mercoledì 26 novembre 2008

IL MIO SCERBANENCO


La mia partecipazione al Premio Scerbanenco.

Questo post che lascio in visione a tutti ( non solo a elettori, parenti, amici ma anche ai dubbiosi sulla mia onestà morale e intellettuale e ai semplici diffamatori ) ha lo scopo non solo di rendere chiara e trasparente la mia Partecipazione al Premio Scerbanenco ma anche a dissipare eventuali accuse e dubbi che ho potuto leggere in giro sul web.
Ecco la mia storia:
Ho pubblicato Telepatia con i deceduti ( per lo più un racconto lungo con forti ispirazioni Horror e di misteri locali) nel Gennaio 2008 per un piccolo editore a pagamento.
L’ho fatto con cognizione di causa, nel senso che ho valutato la cosa con serenità ( supportato da chi mi stava vicino e mi stimava) e poi ho deciso con il libero arbitrio di cui dispongo di iniziare questa piccola, piccola avventura.
Penso che come il sottoscritto ce ne siano tanti in giro che fanno questa scelta partendo praticamente da zero ( o come il sottoscritto da -1) e con molti di questi ho avuto la fortuna proprio in questi giorni di votazioni di scambiare tanti pareri, riflessioni e opinioni.
Dicevamo della partecipazione:
mi sono iscritto da solo.
Il bando permetteva di farlo e io ho preso al volo questa opportunità.
Ero e ( sono ancora) fiero del mio libro e volevo farlo conoscere da più gente possibile.
Dopo poco ho scoperto che la mia casa editrice non poteva sobbarcarsi un’eventuale pubblicità a mio favore.
Non aveva risorse in proposito.
Che cosa potevo fare?
Avevo Zero conoscenze importanti, Zero contatti nell’editoria, Zero mecenati, Zero appoggi dai siti importanti, Zero appoggi dai blog che contano, Zero conoscenze politiche, artistiche giornalistiche, Zero di tutto ( i giornali della mia zona mi hanno snobbato alla grande e alcuni siti mi hanno negato persino una recensione negli ultimi giorni…)
L’unica risorsa di cui potevo disporre era il passaparola dei lettori della mia zona ( Sarno e dintorni) che già avevano letto il libro ed erano venuti alla presentazione e alcuni forum che già frequentavo per far conoscere il mio Libro e gli articoli e i racconti che ho pubblicato on line.
Detto, fatto.
Mi sono buttato a capofitto in queste opportunità.
Il passaparola nella mia zona c’è stato e tanto.
Credo oltre il 60% dei miei voti provenga da lì.
Il restante è stato frutto di amici che già conoscevo su My space e su Facebook e su altri nuovi amici con i quali avrò ancora rapporti visto che moltissimi hanno deciso di dare una chance al mio libro dopo il voto, comprandolo oppure dandomi l’onore di partecipare anche ai loro progetti artistici ( fumetti on line, recensioni, scambio di manoscritti e libri, performance letterarie, presentazioni come quella imminente a Roma grazie un amico nuovo di facebook).
Tutte queste persone stupende e generose non mi hanno dato solo un semplice voto.
Mi hanno dato un’occasione per farmi conoscere e valutare.
Mi hanno reso partecipe dei loro progetti trasformando il mio entusiasmo per la partecipazione in un entusiasmo collettivo.
Hanno letto i racconti sul mio sito.
Mi hanno fatto leggere i loro ( anche poesie)
Hanno letto le recensioni del libro ( anche le negative)
Hanno parlato con me di scrittura, di libri, di aspirazioni, di arte e di cultura.
Sono venuti alla Presentazione del mio libro A Nocera Inferiore. ( 20 Novembre)
Mi hanno fatto votare a loro volta i loro brani (rap, rock, metal) e i loro cortometraggi sempre on line ( e in quelle occasioni ho notato una tolleranza e un rispetto che qui latitano).
Insomma un vero e proprio scambio culturale.
Non tutto è stato sempre rose e fiori.
Tanti mi hanno anche riso in faccia, mi hanno insultato e giudicato negativamente per la mia partecipazione e per il voto, mi hanno “scandagliato come autore” ( come ha detto una ragazza on line con un’arroganza e una naturalezza che non mi ha fatto dormire una notte…)
Quella frase “ scandagliare l’autore” mi è rimasta nella testa e non va più via.
Rappresenta il lato negativo di questa storia che sto raccontando ed è come un velo grigio che non riesco a togliere davanti agli occhi.
L’arte non è passione?
L’arte non è entusiasmo di fare?
La scrittura non è raccontare semplicemente una storia e decidere se questa ti ha coinvolto oppure ti ha lasciato indifferente?
Questo a prescindere da un premio e dalla pubblicazione?
Eppure questa signorina con quel verbo parlava di altro.
Voleva misurare il mio spessore morale e intellettuale.
Voleva trovare il mio scheletro nell’armadio.
Voleva mettere le mani nel marcio della mia coscienza come se le fosse dovuto .
Senza conoscermi nè tantomeno aver letto niente di me.
Il marchio dell’autore a pagamento.
Il marchio dell’autore giovane che deve farsi le ossa con gli insulti e le critiche gratuite e puerili.
Il marchio di chi non deve farcela perché così altri ( rinchiusi nei loro parametri senza senso e nelle loro regole che poi sono i primi a non rispettare…) hanno stabilito.
Moderna caccia alle streghe.
Moderna inquisizione che non tortura il corpo ma lo spirito.
Tutto questo è terribile e insulso.
I voti che mi sono stati dati provengono dalla mia voglia di fare e dal mio lavoro.
Questa è la verità
E come disse un famoso attore in un bel Noir di qualche anno fa ( il cerchio si chiude sempre..)
“Quando dici la verità è solo quella che conta. Tutto il resto è spazzatura”.
Dedico i miei 708 voti a chi mi ha seguito in questa avventura e l’ha fatta diventare un po’ sua.
Dedico il mio decimo posto a chi è capace ancora di sognare e lottare senza farsi intrappolare dall’ipocrisia altrui.
Vi lascio con una frase che è il mio cavallo di battaglia:
Born to loose. Live to win (Motorhead).

