lunedì 29 dicembre 2008

FILM, FILM, FILM!


In un periodo di forte pressione fisico- psicologica derivata dalla partecipazione del mio romanzo breve al prestigioso Premio Scerbanenco e nei giorni immediatamente seguenti, non avendo alcun desiderio di completare la lettura di alcuni libri già iniziati ( tranne “Dracula cha cha cha” di Kim Newman su Urania, invero appena sufficiente e poco coinvolgente anche se prometteva bene nel retro copertina) mi sono buttato a capofitto ( insieme alla mia ragazza) in una serie di Film che attendevo da tempo di vedere.
Ecco il mio giudizio (mio e solo mio):

E venne il giorno, di M. Night Shyamalan
La poetica dell’Apocalisse. Così si potrebbe definire questo nuovo parto cinematografico del regista del Sesto Senso( un film cha amo alla follia). La trama è semplicissima. Uno strano virus ( forse aereo, forse no) si impossessa all’improvviso di tutti i cittadini di New York spingendoli al suicidio collettivo.
Mentre il morbo si propaga in tutto il paese una coppia in crisi e alcuni sopravvissuti cercano di mettersi in salvo e nello stesso tempo di capire la loro esistenza risparmiata e le cause di una inevitabile estinzione di massa.
Il film è lento, placido, meditativo nell’orrore che intende descrivere.
I personaggi sembrano quasi timidi e riservati nel terrore che stanno attraversando.
Tutto rimarrà in sospeso( eventi , cause, rimedi, spiegazioni) comprese le vite di coloro che avranno la fortuna di sopravvivere.
Un bellissimo film incompiuto.

Cloverfield, di Matt Reeves
Un specie di horror fantascientifico per la generazione di You Tube.
Durante una festa d’addio un gruppo di giovani ( schifosamente belli e gentili, uno stereotipo tipicamente americano) sperimenterà l’attacco di New York ad opera di una specie di Gollum gigante ( quello del Signore degli anelli) e altre schifose creature.
Ovviamente il tutto filmatodalla telecamera di uno di loro, quello che riprendeva la festa ( invero una specie di ritardato mentale o almeno così sembra).
Le riprese essendo amatoriali ( come “costruito” dagli autori, per intenderci quelli di Lost che invece adoro) sono confuse e provocano il mal di testa.
Le scena di guerriglia urbana sono improbabili come anche gli espedienti per tenere ancora accesa la telecamera dopo che un piede gigante per poco non ti ha schiacciato come un moscerino.
Insomma buona l’idea, agghiaccianti alcuni momenti ( quelli sotto la metropolitana o in elicottero durante un falso “lieto fine”) del film ma nel complesso ho la sensazione che sia stato un flop per tanti, troppi motivi.

Non è un paese per vecchi, di Ethan Coen e Joel Coen
Un buon Noir esistenziale con un ottimo personaggio malvagio ( il Killer psicopatico taglia lo schermo col suo viso scarno e i capelli fine anni settanta mentre psicanalizza le sue vittime e le loro debolezze prima di fare il suo dovere…) e alcuni comprimari di valore.
La trama è credibile e l’ambientazione tra Messico e Texas fa da ottimo sfondo alla storia.
Infine un malinconico Tommy Lee Jones interpreta un poliziotto capace ma ormai alla soglia della pensione con tutto il mestiere di cui è dotato.
Un buon film.

29 settimane dopo, di Danny Boyle
Meglio il primo decisamente.
Si salva solo l’inizio e qualche trovata da brivido nella parte centrale.
Per il resto solita routine zombi/fuga/nascondersi/essere divoarato.
Per il resto citazioni a piene meni di Matheson, Carpente, Romeror e chi più ne ha più ne metta.

Il Nascondiglio, di Pupi Avati
Ah! Questo si che è Gotico.
Altro che Ghotica ( il film americano di qualche anno fa).
Mettiamocelo in testa.
Gli italiani possono fare ancora tanto nel campo del Gotico letterario e cinematografico.
Pupi Avati ce ne dà una conferma con questo film.
Risvolti da giallo, atmosfere da gotico vecchio stile, finale decisamente horror come non se ne vede più da tanto e una regia che solo il grande Pupi poteva fare.
Un must!!!

The Mist, di Frank Darabont
Uno dei pochi registi ad essersi confrontato realmente con le tematiche care al mio amato S. King.
Infatti il film è tratto da un racconto del maestro americano.
Dietro l’Horror tipicamente Mathesiano e Romeriano degli esseri umani rintanati in un posto chiuso e angosciante pronti ad essere sbranati da bestie immonde e orrende vi sono alcuni elementi cari romanzi di King.
Il fanatismo religioso, il coraggio e la viltà, il padre che ama il proprio figlio fino a diventare ossessione/morte, gli anziani come forza possibile ancora di cambiamento e comprensione.
La pellicola è molto lunga e a tratti noiosa ma entra di diritto tra i film meglio riusciti “tratti da una storia di S.King”.

Catacombs, di Tomm Coker, David Elliot ( e dai produttori del primo inarrivabile The Saw).
Horror adrenalinico e realmente pauroso come non ne vedevo da parecchio tempo.
Ambientato quasi interamente sotto le catacombe di Parigi ( già il pensiero mi terrorizza visto che ho visto quelle di Napoli e so cosa significa…) è oscurità e follia allo stato puro.
Sconsigliato ai facilmente impressionabili e a chi soffre di claustrofobia.
Unico neo: la Pop/Star Pink in un ruolo fortunatamente marginale.

venerdì 19 dicembre 2008

sabato 13 dicembre 2008

I miei racconti sul sito PoesieRacconti.it


E' un bel sito, gestito benissimo e con un buon bacino di utenza.

Qui troverete alcuni miei racconti che tra l'altro sono anche piaciuti...

Meglio di così...

Ecco il link:



Fateci un giro.

Merita.

mercoledì 10 dicembre 2008

DOPO LO SCERBANENCO UN BRANO CHE DICE TUTTO!


Che testone!!!

Che ingenuo!!!

Ora ho capito tutto!!!

Il brano di Bugo, "Nel Giro Giusto", è stato una folgorazione!!!

Ci sono più verità in questa canzone che in 3000 libri e blog e siti e altro.

Perdonatemi tutti.

Pizzette Catarì...ora l'ho capito!!!

mercoledì 26 novembre 2008

IL MIO SCERBANENCO


La mia partecipazione al Premio Scerbanenco.

