giovedì 30 dicembre 2010

“STATE ALLA LARGA!”: SURVIVAL BLOG (PT V)

Sarno, 28 Aprile 2015

Ragazzi, vengo allo scoperto solo per avvertirvi di non credere alle promesse di Baruc. STATE ALLA LARGA! Non venite da queste parti! Io stesso mi sono nascosto in un posto sicuro dove quei pazzi furiosi non potranno mai trovarmi. Almeno lo spero…
Mi chiamo Antonio e sono nato e cresciuto a Sarno. Vivo ancora qui ma non posso rivelarvi altro. La mia vita è in serio pericolo. In questo posto dimenticato dal padreterno, è diventato un problema anche solo respirare all’aria aperta. I Gialli, richiamati dall’attività degli “evangelizzatori” (io li chiamo così poi capirete…), si stanno radunando a frotte. Per ora infestano tutto il centro abitato, ma molto presto capiranno che il loro cibo è arroccato sul castello e migreranno in forze verso la collina.
Io lo spero con tutte le mie forze. Lo so dovrei parteggiare per gli uomini, ma quelli lassù hanno perso ogni traccia di umanità. Sono ormai delle belve che si cibano dei loro simili. Hanno fatto una scelta insensata. L’alternativa c’è sempre stata ma quegli stolti non hanno voluto impegnarsi per sopravvivere secondo le leggi comuni. Sono convinto che se mi presentassi al castello con un cartone di cibo in scatola lo butterebbero in un burrone e mi farebbero a pezzi. Maledetti pazzi! Hanno rifiutato ogni comportamento razionale per rifugiarsi nuovamente nel buio di un’era preistorica e superstiziosa.
Giustificano la loro crudeltà, citando i testi sacri e pregando divinità oscene (si dice abbiano altari fatti di ossa e idoli deformi presi dalle vecchie credenze e mutati in esseri ripugnanti) ma in cuor loro sanno che hanno oltrepassato una limite e non possono più tornare indietro.
Io credo che quella gente dovrebbe essere eliminata e che Dio mi perdoni per quello che sto dicendo. Diffondete la notizia. Se c’è ancora uno stato di diritto, qui in Italia, allora allertate l’esercito immediatamente. Riferite che un gruppo di terroristi, che si cibano di carne umana, tengono un’intera zona del sud nel terrore e nella barbaria. Si presentano nei centri vicini con le tuniche rosse e i terribili cappucci e invitano gentilmente le popolazioni locali a seguire la strada del Signore verso la salvezza. In realtà la maggior parte di quelli reclutati o “evangelizzati” non sopravviverà alla fame che li divora lentamente. E quelli che saranno risparmiati entreranno a far parte della loro milizia.
Lo sapete chi era Baruc prima dell’apocalisse dei Gialli? Un fottuto benzinaio! Si chiamava Pino. Lavava auto e pompava carburante. Era stato già perseguito dalle legge per aver convinto due ragazzini minorenni (senza il consenso dei genitori) a seguirlo in un viaggio religioso in Basilicata.
Era da tempo che cercava di creare una setta con la scusa delle fede in Dio. Diverse persone già seguivano i suoi deliranti sermoni prima della fine dei nostri giorni.
Era potenzialmente pericoloso prima, figuratevi adesso. Va abbattuto!
Diffondete la voce sul web! E state lontani!!!
Mi farò vivo presto. Ho in mente un piano. Posso dirvi solo questo.
Tenete duro.
Il vs amico,

Antonio

Sarno, 29 Aprile 2015

Fratelli,
non date ascolto alle parole di Antonio.
Lo conosco, è stato sempre un vigliacco, un uomo che agisce alle spalle per creare inimicizie e contrasti. Lo faceva prima e lo fa ancora adesso.
Ho capito chi sei! Sappiamo dove abiti. Presto scenderemo a farti visita. Raderemo al suolo l’intero paese e stermineremo tutti gli Angeli delle Terra pur di trovarti.
Tu sei come quel Giuda, che ha preso il nome del traditore di nostro Signore.
Ti staneremo, stanne certo, piccolo verme. Un grande fuoco è acceso giorno e notte in mezzo alla nostra casa.
Ti purificheremo per bene e con le tue ossa orneremo un altare dedicato a Belial. Perché tu sei il male e la nostra gente deve sapere che forma ha il maligno.
Mangeremo la tua carne cruda e berremo il tuo sangue. Essere empio e maledetto, la tua testa verrà infilzata in un palo e issata sulla torre più alta.
Come dice Giovanni:

Chi ha orecchi, ascolti:
Colui che deve andare in prigionia,
andrà in prigionia;
colui che deve essere ucciso di spada
di spada sia ucciso.

Noi siamo benedetti, ricorda. Come ci ha preannunciato il Profeta:

Non avranno più fame,
né avranno più sete,
né li colpirà il sole,
né arsura di sorta,
perché l'Agnello che sta in mezzo al trono
sarà il loro pastore
e li guiderà alle fonti delle acque della vita.
E Dio tergerà ogni lacrima dai loro occhi".

Baruc

Sarno 30 Aprile 2015

Grandissimo pezzo di merda! Come osi screditarci. Come osi bestemmiare in nostra presenza. Sei un essere strisciante, nato e cresciuto nelle tenebre. Sei il demonio! Sei infimo e dividente proprio come Lucifero. Ma ti troveremo, oh stanne certo! Giovanni ci ha preannunciato la tua venuta:


È caduta, è caduta
Babilonia la grande
ed è diventata covo di demòni,
carcere di ogni spirito immondo,
carcere d'ogni uccello impuro e aborrito
e carcere di ogni bestia immonda e aborrita.
Perché tutte le nazioni hanno bevuto del vino
della sua sfrenata prostituzione,
i re della terra si sono prostituiti con essa
e i mercanti della terra si sono arricchiti
del suo lusso sfrenato".

Nasconditi e fallo presto!. Le legione di Dio sta per punirti.
E voi non ascoltatelo! Altrimenti stupidi figli di Caino, ve ne pentirete amaramente.

Eduardo

SVELATO IL MISTERO DELLA PANTERA NERA IN SICILIA?

Piccolo aggiornamento sulle vicende della pantera nera, un mistero tutto nostrano che sta tenendo in scacco forze dell’ordine e cittadini armati di forconi e doppiette (un film tratto da questa storia non sarebbe affatto male…chiedo troppo? Mi prenoto già per la sceneggiatura).
Come i miei lettori ben ricordano (non a caso l’ultimo post scritto sull’argomento è il più letto del blog, come potete notare nella colonna sul lato destro), l’ultimo avvistamento del grosso felino era stato registrato nelle campagne del palermitano con un video a testimoniare il tutto.
Per maggiori info ecco il “famigerato” post:
http://ilmondodiedu.blogspot.com/2010/07/il-ritorno-della-pantera-nera.html


Ebbene il mistero sembra essere stato risolto!
TGCOM alle 23:06 di ieri ( giorno 29/12/10) ha pubblicato questa agenzia:

Pecore sgozzate, catturato molosso
Catania, si credeva fosse una pantera

Non è stata una pantera ma un cane nero di grossa taglia a sgozzare decine di pecore nei giorni scorsi nelle campagne dell'Etna, in territorio di Santa Maria di Licodia, nel Catanese. L'animale, un molosso di 40 chili, è stato catturato dai carabinieri di Paternò. Gli elementi somatici fondamentali del cane, secondo gli investigatori, appaiono compatibili con l'autore delle ferite inferte alle pecore.

Ecco cosa scrive l’ Associazione Italiana Cane Corso sul sito ufficiale:

“Il Molosso è un cane da lavoro, selezionato per la sua funzionalità al servizio dell'uomo, esiste da tempo immemore in Europa ed in ogni paese europeo ha assunto una denominazione diversa e peculiare, pur essendo riconducibile nella sostanza sempre allo stesso ceppo. Ma perchè l'uomo ha avvertito da sempre la necessità di selezionare ed allevare queste tipologie di molossoidi? Senza ombra di dubbio per la loro versatilità, dedizione al lavoro e al padrone, per la loro insensibilità al dolore che li rendeva particolarmente adatti a sopportare i disagi di una vita misera e dura, ma soprattutto per la loro forza, tenacia e coraggio. Per secoli, questi Molossi hanno accompagnato l'uomo nelle sue attività, imparando ad essere guardiani, difensori e al tempo stesso compagni leali nella solitudine delle lunghe giornate nei campi”.

Insomma parliamo lo stesso di un animale robusto, forte, resistente ad una vita dura e di stenti ma anche fedele all’uomo. Questo sulla carta. Ma che succede se un animale del genere viene abbandonato dal suo padrone in un terra solitaria e selvaggia? La fame e l’abbandono repentino possono creare un mostro? Sembra un interrogativo da scrittore di novelle Horror (S. King docet!), in realtà è più vicino alla realtà di quanto immaginiamo. Quanti cani di taglia elevata diventano i killer dei loro padroni? Quanti cani randagi formano branchi che terrorizzano persone e creano problemi grossi all’ambiente circostante?

Ecco un articolo di approfondimento:
http://www.vet-in-time.it/index.php?option=com_content&view=article&id=80:abbandonare-i-cani-e-un-boomerang&catid=24:sociale&Itemid=46

Un cane di grossa taglia lasciato libero per le campagne è una bomba a orologeria! Questa volta ci sono andate di mezzo solo delle povere pecore. La prossima volta potrebbe essere una famiglia in giro per un picnic o un cercatore di funghi. E a questo punto se si tratti di pantera o molosso poco importa. Tanto si fa la stessa, identica fine!
In conclusione è stato risolto il caso della pantera nera siciliana? Forse sì, forse no! Il video del post segnalato all’inizio è lì a dimostrarlo. E poi rimangono ancora aperti i casi verificatisi in toscana, nelle campagne romane e quello eclatante (forse col morto!) in provincia di Avellino.
Credetemi, la pantera nera è ben lungi dall’essere stata acciuffata!

mercoledì 29 dicembre 2010

I PIU’ BRAVI SECONDO EDU!

Non so quanti di voi siano interessati a questo tipo di post ma come ogni anno pubblico la mia personale classifica di libri, film, fumetti e dischi.
Anticipo già che domani posterò sul blog un altro capitolo del Survival Blog.
Poi ci risentiamo direttamente nel 2011.
Un augurio horror rock a voi!
A presto.

Film
- Valhalla Rising ( anche se è uscito nel 2009)
- La Horde
- Saw 3D
- Shaodow
- Inception


Romanzi usciti nel 2010
- Il 36° Giusto – Claudio Vergnani
- La Città Nera – Mauro Baldrati
- Tecniche di Resurrezione – Gianfranco Manfredi
- Tiro all’italiana – Stefano Di Marino
- Bad Visions – Danilo Arona



Miglior romanzo straniero del 2010
- Gli Archivi di Dracula – Raymond Durdoff



Miglior saggio del 2010
- Lords of Chaos - Michael Moynihan / Didrik Søderlind.



