mercoledì 31 ottobre 2012

HAPPY HORROR ROCK HALLOWEEN!


CREPE NELLA REALTA': IL NUOVO EBOOK DI MARIO GAZZOLA

L’ebook, in italiano e in inglese, raccoglie tre racconti inediti dell’autore di ‘Rave di Morte’, uniti dal gusto per il surreale e la satira di una società drogata di mass media, in cui la realtà sfuma nell’incubo. 

30 ottobre 2012 – Alea, giovane editrice digitale finora dedita alla saggistica musicale, debutta nella narrativacon CREPE NELLA REALTÀ, antologia di tre racconti inediti di Mario Gazzola, già autore del romanzo Rave di Morte
I racconti, indipendenti per trama e personaggi, sono ambientati in luoghi e tempi indefiniti e uniti dal fil rouge di un’atmosfera surreale e apocalittica: i protagonisti di ciascuna storia si trovano in qualche modo prigionieri di una situazione in cui la realtà si manifesta ben diversa da quella che siamo soliti ritenere “normale”, e che si confonde con il loro peggior incubo. Le tre trame in breve: 
Situation Tragedy  un anziano anchor man della passata tv generalista è intrappolato in un reality show condominiale, in cui ogni famiglia compete con le altre per l’audience, rischiando la perdita della casa in caso di calo di share; un reality senza via d’uscita, che sembra aver cancellato la stessa realtà esterna al complesso residenziale in cui si svolge. 
Voto Segreto  una donna vota alle elezioni la candidata che ritiene darà vita ad una società in cui tutti possano “realizzarsi”, solo per trovarsi precipitata – appena fuori dalla cabina elettorale – in un mondo da incubo in cui si sono realmente realizzati i desideri più mostruosi di chi le sta intorno. 
E anche i suoi. G 25  la protagonista – dipendente di un’agenzia di comunicazione per lavoro e film maker per passione – siede in un cinema in cui non parte mai il film che era andata a vedere (e quale poi?), ma piuttosto un delirio di visioni del subconscio, in cui l’angoscia per un mondo del lavoro disumanizzato si mescola al senso di colpa per aver non aver difeso una collega d’ufficio, con la quale aveva avuto un breve flirt saffico. 
“Come in una scultura di Pomodoro, la superficie liscia del quotidiano si squarcia per lasciarci intravedere la trama del sottostante inferno… o della realtà ‘vera’?”, è l’immagine con cui Mario Gazzola riassume il senso dei tre racconti. Nei quali ricorrono sempre i temi del predominio dei mass media nella società e della confusione fra informazione, spettacolo (trash) e pubblicità, della fine della politica, della frammentazione e dell’incertezza sulla stessa identità individuale, della realtà intera come “gioco di ruolo” o appunto grande reality show. Un mondo impazzito figlio delle visioni di Franz Kafka, Philip K. Dick e James G. Ballard, in cui l’autore si spinge in arditezze narrative (il racconto intervallato da spot pubblicitari inventati come un programma tv) o sperimentalismi linguistici vicini ai deliri di William S. Burroughs o di José Saramago. Anche lo stile di Gazzola infatti diventa più sperimentale da un racconto all’altro, assorbendo e parodiando modi e linguaggio della tv e della pubblicità (che l’autore ben conosce, lavorando nel campo delle PR), annullando i nessi logici e la narrazione lineare. 
Disponibile sia in italiano che in inglese (nella traduzione di Carlo Santulli), CREPE NELLA REALTÀ è disponibile su Amazon ed Apple Store.     

L’autore – Mario Gazzola è nato nel 1964, vive a Milano. Ha scritto di musica su diverse testate, tra cui «Musica!» de la Repubblica, Italia Oggi, l'Espresso online, Panorama, Rockerilla, Rockstar, Musica & Dischi, JAM. Ha collaborato con Radio Lodi, Radio Popolare, CiaoRadio e Radio Base. Ha pubblicato racconti su Robot, NeXT, Carmilla online e Posthuman, sito di cui è cofondatore e content director. È presente nelle antologie «Frammenti Di Una Rosa Quantica» (Kipple, 2008) e «365 Racconti Horror per un Anno» (Delos, 2011). Ha debuttato nel romanzo con il thriller cyberpunk «Rave di Morte» (Mursia, 2009).