Questo post che lascio in visione a tutti ( non solo a elettori, parenti, amici ma anche ai dubbiosi sulla mia onestà morale e intellettuale e ai semplici diffamatori ) ha lo scopo non solo di rendere chiara e trasparente la mia Partecipazione al Premio Scerbanenco ma anche a dissipare eventuali accuse e dubbi che ho potuto leggere in giro sul web.
Ecco la mia storia:
Ho pubblicato Telepatia con i deceduti ( per lo più un racconto lungo con forti ispirazioni Horror e di misteri locali) nel Gennaio 2008 per un piccolo editore a pagamento.
L’ho fatto con cognizione di causa, nel senso che ho valutato la cosa con serenità ( supportato da chi mi stava vicino e mi stimava) e poi ho deciso con il libero arbitrio di cui dispongo di iniziare questa piccola, piccola avventura.
Penso che come il sottoscritto ce ne siano tanti in giro che fanno questa scelta partendo praticamente da zero ( o come il sottoscritto da -1) e con molti di questi ho avuto la fortuna proprio in questi giorni di votazioni di scambiare tanti pareri, riflessioni e opinioni.
Dicevamo della partecipazione:
mi sono iscritto da solo.
Il bando permetteva di farlo e io ho preso al volo questa opportunità.
Ero e ( sono ancora) fiero del mio libro e volevo farlo conoscere da più gente possibile.
Dopo poco ho scoperto che la mia casa editrice non poteva sobbarcarsi un’eventuale pubblicità a mio favore.
Non aveva risorse in proposito.
Che cosa potevo fare?
Avevo Zero conoscenze importanti, Zero contatti nell’editoria, Zero mecenati, Zero appoggi dai siti importanti, Zero appoggi dai blog che contano, Zero conoscenze politiche, artistiche giornalistiche, Zero di tutto ( i giornali della mia zona mi hanno snobbato alla grande e alcuni siti mi hanno negato persino una recensione negli ultimi giorni…)
L’unica risorsa di cui potevo disporre era il passaparola dei lettori della mia zona ( Sarno e dintorni) che già avevano letto il libro ed erano venuti alla presentazione e alcuni forum che già frequentavo per far conoscere il mio Libro e gli articoli e i racconti che ho pubblicato on line.
Detto, fatto.
Mi sono buttato a capofitto in queste opportunità.
Il passaparola nella mia zona c’è stato e tanto.
Credo oltre il 60% dei miei voti provenga da lì.
Il restante è stato frutto di amici che già conoscevo su My space e su Facebook e su altri nuovi amici con i quali avrò ancora rapporti visto che moltissimi hanno deciso di dare una chance al mio libro dopo il voto, comprandolo oppure dandomi l’onore di partecipare anche ai loro progetti artistici ( fumetti on line, recensioni, scambio di manoscritti e libri, performance letterarie, presentazioni come quella imminente a Roma grazie un amico nuovo di facebook).
Tutte queste persone stupende e generose non mi hanno dato solo un semplice voto.
Mi hanno dato un’occasione per farmi conoscere e valutare.
Mi hanno reso partecipe dei loro progetti trasformando il mio entusiasmo per la partecipazione in un entusiasmo collettivo.
Hanno letto i racconti sul mio sito.
Mi hanno fatto leggere i loro ( anche poesie)
Hanno letto le recensioni del libro ( anche le negative)
Hanno parlato con me di scrittura, di libri, di aspirazioni, di arte e di cultura.
Sono venuti alla Presentazione del mio libro A Nocera Inferiore. ( 20 Novembre)
Mi hanno fatto votare a loro volta i loro brani (rap, rock, metal) e i loro cortometraggi sempre on line ( e in quelle occasioni ho notato una tolleranza e un rispetto che qui latitano).
Insomma un vero e proprio scambio culturale.
Non tutto è stato sempre rose e fiori.
Tanti mi hanno anche riso in faccia, mi hanno insultato e giudicato negativamente per la mia partecipazione e per il voto, mi hanno “scandagliato come autore” ( come ha detto una ragazza on line con un’arroganza e una naturalezza che non mi ha fatto dormire una notte…)
Quella frase “ scandagliare l’autore” mi è rimasta nella testa e non va più via.
Rappresenta il lato negativo di questa storia che sto raccontando ed è come un velo grigio che non riesco a togliere davanti agli occhi.
L’arte non è passione?
L’arte non è entusiasmo di fare?
La scrittura non è raccontare semplicemente una storia e decidere se questa ti ha coinvolto oppure ti ha lasciato indifferente?
Questo a prescindere da un premio e dalla pubblicazione?
Eppure questa signorina con quel verbo parlava di altro.
Voleva misurare il mio spessore morale e intellettuale.
Voleva trovare il mio scheletro nell’armadio.
Voleva mettere le mani nel marcio della mia coscienza come se le fosse dovuto .
Senza conoscermi nè tantomeno aver letto niente di me.
Il marchio dell’autore a pagamento.
Il marchio dell’autore giovane che deve farsi le ossa con gli insulti e le critiche gratuite e puerili.
Il marchio di chi non deve farcela perché così altri ( rinchiusi nei loro parametri senza senso e nelle loro regole che poi sono i primi a non rispettare…) hanno stabilito.
Moderna caccia alle streghe.
Moderna inquisizione che non tortura il corpo ma lo spirito.
Tutto questo è terribile e insulso.
I voti che mi sono stati dati provengono dalla mia voglia di fare e dal mio lavoro.
Questa è la verità
E come disse un famoso attore in un bel Noir di qualche anno fa ( il cerchio si chiude sempre..)
“Quando dici la verità è solo quella che conta. Tutto il resto è spazzatura”.
Dedico i miei 708 voti a chi mi ha seguito in questa avventura e l’ha fatta diventare un po’ sua.
Dedico il mio decimo posto a chi è capace ancora di sognare e lottare senza farsi intrappolare dall’ipocrisia altrui.
Vi lascio con una frase che è il mio cavallo di battaglia:
Born to loose. Live to win (Motorhead).

mercoledì 19 novembre 2008

Telepatia con i deceduti, "libro del momento" su Aphorism


A questo link:
www.aphorism.it
C'è una splendida recensione del mio romanzo breve.
Ringrazio di cuore tutta la redazione che per le belle parole spese per il sottoscritto.