Saggi riscoperti nel 2010
- Cronache di Bassavilla – Danilo Arona
- Lo Schermo insanguinato – M.Colombo/A. Tentori
- Dizionario dell’Horror Rock – Stefano Marzorati



Libro riscoperto nel 2010
- Sogni di sangue – Tiziano Sclavi



Fumetto del 2010
- Valter Buio



I migliori dischi del 2010
- Kenos – X – Torsion
- Ufomammut – Eve
- Xasthur – Portal Of Sorrow
- Deathspell Omega – Paracletus
- Atheist – Jupiter
- Asteroid – Asteroid II
- Burzum – Belus
- Electric Wizard – Black Mass
- Deflore – 2 Degrees Of Separation
- Triptykon - Eparistera Daimones

lunedì 27 dicembre 2010

STRENNA NATALIZIA PER GARGOYLE BOOKS

GARGOYLE
presenta:

PETER & CHRIS
I Dioscuri della notte
di Franco Pezzini & Angelica Tintori

Un altro straordinario viaggio nei meandri del cinema horror degli autori di
The Dark Screen. Il mito di Dracula sul grande e piccolo schermo

Introduzione di Alfredo Castelli

In libreria dal 16 dicembre 2010

In Peter & Chris. I Dioscuri della notte, la già collaudauta coppia di saggisti Franco Pezzini e Angelica Tintori (The Dark Screen. Il mito di Dracula sul grande e piccolo schermo, Gargoyle 2008) passa in rassegna, con magistrale talento affabulatorio, accuratezza argomentativa e ricchezza documentale (interviste, testimonianze inedite, ricerche d'archivio), l'intera filmografia condivisa di Peter Cushing e Christhopher Lee. Poche coppie professionali dello schermo hanno influito tanto profondamente sull'immaginario collettivo quanto la loro. Nel corso delle rispettive lunghe carriere - iniziata e conclusa prima per il più anziano Cushing (che muore nel 1994), ancor oggi fittissima di apparizioni per Lee - i due attori si sono cimentati nei ruoli più svariati: ma la consacrazione a icone internazionali è avvenuta, com'è noto, sul terreno dell'horror. A partire dai primi, ormai leggendari film in coppia per la casa di produzione inglese Hammer - The Curse of Frankenstein, 1957 e Dracula, 1958, dove interpretano rispettivamente il Barone e la Creatura, Van Helsing e Dracula - e via via di pellicola in pellicola, Cushing e Lee hanno saputo intessere un rapporto non solo professionale ma personale e di amicizia sempre più profondo.
Il Tandem diventa il marchio di fabbrica della golden age della Hammer, la quale, tramite la sua possente galleria di remake di horror movies di ambientazione vittoriana, si fa artefice del sistema mitologico più articolato mai apparso sul grande schermo. Ed è più che mai a cavallo del ventennio Cinquanta-Sessanta del Novecento che il cinema di genere comincia ad assolvere a una funzione demistificatoria di tutti quegli elementi improntati al puritanesimo più rigido - la sessuofobia; la doppia morale del ceto medio-alto, attento a non mescolarsi al popolo, pur rimanendone costantemente attratto; il tabù del soprannaturale in un mondo di incalzante avanzamento scientifico - che nel Vittorianesimo avevano trovato massimo accoglimento e che, ancora nell'Inghilterra del secondo dopoguerra, restavano durissimi da scalfire. Quanto il cinema Hammer, in generale, e quello del duo Cushing-Lee, in particolare, abbia contribuito a mettere tali contraddizioni squisitamente britanniche alla berlina ridicolizzandole, attraverso l'enfasi orrorifica, è soltanto una delle questioni più affascinanti prese in esame dall'opera di Pezzini e Tintori. Che dire poi dell'appassionante approfondimento sulle maschere antitetiche che i due attori interpretarono fianco a fianco: da un lato Cushing, uomo di scienza e borghese irreprensibile, di volta in volta eroico o gelidamente fanatico, dall'altro Lee, il mostro, predatoria immagine degli istinti, che minaccia la società nelle fondamenta.
Biografismo, anedottica, storia e critica sociale, antropologia, semiotica fanno da costante contrappunto all'analisi pulsante e puntuale di film che hanno fatto la storia del cinema horror. Tale multidisciplinareità metolodologica, non esente da arguti guizzi d'ironia, rende particolarmente godibile la lettura di un volume che, travalicando i confini della saggistica tradizionale, offre uno scorcio coinvolgente su una delle più affascinanti epopee della storia del cinema e sui relativi rapporti che essa ha assunto con la società circostante.

Gli autori
Franco Pezzini (Torino, 1962), laureato in Diritto Canonico con la tesi Esorcismo e magia nel Diritto della Chiesa, è studioso dei rapporti tra letteratura, cinema e antropologia, con particolare attenzione agli aspetti mitico-religiosi. Tra i fondatori della rivista "L'Opera al Rosso", collabora alle riviste "L'Indice dei libri del mese", "LN - Libri Nuovi" e al sito Carmillaonline (letteratura, immaginario e cultura d'opposizione). Ha pubblicato i saggi Cercando Carmilla. La leggenda della donna vampira (Ananke, 2000), e - insieme ad Arianna Conti - Le vampire. Crimini e misfatti delle succhiasangue da Carmilla a Van Helsing (Castelvecchi, 2005). Con Angelica Tintori ha già firmato The Dark Screen. Il mito di Dracula sul grande e piccolo schermo (Gargoyle 2008). È Vicepresidente del Comitato Scientifico di Autunnonero (http://www.autunnonero.com/)
Angelica Tintori (Milano, 1967), laureata al D.A.M.S. di Bologna dopo anni di frequentazione della Facoltà di Filosofia all'Università Cattolica di Milano. Lavora con il Museo Teatrale alla Scala nel 1995, ideando e curando la mostra "L'incantevole artificio - Il melodramma nel cinema". Dal '97 al 2004 è soggettista e sceneggiatore di Legs Weaver e Nathan Never per la Sergio Bonelli Editore. Pubblica il suo primo libro nel 2000 con la PuntoZero di Bologna: Michael Crichton - Medici, dinosauri & Co.; mentre l'ultimo è C.S.I. Crime Scene Investigation per la collana I Telenauti (Delos Books) che ha anche curato. Scrive su varie testate, ultima delle quali ("Series" e "Fiction Tv") e collabora con alcune università e festival letterari. Con Franco Pezzini, nel 2008, ha pubblicato il suo quinto libro e primo per i tipi Gargoyle, The Dark Screen. Il mito di Dracula sul grande e piccolo schermo.
Da Peter & Chris. I Dioscuri della notte:
[.] il peso delle interpretazioni di Cushing e Lee è stato determinante. Già attraverso la prima coppia di film, i due attori si sono mostrati capaci di rinnovare con la loro presenza scenica ed efficacia interpretativa il sistema simbolico dell'horror popolare: e fin da questa primissima fase della loro avventura comune - grazie sicuramente a regia e sceneggiatura, ma con un proprio apporto specifico - offrono coordinate espressive alle quali continueremo a rifarci anche a distanza di molti anni.

Dalla presentazione di Alfredo Castelli:
Ho sperato di poter trasformare questa presentazione in un corollario al testo principale. Avendo la fortuna di poter accedere a un formidabile database giornalistico, ho cercato nei quotidiani dell'epoca notizie sui Dioscuri sicuro di trovare qualcosa che nel libronon c'era. Niente: non so come abbiano fatto ma sembra che Pezzini e Tintori siano vissuti accanto a Peter Cushing e Christhopher Lee da quando questi ultimi erano in fasce.

Hanno detto:
Peter Cushing e Christopher Lee sono la coppia di attori più amati del cinema horror, veri e propri miti la cui popolarità cresce col trascorrere del tempo; le loro figure, e ho avuto già modo di dichiararlo in alcune interviste e in un paio di dediche, hanno contribuito più di chiunque altro alla mia formazione di fan dell'horror, finendo col proporsi come veri e propri padri putativi di Gargoyle.
Paolo De Crescenzo, editore Gargoyle Books.
Dati tecnici II volume:
Pagg. 411, brossura
Prezzo: 16,00 euro
ISBN: 978-88-89541-50-0

giovedì 23 dicembre 2010

HORROR ROCK: ALTRE ILLUSTRI SEGNALAZIONI

Horror Rock, la musica delle tenebre è sicuramente un libro che non passa inosservato.
E' con profondo orgoglio e grande felicità che segnalo ( da "dylaniato" di vecchia data!) un breve articolo apparso sul "Dylan Dog Horror Club". Per il sottoscritto un sogno che si avvera.
Si tratta del numero 257 intitolato "Il Custode" (Ristampa). Storia scritta da Giancarlo Marzano, disegni di Luigi Piccatto.
Ecco la pagina in esclusiva per il blog:
Infine segnalo un ottimo articolo (con mie dichirazioni) a firma di Marcello Napoli su "Mio Magazine" (Num. 11 - Dicembre):
Stay (Horror) Rock!
A presto.

martedì 21 dicembre 2010

“LE VOCI CHE TAMBURANO IN TESTA DICONO CHE E’ MEGLIO CHE IO RESTI IN SILENZIO. IO ASCOLTO LE VOCI. LO FACCIO SEMPRE”: INTERVISTA A ANDREA G. COLOMBO

Andrea G. Colombo non le manda certo a dire! Del resto parliamo di un Autore che per primo in Italia ha inserito (con successo!) nel suo romanzo d’esordio intitolato “Il Diacono”, tematiche scomodissime e nerissime come la possessione diabolica, gli oscuri rituali degli esorcismi, il dubbio del male, l’interrogativo sull’esistenza del diavolo, i tormenti della Chiesa Cattolica. Dopo la lettura del libro avevo molte cose da chiedere e Andrea è stato davvero esauriente nonché più “politicamente scorretto” di quanto pensassi. Un’intervista tra le migliori pubblicate finora sul blog. Ringrazio l’Autore per la cortese disponibilità.
Enjoy it!

Salve Andrea, Partiamo subito con una domanda diretta. Il Diacono è un romanzo sul dubbio del male, o sulla certezza del bene?
Se c’è una cosa di cui sono sicuro, è che il bene così come siamo soliti definirlo, è un’invenzione dell’uomo. Forse è una conquista a cui tendere, un’utopia. Ma è tutto fuorché una certezza. E funziona solo in condizioni di tempo e spazio limitatissime. L’uomo, è tendenzialmente autodistruttivo. Passano i secoli, ma la solfa non cambia.
Il Diacono, quindi, è un romanzo sul dubbio. Sulla difficoltà di definire cosa sia bene e cosa sia male, chi siano i buoni e chi i cattivi, sull’impossibilità di comprendere la realtà che ci circonda visto che il nostro punto di vista è per definizione limitato e di parte. E’ una corsa disperata e inarrestabile verso il baratro della distruzione finale. A tratti, ci sono barlumi di speranza. Ma l’esito è chiaro. Siamo condannati. Resta da capire come ci comporteremo nel momento in cui saremo chiamati a fare una scelta: sarà in quel momento, quando tutto sarà perduto e il tempo sarà giunto al termine, che potremo chiarire a noi stessi se siamo bestie o esseri umani.