L’editore – Alea è un progetto di editoria digitale di Ernesto Assante e Aldo Lastella, con la collaborazione di Gianni Mascolo e Gabriele Niola.

Ecco un estratto dal primo racconto "Situation Tragedy" nella doppia versione italiano/inglese e in anteprima solo per i lettori de IL MONDO DI EDU.
Buona lettura.

Le pareti sono strette, Walter si sente soffocare. La pesante tappezzeria di velluto rosso damascato lo prende alla gola impedendogli di respirare. Gli arabeschi si attorcigliano su di lui, sembrano il disegno delle rovine fumanti che era diventata la città con la guerra. Come fa a vedere il colore se è tutto buio? Lo percepisce, lo sente addosso, il rosso del tessuto morbido e tiepido. Si spinge più dentro quella vulva vellutata e inizia a cadere. Cade cieco senza appigli e senza accelerazione, come solo nei sogni si cade. Il midollo spinale si aggriccia, dall’ano alla nuca, come quando cadi davvero. E atterra. Alla fine luce. Fiochi lumini cimiteriali rossastri nel foyer di un vecchio teatrino polveroso, preso in prestito da un antico film in bianco e nero. Walter nota per un attimo una figura magrissima, dalla pelle di un colore… che sparisce dietro i pesanti tendaggi. Non umana. Piccolo palco illuminato da faretti incassati nel boccascena puntati verso l’alto. È il teatrino in cui si girava il suo primo show televisivo. Chiuso alle spalle da pesanti tendaggi rosso scuro drappeggiati. No, è lo strip bar dov’è andato una sera. In segreto, senza Angela. La donna sul palco è minuta, una bambina dal volto invecchiato. Il luogo è tutti i teatrini della sua vita insieme. La cantante veste un abitino sbarluccicante da due soldi con una gonna a balze che la fa sembrare ancor più piccola. Canta una vecchissima canzone rock in arrangiamento orchestrale melenso: “The band in heaven plays my favorite song / They play it once again, they play it all night long”. La cantante ruota su se stessa come un grosso carillon. Ritornello: “Heaven, heaven is a place / A place where nothing… (eco nothin’-nothin’…)Nothing ever happens”. Walter si rivolge al pubblico alle sue spalle. Sta quasi per dire “Buonasserasignoriesignore”… Su ogni poltroncina siede uno spettatore con la testa affondata in un tubo catodico. Ogni tubo catodico si innesta nella poltroncina della fila antistante. La prima fila è occupata da una fila di vecchi televisori che rimandano l’immagine della piccola cantante che ruota lentamente su se stessa. Ritornello. Walter torna a guardare sul palco. L’adolescente partorito dalla donna sul letto nero è avvinghiato da dietro al corpo della piccola cantante. È mutato ancora: ora ha preso la forma di un osceno incrocio fra una jena senza pelo e un rettile. Un chupacabra. Pelle lucida e rossastra, come scuoiata da poco. Le sue lunghe dita uncinate affondano nei grossi seni della cantante mentre lui le morde il collo. Le mani di lei tengono sollevata la gonna mostrando la vulva depilata. Il giovane chupacabra ha anche piedi uncinati, conficcati sui fianchi di lei ai lati dell’inguine. “It’s hard to immagine that nothing at all / Could be so exciting, could be this much fun”…



