Ne riporto il testo completo:
Prima di procedere con la recensione, apriamo con un’informazione: questo romanzo breve è uno dei 100 finalisti del “Premio Scerbanenco” promosso dalla XVIII Edizione del Courmayeur Noir Infestival. Fino al 25/11/2008 è possibile votare l’autore Eduardo Vitolo cliccando il numero 96 presente in questa pagina: http://www.noirfest.com/cerba.asp
Perché votarlo? Be’, qui in redazione possiamo dire di aver letto un bel libro, dove non mancano suspense e ritmo. Soprattutto, ci piace sottolinearlo sempre quando ne abbiamo le prove, il testo è scritto bene, la narrazione è fluida e per quanto sia trattato un tema “paranormale”, come si evince dal titolo, la trama è credibile e ha un impianto solido.
I lettori più scaltri non mancheranno di notare riferimenti a illustri predecessori letterari come “La casa stregata” di H.P. Lovecraft, e cinematografici, difatti la protagonista ricorda la straordinaria Cate Blanchett nel film “Il Dono”.
Il giudizio è quindi positivo: siamo di fronte a una buona prova di Eduardo, che affronta un tema sempre molto discusso e lo fa senza riserve: si schiera dalla parte del mistero, dell’inverosimile, lasciando intendere che non sempre lo scetticismo è sinonimo di ragione. E lo fa da “padrone” dell’argomento, come se le sue esperienze fossero strettamente collegate agli eventi narrati: così si fa, un autore deve “sentire” la sua storia, deve immedesimarsi, altrimenti come possono farlo i suoi lettori?
La Ibiskos pubblica di nuovo un autore di Aphorism e ci auguriamo che questo connubio si sviluppi ancora, producendo altri libri così. Eduardo Vitolo e il suo libro non vanno soltanto letti ma anche sostenuti, quindi ricordate di dare il vostro voto su http://www.noirfest.com/cerba.asp

lunedì 3 novembre 2008

Vota Telepatia al Premio Scerbanenco




http://www.noirfest.com/newsdettaglio.asp?id=200

giovedì 30 ottobre 2008

Metallica - Death Magnetic -


Ecco la mia recensione pezzo per pezzo:


That wa just your life – Si apre in maniera molto classica ( ispirandosi ai grandi album Thrash degli anni Ottanta): arpeggio oscuro e desolato che lascia il posto alla prima cavalcata di chitarre in stile …And Justice For All. Il deja vu si avverte, eccome, ma non è un danno anzi…
E’ una bella sensazione risentire i Metallica ritornare a fare quello che sanno far meglio: un metal strutturato e diretto, dal forte appeal melodico. Bella la solista di K. Hammet come ai bei tempi.
Il pezzo convince ed è un buon inizio.

The end of the line – Si apre con un riff dal forte sapore sabbathiano ma che lascia subito il passo ad un’altra cavalcata sempre dal forte sapore anni ottanta. Coinvolgente e originale il refrein centrale. Unico neo: il pezzo dopo 4 minuti abbondanti si allunga e si avvita su stesso con alcune trovate chitarristiche di Hammet che appesantiscono solo l’ascolto. I primi 4 minuti sono comunque da applausi.

Broken beat and scarred – Un po’ cervellotico all’inizio si dipana su alcune intuizioni degli album precedenti, meno acclamati. Buona la solista che trascina il pezzo e che ha la funzione di corus.

The day that never comes – E’ il pezzo migliore di Death Magnetic. Per il resto rimando al mio post di settembre.

All nightmare long - strizza l’occhio al Black Album in quanto a feeling e coinvolgimento ma ha dalla sua una struttura più intricata e old school.

Cyanide – E’ un robustissimo brano thrash cha cattura sin dal primo ascolto. Belli i riff di chitarra e le melodie che hanno il sapore dei gloriosi vecchi tempi. Per un trentatreenne è un vero tuffo nei ricordi. Secondo capolavoro.

The Unforgiven 3 - Stessa struttura portante delle altre versioni. Melodia, orecchiabilità, malinconia. Io preferisco quella del Black Album

The judas kiss - Altro brano Thrash vecchio stile. Finalmente Ulrich suona la batteria come si deve. Per il resto una mazzata. Meno illuminata di Cyanide.

Suicide and redemption – Brano strumentale che vorrebbe continuare la tradizione di Orion.
Coraggioso il tentativo ma purtroppo non calibrato a dovere.

My apocalypse – Ultimo capolavoro dell’intero cd. Brano spietato, corrosivo, ultra- diretto, che mi ha ricordato le bastonate di Kill em all!!! Un vero piacere farsi bastonare da un pezzo simile.

I Metallica hanno deciso di traghettare tutta la scena Metal nel nuovo decennio( anche perché di nuovi brani se ne parlerà tardi, molto tardi come da tradizione Metallica).
Dopo il tentativo a vuoto di St. Anger finalmente si riprendono lo scettro attraverso un bel cd che ci riconcilia con la vera anima di questa scena.
I Metallica son tornati!!!!




mercoledì 22 ottobre 2008

L'autrice Maria Galella parla di Telepatia




Ecco cosa mi ha scritto Maria Galella, autrice del libro di Racconti Horror I Corvi e i Campi di Grano ( Natrusso Comunications Editore).


Lo trovate a questo indirizzo:






Innanzitutto, complimenti per quello che mi è sembrato un dignitosissimo esordio letterario. Il tuo è un bel lavoro, agile e veloce, con una storia ben scritta nella sua brevità, che si legge facilmente e senza intoppi. Ho trovato molto interessante la caratterizzazione dei personaggi in pochi dettagli e sfumature, senza eccedere nella loro descrizione. Ma ancora di più m'è piaciuto il modo di caratterizzare l'antagonista, l'"ombra", specie nella prima parte della storia. Molto buona, infatti, l'introduzione dell'inquietante presenza attraverso le sensazioni che quella ha del mondo reale... questa cosa la rende particolarmente inquietante! Ma non solo... anche lo splatter di certi passaggi è ben trattato e fa effetto senza apparire eccessivo.Per quanto riguarda invece il "contenitore" libro, ho trovato molto bella la veste grafica... credo che al lettore comune la tua storia possa piacere molto, come sicuramente è stato, vero?


Un'ultima cosa... ho avuto l'impressione che nel tuo scritto tu abbia intenzionalmente scelto di rappresentare sensazioni e sfumature psicologiche piuttosto che puntare sull'effetto sorpresa tipico della letteratura di genere... sbaglio? Se è così, credo sia una scelta, valida specie perché personale, che ti distanzia da quella che definisco letteratura commerciale...che altro dire? Spero di poter leggere presto qualcosa di nuovo di tuo, magari con una casa editrice più grande e attenta a valorizzare i suoi prodotti secondo le loro potenzialità.Aspetto un commento al mio commento, quando e se ne avrai tempo e voglia! E naturalmente, la conferma quando il mio ti sarà arrivato.


Un saluto.

martedì 14 ottobre 2008

Un mio racconto premiato!!!


