Visualizzazione post con etichetta Underground Still Lives. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Underground Still Lives. Mostra tutti i post

lunedì 2 dicembre 2024

ITALIAN GOTHIC (E IL SOTTOSCRITTO) SU PROPAGANDA - ATTITUDINE ESTREMA 'ZINE


Nel nuovo numero della Zine cartacea "Propaganda - Attitudine Estrema", dedicata al Metal Estremo e non solo, potrete leggere tra gli altri articoli anche una interessante retrospettiva dei Devil Doll di Lisa Deiuri dove viene citato anche il sottoscritto e il capitolo sulla "Gothic Music Italiana" tratto dal saggio universitario "Italian Gothic" (Edinburgh University Press).
La Zine può essere ordinata sulla Pagina Facebook ufficiale.

venerdì 18 maggio 2018

LETTERS FROM THE DEAD (IN MEMORY OF PELLE OHLIN 1969 – 1991) – THE OLD NICK [RECENSIONE]


Only Black is true, only Death is real!!! Gore is trend!
Così esordisce in una sua missiva, datata 21 Marzo 1990, Pelle Ohlin (in arte Dead), frontman dei norvegesi Mayhem, capitanati dal napoleonico e ambizioso chitarrista Euronymous, mostrandoci da subito, in questa raccolta di vecchia corrispondenza su carta (sono riprodotti persino gli originali), la sua visione integralista del vita e della musica.
All’epoca, il biondo cantante è un ragazzo poco più che ventenne, che scambia lettere con tutto il mondo tra cui l’italianissimo Nick Curri, attento osservatore dell’underground estremo sulla rivista Flash, nonché editore di una ‘zine molto seguita nella scena, denominata Metal Destruction.
The Old Nick, questo lo pseudonimo che userà anche nella cult Black/Death Metal band Funeral Oration, riuscirà a scambiare con il tormentato Dead una fitta rete di lunghe missive prima del suo suicidio avvenuto nel 1991, documenti che, venticinque anni dopo, hanno un valore enorme per poter comprendere una delle figure più controverse e coerenti del movimento Black Metal.
Per chi già bazzicava l’underground delle ‘zine e del tape trading, questo Letters From The Dead, sarà un piacevole ritorno al passato. Stampato come una fanzine e corredato di disegni inediti nati dalla fantasia perversa dello stesso frontman, il parto editoriale (rigorosamente autoprodotto come vuole la tradizione) di Curri è una macchina del tempo che lascia attoniti e disorientati.
Scopriamo così un personaggio che, seppur delineato in migliaia di articoli e pubblicazioni, si presenta al lettore per quello che realmente è: un ragazzo dedito al Metal, con un’infatuazione morbosa per argomenti scabrosi (satanismo, cannibalismo, magia, etc.) e una percezione dell’esistenza terrena fortemente condizionata da un’esperienza di pre-morte avuta anni prima.


Sono questi gli elementi cardine del Dead artista che insieme a una forma di violenza autodistruttiva (l’autore lo paragona, non a torto, a Rudolf Schwarzkogler, un performer austriaco che praticò l’automutilazione come Body Art e critica sociale, prima di suicidarsi a soli ventinove anni), lascerà un’impronta indelebile nella scena di lì a venire.
Le parole di Dead, sono una porta aperta nel suo mondo di musicista Black Metal, di tape trader, di appassionato di Metal estremo e soprattutto di ragazzo curioso di scoprire un mondo avulso e per lui affascinante come quello del Male.
Ne viene fuori una personalità singolare, contorta e piena di tormenti, che abbina domande e considerazioni su Sette Sataniche e Magia Nera come se fossero argomenti di uso comune, a veri e propri slogan su cosa debba essere il Death Metal e la sua estetica, fino ad arrivare a racconti autobiografici che di sicuro avranno fatto saltare il buon Nick sulla sedia non appena li avrà letti.
Una nota di colore, se me lo permettete, in tutto questo buio: è disarmante ed emozionante imbattersi nel linguaggio che usa Pelle nelle sue lettere, dove cerca continuamente informazioni e spunti di ricerca per le sue curiosità morbose.
Tutto sembra avvolto da un manto di incertezza, di scoperta e di condivisione, frutto di una comunicazione, quella su carta, che nutriva fantasia e attesa, ansia e rassicurazione, ingredienti che attraverso le dinamiche veloci e “certe” del web, sono ormai del tutto scomparsi.
Letters From The Dead è una sorta di testamento spirituale e umano del Dead pre-suicidio, con tutti gli annessi e connessi del caso.
Chi già conosce la storia oscura di questo dilaniato (in tutti i sensi) performer svedese troverà altre conferme e rassicurazioni in merito.
Chi ha sempre avuto una visione oltremodo esagerata e integralista del Black Metal e dei suoi protagonisti si troverà di fronte un ventenne che vendeva i suoi dischi poser Death Metal (quelli Earache per intenderci) senza farlo sapere troppo in giro e un artista che attraverso le sue passioni ed ossessioni, poteva diventare davvero un faro per tutta la scena se la sua depressione personale e sogni perversi di vita oltre la morte non lo avessero fagocitato del tutto.
Un documento straordinario questo Letters From The Dead che, a distanza di venticinque anni, ci consegna in tutto il suo ctonio splendore, uno dei simboli assoluti e memorabili della stagione, ormai perduta, del Black Metal nordico.
RIP Dead