ENGLISH VERSION

The walls are narrow, Walter feels like he was choking. The heavy wallpaper of red damask cloth velvet takes him to his throat like impeding his breath. The arabesques wind over on him, they look like the representation of the smoking ruins that the city had become after the war. How can one see the colour if everything is dark? He perceives it, he feels it on his body, the red of soft and thawed fabric. He is pushed increasingly down that velvet vulva and starts falling. He falls, blind with no hold and not even acceleration, such as only in dreams you can fall. His spinal cord curls down to zero, from his anus to his nape, like when you really fall down. Then he lands. There's light in the end. Feeble reddish grave-lights in the foyer of an old dusty theatre, borrowed from an old black and white film. Walter notices for a moment a very slim silhouette, with skin of a vague colour… who disappears behind the heavy curtains. Not human. A small stage lighted by spotlights recessed in the proscenium and looking upwards. It is the theatre where his first TV show was made. Closed at its back by heavy dark red draped curtains. No, this is the strip bar where he went one night. Secretly, without Angela. The lady on the stage is thin, she’s a young girl with an aged face. This place encompasses all the small theatres of his life. All together. The singer wears a glittering cheap dress with a skirt with ruffle flounce which makes her even shorter. She is singing a very old rock tune in mellow orchestra arrangement: “The band in heaven plays my favourite song / They play it once again, they play it all night long”. The singer rotates on herself like a big carillon. Refrain: “Heaven, heaven is a place / A place where nothing… (echo nothin’-nothin’…) Nothing ever happens”. Walter turns to the audience which is behind him. He is almost ready to say “Goodeveningladiesandgentlemen”… All seats are taken, every spectator's head is plunged in a cathodic tube, which is fitted in turn in the following row’s seat. The first row is all formed by old TV sets, projecting the image of the short singer rotating slowly on herself. Refrain. Walter looks once again to the stage. The adolescent that woman delivered on the black bed is clinging from behind the short singer’s body. It changed again: now took the shape of an obscene hybrid between a hyena without fur and a reptile. A chupacabra. Glossy and reddish skin, like it had just been flayed. Its long clawed fingers dig in the singer’s big breast while it bites her neck. Her hands are lifting her skirt showing the fully shaved vulva. The young chupacabra has also clawed feet, plunged on her hips from both sides. “It’s hard to imagine that nothing at all / Could be so exciting, could be this much fun”… 

SONG: “Heaven” by the Talking Heads (from “Fear of Music”, © 1979 Sire/Warner)

lunedì 29 ottobre 2012

HORROR ROCK SU CLASSIX METAL DI OTTOBRE






















Una segnalazione lampo!
Come avevo già evidenziato in altri post recenti rimango ancora sorpreso e contento di leggere recensioni e segnalazioni di Horror Rock, la musica delle tenebre a due anni (e più...) dalla sua pubblicazione da parte di Arcana Edizioni.
Questa volta ad occuparsene è addirittura una rivista musicala nell'ambito di un più ampio speciale sull' Horror Metal: parliamo del mensile CLASSIX METAL.
Potete leggere il tutto qui sotto.

domenica 28 ottobre 2012

BLACK SABBATH: INTERVISTA ON AIR SU ROCK CITY NIGHTS


































Lunedì 29 ottobre torna on air il radio show di Donato Zoppo: Dola J. Chaplin, Belfast e Eduardo Vitolo gli ospiti della prima puntata! 
Sesta edizione di RCN, come sempre sulle frequenze di Radio Città BN 
Rock City Nights n. 1 presenta: MONDAY ROCK!
Lunedì 29 ottobre 2012 alle ore 21.30 (con replica martedì 30 alle 20.00) torna in onda ROCK CITY NIGHTS, il rock radio-show condotto da Donato Zoppo sulle frequenze di Radio Città BN – 95.800 Mhz in RDS Stereo.
E’ la prima puntata della sesta stagione di RCN, come sempre in onda lunedì, mercoledì e venerdì sera ma con alcune novità.
La nuova rubrica del lunedì si chiama Monday Rock e ospita due nomi del rock italiano e uno scrittore: per l’occasione ai microfoni di RCN ci saranno Dola J. Chaplin e i Belfast, inoltre lo scrittore Eduardo Vitolo presenterà Black Sabbath Neon Knights. Testi commentati (Arcana).
Appuntamento on air alle 21.30, in FM, audio e video streaming.
Radio Città Benevento: link on air

venerdì 26 ottobre 2012

LA PIEMONTESITA' E' SPLENDIDA E TREMENDA AL PARI DI QUALSIASI ALTRA IDENTITA': INTERVISTA A FABRIZIO BORGIO



































Dopo aver recensito più che positivamente il suo secondo romanzo "La Morte Mormora" ho inviato alcune domande a Fabrizio Borgio per approfondire alcuni aspetti che riguardano il libro e non solo. Questo è il risultato della nostra conversazione virtuale.
Buona lettura