Un mio racconto, "L'amica", è stato premiato dal sito Aphorism.it ( uno dei siti più seguiti per scrittori esordienti e non, attivo sin dal 2001) con la VETRINA sulla loro HOME PAGE.


Lo potete leggere qui:



oppure sul mio sito:



Inutile dire che la cosa mi riempie di gioia e mi da nuova carica nel completare il mio nuovo romanzo che spero di pubblicare, se tutto va bene, nel 2009.


Thanks a lot Aphorism!!!

lunedì 29 settembre 2008

Telepatia con i deceduti: fenomeno locale?




Il mio primo romanzo breve, Telepatia con i deceduti, sembra muovere un flusso di opinioni, consensi, critiche e pareri che non accenna a placarsi.
Questa settimana è stata pubblicata su
http://www.scheletri.com/libri/libri0344.htm
una recensione insufficiente di un giovane recensore del Nord Italia.
Per dovere di cronaca la segnalo sul blog.
Di pari passo sul territorio campano e non solo il libro continua a mietere successi e consensi sia da parte degli addetti ai lavori, sia di semplici lettori che si sono appassionati alla territorialità dei miei personaggi.
Proprio in questi giorni ho inserito nel mio sito http://www.eduardovitolo.it/ una entusiastica e competente presentazione di “Telepatia” da parte del Prof. Vincenzo Salerno, Docente di Letterature Comparate all’Università degli Studi di Cassino.
Da li è stato coniato per il mio romanzo il termine, Gotico Mediterraneo, basandosi su alcuni studi fatti di recente su questo tipo di letteratura, in parte sconosciuta.
Inoltre è notizia di ieri la proposta di proporre la storia paranormale di Anna e del Conte del Carro nei teatri del salernitano e spero anche fuori il territorio campano.
La cosa potrebbe concretizzarsi nella prossima primavera.
Per ora il tutto è in fase di trattazione.
Infine sono da annoverare anche tre proposte di cortometraggio avanzate da cineasti di Salerno, Roma e Napoli.
Il culto di Telepatia, nel bene e nel male continua…
Lascio infine alcuni commenti di semplici lettori e colleghi che ho il piacere di pubblicare nel mio blog:
“Complimenti, bella storia, ottima l'idea di usare personaggi italiani (visto che lo siamo); l'unica cosa che, se posso permettermi, ti segnalo è la fine della storia di Anna: forse avrebbe meritato un po' più di spazio, tutto finisce troppo in fretta, troppo facile. Ma i finali sono sempre un punto interrogativo, accidenti...” ( Simonetta Santamaria, Autrice di “Donne in Noir” ed. Il Foglio)
“Ho letto "Telepatia con i deceduti" mi è piaciuto davvero molto (anche se onestamente non è il genere di lettura che preferisco). Hai un modo diretto di raccontare le cose, che come in ogni giallo che si rispetti ti coinvolge fino alla fine.Bravo, complimenti!” (Giovanni di Pompeo, Autore di “Thank you America” ed. Ibiskos).
Devo dire che l'ho letto tutto di un fiato, e l'ho trovato molto coinvolgente, come non mi capitava da tempo. Inoltre è scritto correttamente, senza quello pseudomodernismo che pensa di poter fare a meno delle basi della sintassi, nè inutili arcaismi. Non so quanto il mio modesto parere possa contare, ma questo è quel che ne penso. ( Stefano Santangelo, Autore di “Jhonny Cash” Ed. Il Foglio.)
Inoltre un mio gentile lettore, Emanuele Cotugno ( di professione medico chirurgo) mi ha scritto una bellissimo lettera di cui riporto la parte essenziale:
“Caro Eduardo ho letto il tuo breve ma molto incisivo e consistente romanzo, degno a mio parere, dei migliori “Noir Francesi”. In attesa del tuo prossimo scritto ti auguro i migliori successi professionali e letterari”.
Roby & Ross, ( My Space) due cari lettori, mi hanno lasciato questo bellissimo commento:
“La capacità dell'autore di ricreare un'atmosfera carica di tensione e suspence, immerge da subito il lettore in un mondo, vicino alla realtà, ma quasi dalla doppia-dimensione. La descrizione degli eventi mira al coinvolgimento immediato, la paura sale a piccole dosi, fino a sfociare nel finale altrettanto inquietante! Un libro che appassionerà anche chi non si è mai accostato prima a questo genere narrativo. Attendiamo i tuoi nuovi lavori... “
è davvero notevole!
(Massimiliano Franco, Pisa )(Mail) E’ davvero notevole!
L'unico neo, visto l'argomento e la trama molto accattivanti è proprio labrevità del tuo racconto, anche se nelle poche pagine hai saputo creare,carpendo un pò dai Maestri Poe e, m'inchino, Lovecraft, la ricerca e la descrizione dell'orrore "sublime". Il finale potrebbe sembrare scontato, ma non lo è, vista la condizione squallida di "ex essere normale" della protagonista che fa pensare come il volersi arrendere alle maliedell'essere nefando sia quasi una sorta di "suicidio liberatorio" da quella schiavitù che nulla più di umano aveva lasciato alla sua breve ma sofferta esistenza. Ottimo è stato, nella parte centrale del racconto, quando la tensione comincia ad essere al suo zenith emozionale, l'inserimento delracconto di come cominciò, suo malgrado, alla malcapitata ragazza la sua "non più vita" condannata alla solitudine negli affetti mentre la curiosità nei suoi confronti dei media e di chi poteva speculare su di lei cresceva, così come azzeccatissima è stata sia la location che l'uso di pochi ma indovinati personaggi (buona l'idea del reporter cinico ed arrogante ma infine codardo a caccia dell'ennesimoscoop). L'argomento e la trama in generale si sarebbero prestati ad una trattazione più ampia (mi verrebbe quasi la voglia di svilupparci un concept in musica), ma va bene così.

domenica 21 settembre 2008

Una mia intervista!!!