giovedì 2 luglio 2015

THE UNCHAINING - IL CANTORE DELLA NATURA


The Unchaining è una ona man band di Gorizia, capitanata da Franz, un musicista schivo ma davvero ispirato che in soli due anni ha pubblicato ben quattro album (un vero record!) che stanno ottenendo molti riscontri positivi in Italia e all'estero.
Quello che mi è piaciuto maggiormente dei suoi dischi è questo "feeling" anni '90 che ricorda i primi dischi di Summoning, Mortiis, Abigor e Satyricon.
Conquistato dalla sua musica ho scelto The Unchaining come gruppo apripista per la mia nuova rubrica dedicata alle band underground più promettenti o valide di qualsiasi genere e che si chiamerà "Underground still lives".
Buona lettura.

Partiamo da una mia considerazione personale: considero la tua musica, al di là del genere proposto, davvero ispirata e "sentita". Mi piacerebbe conoscere quali elementi filosofici, naturalistici o prettamente personali hanno influenzato il tuo progetto. 

Non espongo troppo delle mie idee nella mia musica. Gli elementi che prendo in considerazione sono sicuramente la natura e le letture. Negli album che sono usciti finora ho preferito limitarmi al ruolo di cantastorie, cercando di stimolare nell'ascoltatore un senso di antico e di comunione con la natura.

Album come "Fornost Erain" o anche l'ultimissimo "Ithilien" riproducono in maniera vincente quel sound anni '90 che in tanti (me compreso) rimpiangono. Non farei fatica a sentire i tuoi dischi anche in versione "demo" su cassetta. La tua intenzione è celebrare in qualche modo l'illustre passato del Black Metal o c'è qualcosa di più? 

Mi viene abbastanza naturale suonare in questo modo. Non ho intenzione di fare un omaggio in particolare a qualche band o periodo musicale. Ritengo peró,come dici anche te,che il black metal di quegli anni avesse qualcosa in piú sopratutto a livello di atmosfera. Lo stesso discorso lo si può fare anche con il metal più in generale. Ascolto molto più vecchio metal e questo sicuramente si riflette nella musica che suono. Ecco perché la musica di The Unchaining risulta cosí "antiquata" ah ah ah!


Vivi a Gorizia, città del Friuli che conosco poco. C'è una scena estrema dalle tue parti? Ne fai parte o sei un outsider?

Secondo me non si puó dire ci sia una scena a Gorizia. A dirla tutta non so nemmeno se ci sia una vera e propria scena in italia! Noto che sempre meno musicisti sono attirati dal metal,cosí come chi la musica la ascolta.

Considero il tuo apice espressivo finora "Fornost Erain", disco che considero di molto superiore alle ultime prove dei pionieri del genere come Summoning o Abigor. Mi piacerebbe conoscere i retroscena di questo disco...

Questo disco lo composi molto velocemente. Ho voluto semplicemente fare un disco epico e molto atmosferico ispirato ad alcuni capitoli del "Signore degli Anelli" (non una gran innovazione ah ah ah!). Lo composi d'impeto e senza lavorarci troppo a dire il vero, ma il risultato mi ha convinto. È probabilmente l'album con il maggior uso di tastiere!