Il protagonista del tuo romanzo è un religioso in lotta contro forze antiche e diaboliche. Durante la lavorazione di un tema tanto scomodo e oltremodo impressionante, hai sentito il peso di quello che stavi creando?
Mentirei se ti dicessi di no. Non è stato semplice avere in testa per un periodo tanto lungo personaggi e atmosfere di questo tipo. Ma del resto, se vuoi convincere il tuo lettore che quello che stai raccontando è vero (almeno per tutta la durata del romanzo) devi essere il primo a metterti in gioco. Il rischio, tuttavia, è che inizi a percorrere una strada che non hai idea di dove possa condurre. E’ incredibile la quantità di collegamenti, coincidenze, evidenze sinistre che trovi mentre raccogli informazioni. Anche a essere scettici e pragmatici, alcune cose ti lasciano interdetto. Ma non ne parlo volentieri, perché a farlo dai l’impressione di essere fuori di testa. E poi le voci che tamburano in testa dicono che è meglio che io resti in silenzio. Io ascolto le voci. Lo faccio sempre.

Come ho già stigmatizzato nella recensione quello che più mi ha affascinato del tuo romanzo è la convinzione col quale ti sei occupato di un argomento scomodo come la Chiesa & il Diavolo. Credo che tu sia il prima in assoluto in Italia a creare un’opera del genere. Ne sei orgoglioso o temi la scure della censura?
40/50 anni fa, questo romanzo non sarebbe mai stato pubblicato nel nostro paese, poco ma sicuro. Il problema, in Italia, sussiste. Oggi non è tanto il timore dell’ingerenza diretta del Vaticano, perché con gli anni si sono fatti furbi e hanno capito che al di sotto di un certo “limite”, conviene loro tacere per non fare accendere i riflettori. Quindi a meno che qualcuno non mi aspetti sotto casa con un furgone nero, posso dormire sonni tranquilli da quel punto di vista.
Il mio timore maggiore era semmai la censura preventiva, quella che in Italia colpisce chi parla di certi argomenti: a monte, un editore, un direttore editoriale, un politico, possono avere da ridire, e ti tappano la bocca solo per il timore di andare a infastidire chi è meglio lasciare tranquillo. E penso tu sappia di chi parlo. Sono convinto che il mio romanzo non sarebbe mai stato pubblicato così com’era da molti degli editori italiani, per questo sono grato a Paolo De Crescenzo e alla Gargoyle, perché non mi è stato chiesto di tagliare o cambiare una sola riga che facesse riferimento a questioni legate alla religione o alla Chiesa. Nonostante questo, ammetto che mentre scrivevo, mi ponevo di continuo il problema: “Ma questa cosa me la lasceranno davvero scrivere?” Lo vedi come siamo condizionati?
L’unica “attenzione” è stata nei confronti della persona che mi ha fatto da guida nel mio sopralluogo romano. Mi è stato chiesto di levare il suo nome nei ringraziamenti, per evitare anche solo l’ipotesi di un qualche problema. E’ anche vero che credo che le probabilità che il mio romanzo capiti in mano a chi potrebbe risentirsi siano minime. Non ce lo vedo un Monsignore spulciare lo scaffale HORROR alla Feltrinelli di turno…

Scrive Fratello Metallo nel mio/nostro saggio Horror Rock, La Musica delle tenebre: “Il Diavolo vero non è stupido brutto e cattivo… bensì iperbellissimo ma paranoico e dividente”. Il Diavolo presente nel tuo romanzo com’è invece?
Esattamente così e mi fa piacere che sia stato proprio un frate a dirlo. Fratello Metallo è un francescano e loro la sanno lunga sull’argomento. Ho cercato di descrivere mostruosità demoniache assai scaltre, reattive e calcolatrici. La mia Divoratrice di anime fa della bellezza l’arma per scardinare le difese degli esseri umani, e vedendo come agisce, il suo motto potrebbe proprio essere “Divide et impera”.
Mi piace particolarmente la paranoia nella definizione di fratello Metallo. Mi dà l’idea del tormento che il diavolo sopporta, il suo continuo macchinare, escogitare trucchi, il suo bisogno di essere un passo avanti al Bene e il suo timore di essere sconfitto. La paranoia del Diavolo è forse la sua più grande debolezza.

Quali sono stati i tuoi parametri artistici e letterari nella creazione del romanzo, al di là della prevedibile citazione del film di Friedkin?
E’ una domanda difficile, perché dovrei razionalizzare un processo che invece non ho ancora razionalizzato fino in fondo, che per il momento resta in gran parte puro istinto, suggestione emotiva e incosciente. Potrei risponderti, salomonicamente, che tutto quello che ho visto e letto, in qualche modo mi ha guidato, perché la mente umana è una spugna che assorbe sostanze diverse in tempi differenti, ma quando viene strizzata restituisce un succo distillato che è la sintesi di ogni cosa tu hai immagazzinato.
Quello che ho cercato di fare, è stato di non lasciare che la mia creatività fosse imbrigliata da ciò che pensavo che il lettore si sarebbe aspettato da un libro simile. E di divertirmi un sacco. Scrivere un romanzo è un’impresa titanica, ma dannatamente divertente. Se poi lo scrivi come ho voluto farlo io, con la tavoletta dell’acceleratore sempre pigiata al massimo, allora è un vero e proprio spasso.

In una recente intervista hai dichiarato di aver visitato il Vaticano e fatto ricerche molto particolari. Ci racconti qualche aneddoto significativo?
Visto che la maggior parte dell’azione si svolge a Roma, e io vivo a Milano, sebbene abbia visitato diverse volte la Città Eterna (ai tempi dell’università), prima di tuffarmici di nuovo sono tornato per prendere alcune decisioni e respirare l’aria della città, le sue atmosfere. Ho cercato alcuni percorsi, alcuni luoghi suggestivi.
La visita in Vaticano è stata un’esperienza memorabile, anche se non sono riuscito a entrare in ogni luogo che mi ero ripromesso di visitare. In effetti avevo aspettative esagerate. C’erano un sacco di Gendarmi in giro, a ogni passo c’era qualcuno che ti fermava, ti chiedeva di mostrare il pass e ti squadrava come se fossi lì con un AK47 in mano. Le forze di sicurezza erano una presenza costante e pressante, ed è stato quello a darmi molti spunti. Carabinieri in piazza San Pietro, Guardie Svizzere in basilica, Gendarmi ovunque sul territorio del Vaticano. Quando sono arrivato ai Giardini Vaticani, in cima al colle, restava poco tempo, perché – mi dissero – il Papa fa una passeggiata ogni giorno alle 15 in punto. I giardini vengono quindi svuotati, prima dell’arrivo del Pontefice, nessuno deve rimanere a parte le forze di sicurezza e il suo aiutante personale. Anche i giardinieri se ne devono andare, quindi cercano di sistemare tutto di corsa perché tutto sia in perfetto stato. Non c’è una singola foglia fuori posto, credimi. E’ stato molto “intenso”: era come se stesse per accadere qualcosa, c’era una strana elettricità nell’aria. Quell’atmosfera di attesa mi è rimasta appiccicata addosso e mi sono reso conto, solo in seguito, di averla trasformata nel romanzo in qualcosa di molto più… oscuro.

Nella recensione a Il Diacono ho ipotizzato una tuo espressa coinvolgimento con la spiritualità religiosa. Sei davvero credente?
Se così fosse, saprei di finire all’Inferno perché ho in effetti scritto cose non proprio ortodosse, diverse delle quali credo rasentino la blasfemia. Ci sarebbe da fare un discorso troppo lungo su Chiesa e religione, e non penso di avere i numeri per farlo. Mi limito quindi a dire che nell’attuale sistema di riferimento religioso, mi riconosco davvero poco.

Visto che sei stato uno tra i primi ad occuparsi di Horror in Italia col sito Horror.it e non solo, la domanda è d’obbligo. Com’è lo stato di salute dell’Horror (letterario, cinematografico, fumettistico) nel Bel Paese? Dipende quale punto di vista adotti. Se osservi l’ambiente dal punto di vista delle energie creative, è in buona salute, frizzante e pieno di stimoli. Molti ragazzi si avvicinano alla scrittura, al fumetto, al cinema, con tanta voglia di fare. Se guardi invece l’impatto che tali energie producono, allora risulta evidente quanto ancora ci sia da fare. Se dieci, quindici anni fa non c’era nemmeno la possibilità di definire una scena horror italiana, oggi questo è possibile farlo (con annessi, connessi e difetti), ma non c’è ancora la massa critica sufficiente in termini di pubblico. E il problema è che se non smuovi un numero consistente di persone, resti ai margini: questo significa non vedere film horror di giovani registi italiani prodotti in Italia, oppure romanzi horror snobbati dai grandi gruppi editoriali.
Vedi, i “geni del marketing” che tengono sotto scacco questo paese, sono il vero problema. Non capiscono niente di qualsiasi argomento, conoscono un solo metodo, i numeri, che applicano meccanicamente in qualsiasi contesto. Per questo io vedo il mercato come un grosso ragazzone scemo, lento di comprendonio e potenzialmente pericoloso. Uno di quei tizi che ti prendono di mira il primo giorno di scuola. Puoi passare il tuo tempo a spiegargli e rispiegargli le cose, ma continuerà a romperti le palle. L’unica cosa che funziona, con tizi come questo, è portarlo nel cortile dietro la scuola e riempirlo di botte, con ogni mezzo possibile.
Se al mercato non mostri i muscoli, nemmeno ti sta ad ascoltare.
Lo ripeto da troppo tempo, e ormai la cosa annoia anche me: non serve continuare a sgolarsi urlando ai quattro venti che l’horror è un genere degno come tanti altri, che è stupido avere dei preconcetti e altre sacrosante verità come questa, se poi quando esce un nuovo film horror, la gente non va in massa a vederlo. Sì, sì, lo so… andare al cinema costa, e se poi è una bufala ecc ecc.. Ma il ragazzone è stupido, e capisce solo una cosa: muscoli. Se non gli mostri i muscoli, continuerà a prenderti a sberle. E i nostri muscoli non sono solo bei film o bei libri, ma sono i numeri.
Ripensa a quello che accadde per Dylan Dog, fumetto inizialmente considerato osceno, quasi gli edicolanti si vergognavano a tenerlo, poi è divenuto addirittura sponsor ufficiale per ogni campagne sociale possibile e immaginabile. Era un vero affare, quindi a nessuno è più fregato nulla di cosa trattasse, e anzi, la stampa, quella con la S maiuscola, ha iniziato a studiare il fenomeno. Ne hanno preso atto, perché non potevano farne a meno.
Muscoli. Capiscono solo questo.