Prima di parlare nel tuo romanzo vorrei partire da Fabrizio Borgio/Autore anche per dare qualche altra significativa coordinata al lettore. Mi piacerebbe delineare la tua carriera finora, evidenziando soprattutto le tue influenze,i tuoi obiettivi, le tue aspirazioni personali...
Ho iniziato a scrivere i primi racconti all'alba dell'adolescenza, verso gli undici,dodici anni. Ero un ragazzino molto chiuso e taciturno, senza amici, senza particolari coinvolgimenti verso il mondo esterno. Figlio unico, genitori assenti per lavoro le mie compagnie erano inevitabilmente la televisione, la musica, libri e fumetti. Fortunatamente, la lettura ebbe man mano un particolare sopravvento sulla mia fantasia e sul mio immaginario. Proseguendo negli studi ,la passione per la lettura si era man mano intensificata e in parallelo anche la voglia di scrivere e raccontare. La passione per la scrittura è quindi nata per spirito di emulazione. La prima grande fologorazione l'ho avuta per la fantascienza. Divoravo romanzi di fantascienza con un'avidità portata dalla fame di evasione che è tipica dell'adolescenza: Urania e poi le bellissime collane della Cosmo. Con le superiori feci un salto. Leggere solo ed esclusivamente narrativa legata a un solo genere è limitante e sbagliato. La prima fase era stata mediata dalla scuola, scoprendo Joyce, poi Tolstoj, Bulgakov e ancora Calvino, Gadda, Melville... un'eterogenea frequentazione della grande letteratura che ritengo imprescindibile per la cultura di chiunque. Tramite Lovecraft, un apparentamento all'horror che da divertita passione cinematografica passa alla parola e quindi King, Barker, Lansdale, Bloch, Skipp & Spector, S.P. Somtow...Arona, Astori, Colombo, Vergnani e Manfredi tra gli italiani. Poi non posso dimenticare i romanzi di David Grosman, che hanno pesantemente influenzato il mio modo di scrivere e Pavese e Fenoglio, che mi hanno riavvicinato in maniera alta alle mie radici. Verso i venticinque anni continuavo a scrivere con rafforzato amore. Mi sembrava che più leggevo più volevo scrivere. Lo scrivere non era più un semplice espediente per risolvere la mia adolescenza. Più o meno in quel periodo, tra una riaccesa passione per il cinema, l'amicizia e la collaborazione col regista astigiano Giuseppe Varlotta e alcuni stages di sceneggiatura, tenuti tra l'altro da Mario Monicelli, Suso Cecchi d'Amico e Giorgio Arlorio, avevo tra le mani l'embrione di MASCHE, una storia originariamente piuttosto diversa dove i luoghi erano meno caratterizzati, i protagonisti erano altri e anche la vicenda divergeva dalla stesura finale in maniera sensibile. Un paio di concorsi andati a buon fine avevano incoraggiato la mia attività e qualche anno dopo invio Arcane le Colline, un romanzetto dal quale s'originerà MASCHE a un concorso letterario indetto da LA STAMPA di Torino. Non vinco ma il romanzo è segnalato dalla giuria e vinco la pubblicazione con la Firenze Libri, una piccola editrice toscana che tende a pubblicare a pagamento. La distribuzione è risibile ma un minimo di conoscenza, Arcane le colline me la porta. Intanto scrivo un secondo romanzo, s'intitola La voce di Pietra e subisce un destino analogo ad Arcane le colline: concorso, segnalazione, pubblicazione con piccolissima editrice, stavolta la SBC di Ravenna. Ne La voce di pietra abbiamo di nuovo il Piemonte magico e misterioso, menhir, energie geomagnetiche, paganesimo, crisi adolescenziali e una comparsata di Stefano Drago. Il salto di qualità avviene nel 2011 quando grazie all'interessamento di un signore chiamato Riccardo Sedini, dell'associazione Giallomania, Arcane le colline arriva alla Fratelli Frilli editori. Il romanzo piace, discuto tutta una serie di modifiche con l'editore al punto che si decide di cambiarne il titolo perchè ormai cosa "altra" e infine esce col titolo di MASCHE. La morte mormora è la seconda pubblicazione. Inutile sottolineare di come con questa seconda uscita, mi sono idealmente "alzato l'asticella", è un romanzo nel quale ho speso molte energie e riposte molte ambizioni. Si sa che chi scrive è fondamentalmente pervaso da una spiccata presunzione, difetto dal quale non mi esimo di certo. Il mio tentativo è quello di sdoganare un certo genere e cercare di donargli una capacità di veicolare idee e messaggi che vadano anche oltre il provocare paura e suggestione, anche perchè, per quanto utopico, il mio sogno rimane sempre quello di fare lo Scrittore, da grande.