4 commenti:

AngoloNero ha detto...

Vitolo, non ho letto il suo libro, quindi lungi da me l'idea di entrare nel merito.

Rivolgo però anche a lei la domanda che rivolgerei a un amico: perché, invece di alimentare il fenomeno degli editori a pagamento, non ha pensato di autoprodursi, o di pubblicare su Lulu.com, ad esempio?

L'arte è forse "più arte" se ha il bollino di (dubbia) qualità dato da un editore a pagamento?

Mi spiace rimarcarlo, ma è vero, l'essersi rivolto a un editore a pagamento è una specie di onta sul suo curriculum autoriale e probabilmente dovrà faticare non poco per liberarsi dal pregiudizio che circonda l'editoria a pagamento.

Spero comunque che questa esperienza, indipendentemente dall'esito, le abbia dato soddisfazione e stimoli per il futuro.

Cordialmente,
AngoloNero

eddyworld ha detto...

Semplicemente non avevo esperienza e come già rimarcato io non ho conoscenze nel mondo dell'editoria.
Nè sono un addetto ai lavori.
Io scrivo storie e basta.
Se lei crede che sia un'onta io rispetto la sua opinione anche se apre le porte ad una serie di discriminazioni e giudizi che non condivido pienamente.
Si ricordi la frase "scandagliare l'autore"!!!
La dignità di un autore non si vede solo da questo ma soltanto dalla qualità del libro.
Per il futuro penso di aprirmi su altre opportunità.
La ringrazio per la testimonianza
Un saluto
Eduardo

AngoloNero ha detto...

La frase "scandagliare un autore" non è mia, però, vero?

eddyworld ha detto...

Certo che non è sua!!!
Assolutamente.
Lo confermo.
Questa terribile frase mi è stata rivolta da un'altra persona che cmq lavorava nella piccola editoria.
Questo per inidicarle il malcostume e la superficialità che girano in un mondo come quello della "Cultura" che dovrebbe invece essere luogo di scambio e di confronto.
Mi creda è avvilente!!!!
Saluti