Infine una curiosità: Il Diacono avrà un seguito? Il finale del libro sembra prevederlo… Ci sono ancora molte cose da raccontare e il capitolo finale è ben lungi dall’essere stato scritto. Ho in mente la sequenza che dovrà chiudere la storia del Diacono, ce l’ho stampata in testa da un sacco di tempo. Ma per arrivare fino a lì, occorre fare alcune tappe. La strada è tutta in salita. In un mercato come l’attuale, meglio andarci coi piedi di piombo e progettare solo romanzi che siano godibili anche singolarmente, quindi le cose si complicano un po’… Ma niente accade per caso, quindi staremo a vedere cosa accadrà. Per il momento mi sto baloccando con il secondo volume. Ho in mente una storia e sto cercando di smontarla per vedere se regge. Ti terrò informato.

sabato 18 dicembre 2010

"NOI SIAMO LA LEGIONE BENEDETTA!": SURVIVAL BLOG (PT.IV)

Quarta parte del "Survival Blog", romanzo a puntate ed esperimento di scrittura condivisa, ambientato in un mondo post apocalittico e invaso dagli zombi.
Buona lettura!

"È caduta, è caduta Babilonia la grande
ed è diventata covo di demoni,
carcere di ogni spirito immondo,
carcere d'ogni uccello impuro e aborrito
e carcere di ogni bestia immonda e aborrita.
Perchè tutte le nazioni hanno bevuto del vino
della sua sfrenata prostituzione,
i re della terra si sono prostituiti con essa
e i mercanti della terra si sono arricchitidel suo lusso sfrenato".
Fratelli miei carissimi,
la pace sia con voi!
Sono lieto che siate ancora vivi.
Mi presento: sono Baruc, il capo spirituale della nostra congregazione.
Leggo sempre i vostri diari sul web e non sapete quanta gioia mi diano. Il Signore è grande e ha voluto che tanti fratelli sparsi per il mondo siano ancora in contatto tra loro. Gloria, gloria, gloria a Dio per questo splendido regalo.
Eduardo e Lorenzo sono via per qualche giorno. Sono in giro a evangelizzare altre genti che sappiamo vicine alla Casa del Signore. Perdonate Eduardo. La sua vita prima dell’avvento degli angeli delle terra era solo un mucchio di fesserie e morbosità. Ora ha trovato la vera fede. Non date peso alle sue minacce. È fatto così…
Cari fratelli e sorelle,
perché ci giudicate essere malvagi e perversi? Noi non lo siamo. Se mangiamo il corpo e il sangue non significa che siamo come gli angeli caduti o siamo pericolosi per la stirpe umana. Noi viviamo secondo le regole del signore e preghiamo e interpretiamo sempre la sua parola.
Giovanni dice:
"L'Agnello che fu immolato
è degno di ricevere potenza e ricchezza,
sapienza e forza,
onore, gloria e benedizione".
L’agnello è la carne dell’empio che non merita di vivere. Egli ci darà forza e potenza. Il suo sacrificio è benedetto. Sfamerà il suo popolo e farà si che esso prosperi a vita nuova.
Perché non capite? Eppure questo è il verbo. Ma voi lo ripudiate mettendovi allo stadio dei demoni della terra che vivono nelle tenebre della bramosia e della violenza. Noi non siamo così.
Noi siamo la legione benedetta! Grandi miracoli accadono nella nostra casa.
Vi racconterò una storia straordinaria. Così comprenderete quanto la nostra gente si sia incamminata verso la retta via.
Dagli spalti del nostro castello spesso osserviamo i resti di una vecchia chiesa che si innalza su un altro pendio. Alcuni fratelli mi hanno assicurato che risale al 1200. Sono rimasto impietrito. Era un segno. Dovevamo ancora scalare il monte sacro. Bussare come pellegrini alla porta del Signore e chiedere nuovamente perdono. La notte mi ha portato consiglio. In sogno mi è apparso Gabriele, il quale mi ha preannunciato di partire il giorno dopo perché grandi doni mi sarebbero stati elargiti.
Il mattino seguente il pesante portone in legno è stato aperto. Gli angeli delle terra erano scomparsi.
MIRACOLO!!!
Armati della parola di Dio ( e non solo…) abbiamo intrapreso il nostro cammino verso la terra promessa. Mi sono commosso quando dopo un lungo e impervio sentiero abbiamo intravisto la sagoma rossa della casa di Dio. Una croce enorme svettava sulla parte più alta della facciata,
Mi sono inginocchiato e baciando la terra ho pregato a lungo. Il nostro viaggio era a compimento.
Raggiunto il massiccio portone, abbiamo bussato con rispetto e devozione.
MIRACOLO!!!
Qualcuno ha risposto. Un uomo, un fratello.
Con voce rotta dal pianto ho spiegato che eravamo il popolo del Signore affamato e stanco e volevamo finalmente riposare le nostre stanche membra. Il rumore sordo di un chiavistello e il cigolare acuto dei battenti ci ha aperto la strada verso il paradiso.
MIRACOLO!!!
Oh Dio quanto è grande la tua generosità! Uomini, donne, bambini ci hanno accolto, abbracciandoci e baciandoci sulle guance. Mi sono guardato intorno: le navate della chiesa erano ammantate da ombre sinistre. Ma l’altare era illuminato dalla luce di un piccola finestra a lato della cupola più alta.
Mi sono avviato verso il pulpito e alzando le braccia al cielo ho annunciato radioso che quei fratelli non avrebbero mai più vissuto nelle tenebre perché la nostra casa li avrebbe accolti e sfamati. Il banchetto sarebbe stato copioso e grandi fuochi avrebbero rischiarato la notte.
Loro piangevano e mi benedicevano dalle panche di legno, cantando varie lodi al Signore.
Finto il mio sermone, ho raggiunto la sagrestia. Sentivo che il mio cammino non era ancora a compimento. Ero inquieto. Varcando la soglia di un atrio polveroso per poco non sono svenuto dall’emozione. Il pavimento era cosparso da strani tessuti di colore rosso. Afferrandone una ho riso così tanto che il popolo alle mia spalle si è ammutolito.
Un vecchio avvicinandosi con reverenza mi ha detto che quelle erano le vesti dei Paputi, e venivano indossate dai fedeli durante la processione del Venerdì Santo. Portando la mano al petto ho sentito una fitta atroce. Ecco il segno! Dio ci ha donato la sua gente e soprattutto i suoi simboli. Noi siamo stati benedetti. Il nostro cammino era a conclusione.
Indossando il cappuccio, ho ordinato che tutti gli uomini del mio gregge facessero altrettanto.
Dagli armadi della sagrestia abbiamo recuperato delle enorme croci di legno e delle lanterne. Era l’imbrunire e ci avrebbero mostrato la strade verso casa. Quella notte le genti del mondo e gli angeli delle terra, alzando gli occhi verso il monte sacro, avrebbero visto la processione del Signore.
In silenzio abbiamo formato una fila in mezzo alle navate. Molti piangevano e si lamentavano. Altri pregavano a basa voce. All’improvviso un uomo, con indosso una veste da frate e che si era tenuto in disparte per tutto il tempo, correndo verso il pulpito ha iniziato a maledirmi affermando che ero il demonio e che sarei finito all’ infermo.
Afferrando una lunga croce di legno ho messo fine repentinamente al suo farneticante sermone. Il suo sangue ha bagnato l’altare mentre io recitavo ad alta voce questa parole:

"Fino a quando, Sovrano,
tu che sei santo e verace,
non farai giustizia
e non vendicherai il nostro sangue
sopra gli abitanti della terra?".

Nessuno ha osato più proferire bestemmie.
La processione purpurea lentamente ha imboccato la strada verso casa. E siamo arrivati sani e salvi.
Parola del Signore.

Cari fratelli
Io sono nel giusto. Nessun male potrà nuocervi se seguirete la mia strada. Non vi sarà più sofferenza se raggiungerete la nostra confraternita.
Alessandro Nick, Giuseppe, Gianluca, Lorenzo, Temistocle, venite a me! Le vostre vesti sono pronte. Voi non sarete il corpo…ve lo prometto. Voi non siete empi. Raggiungetemi presto al castello. Per voi ho grandi piani. Domineremo queste terre desolate e finalmente il male e la solitudine andranno via.
Non c’è catarsi nel vivere da soli nell’oscurità. Gli Angeli della terra prima o poi vi troveranno.
E sarete maledetti per sempre.
Marina, ti daremo in sposa ad un nostro amatissimo fratello. Con lui sarai finalmente felice e procreerai sotto la volta benedetta. Noi battezzeremo i tuoi figli. E li faremo crescere secondo la retta via.
Amici,
Stanotte ho sognato di nuovo Gabriele che mi ha rivelato:

"Tu sei degno di prendere il libro
e di aprirne i sigilli,perché sei stato immolato
e hai riscattato per Dio con il tuo sangue
uomini di ogni tribù, lingua, popolo e nazione
e li hai costituiti per il nostro Dio
un regno di sacerdoti
e regneranno sopra la terra".

Vi abbraccio fratelli e vi attendo
Il vostro amato Baruc.

martedì 14 dicembre 2010

HORROR ROCK: CONTINUA LA STRISCIA POSITIVA!

Horror rock, il mio/nostro saggio sulla "Musica delle tenebre" sembra davvero sucitare entusiasmo nel lettore, sia esso un abituale fruitore di rock (in tutte le sue forme) oppure un semplice addetto ai lavori.
Ecco altri esempi:

- Splendida recensione fiume di Mario Gazzola sul sito di Posthuman.it:
http://www.posthuman.it/index.php?option=com_content&task=view&id=272&Itemid=1

- Ottima recensione di Loris Gualdi sul sito Music on Tnt:
http://www.music-on-tnt.com/libri/articolo.php?id_articolo=926

- Twilight, la nota trasmissione di Rai Radio 2, consiglia la lettura di Horror Rock:
http://www.rai.it/dl/Radio2/sito/puntate/ContentItem-d2aa7fd3-c747-40b8-9931-45310b0eeaf5.html

lunedì 13 dicembre 2010

MOSHPIT - SPECIALE HORROR ROCK!

Giovedì 16 DICEMBRE 2010 nuova straordinaria puntata di MOSHPIT.
Si avvicina il Natale, periodo di feste e di regali.
Doctor Jankyll & Mister Eddie non potevano esimersi dal regalare agli ascoltatori di Moshpit uno speciale nuovo di zecca dedicato ancora all’Horror Rock.
Mister Eddie, (questa volta in veste di Eduardo Vitolo, coautore del saggio Horror Rock, La Musica delle tenebre, edito da Arcana Edizioni), ha fatto le cose in grande per chiudere l’anno in maniera suggestiva.
Ospite in stadio Bruno Brindisi, mitico e storico disegnatore di Dylan Dog.
Opsiti in diretta telefonica Alessio Lazzati ( coautore del saggio Horror Rock, La Musica delle tenebre), Stefano Marzorati (addetto stampa Bonelli e autore sel saggio, Il Dizionario dell’Horror Rock, Sugarco 1993), Steve Sylvester (leggendario artista Horror Rock con gli imprescindibili Death SS) e Trevor (memorabile frontman di Sadist e The Famili).
Insomma un’ora e mezza di diretta che da subito si candida a diventare come la puntata più importante di tutta la storia di Moshpit
Come sempre puntata da non perdere per gli amanti della musica underground e non solo.
Vi aspettiamo al solito orario ( 21:00) sempre su Radio Base:
www.radiobase.fm
Non mancate!