Intervista sul periodico LA RETE Aprile 2008
Quattro chiacchiere per saperne di più sul romanzo uscito da poco dell'Autore esordiente di Sarno
Penso che un po' tutti i nostri lettori saranno curiosi di sapere in che modo sei riuscito a pubblicare il tuo primo libro?
Certo. Ho iniziato a pubblicare brevi racconti su un sito ( http://www.ewriters.it/). Si trattava di una vera e propria "vetrina" che ti permetteva di essere letto e giudicato da un'ampia schiera di appassionati o semplici curiosi. La cosa è durata per più di un anno durante il quale questi lavori hanno raggiunto un bel numero di letture e attestati di stima, insomma un feedback positivo. Ma la cosa si era fermata lì. Una mattina mi arriva nella cassetta una lettera di una casa Editrice di Empoli (Fi), la Ibiskos Editrice Risolo, che mi invita in maniera entusiastica a mandare, per una valutazione, qualcosa di più consistente di un semplice racconto. Avevo pronto un romanzo breve Horror/Noir intitolato Telepatia con i deceduti, di ambientazione italiana. L'ho mandato senza grosse aspettative in Toscana e invece ho spuntato un contratto editoriale. Un sogno che finalmente si è avverato.
Quanto i tuoi studi hanno contribuito alla tua carriera (iniziata) di scrittore?
Gli studi classici tantissimo. Lì ho scoperto autori come Poe, Byron, Kafka, Pirandello, Buzzati etc e con i loro libri ho passato ore meravigliose. Gli studi attuali poco visto che mi sto laureando in Giurisprudenza. Inoltre ho un'esperienza oramai decennale di collaborazioni con periodici, fanzine, siti, riviste e lì praticamente mi sono fatto le ossa.
Come descriveresti "Telepatia con i deceduti"a chi non ha avuto ancora il piacere di leggerlo?
Telepatia con i deceduti è un CROSSOVER tra generi diversi e distanti ( La Ghost Story, il Noir, l'Horror più sanguinario e brutale, la novella esistenzialistica e drammatica) con uno stile di scrittura molto semplice e diretto.
Si tratta di una storia caratterizzata da continui flashback nel passato e ricca di atmosfere lugubri e spettrali che per il suo fascino da novella di altri tempi potrebbe essere raccontata anche da un vostro parente ( diciamo un nonno và!) durante una veglia notturna davanti ad un camino scoppiettante attorniati da ombre informi e silenzi raggelanti. Per quanto riguarda la trama beh… dovrete prendere il libro… ah ah!
La vicenda narrata nel tuo romanzo è ambientata a Sarno?
Già me l'hanno domandato in parecchi riconoscendo vagamente, nella lettura, qualche luogo o qualche paesaggio ma a malincuore devo rispondere: solo in parte! Ho preso ispirazione da un viaggio che ho fatto nelle lande desolate emiliane (tra Parma e Piacenza) in estate sotto un sole torrido. Lì ci sono posti davvero solitari e spettrali. Sul prossimo chissà. L'idea mi stuzzica.
Quanto i tuoi interessi personali hanno influenzato il libro?
Tantissimo. Prima che scrittore io sono un accanito lettore. Ho una libreria piena di libri Horror, gialli, thriller, romanzi storici, saggi, classici. Molti me li ha lasciati mia madre che era una lettrice onnivora come il sottoscritto. Leggere mi da un'enorme soddisfazione. E' come vivere centinaia di vite diverse.
C'è qualcosa di autobiografico nella narrazione?
Ci penso continuamente. Forse un episodio particolare del libro si ricollega alla mia infanzia ma poco altro. Mi piace inventare storie e personaggi inediti. E' più gratificante e mi diverte da matti.
Come progetti le storie che inventi quando ti accingi a scrivere un libro?
Ogni racconto ha un suo percorso, una sua storia. Prendo spunto parecchio dai racconti di mia nonna, per me una miniera d'oro di sensazioni e atmosfere diverse da descrivere poi nei miei racconti. Anche i sogni sono importanti. A volte sono delle vere e proprie storie che aspettano soltanto di essere scritte. Poi la cronaca, il folklore, la storia, i miti e tanto altro. Mi piace scrivere di mattino presto. L'ho sempre fatto e i risultati sono sempre stati migliori. E poi a scanso del genere che propongo sono un tipo impressionabile quindi la notte voglio dormire tranquillo.
Quali sono gli autori che più ti hanno ispirato e le tue letture nel tempo libero?
Influenze: Lovecraft, Matheson, Bloch, Lansdale, Deaver, James, Blackwood, Barker. Letture: ultimamente Anne Rice ( ho tutti i suoi libri)e poco altro. Ho molto da fare con gli studi, le collaborazioni con i giornali, la promozione del libro. Mi rifarò in estate.
Un autore italiano che ti ha colpito recentemente?
Segnalo due amici: Luciano Comida (El editore), autore triestino che scrive storie per ragazzi divertentissime e molto attuali e Danilo Arona, il miglior scrittore horror italiano.
Il tuo obiettivo è diventare famoso o scrivere buone storie?
Sarei ipocrita se ti dicessi solo la seconda. Diciamo quello e quello sarebbe il massimo. Ma mi rendo conto che è dura!
Nel retro copertina c'è scritto che la musica ha per te un ruolo fondamentale.
Puoi scommetterci! Sono un accanito collezionista di cd e vinili dei generi più disparati ( anche se i miei preferiti sono il rock e il metal) e anche un critico musicale per diverse testate. Inoltre scrivo e leggo sempre con una musica appropriata in sottofondo. Il silenzio non regna mai attorno la mia persona. Ne sa qualcosa la mia Qfamiglia.
Quali sono i tuoi progetti per questo 2008 e anche per il futuro?
Promuovere il libro con alcune presentazioni. Ne sto già organizzando un paio a Sarno, spero patrocinata dal comune, dopo le elezioni e un'altra a Nocera Inferiore in data e luogo ancora da stabilire. Ho già presentato il libro alla Fiera del libro di Roma a Dicembre ed è stata un'esperienza meravigliosa. Inoltre sarò ad inizio Aprile a Empoli alla libreria Mondadori del centro storico con altri autori Ibiskos per una serata speciale. Per il futuro sto scrivendo un altro romanzo più lungo che spero di pubblicare nel 2009 se tutto va bene.
Grazie e in bocca al lupo per il tuo romanzo…
Grazie di cuore a te, Giacomo e tutta la redazione di La RETE per lo spazio e la gentile disponibilità. Lasciami solo aggiungere che il libro può essere ordinato presso i miei indirizzi edu.vitolo@libero.it , http://www.eduardovitolo.it/ e www.myspace.com/eduardovitolo oppure su ebay, sul sito della casa editrice e sui siti di vendita libri on line http://www.ibs.it/ , http://www.libreriauniversitaria.it/ e http://www.libri.dvd.it/. In bocca al lupo anche a voi.

Intervista a cura di Giacomo Monteleone

mercoledì 10 settembre 2008

Il ritorno dei Metallica!!!


In questi giorni ho avuto modo di vedere il video su All Music del brano dei Metallica The Day That Never Comes ( Primo singolo tratto dal nuovo album Death Magnetic in uscita a giorni).

Signori miei se questo brano è solo un assaggio allora i "quattro di Frisco" sono tornati veramente in grande stile.

