lunedì 29 dicembre 2008

FILM, FILM, FILM!


In un periodo di forte pressione fisico- psicologica derivata dalla partecipazione del mio romanzo breve al prestigioso Premio Scerbanenco e nei giorni immediatamente seguenti, non avendo alcun desiderio di completare la lettura di alcuni libri già iniziati ( tranne “Dracula cha cha cha” di Kim Newman su Urania, invero appena sufficiente e poco coinvolgente anche se prometteva bene nel retro copertina) mi sono buttato a capofitto ( insieme alla mia ragazza) in una serie di Film che attendevo da tempo di vedere.
Ecco il mio giudizio (mio e solo mio):

E venne il giorno, di M. Night Shyamalan
La poetica dell’Apocalisse. Così si potrebbe definire questo nuovo parto cinematografico del regista del Sesto Senso( un film cha amo alla follia). La trama è semplicissima. Uno strano virus ( forse aereo, forse no) si impossessa all’improvviso di tutti i cittadini di New York spingendoli al suicidio collettivo.
Mentre il morbo si propaga in tutto il paese una coppia in crisi e alcuni sopravvissuti cercano di mettersi in salvo e nello stesso tempo di capire la loro esistenza risparmiata e le cause di una inevitabile estinzione di massa.
Il film è lento, placido, meditativo nell’orrore che intende descrivere.
I personaggi sembrano quasi timidi e riservati nel terrore che stanno attraversando.
Tutto rimarrà in sospeso( eventi , cause, rimedi, spiegazioni) comprese le vite di coloro che avranno la fortuna di sopravvivere.
Un bellissimo film incompiuto.

Cloverfield, di Matt Reeves
Un specie di horror fantascientifico per la generazione di You Tube.
Durante una festa d’addio un gruppo di giovani ( schifosamente belli e gentili, uno stereotipo tipicamente americano) sperimenterà l’attacco di New York ad opera di una specie di Gollum gigante ( quello del Signore degli anelli) e altre schifose creature.
Ovviamente il tutto filmatodalla telecamera di uno di loro, quello che riprendeva la festa ( invero una specie di ritardato mentale o almeno così sembra).
Le riprese essendo amatoriali ( come “costruito” dagli autori, per intenderci quelli di Lost che invece adoro) sono confuse e provocano il mal di testa.
Le scena di guerriglia urbana sono improbabili come anche gli espedienti per tenere ancora accesa la telecamera dopo che un piede gigante per poco non ti ha schiacciato come un moscerino.
Insomma buona l’idea, agghiaccianti alcuni momenti ( quelli sotto la metropolitana o in elicottero durante un falso “lieto fine”) del film ma nel complesso ho la sensazione che sia stato un flop per tanti, troppi motivi.

Non è un paese per vecchi, di Ethan Coen e Joel Coen
Un buon Noir esistenziale con un ottimo personaggio malvagio ( il Killer psicopatico taglia lo schermo col suo viso scarno e i capelli fine anni settanta mentre psicanalizza le sue vittime e le loro debolezze prima di fare il suo dovere…) e alcuni comprimari di valore.
La trama è credibile e l’ambientazione tra Messico e Texas fa da ottimo sfondo alla storia.
Infine un malinconico Tommy Lee Jones interpreta un poliziotto capace ma ormai alla soglia della pensione con tutto il mestiere di cui è dotato.
Un buon film.

29 settimane dopo, di Danny Boyle
Meglio il primo decisamente.
Si salva solo l’inizio e qualche trovata da brivido nella parte centrale.
Per il resto solita routine zombi/fuga/nascondersi/essere divoarato.
Per il resto citazioni a piene meni di Matheson, Carpente, Romeror e chi più ne ha più ne metta.

Il Nascondiglio, di Pupi Avati
Ah! Questo si che è Gotico.
Altro che Ghotica ( il film americano di qualche anno fa).
Mettiamocelo in testa.
Gli italiani possono fare ancora tanto nel campo del Gotico letterario e cinematografico.
Pupi Avati ce ne dà una conferma con questo film.
Risvolti da giallo, atmosfere da gotico vecchio stile, finale decisamente horror come non se ne vede più da tanto e una regia che solo il grande Pupi poteva fare.
Un must!!!

The Mist, di Frank Darabont
Uno dei pochi registi ad essersi confrontato realmente con le tematiche care al mio amato S. King.
Infatti il film è tratto da un racconto del maestro americano.
Dietro l’Horror tipicamente Mathesiano e Romeriano degli esseri umani rintanati in un posto chiuso e angosciante pronti ad essere sbranati da bestie immonde e orrende vi sono alcuni elementi cari romanzi di King.
Il fanatismo religioso, il coraggio e la viltà, il padre che ama il proprio figlio fino a diventare ossessione/morte, gli anziani come forza possibile ancora di cambiamento e comprensione.
La pellicola è molto lunga e a tratti noiosa ma entra di diritto tra i film meglio riusciti “tratti da una storia di S.King”.