Eduardo Vitolo - Alessio Lazzati "Horror Rock - La Musica delletenebre" ( Arcana Edizioni - 2010).
In tutte le librerie dal 28 Ottobre!
http://www.myspace.com/horror_rock

sabato 11 dicembre 2010

"LE URLA DEGLI EMPI": SURVIVAL BLOG (PART III)

Sarno, 27 Marzo 2015

È passato quasi un mese e nessuno di voi ha bussato alla mia porta. Come potete essere così ciechi e stupidi? Come potere vivere da soli in un mondo di in cui gli uomini dovrebbero abbracciarsi l’un l’altro per combattere il maligno?
Osservo i vostri tentativi di tessere un serie di rapporti virtuali in una rete più arida dei campi che vedo dalle torri del castello e mi chiedo se per voi è successo davvero qualcosa?
Non vi siete accorti che gli angeli che provengono dalla terra hanno invaso il mondo?
Che tutte le regole della nostra vita precedente sono polvere.
I computer, la tecnologia ci hanno portato alla dannazione. C’è morte dappertutto.
Ci sono solo genti affamate che girano per terre devastate in cerca della luce del signore.
Che Dio vi dia la forza di comprendere la verità!
Altrimenti il vostro egoismo vi porterà alla rovina.
La strada della comprensione è costellata di insegnamenti ed esempi.
E allora vi narrerò la storia della mia gente. Così forse dall’esempio supremo della retta via, abbandonerete i vostri antri oscuri e salirete il monte del Signore.
Perché, ricordate, nel buio si aggira il maligno.
Viviamo dentro le mura di un antico castello. Questo lo sapete. Dopo i primi giorni di sofferenza e privazione, volevamo abbandonare questo luogo per vagare come anime dannate in attesa della morte.
All’improvviso tutto è cambiato. La misericordia di Dio è grandissima! Il corpo del signore ci è stato donato per sfamare i poveri di spirito ed essi hanno raggiunto la consapevolezza del bene.
La nostra sorella Alina ci ha donato la sua carne per placare la fame del suo popolo.
Lei è l’agnello. Lei vivrà in eterno nel paradiso dei giusti.
La carne dell’uomo e della donna sono sacri. Ci donano forza e fede, prima sconosciute.
Attraverso l’assunzione del corpo mi sono redento. Io che nella mia vita precedente ero un gran peccatore.
Evviva il signore!
Lorenzo, il fratello di tutti noi, all’inizio era scettico. Rifiutava il cibo e malediceva il mio nome.
Una notte gli ho parlato sotto le stelle e sopra il nostro trono di pietra. Da lontano le lodi degli angeli della notte che cercavano le anime impure.
Non è il nostro caso. Noi siamo salvi. Noi siamo con Dio.
Lorenzo piangeva. Diceva che il male era tra noi. Che dovevamo ucciderci e mettere fine al dolore.
Io non ho mai creduto alle sua parole. Il demonio parlava attraverso la sua bocca. Lo vedevo chiaramente. Ho preso il rosario di Alina, la dolce e preziosa Alina, e l’ho poggiato sopra la sua fronte. Con parole di fuoco gli ho detto che era in preda al maligno e doveva buttarsi dalla torre per potersene liberare. Lui mi resisteva. L’ho abbracciato e urlando nella notte gli ho detto che se teneva alla sua anima doveva affidarmela completamente. Che avevo parlato con il Signore e mi aveva preannunciato grandi miracoli. Dovevamo formare un esercito in suo nome col quale avremmo scacciato gli angeli caduti e punito i peccatori.
Saremmo stati invincibili perché il nostro sostentamento sarebbe arrivato direttamente dal suo corpo e dal suo sangue. La comunione con lui sarebbe stata totale e ci avrebbe portato ad uno stadio prima del peccato originale.
L’uomo tra le mie braccia ha scelto la vita. La sua volontà è stata piegata.
L’ho subito battezzato col sangue di Alina. È sangue benedetto.
L’ho posato sulla sua faccia e Lorenzo è diventato l’unto del signore.
Il giorno dopo abbiamo battezzato tutti gli altri. Molti si sono rifiutati. Altri aspettavano solo che li benedissi. Gli empi sono stati massacrati.
Dio ci ha sempre insegnato che il suo nemico perirà tra le fiamme della dannazione.
Abbiamo acceso grandi fuochi e li abbiamo bruciati vivi.

Le urla hanno richiamato gli angeli caduti. Del resto tra dannati ci si intende.
Ululavano come lupi affamati. Il portone del castello sembrava cedere da un momento all’altro sotto i loro colpi.
Come dice il Vangelo: “Nel luogo ove lambirono il sangue di Nabot, i cani lambiranno anche il tuo sangue”.
Noi siamo il popolo benedetto. Non abbiamo paura.
Il sangue versato non si ritorcerà mai contro di noi. Isaia ci è testimone:

“Ecco, tutti quelli che si sono infiammati contro di te saranno svergognati e confusi; i tuoi avversari saranno ridotti a nulla e periranno; tu li cercherai e non li troverai più. Quelli che litigavano con te, quelli che ti facevano guerra, saranno come nulla, come cosa che più non è; perché io, il Signore, il tuo Dio, fortifico la tua mano destra e ti dico: Non temere, io ti aiuto! Non temere, Giacobbe, vermiciattolo, e Israele, povera larva. Io ti aiuto», dice il Signore. «Il tuo salvatore è il Santo d’Israele. Ecco, io faccio di te un erpice nuovo dai denti aguzzi; tu trebbierai i monti e li ridurrai in polvere, e renderai le colline simili alla pula. Tu li ventilerai e il vento li porterà via; il turbine li disperderà; ma tu esulterai nel Signore e ti glorierai del Santo d’Israele.” (Is 41:11-16).

Il giorno dopo abbiamo mangiato a sazietà e pregato.
Lorenzo era felice, finalmente.
Tanti miracoli sarebbero giunti a rafforzare la nostra fede: la guarigione di Annalisa, divenuta mia sposa, gli angeli spazzati via dalla collera del Signore sottoforma di pioggia e fango e l’arrivo di tanti discepoli al nostro tempio.
La voce gira…
Tanti accorrono lasciando la strada della perdizione e scalando il monte raggiungono la salvezza.
Non a tutti è dato salvarsi. Lo dice anche la bibbia. Esistono i beati e i dannati. La nostra chiesa accoglie tutti indistintamente. Ma il percorso di rinascita è lungo e tortuoso.
Alcuni diverranno il corpo altri saranno la mente e il braccio.
Molti periranno nel nome di nostro signore. Altri innalzeranno le sue mura ancora più alte e imbandiranno i suoi altari.
Fratelli della realtà virtuale venite a me!
È giunta l’ora. Lasciate le tenebre e camminate verso la luce.
Un fuoco arde giorno e notte. È l’occhio di Dio che vi guarda e vi chiama a lui.
Ultimo avvertimento: venite genti!
Un nuovo ordine è nato. Non abbiate paura dei morti che camminano sulla terra
Sono solo angeli della terra. L’uomo santo e retto saprà scacciarli e salire il monte dell’ulivo.
Vi battezzeremo e vi daremo il corpo di Dio.
Nulla potrà più abbattervi.
Affronteremo insieme questi tempi bui e costruiremo una nuova era.
Chi non abbraccia il Signore verrà punito.
Le urla degli empi…arriveranno fino a voi!
Eduardo

venerdì 10 dicembre 2010

ANDREA G. COLOMBO – IL DIACONO (GARGOYLE BOOKS – 2010)

Scrive Edoardo Rosati, nella prefazione al saggio “L’Esorcista, il cinema, il mito”:

Concentriamoci su un semplice dato fatto che vogliamo esprimere con un linguaggio “basico”. Ma tant’è: L’Esorcista è un film che fa paura ( e continuerà a farla negli anniversari a venire)…una poetica da cui emerge la precisa volontà di narrare eventi inesplicabili con l’inchiostro del realismo. E il risultato è un trionfale e disturbante rappresentazione del dubbio