Prima di tutto la musica:

il pezzo è nello stile One ( Maxi singolo tratto da ...And Justice for all 1989) e Fade to Black ( Right the Lightining ....of course!!!).

Melodia iniziale che subito ti coinvolge lasciando il passo alla riconoscibilissima voce di Hatfield che mai come stavolta mi è mancata parecchio.

Dopo qualche giro di chitarra acustica le chitarre cominciano a mitragliare come ai vecchi tempi ed è lo sfacello!

Riff di stampo Thrash ( genere che sembrava abiurato dai nostri) si rincorrono in una miriade di cambi di tempo tecnissimi e dal grande patos.

L'atmosfera è rovente e si vede che i nostri hanno recuperato la voglia di scrivere grandi canzoni ricche di sfumature.

Ho letto su internet che qualche ragazzino spocchioso e pseudo rockettaro l'abbia già bollato come un pezzo copiato dalle vecchie cose se non peggio.

Io ho 33 anni e seguo i Metallica dalle fine degli anni 80.

Il pentagramma del Thrash e di un certo tipo di metal/rock lo hanno inventato loro.

Onore quindi a chi ha ancora la forza e il coraggio di proporre certe idee visto che quelle "idee" sono nel loro dna artistico.

E se qualcuno non capisce peggio per lui.

Si perde solo della grande musica.

Attendo il nuovo cd per una recensione.

giovedì 4 settembre 2008


La terza serie è finita venerdì scorso.

Quando sono partiti i titoli di coda accompagnati dalla bellissima e adrenalitica colonna sonora mi è venuto un magone di quelli grossi.

Perchè la Serie Tv Prison Break per il sotto scritto è il miglior telefilm in assoluto dai tempi di Twin Peaks.

Le nottatacce che mi sono fatto sia d'estate ( e ci stanno pure...) che d'inverno ( molte volte ho combattuto contro lo spietato Morfeo...) per vederlo mi hanno sempre ripagato di ogni singolo secondo passato davanti alla Tv.

Puro godimento.

E poi c'era anche qualcosa di romantico e insieme di catartico nell'affrontare una notte insonne per vedere la sorte di due fratelli galeotti.

Italia uno ha un comportamento quantomeno criminale nel relegare una chicca del genere dopo le 11 di sera ( a volte anche dopo mezzanote).

La trama in due parole ( non voglio anticipare niente a che è curioso di cimentarsi in questa saga eroico/drammatico/spionistica):

Wentworth Miller e Dominic Purcell interpretano due fratelli, Michael e Lincoln, incarcerati nella prigione di Fox River. I due, coinvolti in una pericolosa cospirazione politica, devono riuscire a evadere dal carcere, ma per farlo avranno bisogno dell'aiuto di pericolosi criminali anch'essi desiderosi di lasciare il carcere.

Azione a fiumi e continui colpi di scena caratterizzano la serie, a cui fa da sfondo la vicenda di questi due indimenticabili fratelli.

Consigliatissimo!!!!!

giovedì 28 agosto 2008

BARBARA BARALDI - LA BAMBOLA DI CRISTALLO


Mi sono avvicinato a questo libro con la curiosità, da lettore incallito, di scoprire una nuova autrice e questa mia scelta è stata premiata.
Barbara Baraldi mi ha convinto in pieno.
Ma andiamo con ordine.
Questo Giallo Mondadori ( anche se ha sfumature decisamente Horror, soprattutto nella seconda storia) consta di due romanzi brevi e di un racconto.

Il primo, che da anche il titolo al libro, è una storia fatta di violenza, di ossessioni, di prevaricazioni, di follia, di solitudine.
Raccontare la storia sarebbe un vero delitto.
Posso solo sbottonarmi dicendo che i personaggi sono ben delineati e dal forte impatto emotivo.
Il plot narrativo con tutti i suoi intrecci, rimandi e citazioni ( soprattutto queste ultime strappano più di un sorriso di approvazione) è coinvolgente e costruito con dovizia di particolari.
L’unico disappunto che ho avuto alla fine della lettura è che la cosiddetta “Bambola di cristallo” è un po’ messa in secondo piano rispetto al resto ma credo che l’autrice abbia già in testa una prosecuzione della storia quindi…dovremo attendere.
Il secondo romanzo breve ”Il giardino dei bambini perduti” è ( a mio avviso) il vero capolavoro del libro.
Bellissime e suggestive le ambientazioni nella campagna emiliana.
E per chi l’ha conosciuta ( io ho avuto questa "fortuna") posso dire che in Italia non esiste posto più gotico e oscuro dove ambientare un racconto.
L’autrice ha saputo costruire con mestiere quel silenzio innaturale dei boschi e dei terreni coltivati che sin dall’alba dei tempi ha creato negli uomini paure ancestrali e notti insonni.
Quindi angoscia e terrore a palate con una saggio uso delle parole e delle descrizioni.
La storia coinvolge sin dalle prime battute ed è aperta ad un finale a sorpresa ( agghiacciante).
Meglio di così.
Il racconto finale è un buon Noir di azione adatto ad una lettura fluida e veloce.
La Baraldi merita attenzione.
Bando alle esterofilie e alle americanate e diamole una chance.

mercoledì 27 agosto 2008

CIRCLE OF WITCHES, "HOLYMAN'S GIRLFRIENZ"

"Holyman’s girlfrienz", cd di debutto (autoprodotto) dei salernitani Circe of Witches, ha un tiro e una maturità notevole per essere il prodotto di una band all’esordio assoluto. Il rock grezzo e a tratti punkeggiante dell’opener One Fetish Love ( Quanti si ritroveranno nel testo osè di questa canzone?) immediatamente ci trasporta come un vortice al centro del Cerchio delle Streghe lasciandoci investire dalla furia del loro Sabba sonoro. Identico trattamento ci riserva Evil Riders dove influenze Thrash/ hc si mischiano al rock vecchio stampo lasciandoci storditi ma ebri.
Dopo un siparietto degno delle cassettine dei migliori Squallor ( e ne troverete tanti durante l’ascolto del cd) il rituale pagano continua con
Mala suerte ( particolare il testo, degno di una novella nera di Pirandello, che parla di un “Secciatore”, cioè di un uomo ritenuto dispensatore di sfortuna che sentendosi ingiustamente accusato dai suoi compaesani decide di vendicarsi con la loro stessa carta…) una sorta di tamurriata nera e malvagia. E’ il turno di un altro intermezzo dal vago sapore occulto ( ma sempre stravolto dalla vena goliardica dei nostri), scandito da un organo e una invocazione quantomeno funerea. Holyman’s girlfrienz ci riporta nuovamente sui binari del rock, dove Qeens of the stone age, Melvins, Orange Goblin e follia compositiva procedono insieme con la grazia metallica di un bulldozer.
The Oath ci ricorda che il Cerchio delle streghe non ha ancora finito di illuminare la notte con i suoi bagliori Sabbatici e le influenze 70’ ( Hendrix, Grand funk railroad, i Doors più duri e diretti) di In the end ( il cui testo potrebbe benissimo rivelarne i segreti più nascosti) ne è una prova ulteriore.
Snakes’old man è l’ennesima novella in musica dei Circle dove il rock sguaiato e maliziosetto dei nostri serve a raccontare la parabola dell’uomo dei serpenti.
Il cd si conclude con El Montanaro pezzo stoner e blueseggiante che sembra stato composto durante un allucinato viaggio nel vasto e torrido deserto americano. Ottima la prova strumentale di tutta la band.
Siete curiosi vero?
Allora non vi resta che entrare nel bosco durante una notte di luna piena e attendere che il Cerchio delle Streghe venga creato. Il Gran Cerimoniere Mario Bove ( sperando che non l’abbiano divorato prima… ehm… i topi ) e i suoi compari vi daranno un degno benvenuto… a modo loro ( e ascoltando il cd ve ne accorgerete).
Grandiosi.