Ho avuto modo di leggere anche il tuo precedente romanzo "Masche" che vede sempre come protagonista Stefano Drago e le sue indagini sul paranormale. Possiamo considerare l'indagatore come un personaggio seriale alla Conan Doyle? Ci saranno altre storie e nuovi particolari su questo interessante personaggio?
Inevitabilmente sì. Sono molto affezionato a Stefano Drago, un personaggio che è nato costruendolo su alcuni miei aspetti caratteriali ma che fortunatamente, col tempo sta assumendo man mano sempre più autonomia dal suo creatore. C'è chi l'ha paragonato a Moulder di X-files, chi, più attento e citazionista a Carnacki... Rientra senz'altro nel novero e non dimentichiamo Jules de Grandin, Hesselius, Auguste Dupin, un po' Harry Dickson, sicuramente l'agente Cooper di Twin Peaks... Ci saranno assolutamente altre storie con lui come protagonista anche se non ho intenzione di scrivere solo storie di Stefano Drago. Il prossimo romanzo, comunque lo vedrà di nuovo protagonista. Il personaggio e il suo mondo sono in evoluzione ed ho ancora molto da dire a riguardo.

Nel tuo nuovo romanzo "La Morte Mormora" ci sono aspetti quantomeno inediti nel tuo stile narrativo: una maggiore cura per i personaggi, una certosina rappresentazione delle terre dove vivi, e una non velata critica a certo provincialismo nostrano. Vorrei che mi spiegassi queste scelte?
Come anticipato, La morte mormora è nato come romanzo ambizioso. Più di MASCHE. Il primo era quasi un gioco, un divertimento, il tipo di romanzo che avrei voluto leggere e non avevo ancora trovato. Il secondo è nato emotivamente sull'onda di un'esperienza personale diretta, avendo partecipato, nel 2009 alla campagna elettorale per le elezioni amministrative del mio paese. Lì ho toccato con mano quella che definisco "la metafisica" del potere all'interno di una realtà circoscritta come quella della provincia piemontese e italiana. Per quel che riguarda lo stile, innanzitutto ti ringrazio per l'apprezzamento. Lo stile narrativo credo che evolva con chi scrive. Ho 44 anni e il mio occhio sul mondo è sicuramente mutato nel tempo, riflettendosi sulle mie analisi e sulla maniera di esporle in forma narrativa. Anche il rapporto con le mie radici è in qualche modo maturato, sopratutto in forma critica. La piemontesità è splendida e tremenda, al pari di qualsiasi altra identità. Ultimamente è rara, soprattutto nei suoi aspetti migliori. parliamo di una cultura austera, forgiata dalla terra, dalla spietata disciplina sabauda, da una popolazione periodicamente abituata a essere invasa dai popoli più svariati e che è sopravvissuta grazie a una durezza e un rigore che han poco a che vedere con gli stereotipi italiani. E' anche una cultura che dietro tanta grezza razionalità, ha mantenuto un carattere arcano e ancestrale che continua ad affascinarmi.

L'elemento paranormale delle tue storie, da sempre una componente fondamentale, questa volta è dedicato a uno "Pseudobiblion", un grimorio di magia nera. Essendo un argomento da sempre controverso e che da adito molto spesso a fraintendimenti e equivoci, mi piacerebbe sapere se c'è uno tuo studio personale alle spalle?
Sì, c'è stato uno studio. Da tempo mi sto dedicando all'approfondimento degli aspetti più curiosi e ancestrali della cultura piemontese. La figura del Libro del Comando ricorre sovente nelle storie di Masche e aldilà delle citazioni riguardanti i più noti grimori medioevali, la figura di un testo di magia utilizzato per mantenere il potere si ritrova in moltissimi episodi sopratutto tra le zone di Asti e Cuneo ed è curioso notare come spesso, i fruitori del testo maledetto, oltre alle Masche propriamente dette fossero uomini di chiesa corrotti o signorotti ambiziosi e prepotenti. Esiste un'aneddotica approfondita specialmente negli studi etnografici del professor Bosca, di Alba, che ho avuto modo di leggere. Si sa che sovente la figura delo pseudobiblion è ambigua: strumento di sapere o leggenda, testo mitizzato o invenzione superstiziosa. Ancora adesso, tra le nostre campagne, se parli di " Libèr dël comând" troverai chi l'ha visto, chi l'ha tenuto tra le mani, chi ne ha vissuto sulla pelle le conseguenze. Un paio di episodi che lo riguardano e sono riportati nel libro sono stati mediati da racconti diretti.