Il dubbio del male (che pian piano diventa terribile certezza) è alla base del romanzo “Il Diacono”, scritto dall’autore meneghino Andrea G. Colombo.
Avevo già parlato di Colombo nell’Antologia Epix Mondadori intitolata “Bad Prisma”, dove avevo riscontrato la sua singolare capacità di costruire storie “cinematografiche”, direttamente ispirate dalla visione dei grandi film di genere.
“Il Diacono” mantiene questa componente a effetto dal punto di vista stilistico ma a livello tematico può essere considerato come il primo romanzo horror italiano che affronta da vicino non apparizioni metafisiche di “jameseniana” memoria, o mostri dell’inconscio tratti dal Gotico letterario, ma una forma di orrore legata a temi religiosi.
Ci vuole davvero tanto coraggio a tirare in ballo in un romanzo di fantasia, asfissianti gerarchie ecclesiastiche, dubbi di fede, tormenti scaturiti dalla visione del maligno e soprattutto le gesta di un’esorcista moderno ( Il Diacono) alle prese con il male con la M maiuscola.
In Italia sembrava un argomento ancora tabù, punto.
Il Diavolo come figura religiosa (quindi tentatrice, infida, repellente, destabilizzante, quasi iconico/medievale) possiamo ritrovarla in certe raffigurazioni musicali del Black Metal e in generale di “certo“ Horror Rock” scioccante e nerissimo.
Nel cinema, come ci hanno raccontato Danilo Arona e Daniela Catelli, nel saggio sopra menzionato, c’è il “maledetto” film di W. Friedkin, figlio diretto di un’epoca poco illuminata e altamente negativa. Poi ci sarebbero i fatti di cronaca nera, i casi di possessione, ma finiremmo in una dimensione antitetica e pericolosa quindi non allontaniamoci troppo dalla strada maestra.
Dicevamo: la figura dell’esorcista. Qualcosa di simile l’aveva creata qualche tempo fa, il bravo Valerio Evangelisti con il ciclo di Eymerich, incentrato sempre sulla figura di un religioso (un inquisitore domenicano realmente esistito) in lotta con forze oscure e misteriose (se non propriamente sataniche). Una sorta di romanzo storico con ambizioni orrorifiche e science fiction. Ma se il “metafisico diabolico” di Evangelisti è diretta conseguenza di un’epoca terribile, ammantata di presagi e maledizioni (il Medioevo), Colombo trasporta tutto il campionario “mitologico” della lotta tra il bene e il male nel nuovo millennio con sfumature ancor più violente e apocalittiche. Del resto un autore come Danilo Arona ci ha già abituato all’incontro/scontro tra forze demoniache (la sua cara Melissa, il suo ambiguo Pazuzu) implacabili e il duro vissuto quotidiano tra mortificazioni della carne e dello spirito, tra decadenza e perversione. Che cosa ha di più Colombo rispetto agli esempi finora elencati? La convinzione.
Colombo crede davvero nel Male soprannaturale. E lo delinea dal punto di vista di chi ha sviluppato nel tempo una spiritualità religiosa.
Quello che fa davvero paura del suo libro non sono le figure mostruose, le visioni infernali, i tormenti delle vittime degli esorcismi, il dubbio della possessione, l’interrogativo sull’esistenza del diavolo.
Questi temi li conosciamo troppo bene.
Friedkin, Milingo Amott, Studio Aperto, la demonizzazione del rock nel primo pomeriggio, sono figure entrate oramai prepotentemente nell’immaginario comune del fruitore televisivo medio. Ci è stato insegnato(?) in un certo senso che il Male (quello personificato e iconico) forse si annida nel grigiore comune. Forse…
Quello che davvero terrorizza nel romanzo dell’autore meneghino è l’atmosfera. L’humus narrativo dove il diavolo cresce e si nutre. Un mondo vuoto, inutile, sofferente, tremendamente biblico.
L’apocalisse di Giovanni secondo un sentire personale legato al cinema di genere?
Possibile, probabile.
Arona è quasi laico nel delineare il male ( antagonisti non ve ne sono MAI).
Colombo no! Ha una visione ancora medievale dell’eterna lotta ed è questa la cosa mostruosa, innaturale, in questi tempi così laici e distaccati.
Avere una visione così profondamente cristiana (scommetto che l’autore è credente oppure ha in famiglia dei religiosi veri) nel delineare la caduta della Chiesa ( il tutto ambientato in un Vaticano distrutto, spolpato, massacrato) con una precisione e una rigorosità che mi fanno quasi sospettare.
Non fatevi forviare nella lettura del romanzo, da un personaggio vestito di bianco, in cima alla gerarchia ecclesiastica, che cade preda delle tentazione del maligno.
È solo la metafora dei nostri tempi instabili e antireligiosi. In realtà nell’universo letterario di Colombo tra uccisioni, zombi, possessioni, demoni della terra, attentati ed esplosioni c’è il chiaro intento di glorificare il bene. Punto. Il bene vince, il male muore. Il caos immane e violento degli eventi serve solo a ristabilire le regole già prestabilite da secoli e a renderle più forti e assoggettanti.
Ripeto: Il Diacono, figura teologico/horror/letteraria (non l’ho detto io…) è un romanzo che fa paura nel suo impianto generale, perché racconta una storia vecchia di secoli. Quella che un certo Giovanni intitolò “Apocalisse”.
L’Apocalisse della Chiesa Cattolica è più horror di qualsiasi libro, film, o musica sarà mai creata su questa terra.
Bravo (e anche furbo se l’autore me lo permette…) Colombo ad aver sfruttato le suggestioni e le paure ancestrali dell’ Antagonista e del Giorno del Giudizio ( loro sono da sempre i veri babau dell’uomo comune, altro che fantasmi e vampiri…) e aver creato un romanzo solido, ansiogeno, cupo e escatologico.
Una lenta marcia verso gli ultimi giorni dell’uomo e delle sue più intime convinzioni.
Quale sarà il risultato? A voi la lettura…

giovedì 9 dicembre 2010

HORROR ROCK: ALTRE (OTTIME) RECENSIONI

Horror Rock - La Musica delle tenebre, il mio/nostro saggio sulle connessioni tra l'universo Horror tout court e la musica Rock, continua a mietere consensi.
Ecco altri esempi:

- recensione di Salvatore Mazzarella sul blog Informazione Metal:
http://informazionemetal.blogspot.com/2010/12/lazzati-e-vitolo-horror-rock-la-musica.html


- recensione di Maria Rita Pugliesi sul sito Accordo.it:
http://musica.accordo.it/articles/2010/12/45157/horror-rock-la-musica-delle-tenebre.html

Buona lettura
Stay (Horror) Rock!

martedì 7 dicembre 2010

"IL SIGNORE E' TRA NOI!": SURVIVAL BLOG - PART II


Sarno, 3 Marzo 2015

Eccomi, caro Alex!
Non ti chiedo come stai perché ti immagino tutto solo soletto in quelle lande desolate e provo un pizzico di pietà. Non offenderti.
La vita da solo, di questi tempi, è come suicidarsi con una goccia di cianuro tutti i giorni dopo i pasti.
Eh eh eh i pasti! Che bella battuta! Scendi al sud e fallo presto!
Abbiamo bisogno di te e non sai quanto. La nostra comunità ti accoglierebbe a braccia aperte.
Lo sai che se ti beccano i Gialli ti mangeranno anche l’uccello? Lo sai vero? Lo sai che dovrai spararti un colpo in testa per non vedere la tua carne martoriata e addentata da voraci predatori?
LO SAI VERO!?!
Mi chiedo che cazzo sta facendo da solo? Il mondo è cambiato. O si è in gruppo o si fa una brutta fine. Logico, matematico, puntuale.
Io e Lorenzo ti vogliamo nella squadra. Saresti perfetto. Non sai come ti pensiamo giorno e notte. Fantastichiamo la tua venuta come quella di un messia oscuro.
Appollaiati come falchi sulla torre più alta del castello ti vediamo attraversare la piazza centrale, seminare un gruppo di Gialli urlanti e imboccare il sentiero verso la nostra “casa” con la tua jeep da Big Jim.
Ti apriremmo subito il portone senza indugio. Ti accoglieremmo come un re e ti offriremmo il nostro cibo migliore.
Ah ah ah ah ah!
Alex, non capisci. Questa è la miglior cosa che ci sia mai capitata. La fine della nostra merdosa età moderna è una benedizione. I Gialli sono angeli del signore che finalmente ci hanno aperto gli occhi. Non provengono dal cielo ma dalla terra. Come diceva il vangelo: cenere alla cenere, polvere alla polvere. È un miracolo! La cenere è diventata carne e proviene dall’inferno. E gli eletti sopravivranno, mangiando il corpo di Dio.
Ecco Alex.
Il corpo di Dio è la carne umana.
Senza quella siamo maledetti. Siamo dannati in eterno. Gli angeli sono qui per portarci verso la retta via. I Gialli sono la guida verso la terra promessa: un mondo dove mangeremo a sazietà e non moriremo mai. Saremo come Dio, in pace.
La nostra vecchia vita è solo un incubo. Come diceva Lovecraft: un incidente.
Cazzo Alex, ma che aspetti!?!
Prendi la macchinina e scendi verso la terra del futuro.
I nostri apostoli ti apriranno la casa del signore e ti accoglieranno a braccia aperte.
Invito anche Temistocle e Angelo a venire. Voi siete gli eletti. Vi condurremo con noi verso la terra promessa. Mi ringrazierete per questo. Vi mostreremo la strada verso la redenzione.
Ogni giorno preghiamo e ringraziamo il Padre Oscuro per quello che ci ha mandato.
E ieri siamo stati ricompensati.
Un auto ha risalito velocemente il pendio. Ha bussato al nostro tempio e noi abbiamo aperto.
Meraviglia delle meraviglie: la madre e il figlio! Oh mio signore cosa ci hai offerto!?!
Alex, sto ancora piangendo per quello che abbiamo visto.
Una madre infreddolita e il suo tenero figlio di pochi anni. Quale miracolo siamo stati testimoni.
Lorenzo ha abbracciato la donna, la madre di tutti noi. Sembrava non volersi più staccare dal suo corpo. La stringeva come un leone afferra una gazzella.
Io ho preso per mano il figlio. Egli è DIO sulla terra. Egli è il corpo e il sangue di nostro signore.
Il portone di legno si è chiuso alle nostre spalle con un rumore sordo di chiavistelli e travi di legno che cozzano tra loro. Erano finalmente con noi. La madre e il figlio.
Sia benedetto il Padre per quello che ci ha donato. Ora siamo più forti e guardiamo alla vita con rinnovata fede.
Amico, vedessi i nostri confratelli come hanno accolto i nuovi venuti. Con un amore che prima su questa terra di dolore non c’è mai stato.
La buona novella ci ha portato un altro miracolo. Piango, piango, piango di gioia solo a pensarci
Il giorno dopo Annalisa è guarita!
Gli angeli l’avevano presa e baciata sul tutto il corpo. Ma lei è tra noi più bella e raggiante di prima.
Noi siamo il gregge del signore e porteremo la sua parola nel mondo dei morti.
Alex, fratello mio benedetto, raggiungici presto.
Non te lo chiedo io ma Dio in persona.
Non puoi essere sordo alle sue richieste.
Mi ricollegherò tra qualche giorno per conoscere la tua scelta. Non essere cieco e sordo alle parole del messia.
Temistocle, Angelo, voi siete il corpo e il sangue. Faremo di voi i nostri altari e la nostra benedizione.
La casa del Signore è sempre aperta.
Fratelli, raggiungeteci al più presto.
In questa valle di lacrime vi aspettiamo…

Edu

lunedì 6 dicembre 2010

TERZO E CONCLUSIVO VOLUME DELLA SAGA DI VARNEY IL VAMPIRO

GARGOYLE
presenta
VARNEY IL VAMPIRO - All'ombra del Vesuvio
di Thomas Preskett Prest e James Malcolm Rymer
Il terzo e conclusivo volume della
più antica saga vampirica letteraria
finalmente in edizione italiana