mercoledì 20 agosto 2008

Una bella recensione del mio libro


Questa è un'ottima recensione del mio romanzo breve, Telepatia con i deceduti, ad opera della scrittrice e giornalista Gaetana Mazza, pubblicata sul periodico La Rete:

Alla letteratura gotica e al noir di nuova generazione si ispira il romanzo

breve “Telepatia con i deceduti”, scritto dal giovane autore sarnese Eduardo Vitolo ed edito dalla Ibiskos Ed. Risolo.
Del racconto gotico l’autore riproduce le atmosfere cupe, gli scenari inquietanti e tutti quegli elementi che suscitano paura, angoscia e terrore.
La vicenda narrata si svolge ai nostri tempi (non nella campagna inglese, ma in luoghi a noi vicini) e ha per protagonista Anna, una giovane donna, che scopre, in maniera traumatica, di avere poteri paranormali, con i quali è in grado di ritrovare persone tragicamente scomparse. Per le sue facoltà di sensitiva acquista una tale notorietà che presto è contesa da televisioni pubbliche e private, da giornali e viene addirittura ingaggiata dalla polizia di stato. Anna, però, proprio per il contatto costante con i morti, viene evitata da tutti. Travolta dalle trame misteriose del destino, da ragazza spensierata e serena, si trasforma in una creatura inquieta e tormentata. La telepatia coi deceduti la condanna, dunque, a un destino di esclusione, a un esilio, non voluto, dal mondo e dai sentimenti, dei quali però avverte, a tratti, la nostalgia. Esule suo malgrado, vive il tormentato tracciato della vita, compiendo un viaggio il cui punto di arrivo non può essere che l’autodistruzione e l’incontro con la morte. Tregua al suo mal di vivere diventano allora il sesso e la droga, che riesce a pagarsi con il suo ben remunerato lavoro di medium.
L’ultimo incarico la conduce, insieme a un reporter, a Villa del Carro, una sinistra costruzione da anni abbandonata, la cui vista le crea un’inquietudine più intensa del solito. Anna, conoscendo la storia di sangue avvenuta nel luogo, avverte che quella che sta per giocare è una partita con la morte. Sebbene tremante e terrorizzata, entra nella casa maledetta e va incontro al suo destino rassegnata e, insieme, consapevole che solo la morte potrà metter fine al tormento della sua esistenza. E in questo sarà accontentata, perché la fine sarà dolcissima e la morte avrà il volto e la grazia di un cavaliere senza tempo. L’antagonista, in questo romanzo breve, è dunque la morte, rappresentata nelle forme di un fantasma che si aggira furtivo nella Villa del Carro e che della sua passata esistenza ha conservato l’irresistibile sete di sangue.
Eduardo Vitolo, al suo esordio nella narrativa, mostra una conoscenza approfondita del genere gotico-noir, la quale gli consente di strutturare in maniera equilibrata le varie parti dell’intreccio e di avvalersi di espedienti specifici per stimolare la curiosità del lettore.
Il racconto, lineare e accattivante nella trama, ha il suo punto di forza nell’uso sapiente della tecnica descrittiva, nella quale l’analisi accurata dei particolari -propria della narrazione gotica- non è fine a se stessa, ma crea suspense e accresce la tensione emotiva.

martedì 12 agosto 2008

Un cavaliere che mi ha sempre ispirato!!!


Quante volte immersi in profonde e appassionate letture di veri e propri classici della letteratura eroico/fantastica quali “Il Signore degli Anelli” di Talkien oppure il “Il Ciclo Celta”di R.E. Howard o ancora le avventure di “Gunther d’Amalfi Cavaliere Templare” di Franco Cuomo, un sospiro pieno di emozione e nostalgia ci ha ridestato da meravigliosi sogni ad occhi aperti. Eppure scuotendoci da quel torpore fatto di visioni di uomini e mondi ormai lontani nel tempo e nella fantasia di chi li ha creati ( un tempo avremmo detto “cantati”), il rimpianto sembra essere una certezza quantomai disarmante. Non solo, nel momento in cui rimaniamo attoniti di fronte tanto splendore di pensieri e azione, un dubbio atroce ci stringe d’improvviso il cuore: la storia dell’uomo ha mai conosciuto gesta di eroi tanto grandi da oscurare il cielo? Cari lettori la risposta e’ nella nostra storia,nelle nostre radici. Volgiamo quindi lo sguardo indietro nel tempo e immergiamoci in un panorama fatto di maestosi castelli e cruente battaglie:il Medioevo. Siamo nella Contea di Sarno all’alba del XIII secolo sotto la dominazione normanna. Questo fiero popolo germanico inserendosi nella lotta tra longobardi e bizantini in poco tempo si e’ insediato in tutto il mezzogiorno accentrando il proprio dominio nel Principato di Salerno.
Profilati uno contro l’altro in un maestoso affresco fatto di spade sguainate e di sfavillanti armature , si stagliano due campioni della cavalleria: il tedesco Diopoldo Von Hohenburg fiero reggente della città di Sarno chiamato “Il Lupo” per lo stemma che i suoi soldati ostentavano sugli scudi e il temerario francese Gualtiero III de Brienne , un cavaliere senza macchia e senza paura fedele fino all’ingenuità ( e alla follia) agli ideali della cavalleria. Nell’anno 1204 i loro rispettivi eserciti si affrontano per l’ennesima volta nella fertila valle sarnese.
Dopo diverse scaramucce Diopoldo e i suoi uomini arretrano tatticamente verso le poderose fortificazioni onde evitare una bruciante sconfitta. Purtroppo Gualtieri, sprovvisto di un’adeguata fanteria deve rinunciare all’assalto finale al castello. Decide quindi di accamparsi per la notte in una piana vicina e preso da un moto di fiducia negli ideali del codice cavalleresco che non permettevano ai nemici tedeschi di attaccare dei francesi inermi nel sonno, non lascia alcun soldato di guardia all’accampamento. Sarà la sua rovina! ”Il Lupo” non aspettando altro infrange ogni regola e penetra all’alba tra le tende silenziose con un manipolo di guerrieri e ferendo gravemente Gualtieri lo imprigiona. Il campione francese travolto dalla vergogna della sconfitta e del tradimento di Diopoldo strappa le bende dalle gravi ferite e si lascia morire dissanguato consegnandosi alla storia come uomo di grande spessore etico. Le sue spoglie sono state accolte nella chiesa di Santa Maria dell Foce (in Sarno) dove nel silenzio della cripta polverosa sembra quasi di sentire la voce di Gualtiero mentre recita una celebre frase del Bushido ( un antico codice cavalleresco giapponese):” Io non ho spada. Il silenzio dello spirito e’ la mia spada”.

