Ricollegandomi ad un post di un simpaticissimo amico e collega scrittore ( Glauco Silvestri), proprio in questi giorni ho ricevuto una mail da una mia "assidua lettrice" che dopo aver scoperto ( e apprezzato) il mio romanzo d'esordio "Telepatia con i deceduti" si à andata a "spulciare" alcuni miei racconti presenti in questo sito: http://www.poesieracconti.it/community/utenti/eddyrovoneroHo letto con tantissimo interesse i tuoi racconti.
E se non sono soddisfazioni queste...
venerdì 3 aprile 2009
RACCONTO: IO SONO LA NEMESI
IO SONO LA NEMESI(Racconto in gara al Premio Catturandi organizzato da Dario Flaccovio Editore).
Terza notte di appostamento.
Le gambe sono diventate insensibili dal freddo ma va bene così.
Il passamontagna mi da l’impressione di un’altra pelle sul viso.
Non stacco l’occhio dal mirino.
Tra il silenziatore applicato al fucile e il casolare ci sono 500 metri scarsi.
Il Boss è lì dentro.
Il verme.
Ripenso tutto il giorno alla sua carriera criminale e sento la testa scoppiarmi.
Lo vedo uccidere, torturare, minacciare.
Un nuovo orrore, messo in pratica alla stessa velocità con cui viene pensato.
Non riesco più a dormire.
Nei miei sogni, un mondo fatto di assassini, di violenza, di innocenti mandati al macello.
Per questo sono stato fuori dal giro per un po’.
Ho avuto dei problemi.

Lo psichiatra dice che ho un sacco di rabbia repressa.
Che se continuo così dovrò abbandonare la carriera.
La “mia” carriera inizia stanotte.
Io sono la nemesi.
Il male è dietro quelle finestre buie.
Fra poco ci sarà l’irruzione.
Avrò tutto il tempo di sparargli un colpo in testa.
I Capi.
Che stupidi.
Pensano che mettendomi nelle retrovie hanno risolto il problema.
Solo perché ho pestato a sangue un “mafiosetto” poco più grande di mio nipote.
Non capiscono.
Quei balordi hanno bisogno di una lezione.
La legge ha fallito.
I processi sono una farsa.
Si dichiarano pentiti e vivono protetti e ben nutriti dallo Stato.
Idioti.
Mi mordo il labbro dalla furia.
Tutto questo deve finire.
Serve una “scrollata” e sono qui per dargliela.
Il “dopo” è un problema che non mi riguarda.
Il messaggio sarà chiaro per tutti.
Sento il segnale della Radio Trasmittente.
Sono pronti ad entrare.
Sposto il peso sul braccio destro.
La visuale è ottima.
La notte è limpida.
Scorgo quel cacasotto di Marculli avvicinarsi lentamente nella boscaglia.
La sezione Catturandi avrebbe bisogno di gente più motivata.
Non di padri di famiglia con i sensi di colpa.
Mi ha confidato che sua moglie vuole lasciarlo.
Non regge il peso del suo lavoro.
La solitudine è il nostro destino.
L’unica cosa che ci rimane è la Mafia.
Sono pronto.
Il dito è sul grilletto.
La squadra intera è a pochi metri dal portone d’ingresso.
Quando lo porteranno fuori avrò la mia chance.
Non sanno che stanno braccando un cadavere.
Che succede?
Sussulto con violenza e per poco non parte un colpo.
Un uomo apre la porta con calma.
Un bagliore rossastro proviene dall’interno.
Guardo nel teleobiettivo e capisco tutto.
Si è arreso il verme.
Si è fatto prendere senza opporre resistenza.
E’ il momento.
Inquadro il petto mentre lo ammanettano.
Ora la testa.
Ansimo per l’impazienza.
Il pensiero che quel cane viva un altro minuto è sufficiente a farmi impazzire.
Sento il grilletto freddo come il ghiaccio anche se porto i guanti.
Addio stronzo.
Sussulto di nuovo.
Qualcuno mi tocca la spalla.
Lascio il fucile nell’erba e mi volto.
L’Ispettore Capo mi sovrasta con il suo metro e novanta centimetri.
Mi dice che l’operazione è stata un successo e che non abbiamo rischiato nulla.
Si complimenta anche per il mio lavoro.
Rimango da solo con il mio tormento.
Stavo facendo la cosa giusta?
Mi porto la testa tra le mani.

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