Traduzione di Chiara Vatteroni
Introduzione di Mauro Boselli

In libreria dal 26 novembre 2010

leggere Varney vuol dire affidarsi a qualcosa di antitetico a tutto ciò che è oggi letteratura, accettare di prenderci gusto, compiere quasi un atto di anarchia

ll terzo volume della saga di Varney il vampiro dal sottotitolo "All'ombra del Vesuvio" è costituito dai capitoli che vanno dal 127 al 237 e si apre con l'introduzione "Vampiri e penny-a-liners" di Mauro Boselli, sceneggiatore di fumetti nonché creatore del popolarissimo e sofisticato Dampyr (Sergio Bonelli editore): la storia di Harlan Draka, nato dall'unione di un'umana con un vampiro - le cui vicissitudini, in alcuni episodi, sono chiaramente ispirate a quelle di Varney. Tale introduzione si rivela una vera e propria lectio magistralis sull'importanza che i penny dreadfuls (racconti terrifici dal costo di un penny, stampati in fascicoli settimanali nell'Inghilterra del XIX secolo) e i penny-a-liners (autori, come Thomas Preskett Prest e James Malcolm Rymer, per lo più destinati all'anonimato, artefici di vere e proprie factories ante litteram di scrittura creativa) hanno rivestito nel variegato scenario della paraletteratura entro cui il filone orrifico viene ancora situato.
Nella parte conclusiva della trilogia, l'inafferrabilità continua a contraddistinguere il vampiro Varney: irriverente e puro al contempo, avido e gentile, spietato e tenero. Questa aporia comportamentale ne sancisce l'irriducibile modernità, cogliendo in contropiede - come accadeva a quello di ieri - il lettore di oggi, che viene sistematicamente smentito nelle sue conclusioni. "Varney è un vampiro, ma in che senso?"
Malgrado ciò, la multisfaccettata personalità del Nostro si rivela qui in tutto il suo patimento: se ne raccontano le origini che risalgono alla fine del 1300, quando egli era ancora un giovane suddito dalle fattezze umane sotto il regno di Enrico IV. La condanna al vampirismo è la conseguenza della condotta efferata di Varney, reo di essersi macchiato del più turpe dei delitti: l'uccisione del figlio; dunque sulla trasmutazione vampirica grava una valenza morale.
Apice di questa epifania è l'incontro tra Varney e il reverendo Bevan, bellissima figura di religioso, che fa della tolleranza il fulcro del suo esercizio pastorale e che, non lasciandosi inibire dalla natura del Nostro, vorrebbe aiutarlo a redimersi, spiazzandolo. Non si faccia, però, l'errore di credere che l'opera sia portatrice di un'ideologia eccessivamente distensiva verso la Religione, se a circa metà del volume Juliet, una giovane probanda suo malgrado, pronuncia a riguardo parole di inequivocabile pregnanza critica: «Invece di tutelare i poveri e i deboli contro i ricchi e i potenti, come dovrebbe fare, la Religione opprime chi non ha potere».
Feuilleton sentimentale ("Varney il vampiro alla ricerca dell'amore mai trovato" potrebbe essere un altro sottotitolo), la saga di Varney è anche una portentosa commedia umana costume dove i siparietti domestici regalano momenti comici spassosissimi, agevolati dall'estrema stilizzazione dei numerosi comprimari di passaggio, in intenzionale opposizione alla tenebrosa complessità del personaggio principale.
Altri elementi innovativi di spicco sono: la scoperta di una vera e propria setta vampirica che assiste i non-morti nel loro processo di rivivificazione alla luce lunare (un plausibile riferimento alle logge massoniche che dilagavano in Inghilterra sin dal XVIII secolo); e l'"internazionalizzazione" delle attività criminose del vampiro, tramite un grand voyage proprio in Italia, come usava all'epoca per i rampolli di buona famiglia.

Da Varney - All'ombra del Vesuvio:
Varney era un uomo distinto e compito, dai modi raffinati e con il raro e magnifico dono dell'eloquenza; sappiamo che, mettendo probabilmente a frutto la consolidata esperienza dalla sua lunga frequentazione della buona società - una frequentazione che si era estesa per così tanti anni - era in grado di adattarsi ai gusti e ai sentimenti di tutte le persone, esercitando in tal modo quel fascino che gli conferiva un potere così pericoloso.
Per leggere parte dell'introduzione, clicca qui:
http://www.gargoylebooks.it/site/content/si-completa-la-trilogia-di-varney
Per approfondire la letteratura di genere e penny dreadful:
http://www.carmillaonline.com/archives/2010/11/003676.html

Dall'introduzione "Più popolare di così!... Vampiri e penny-a-liners":
Con le nuove, più veloci macchine a stampa, vendere alte tirature di fascicoli a un prezzo così basso poteva ormai costituire un buon affare [.]. Fruibile da parte di questo vasto, nuovo pubblico popolare era anche il lessico usato, meno ampio e più ripetitivo del ricchissimo linguaggio del Maestro Dickens. I semianalfabeti, inoltre, potevano gestire senza troppe difficoltà e senza lasciarsi intimorire la prosa sparsa, rarefatta, serrata che era una delle caratteristiche precipue [.] dei penny-a-liners. [.] battere sull'incudine della propria immaginazione per forgiare fiumi di parole: tutto ciò non esclude per forza passione e talento. Forse in quei fiumi il fango è molto superiore alle pagliuzze d'oro, come si diceva della poesia epica, ma quanta energia scaturisce da una tale vorticosa corrente! In questo senso, i forzati della parola che macinavano penny dreadfuls appartengono di diritto alla rivoluzione industriale e alla produzione in serie, sono gli autori del nuovo pubblico di massa. Non hanno tempo né spazio per le finezze. Da lettore, personalmente m'inchino ammirato davanti alle sublimi vette d'arte raggiunte dai grandi poeti. Ma il mio affetto va a quegli oscuri pennivendoli.
Hanno detto:
Primo vampiro a puntate, Varney è un vampiro in progress: nel senso che il suo particolarissimo statuto esistenziale è definito non tanto dal folklore o da un'interpretazione "forte" del mito, ma dalla necessità di rileggerlo a base di continue, liberissime reinvenzioni. più Twin Peaks che Dracula.
Franco Pezzini - L'Indice-Libri

Dalla letteratura al cinema, tra proposte usa e getta che ammiccano ai nonpensanti e operazioni seriose che rivendicano invece lo statuto di genere, le offerte non mancano. Tant'è che la prima traduzione in italiano di un classico della letteratura vampirica come Varney può sembrare un rischio. Se non fosse che a mano a mano che si seguono e inseguono le vicende di questo non-morto [.]. E gli stereotipi lasciano il posto a una duttilità psicologica degna di un personaggio da dramma borghese. Tale la novità di un'opera scritta in forma seriale tra il 1845 e il 1847 nell'Inghilterra vittoriana, tra i colpi e i contraccolpi della Rivoluzione Industriale e le mutate esigenze di un mercato editoriale più ampio e "alfabetizzato". Questo è il senso della sua pubblicazione, ora, in un'Italia omologata e accidiosa.
Alessandra Bernocco - Europa

Leggere queste pagine vuol dire prendersi una pausa di riflessione da tutti quegli pseudovampiri che vanno di moda oggi, che brillano al sole come statuine segnatempo e che fanno a gara coi licantropi per stabilire chi abbia gli addominali più scolpiti. Vuol dire piuttosto buttarsi a capofitto nell'atmosfera di quella letteratura gotica (forse l'unica) che ha davvero il diritto di definirsi tale. Le descrizioni degli ambienti e dei personaggi, lunghe, quasi snervanti, portano il lettore per mano in quel torpore narrativo che è poi l'habitat del vampiro vero e proprio: lui di tempo ne ha a bizzeffe.
Chiaramente ispirato al Lord Ruthven di Polidori, e altrettanto chiaramente ispiratore del Dracula di Bram Stoker, Varney è però un personaggio più ricco di sfumature. Non è solo un mostro sanguinario, avido di vite umane, ma è anche e soprattutto un essere infelice che desta nel lettore sentimenti di paura e odio ma anche compassione. Varney infatti soffre della sua condizione, vorrebbe poter morire ma non ci riesce: la terribile fame che lo condanna alla vita eterna è più forte di lui.
Enrico Ercole - Ordine del Drago

L'importanza del personaggio è stata molto profonda nel tracciare le coordinate del "vampiro moderno", sia a livello fisico che psicologico. Basti pensare che, nell'universo Marvel, il primo vampiro si chiama Varane. Impedibile per tutti gli appassionati di letteratura gotica.
Daniele Bonfanti - Hera

Varney veste l'abito proteiforme che, giocando sul filo di lana dell'incertezza, lo mostra ora come creatura soprannaturale, ora come criminale di bassa lega, ora come vittima di una maledizione che proprio in lui sembra sortire gli effetti psicologicamente più devastanti, costringendolo a seminare cadaveri lungo la sua scia per salvare una vita che non gli piace, ma che malgrado tutto non riesce a non protrarre più del dovuto.
Luca Pantarotto - AtlantideZine

Con pochi tratti l'attenzione del lettore è tutta lì, schiavizzata dal gesto veloce, dalla prosa gridata e da personaggi che sfiorano la bidimensionalità di caratteri da teatro minore. Poi, pian piano, l'attenzione si sposta oltre e il racconto comincia a prendere corpo. Con esso prende corpo anche una dimensione "scettica" [.] gli autori ritengono l'esistenza dei vampiri una mera superstizione[.] la vocazione razionalista riconduce ogni elemento sovrannaturale nei limiti del conosciuto e dell'esperibile.
Alessandro Izzi - Close-Up

Dati tecnici II volume:
Pagg. 591, brossura
Prezzo: 16,00 euro
ISBN: 978-88-89541-49-4

venerdì 3 dicembre 2010

"SIAMO ORMAI CANNIBALI TRA GLI ZOMBI": SURVIVAL BLOG PART. I

Visto che il mio contributo alla prima parte del “Survival Blog" di cui vi ho parlato ieri, era troppo riduttivo e slegato dal contesto, ho buttato giù nuovamente tutta la storia dal principio.
Questa è la prima parte. Di sicuro ce ne sarà una seconda.
Se il “gioco” continuerà ve ne saranno delle altre.
Altrimenti chissà, valuteremo con calma il da farsi.
Del resto scrivere di zombi e vita post apocalittica a Sarno mi sta davvero divertendo.
Non escludo niente. Vedremo….
Intanto buona lettura!