I tuoi romanzi possono essere considerati dei paranormal thriller che spesso sfociano nell'horror puro. Il gotico italiano ha ancora da dire la sua nel panorama affollato delle librerie oppure deve essere ormai considerato un fenomeno "underground" dedicato a pochi e battaglieri appassionati? Mi sembra che esistano due correnti nella letteratura di genere italiana. Una è una sorta di nuvola diffusa e variegata che sfugge anche a delle precise identificazioni. Si usa genericamente il termine "noir" ma si finisce col mettere in quel comodo calderone di tutto, dai gialli con elementi macabri alle storie che sfiorano o sfociano nel soprannaturale. Mi sembra che in realtà ci sia un rinascere anche un po' inflazionante di letteratura che sfrutta elementi gotici e/o soprannaturali. Si declina perfino in diversi target d'età, mi viene da pensare a certa letteratura "young adult" che affolla le librerie. L'altra è composta invece da una letteratura più caratterizzata e per alcuni versi "pura". Penso in questo senso ad autori come Colombo, Arona, Vergnani o Marolla che hanno certamente un seguito forse meno vasto ma più affezionato. L'horror italiano soffre a mio parere di quella forma di snobistica emarginazione che mi sento di accostare al Metal nella musica. Sono generi estremi, radicali e che non cercano un facile consenso ma proseguono con coerenza a veicolare i loro messaggi. Nel mio caso, tendo a considerarmi a cavallo delle due realtà, con la sensibile differenza che non ho grandi seguiti. Nelle presentazioni, parlo sempre di horror che sfrutta determinati meccanismi. Detto ciò, sono convinto che l'affrontare e raccontare il lato più oscuro del mondo, che è una caratteristica che accompagna le culture umane dalla notte dei tempi, sia una tendenza che avrà sempre l'esigenza di emergere, anche in un' epoca patinata come la nostra.

Ultima domanda: i tuoi impegni futuri e qualche buon libro da segnalare ai lettori de Il Mondo di Edu...
Sto attualmente lavorando al terzo romanzo. Una nuova indagine di Stefano Drago. Anche questo, spero che sia un lavoro che aggiunge elementi al mio personaggio e al DIP, il Dipartimento Indagini Paranormali del quale fa parte. Stavolta avrà un'ambientazione metropolitana, tutto nella città di Asti e vedrà un caleidoscopio di situazioni che vanno da una strage familiare a un omicidio politico, dalle trame dei servizi segreti deviati a un ragazzo con strani poteri fino ad alcune teorie junghiane sugli archetipi e il senso dello stato in Italia.
Romanzi da consigliare? L'elenco sarebbe sempre lungo e arduo. Parlando di letteratura di frontiera, mi sento di segnalare XY di Sandro Veronesi, che gioca con tutti gli elementi di cui abbiamo parlato fin'ora e alla fine va a parare da tutt'altra parte e Freddo nell'anima perchè Lansdale ci sta sempre poi, per gli appassionati di metal, In fondo al tunnel di Skipp & Spector, padri dello splatterpunk.

mercoledì 24 ottobre 2012

FABRIZIO BORGIO – LA MORTE MORMORA (FRATELLI FRILLI EDITORE, 2012)


