Catacombs, di Tomm Coker, David Elliot ( e dai produttori del primo inarrivabile The Saw).
Horror adrenalinico e realmente pauroso come non ne vedevo da parecchio tempo.
Ambientato quasi interamente sotto le catacombe di Parigi ( già il pensiero mi terrorizza visto che ho visto quelle di Napoli e so cosa significa…) è oscurità e follia allo stato puro.
Sconsigliato ai facilmente impressionabili e a chi soffre di claustrofobia.
Unico neo: la Pop/Star Pink in un ruolo fortunatamente marginale.

venerdì 19 dicembre 2008

Ennesima notizia/cazzata sull' Heavy Metal


A questo link:




l'ennesima cazzata/luogo comune/notizia/ stronzata sul metal

Ogni mio commento è superfluo!!!

Intervista a Danilo Arona




Ecco il link della mia intervista a Danilo Arona su Thriller Cafè:
Buona lettura!!!




sabato 13 dicembre 2008

I miei racconti sul sito PoesieRacconti.it


E' un bel sito, gestito benissimo e con un buon bacino di utenza.

Qui troverete alcuni miei racconti che tra l'altro sono anche piaciuti...

Meglio di così...

Ecco il link:



Fateci un giro.

Merita.

mercoledì 10 dicembre 2008

DOPO LO SCERBANENCO UN BRANO CHE DICE TUTTO!


Che testone!!!

Che ingenuo!!!

Ora ho capito tutto!!!

Il brano di Bugo, "Nel Giro Giusto", è stato una folgorazione!!!

Ci sono più verità in questa canzone che in 3000 libri e blog e siti e altro.

Perdonatemi tutti.

Pizzette Catarì...ora l'ho capito!!!

mercoledì 26 novembre 2008

IL MIO SCERBANENCO


La mia partecipazione al Premio Scerbanenco.

Questo post che lascio in visione a tutti ( non solo a elettori, parenti, amici ma anche ai dubbiosi sulla mia onestà morale e intellettuale e ai semplici diffamatori ) ha lo scopo non solo di rendere chiara e trasparente la mia Partecipazione al Premio Scerbanenco ma anche a dissipare eventuali accuse e dubbi che ho potuto leggere in giro sul web.
Ecco la mia storia:
Ho pubblicato Telepatia con i deceduti ( per lo più un racconto lungo con forti ispirazioni Horror e di misteri locali) nel Gennaio 2008 per un piccolo editore a pagamento.
L’ho fatto con cognizione di causa, nel senso che ho valutato la cosa con serenità ( supportato da chi mi stava vicino e mi stimava) e poi ho deciso con il libero arbitrio di cui dispongo di iniziare questa piccola, piccola avventura.
Penso che come il sottoscritto ce ne siano tanti in giro che fanno questa scelta partendo praticamente da zero ( o come il sottoscritto da -1) e con molti di questi ho avuto la fortuna proprio in questi giorni di votazioni di scambiare tanti pareri, riflessioni e opinioni.
Dicevamo della partecipazione:
mi sono iscritto da solo.
Il bando permetteva di farlo e io ho preso al volo questa opportunità.
Ero e ( sono ancora) fiero del mio libro e volevo farlo conoscere da più gente possibile.
Dopo poco ho scoperto che la mia casa editrice non poteva sobbarcarsi un’eventuale pubblicità a mio favore.
Non aveva risorse in proposito.
Che cosa potevo fare?
Avevo Zero conoscenze importanti, Zero contatti nell’editoria, Zero mecenati, Zero appoggi dai siti importanti, Zero appoggi dai blog che contano, Zero conoscenze politiche, artistiche giornalistiche, Zero di tutto ( i giornali della mia zona mi hanno snobbato alla grande e alcuni siti mi hanno negato persino una recensione negli ultimi giorni…)
L’unica risorsa di cui potevo disporre era il passaparola dei lettori della mia zona ( Sarno e dintorni) che già avevano letto il libro ed erano venuti alla presentazione e alcuni forum che già frequentavo per far conoscere il mio Libro e gli articoli e i racconti che ho pubblicato on line.
Detto, fatto.
Mi sono buttato a capofitto in queste opportunità.
Il passaparola nella mia zona c’è stato e tanto.
Credo oltre il 60% dei miei voti provenga da lì.
Il restante è stato frutto di amici che già conoscevo su My space e su Facebook e su altri nuovi amici con i quali avrò ancora rapporti visto che moltissimi hanno deciso di dare una chance al mio libro dopo il voto, comprandolo oppure dandomi l’onore di partecipare anche ai loro progetti artistici ( fumetti on line, recensioni, scambio di manoscritti e libri, performance letterarie, presentazioni come quella imminente a Roma grazie un amico nuovo di facebook).
Tutte queste persone stupende e generose non mi hanno dato solo un semplice voto.
Mi hanno dato un’occasione per farmi conoscere e valutare.
Mi hanno reso partecipe dei loro progetti trasformando il mio entusiasmo per la partecipazione in un entusiasmo collettivo.
Hanno letto i racconti sul mio sito.
Mi hanno fatto leggere i loro ( anche poesie)
Hanno letto le recensioni del libro ( anche le negative)
Hanno parlato con me di scrittura, di libri, di aspirazioni, di arte e di cultura.
Sono venuti alla Presentazione del mio libro A Nocera Inferiore. ( 20 Novembre)
Mi hanno fatto votare a loro volta i loro brani (rap, rock, metal) e i loro cortometraggi sempre on line ( e in quelle occasioni ho notato una tolleranza e un rispetto che qui latitano).
Insomma un vero e proprio scambio culturale.
Non tutto è stato sempre rose e fiori.
Tanti mi hanno anche riso in faccia, mi hanno insultato e giudicato negativamente per la mia partecipazione e per il voto, mi hanno “scandagliato come autore” ( come ha detto una ragazza on line con un’arroganza e una naturalezza che non mi ha fatto dormire una notte…)
Quella frase “ scandagliare l’autore” mi è rimasta nella testa e non va più via.
Rappresenta il lato negativo di questa storia che sto raccontando ed è come un velo grigio che non riesco a togliere davanti agli occhi.
L’arte non è passione?
L’arte non è entusiasmo di fare?
La scrittura non è raccontare semplicemente una storia e decidere se questa ti ha coinvolto oppure ti ha lasciato indifferente?
Questo a prescindere da un premio e dalla pubblicazione?
Eppure questa signorina con quel verbo parlava di altro.
Voleva misurare il mio spessore morale e intellettuale.
Voleva trovare il mio scheletro nell’armadio.
Voleva mettere le mani nel marcio della mia coscienza come se le fosse dovuto .
Senza conoscermi nè tantomeno aver letto niente di me.
Il marchio dell’autore a pagamento.
Il marchio dell’autore giovane che deve farsi le ossa con gli insulti e le critiche gratuite e puerili.
Il marchio di chi non deve farcela perché così altri ( rinchiusi nei loro parametri senza senso e nelle loro regole che poi sono i primi a non rispettare…) hanno stabilito.
Moderna caccia alle streghe.
Moderna inquisizione che non tortura il corpo ma lo spirito.
Tutto questo è terribile e insulso.
I voti che mi sono stati dati provengono dalla mia voglia di fare e dal mio lavoro.
Questa è la verità
E come disse un famoso attore in un bel Noir di qualche anno fa ( il cerchio si chiude sempre..)
“Quando dici la verità è solo quella che conta. Tutto il resto è spazzatura”.
Dedico i miei 708 voti a chi mi ha seguito in questa avventura e l’ha fatta diventare un po’ sua.
Dedico il mio decimo posto a chi è capace ancora di sognare e lottare senza farsi intrappolare dall’ipocrisia altrui.
Vi lascio con una frase che è il mio cavallo di battaglia:
Born to loose. Live to win (Motorhead).