Sarno 10 Febbraio 2015

Perché posto ancora commenti su un maledetto blog?
Perché navigo ancora in internet come un deficiente del periodo pre-apocalittico?
Me lo chiedo ogni fottuto giorno di questa non esistenza.
Quando Lorenzo mi passa il suo portatile, il solo toccarlo mi crea un senso di nausea.
Il nostro mondo così come lo conoscevamo prima è ormai finito!
Il web è un deserto virtuale.
L’unica consolazione è che in mezzo al disordine e alle macerie di siti e server non ci sono quei bastardi dei Gialli.
I quotidiani più importanti o sono chiusi o sono fermi da più di un anno.
I blog degli amici e dei conoscenti sono offline quasi tutti.
Avevo dimenticato il tuo, Alex.
Scusami, ma visto il periodo storico ho altro a cui pensare.
Scoprire che “Il Blog sull’orlo del Mondo” è ancora aperto e perfino attivo mi ha causato una crisi isterica di risate.
Amico, che curiosa coincidenza! Proprio tu che scrivevi di fottuti zombi ogni santo giorno sei ancora vivo. Dio o il Demonio hanno un gran senso dell’umorismo.
Eccomi qui, caro internauta dei tempi bui.
Io sono vivo e ho ancora un PC. Devo ringraziare Lorenzo per questo. Non potevo avere alleato migliore. Capitano dell’esercito e laureato in informatica. Che culo che ho avuto! Era pure in licenza quando è scoppiato il casino. Da solo chissà che brutta fine avrei fatto.
Lorenzo è un iperattivo. Ha rimesso a nuovo tutti i portatili che abbiamo scovato nelle case abbandonate e sventrate.
Sarno
Prima era un paese dormitorio. Ora i dormenti sono diventati defunti o Gialli. In ogni caso poco è cambiato. Scusa l’ironia ma se non scherzo divento pazzo.
Vorrai sapere qualcosa di noi? Poco da aggiungere. Per un certo periodo ci siamo chiusi in casa: la mia. Dalle serrande abbassate, osservavamo impietriti figure urlanti e auto impazzite che travolgevano ogni cosa. Come colonna sonora il suono assordante degli elicotteri.
Quando tutto quel caos è finito, ben presto abbiamo dovuto affrontare un problema ancor più gravoso: la fame.
Le provviste erano finite e l’acqua del rubinetto aveva un colore giallastro. La carne poi è andata subito a male. Del resto l’energia elettrica ci aveva abbandonato già dopo poche ore.
Carne.
Una notte abbiamo fatto il grande salto: siamo usciti!
Il mio paese era una bomboniera di morte. Corpi dappertutto. Macchine sfondate e spazzatura a fiumi (no problem, ci siamo abituati). Dotati di armi di fortuna abbiamo cercato cibo e acqua .
Eravamo nella piazza centrale (una piazza dedicata ai morti, ci pensi?) quando alzando gli occhi, ho intravisto delle luci sul castello medievale. All’inizio non mi sono fidato.
Carabinieri e Polizia sparano a chiunque si muova. Vivi o Gialli non fa differenza. E di sicuro ci sono bande di razziatori che non avrebbero nulla da perdere a farci fuori per un tozzo di pane.
Abbiamo afferrato tutto quello che ci serviva e siamo tornati a casa.
La notte dopo (di giorno dormiamo fino al tramonto non siamo mica in un romanzo di Matheson e i Gialli non sono vampiri!) dalla finestra della mia stanza ho notato che una luce sul torrione più alto mandava segnali di SOS!
Non c’era tempo da perdere. Erano esseri umani. Meglio stare con loro che vivere rintanati come scarafaggi.
Ho chiuso la mia amata casa e tutti gli spazi web (a che sarebbero serviti poi?) e siamo fuggiti sul castello di Sarno,
Razziato uno scooter ci siamo mossi veloci nella notte. Quei maledetti Gialli ci urlavano dietro come bestie. Una donna scheletrica e agile per poco non mi ha afferrato per i capelli.
Arrivati sul posto, subito ci siamo accorti che la poca gente ancora non infetta, si era asserragliata nelle antiche mura, nella speranza di sopravvivere.
Compreso che eravamo sani hanno aperto il massiccio portone in legno.
I Gialli non sono ancora arrivati lassù. Non ancora. Non sono così intelligenti come si crede. Ma viviamo di stenti e il freddo ci sta logorando lentamente.
Le sortite in paese diventano sempre più pericolose. Loro sono dappertutto.
Dopo giorni di agonia abbiamo deciso di sopprimere una donna moribonda per un colpo di pistola al ventre. La sua carne ci sfamerà almeno per qualche giorno
Decisione sofferta ma inevitabile. La morte di uno per la salvezza di tanti
Mi ricorda un film…non ricordo…
Ci siamo anche accorti che la carne umana ci rende totalmente immuni al contagio. Come?
Avrai presto mie notizie.
Caro Alex, un nuovo ordine mondiale è alle porte.
E l'uomo non infetto sarà carne pregiata e ambita.
Siamo ormai cannibali tra gli zombi.
Una fame che non avrà mai fine.
Raggiungici presto. Ho la chiave della nostra salvezza.
Vita in solitaria o vita tra gli insaziabili: a te la scelta!
Noi ti aspettiamo.
A presto.
Edu ( …il mio Mondo è fottuto!)


SURVIVAL BLOG:
http://mcnab75.livejournal.com/363846.html

giovedì 2 dicembre 2010

SURVIVAL BLOG E ALTRE STORIE

Alex Girola del "BLOG SULL'ORLO DEL MONDO" ne sa una più del diavolo!
Oltre a portare avanti una serie di attività legate a narrativa, giornalismo, mistero e molto altro, è riuscito a incastrarmi con un'iniziativa davvero diverte: il "Survival Blog".
Praticamente una serie di contributi in rete da parte di un gruppo di Blogger, presi direttamente da un mondo ormai preda di una pandemia devastante e culminato (ovviamente!) nel dilagare indisturbato di famelici zombi chiamati "Gialli".
Per saperne di più ecco il link dove troverete per ora anche un mio mini contributo:
http://mcnab75.livejournal.com/363846.html
Il prossimo a breve. E ci saranno ancora sorprese...

Questa settimana torna come sempre MOSHPIT, il programma radio sul VERO ROCK.
Per ulteriori info:
http://disfunzionisonore.blogspot.com/2010/12/rock-n-roll-con-sparkly-cats.html

Infine segnalo un ottimo post dedicato al mio/nostro saggio HORROR ROCK - LA MUSICA DELLE TENEBRE, a cura del "lovecraftiano doc", Andrea Bonazzi su WEIRDLETTER:
http://weirdletter.blogspot.com/2010/11/horror-rock-la-musica-delle-tenebre.html
Stay (Horror) Rock!!!

lunedì 29 novembre 2010

DISFUNZIONI SONORE: IL RITORNO DEI DELIRIO

Finalmente torna attivo DISFUNZIONI SONORE, messo temporaneamente a nanna per potermi dedicare al saggio che ormai tutti conoscete.
Torna il blog sul Vero Rock e non poteva farlo nel modo migliore, battezzando il contemporaneo ritorno sulle scene della storica metal band salernitana DELIRIO, usciti da poco con il MCD autoprodotto "My Desolation", scaricabile anche gratuitamente dal web.
Biografia, recensione track by track e download a questo link:
http://disfunzionisonore.blogspot.com/2010/11/recensione-delirio-my-desolation-ep.html
Take care!!!

sabato 27 novembre 2010

THE TRIPPER – DAVID ARQUETTE (2006)

Regia : David Arquette
Attori: Courteney Cox, Jamie King, David Arquette
Genere: Horror
Anno: 2006
Sinossi
Un gruppo di giovani hippie sbarcano in una piccola cittadina di provincia per assistere ad un festival musicale che si tiene nella foresta di Redwood. Presto si accorgeranno di essere l’obiettivo di un maniaco sanguinario che, mascherato da Ronald Reagan, conduce una personalissima guerra contro chi faccia uso di droghe…

Considerazioni
Scrive Alan D. Altieri nel saggio “Horror Rock – La Musica delle Tenebre”: “pestando sotto la cintura: non c’era proprio un accidenti di niente di spensierato negli anni Settanta. I fasulli happy days del decennio precedente? Folgorati nel maremoto dell’eroina, quegli happy days, il poco che ne restava incenerito nel napalm del Vietnam, annientato nel massacro del villaggio olimpico di Monaco, disgregato nelle eterne guerre del Medio Oriente, macellato nelle stragi di Stato, avvelenato nelle maree nere, sodomizzato nei primordi pandemici dell’Aids. Tutto questo al culmine della Guerra fredda, mentre USA & URSS (di allora) si digrignavano l’un l’altra zanne ICBM, quasi sbavando per l’olocausto nucleare”.
Guardando “The Tripper”, pellicola horror, approdata direttamente al mercato dei Dvd (in Italia), si ha la sensazione che gli anni 70’ delineati da Altieri siano stato sul serio l’anticamera di ossessioni, orrori e perversioni, perpetrati (in forma diversa) fino ai giorni nostri.
Come scrive il giornalista Luciano Gaglio su Rock Hard Italia ( Dicembre 2006, stesso anno del film, una coincidenza?) in un’intervista alla psychedelic funeral black metal band americana Xasthur (un ibrido informe e oscuro di suggestioni retrò affogate nella disperazione più cupa): “durante gli anni 60’ la California ha dato i natali al grosso della scena psichedelica, alla controcultura giovanile e ai sogni di pace e amore hippie. Dopo 40 anni tutto si è trasformato in delusione, depressione, alienazione e morte”.
Il fallimento delle utopie hippie è alla base del lavoro di David Arquette, decodificato attraverso le immagini “slasher” di un serial killer, travestito da Ronald Reagan, ovviamente tra il pacchiano e il ridicolo.Tanta violenza, tante droghe, tanta gioventù finto progressista e culturalmente vuota (i vestiti ci sono, gli slogan inutili anche…il resto è banalità/edonismo tipicamente americano), tanti redneck provinciali e arretrati, retaggio di certo cinema (o di certi luoghi comuni) già ampiamente sviscerati (da “Un Tranquillo weekend di Pura” fino a “Cabin Fever”). Non a caso il film è ambientato ai giorni nostri e da subito si dimostra inverosimile e fuori tempo massimo.
Troppo prevedibile soffermarci sull’elemento “satira”(tema ancora impalpabile nella italica cultura) sulla politica americana, che a ben vedere si riassume nei titoli di coda e nella parte iniziale del film. Che cosa rimane allora di questo “The Tripper”? Un deja vu cinefilo di sensazioni e macelleria assortita. E il rimpianto di un’occasione mancata.
Perché l’idea di base è splendida: parlare della fine degli anni 70’ attraverso la violenza e l’ossessione tipica dei “mostri” del nuovo millennio. Un trattato socio/politico sul “Flower power” filtrato attraverso una pellicola sul “perturbante”. Il sogno di ogni cinefilo a mio parere. Inoltre sull’idea del concerto si poteva costruire un film horror rock al 100%.
Una Woodstock orrorifica/occulta che avrebbe fatto impallidire i nostri genitori e gli artisti di quell’epoca (ma Coven e Black Sabbath avrebbero esultato di gioia, ne sono certo).
Insomma un film divertente (per qualcuno) e inutile allo stesso tempo.
Ripeto: un’occasione mancata.
Peccato.

giovedì 25 novembre 2010

"MINIATURE": LA NUOVA COLLETTIVA D'ARTE ALLA GALLERIA MICHELANGELO DI SARNO

Terzo appuntamento con l’arte alla galleria “Michelangelo” di Sarno.
Sabato 27 novembre 2010 alle ore 18,30 verrà inaugurata una collettiva di arte figurativa, patrocinata dal comune di Sarno, dal titolo “Miniature” piccoli capolavori.

Questa rassegna curata come al solito da Alfonso Orza,offre uno sguardo inedito sul mondo dell’arte “minium” attraverso una pluralità di linguaggi stilistici.Molteplici sono le tecniche artistiche impiegate: dipinti ad olio,acrilici,acquerelli. cinquanta le opere in esposizione, realizzate da firme prestigiose dell’arte napoletana sia del passato ma anche del nostro tempo.Venti gli artisti che parteciperanno alla rassegna.

Il progetto culturale si prefigge di rivalutare le piccole opere da sempre esistite all’ombra dell’enorme produzione artistica del grande formato, a conferma che il capolavoro non si trovi esclusivamente nel macro ma possa risiedere anche nel micro.

La miniatura è spesso un lavoro estremamente dettagliato con una forza cromatica e di composizione che pochi hanno la capacità, la disciplina e la qualità di realizzare.L’esposizione collettiva incoraggia la produzione artistica di piccolo formato tracciando un percorso variegato nel confronto tra autori di formazione eterogenea.La mostra potrà essere visitata fino al 17 dicembre dal lunedì al sabato dalle ore 10,00 alle 12,30 e dalle 18,00 alle 20,00.

Galleria d’arte “Michelangelo” via Matteotti,n°65 Sarno (sa)
tel 081-3656373.