Ci sono artisti e scrittori “overground” che operano sotto le luci sfavillanti della notorietà e del successo, pascendo dei propri (controversi) risultati e del giudizio a volte ciecamente esaltante del proprio pubblico, tramutandoli come spesso accade in esseri vanesi e grotteschi, nonché schiavi del personaggio che si sono creati.
 Fortunatamente ci sono ancora artisti e scrittori seri, fieramente “underground”, che lavorano alacremente con passione e dedizione, alla creazione dei propri mondi immaginari, lontano da tentazioni di insulso divismo. Fabrizio Borgio, piemontese, classe 1968, è il classico esempio di artista “sotterraneo”, mosso dall'intento, oserei dire fondamentale, di creare buone storie a prescindere dai gusti volubili del pubblico italiano.
E si sa che qui, a Il Mondo di Edu, ci è sempre interessato il versante “sub terra” dell'arte, il mondo alla rovescia della letteratura e della musica, il lato oscuro dell'ispirazione umana. Dopo aver letto e apprezzato “Masche” nel 2011, eravamo davvero curiosi di sondare le evoluzioni stilistiche e narrative di Borgio e “La Morte Mormora” non ha deluso le nostre aspettative.
Pubblicato sempre da Fratelli Frilli Editore, il secondo romanzo dedicato alle indagini paranormali di Stefano Drago, parte da quella zona del crepuscolo che avevamo già intravisto in Masche: una provincia sonnacchiosa, quieta, quasi immobile che nasconde, nelle nebbiose notti invernali, segreti e misteri degni di X- Files e Millennium.
Stavolta c'è qualcosa in più: Borgio ha rimpolpato il suo stile narrativo, evidenziando una maggiore cura per i personaggi, una certosina rappresentazione delle terre dove vive e una non velata critica a certo becero provincialismo nazionale. Come potrete leggere anche nell'intervista allegata, lo scrittore astigiano ci tiene a raccontare la “piemontesità” delle sue terre, intesa non solo come identità culturale e sociale ma anche (e soprattutto) come stile di vita appartato, disincantato, dettato da una disciplina ferrea da una radicata austerità.
Inutile precisare che l'autore ci riesce in pieno, non lesinando una certa accuratezza nelle descrizioni e nei rimandi. A mio avviso questo è il dato vincente del romanzo. Quello che lo rende un unicum e insieme un'opera altamente personale e affascinante.
Non basta.
Borgio riprende anche degli aspetti decisamente autobiografici come la sua partecipazione attiva alla vita politica del suo paese natio (Castigliole d'Asti) e lo scontro implacabile contro l'avversario politico e le istituzioni, per decifrare tutte quelle brutture del provincialismo italiano (egoismo rampante, disillusione, invidia, cupidigia etc.) che dal Piemonte alla Sicilia sembrano essere ormai una triste costante della decadenza culturale e sociale del nostro paese.
Non dimentichiamoci che “La Morte Mormora” è prima di tutto un romanzo di genere che oscilla mirabilmente tra il Giallo (abbiamo un assassino implacabile da scoprire) e interessanti deviazioni verso il paranormal/thriller e l'horror. In tal caso Stefano Drago può essere considerato come una interessante versione “piemontese” dei grandi indagatori del letteratura, del fumetto e del cinema (Moulder, Dylan Dog, Carnaki, Sherlock Holmes, De Grandin alcuni esempi pertinenti in proposito).
Questa volta il prode e ombroso Drago (un alter ego dell'autore? Possibile...) dovrà risolvere un mistero legato a un infame pseudobiblion, “Il Libro del Comando”, grimorio di magia nera e segreti innominabili (quasi lovecraftiani) che sembra uscito dai grandi sceneggiati italiani degli anni '70.
 Lo scrittore astigiano ci porta per mano in una storia costruita con dovizia (estrema) di particolari e l'intento ampiamente dichiarato di farci provare qualche brivido sulla schiena. E credetemi il Piemonte narrato da Borgio (assimilabile in un certo senso alla Bassavilla di Danilo Arona) fa davvero, davvero paura.
Dopo la bella sorpresa di “Masche” Fabrizio Borgio continua sulla strada consolidata del gotico nostrano e lo fa con mezzi nuovi e soprattutto convincenti. A questo punto tenerlo d'occhio, per tutti gli appassionati di narrativa del perturbante, è un obbligo!
Lettura adattissima per il periodo di Samhain.

MOSHPIT SPECIALE HALLOWEEN
















DOMANI SERA Giovedì 25 OTTOBRE nuovissima puntata di MOSHPIT.
Per celebrare a dovere l'arrivo di SAMHAIN/HALLOWEEN puntata dedicata totalmente alla musica orrorifica: punk, psycho, garage, ambient, elettronica, dark,black,death.
Doctor Jankyll & Mister Eddie avranno l'onore e il piacere di avere in diretta telefonica l'opinionista ufficiale Fabban Aborym per uno speciale dedicato all' horror rock'n'roll.
Inoltre sarà presente in studio l'enigmatico progetto Spettro Family che per l'occasione si esibirà in maschera con alcune musiche originali che metteranno di sicuro i brividi! Previste le rubriche Violence, Disco del mese e Extreme Zone.
Come sempre puntata da non perdere per gli amanti della musica underground e non solo.
Vi aspettiamo al solito orario ( 21:00) sempre su Radio Base:
www.radiobase.fm 
104,8 FM