mercoledì 19 novembre 2008

Telepatia con i deceduti, "libro del momento" su Aphorism


A questo link:
www.aphorism.it
C'è una splendida recensione del mio romanzo breve.
Ringrazio di cuore tutta la redazione che per le belle parole spese per il sottoscritto.

Ne riporto il testo completo:
Prima di procedere con la recensione, apriamo con un’informazione: questo romanzo breve è uno dei 100 finalisti del “Premio Scerbanenco” promosso dalla XVIII Edizione del Courmayeur Noir Infestival. Fino al 25/11/2008 è possibile votare l’autore Eduardo Vitolo cliccando il numero 96 presente in questa pagina: http://www.noirfest.com/cerba.asp
Perché votarlo? Be’, qui in redazione possiamo dire di aver letto un bel libro, dove non mancano suspense e ritmo. Soprattutto, ci piace sottolinearlo sempre quando ne abbiamo le prove, il testo è scritto bene, la narrazione è fluida e per quanto sia trattato un tema “paranormale”, come si evince dal titolo, la trama è credibile e ha un impianto solido.
I lettori più scaltri non mancheranno di notare riferimenti a illustri predecessori letterari come “La casa stregata” di H.P. Lovecraft, e cinematografici, difatti la protagonista ricorda la straordinaria Cate Blanchett nel film “Il Dono”.
Il giudizio è quindi positivo: siamo di fronte a una buona prova di Eduardo, che affronta un tema sempre molto discusso e lo fa senza riserve: si schiera dalla parte del mistero, dell’inverosimile, lasciando intendere che non sempre lo scetticismo è sinonimo di ragione. E lo fa da “padrone” dell’argomento, come se le sue esperienze fossero strettamente collegate agli eventi narrati: così si fa, un autore deve “sentire” la sua storia, deve immedesimarsi, altrimenti come possono farlo i suoi lettori?
La Ibiskos pubblica di nuovo un autore di Aphorism e ci auguriamo che questo connubio si sviluppi ancora, producendo altri libri così. Eduardo Vitolo e il suo libro non vanno soltanto letti ma anche sostenuti, quindi ricordate di dare il vostro voto su http://www.noirfest.com/cerba.asp