sabato 17 aprile 2010

VALTER BUIO - ALESSANDRO BILOTTA, SERGIO GERASI (STAR COMICS ITALIA)


Sinossi
Valter Buio è lo psicanalista dei fantasmi. Per 90 euro a seduta riceve le anime in pena di coloro che restano in un limbo in cui non fanno più parte di questo mondo, ma comunque non riescono ad abbandonarlo del tutto. Sono spiriti che Valter chiama gli Inconsci, perché devono risolvere un evento traumatico, spesso legato alla loro morte, di cui ancora non si rendono conto nella maggior parte dei casi. Valter Buio riceve il primo paziente, si chiama Cesare, un ragazzo che si è suicidato e che, per quanto lo desideri, non riesce a lasciare questo mondo. Con l'aiuto del suo amico medium, il Conte Balestra, Valter porta alla luce una serie di segreti legati alle famiglie che vivono nel quartiere Aventino. Tutto riconduce a uno strano psichiatra che ha avuto in cura diversi ragazzi che si sono suicidati, un uomo senza identità che ha in comune con Valter i ricordi di un passato terribile. Su questi misteri si sente il grido di odio di Cesare, che chiede se i Morti sono coloro che se ne vanno o quelli che restano.

Considerazioni
Ero moderatamente curioso di leggere questo nuovo fumetto targato Star Comics.
Le premesse erano molto buone, almeno per quanto riguarda il mio gusto personale:
uno “strizza cervelli” degli spiriti (inquieti) e una mini serie in 12 numeri ambientata in Italia, ossia a Roma.
Da Dylan Dog a Lazzarus Led, da Carnaki al Dottor Hesselius, ho sempre amato alla follia la figura dell’ Indagatore dell’Incubo, colui che è in grado di guardare al di là del velo oscuro e invisibile dell’irrazionale (e del grottesco), per dare un nome e una connotazione precisa al mistero.
Valter Buio non fa eccezione in tal senso.
Alquanto originale la scelta di creare una figura di “Psicanalista dei Fantasmi” che in fondo assume la connotazione più classica ( almeno nel primo numero) di medium/accompagnatore verso una dimensione altra.
La decodificazione dell’aldilà e dei simboli connessi allo spiritismo sono stati sempre un argomento di sicuro interesse per il lettore.
I testi di Bilotta sembrano assumere questa connotazione, occupandosi meno di orrori e visioni di terrore e maggiormente di comprensioni e tematiche legate al trapasso e alla sue dirette conseguenze.
E su questo si discosta totalmente dagli esempi sopra indicati.
Il mistero rimane.
Il desiderio di dipanare la strada verso la ricomposizione del puzzle da sempre legato all’indagine tout court, intatto.
Ma c’è un’emotività del tutto nuova.
Personaggi legati ad un vissuto reale, condivisibile, terribilmente terreno.
E l’antieroe/medium Valter Buio, scacciato dal suo ambiente familiare e dedito all’alcol ( ai lettori del mio mini romanzo d’esordio ricorderà sicuramente qualcuno…), avrà il compito di guidare le anime “tra cielo e terra” verso una dimensione per ora solo intravista e tutto sommato ancora lontana.
Da Shakespeare in poi, una costante delle letteratura dell’aldiquà e soprattutto dell’aldilà.
Ovviamente trattandosi di una pubblicazione assimilabile al genere horror non mancano elementi propriamente “orrorifici” e il finale del primo numero apre inquietanti scenari in tal senso.
Ma ripeto: non è la solita uscita.
Il primo albo fa ben sperare per il futuro.
Risulta già vincente la scelta di esaurire la storia in 12 numeri visto che la serialità di certi fumetti alla fine è stata sempre un’arma a doppio taglio.
Attendiamo il proseguo della storia di Valter Buio per accertare quanto detto di buono finora.

giovedì 15 aprile 2010

lunedì 12 aprile 2010

IL TEATRO DEGLI AFTERHOURS APPRODA A SALERNO

Il Teatro degli Afterhours", lo spettacolo musical-teatrale con cui la band di Manuel Agnelli ha girato l'Italia, volge al fine del suo percorso e approda a Salerno, in apertura della rassegna "Linea d'Ombra - Festival Culture Giovani", martedì 13 aprile al Teatro Augusteo (festivalculturegiovani.it).
Quella di Salerno è una delle due date nel sud Italia (l'altra il 15 aprile al Petruzzelli di Bari).
Lo spettacolo - giocato tra musica e letteratura - si caratterizza per la presenza di ospiti sempre diversi: a Salerno e a Bari sul palco insieme alla band milanese sarà Vasco Brondi (alias Le Luci della Centrale.