The Unchaining è una one man band molto prolifica che ha già pubblicato quattro album in pochissimo tempo (due anni). Rimarrà un progetto da studio o ci saranno (anche rare) apparizioni live? 

Per adesso non ho intenzione di fare dei concerti. Non credo che il tipo di metal che propongo si adatti molto al palco.

Nei tempi passati sulle 'zine c'erano domande frequenti sulla fede satanica (o anche pagana) o sugli interessi occulti dei musicisti legati al Black Metal. Sembrava quasi che uno non potesse esistere uno senza l'altro. Hai interessi in tal senso e soprattutto chi è Franz nella vita grigia di tutti i giorni? 

 Non ho interessi di questo tipo. Ritengo che la musica abbia un'infinità di campi e intertessi da cui possa venir ispirata. M i imbarazza un pò dovermi descrivere ah ah ah quindi per la seconda parte della domanda mi astengo dal rispondere in modo chiaro. Mantengo il mistero...


The Unchaining viene pubblicato da un'etichetta underground come la Behemoth Productions. Come stanno recependo i tuoi lavori all'estero? Di solito i gruppi italiani (tranne rari casi) difficilmente trovano spazio in testate e siti di settore in lingua inglese... 

Mi trovo molto bene con la label di Giovanni Indorato. Credo che lui faccia un gran lavoro per promuovere la mia musica. Grazie anche alla collaborazione con lui The Unchaining è conosciuto anche all'estero e ha ricevuto recensioni veramente positive anche da siti al di fuori dell'italia, per esempio da Metal Temple. Purtroppo il mercato discografico è fermo e sopratutto l'interesse per questo genere di musica più di nicchia, quindi per quanto una label lavori bene e un album possa esser bello risulta difficile raggiungere un vasto pubblico. In ogni caso noto che l'interesse attorno a The Unchaining sta crescendo e mi fa piacere.

Che cosa ti aspetti dal nuovo album "Ithilien"? Quali sono le tue aspettative? 

Credo che "Ithilien" sia un buon disco e mi farebbe piacere raggiungesse un pubblico più grande.

Che cosa ne pensi delle evoluzioni attuali del Black Metal? E' un genere che ha ancora uno spirito indomito e underground oppure è ormai banalizzato e sovraesposto su forum, social network etc? 

Credo che non solo il black metal ma tutto il metal si sia un pò "arenato". Quello che ho notato è che i social network e la rete in generale hanno distolto l'attenzione delle nuove generazioni dall'arte ma non solo. È tutto troppo veloce: esce un album e lo puoi ascoltare immediatamente, non ti serve nemmeno leggere più la recensione. Una volta se volevo ascoltare un cd me lo andavo a comprare,o lo si prestava tra amici e lo si ascoltava in modo approfondito, anche perchè non ne avevamo tanti. Ora per assurdo la musica di ogni genere e nazione è a portata di mano per tutti. Per certi aspetti è positivo ma non lascia il tempo di approfondire veramente un genere musicale o anche solo un album. In secondo luogo i social networks invece che connettere la gente l'hanno isolata maggiormente e ovviamente l'arte ne risente. Non dico che la rete sia per forza deleteria per la musica,anzi potenzialmente potrebbe essere una buona spinta,deve però cambiare il modo in cui viene usata.

Progetti futuri per i The Unchaining? Un altro album è previsto a breve come da (tua) tradizione? 

Sto già lavorando ad un nuovo album, ma ho avuto dei problemi al pc nel frattempo che stanno rallentando un pò i lavori. Sono già pronte alcune tracce e devo dire che per adesso mi piace. È decisamente più veloce dei predecessori e ha meno tastiere ma la componente atmosferica secondo me è ancora forte. L'altra anticipazione che ti do è che il cantato di questo nuovo album sarà in italiano.La nostra è così una bella lingua,meglio approfittarne! Non voglio comporre dischi troppo simili l'uno all'altro.
Spero che anche questo riesca in modo soddisfacente.

The Unchaining è anche su Bandcamp dove potete ascoltare, scaricare e ordinare tutti i suoi dischi.