domenica 11 aprile 2010

APPARIZIONI, FANTASMI & LIBRI

BIBLIOGRAFIA CONSIGLIATA:
- APPARIZIONI & FANSTAMI, ANDREW MACKENZIE (1982, ED. MEDITERRANEE)
- VISIONI APPARIZIONI, VISITATORI ALIENI, HILLARY EVANS (1984, ARMENIA)
- IL LIBRO DEGLI SPIRTI, ALLAN KARDEC (1972, MEDITERRANEE)
- STORIE DI FANTASMI, AAVV ( 1993, EINAUDI)
- STORIE DI SPETTRI, AAVV (1988, FANUCCI)
- STORIE DI FANTASMI, AAVV (1995, NEWTON)
- FANTASMI, STORIE ED ALTRE STORIE, AAVV (1989, NEWTON)
- FANTASMI & FANTASMI, AAVV (1994, NEWTON)
- TUTTE LE RACCOLTE DI RACCONTI DEI SEGUENTI AUTORI:
AMBROSE BIERCE, ANDREW BLACKWWOOD,EDITH WHARTHON, EDWARD FREDERICK BENSON, M.R. JAMES, J.S. LE FANU.












martedì 6 aprile 2010

MOSHPIT: PUNTATA TEMATICA "ITALIANA" CON I KENOS

Giovedì 8 Aprile, nuovissima puntata diMoshpit dopo le vacanze pasquali.
Ospiti in diretta telefonica: KENOS.
Doctor Jankyll e Mister Eddie insieme alla band Extreme Metal meneghina presenteranno il loro nuovo album "X-Torsion" pubblicato dalla My Kingdom Music.
Inoltre scaletta totalmente dedicata alla scena Rock/Metal italiana con molte soprese
Come sempre puntata da non perdere per gli amanti del Vero Rock e della scena Underground.
Vi aspettiamo alle 21 sul sito di Radio Base:
http://www.radiobase.fm/
Per maggiori info sui KENOS e su MY KINGDOM MUSIC:
http://www.myspace.com/kenosband
http://www.mykingdommusic.net/

venerdì 2 aprile 2010

MILANO NERA (GIAN ROCCO E PIETRO SERPI - 1964)

Titolo originale: Milano Nera
Regia: Gian Rocco, Pietro Serpi
Sceneggiatura: Pier Paolo Pasolini
Attori: Alessandro Quasimodo, Adriano Fossati, Umberto Rocca, Sonia Gessner
Genere: Noir (?)
Anno: 1964 - Italia

Trama
>Un gruppo di giovani senza valori, decide di passare un capodanno all'insegna del "cattivo gusto". Si passa da un furto (in una Chiesa), allo sberleffo d'un ricco pederasta; si prosegue con l'accostamento di tre ragazze di una famiglia perbene, abbordate e "usate" e via con l'assalto ad una coppia appartata in auto; ancora: un omosessuale deriso ed un allucinato finale all'interno dello stadio di San Siro
(Divanotti).

Considerazioni
Sul Dvd che ho preso in edicola viene presentato come il film "che rappresenta l'anello mancante del cinema poliziesco italiano".
Non so fino a che punto sia veritiera questa presentazione.
Se di poliziesco si tratta sicuramente ha massicce dosi di visionarietà, critica sociale (al perbenismo borghese) e cinismo tipico del cinema di Pasolini.
Protagonisti della storia sono i Teddy Boys (Arancia Meccanica) della Milano bene (o presunta tale visto che i confini sono sempre molto aperti): Il "Contessa", "Mose'", il "Gimkana", Toni detto "Elvis", "Rospo" .
Una manica di teppisti che hanno voglia di sfogarsi (con soprusi e violenze) ma anche di vivere appieno la loro vita in una metropoli (la Milano degli anni 60) vuota, industriale, grigia, anemica, tremendamente moderna.
E allora passeranno sotto i loro sberleffi e stupidi scherzi giovanili (perchè in realtà di violenza materiale c'è n'è davvero poca altro che TEDDY BOYS...) un gay/prostituto, cinico, profondo, tormentato e bohemien (l'alter ego di Pasolini), una coppia appartata che nasconde una relazione scomoda, prostitute grasse e felici e sorattutto un manipolo di giovani donne annoiate, ingioiellate (i loro monili saranno falsi come le loro pose, i loro discorsi, la loro bellezza) e vanesie.
Bellissima la musica di sottofondo alla desolazione che avvolge questi eroi del grigiore italico.
Un pianoforte fumoso e tremendamente Jazz/Dark.
La "Milano da bere" è ben lungi dall'essere accostata a queste scene.
E invece ci sono un nobile dai vezzi artistici discutibili, un artista vero che compra gioielli rubati per sopravvivere e un ragazzino (fratello di uno dei protagonisti) abbagliato dal fulgore e dalla decadenza dei suoi maestri di vita.
Visionario e fantascientifico il finale ambientato in uno Stadio San Siro, sporco e post apocalittico dove i nostri tra frizzi e sollazzi andranno incontro ad un finale che (forse) li cambierà per sempre.
Originale, vivido, incantevole, tremendamente italiano.
Insomma un capolavoro.