sabato 9 agosto 2008

da'namaste, "In2i"


Con i da'namaste e i loro splendido cd "In2i" iniziamo a parlare finalmente di vero rock!!!

Analizziamone i vari capitoli:

Chiara come d’assenza, primo brano del cd, si ricollega al loro cd d’esordio, Priva di rilievo, ma nello stesso tempo lo supera e lo consegna all’oblio. Atmosfere intimiste, desolate, cupe dove l’ influenza dei Tool ( band onirica e “altra” per antonomasia) è lampante ma mai ingombrante. Parlavamo di attesa. Sono l’ansia e l’angoscia però, qui a farla da padrone mentre la luce è così lontana da sembrare quasi un miraggio. Il desiderio di afferrarla è invece una costante selvaggia e prepotente che sembra lasciare quasi tramortiti e prostrati. Ottimo il lavoro del bassista Giulio Citarella.
Mira le Cattedrali se ancora non è chiaro nel titolo, racconta lo sguardo della band, attraverso vetri opachi e gocciolanti, verso cattedrali solitarie e maestose ( simbolo del successo a cui aspirano o solo di un “semplice capirsi”, finalmente?) attorniate da un deserto di ghiaccio e neve. Ecco l’inverno, ecco il bianco, colore cardine della visione da’namastiana. Psichedelia e post rock in un turbine di suoni e sentimenti cangianti. La nuova stagione è ancora lontana.
Nebbia è personale struggimento; è il dolore dell’anima che non si riesce a rivelare ( eppur vorrebbe…) senza sentirsi poi spoglia e inutile. La nebbia ( bianco denso, freddo e avvolgente) è nel cuore come fumo che soffoca e uccide l‘io.
L’uomo e il resto registra una sezione ritmica da paura ( alla batteria è Rita Marchitiello) e un post rock maturo e contaminato da diversi generi. Concettualmente è una fuga estemporanea dalla sfera intima per poter abbracciare tematiche più universali e di attenzione comune. Non esiste solo il paesaggio innevato fuori dalla finestra, ma un mondo di problemi e paure ancora più insormontabili e estreme. Forse una momentanea rassicurazione, seppur egoistica…
Con Come ora la forma canzone raggiunge i suoi risultati più compiuti ed esaltanti e si grida al capolavoro ( potrebbe diventare un singolo di successo se spinto a dovere). Le voci di Teresa e Francesco sono le voci dell’ intera umanità che prostata da un inverno rigido e tagliente si ristora dall’intravedere i primi bagliori ( ancora luce ) della nuova stagione mai tanto agognata e cercata, sempre con sofferenza.
Per nulla è tutto è la rabbia che scema lentamente ma il ricordo è ancora presente e lancia scudisciate verso se stessi e chi non ha ancora compreso o non vuole comprendere la complessità di un sentimento (l’attesa) che seppure nulla( per gli altri) è tutto( per i da’namaste). Musicalmente il brano è durezza( mai come prima nella musica della band) e dolcezza insieme. Secondo capolavoro.
Pre-visione è come svegliarsi di notte nel proprio letto, caldo e rassicurante, dopo un brutto incubo. Soltanto un deja-vu di cose e pensieri ormai persi nella sfera onirica.
Inverno è come descrivere un sogno o un ricordo del passato attraverso l’arte ( poesia, racconto, musica), interpretando il proprio sentire con occhio distaccato e critico. La nuova stagione già c’è, ora è il momento del rimembrare e del capire. Prima che arrivi un nuovo inverno e un sentire diverso.
La pancia dei pesci è la stanchezza ma anche il conforto e l’eccitazione per essere arrivati. Ora sono solo promesse ( a volte vaghe, altre inutili perché difficilmente mantenibili) che tutto sarà diverso e che i da’namaste saranno diversi perché tutto intorno a loro è cambiato. Ingenuità ( concettuale) vestita di una composizione acustica e molto intima. Pregevoli gli inserti di violino. Terzo capolavoro espressivo.
L’idea del secolo è l’uomo/ donna/ eroe/eroina che si sente forte e immortale dopo un lungo viaggio (interiore) irto di trappole infime e di ferite ormai quasi del tutto rimarginate. Voltandosi indietro ha la sicurezza e la presunzione insieme di poter spianare la strada anche per quelli che verranno dopo. Brano solare e pieno di luce positiva.
Lieto fine è semplicemente la fine di tutto. Non più speranza, non più attesa non più sofferenza, non più eccitazione. Solo il godimento cieco ma appagante di una fine di cui si assapora ogni istante come un nettare divino.

lunedì 4 agosto 2008

La maledizione del Cavaliere Oscuro

Se na parla da parecchio nel web e in tutti i magazine specializzati.

L'ultimo splendido film di Batman - Il Cavaliere Oscuro - sembra sia preda di una strana maledizione che colpisce tutti i suoi interpreti.

All'inizio ho pensato: " La solita cavolata promozionale!"
Poi il susseguirsi di eventi negativi e luttuosi mi ha spinto un pochino a ricredermi.
Prima il bravissimo attore Heath Ledger, interprete di un grandioso e diabolico Joker, ritrovato morto nel suo appartamento per un overdose di tranquillanti e sonniferi.
Poi Christian Bale, l'interprete di Batman, denunciato dalla madre e dalla sorella per una inspiegabile e violenta scenata per futili motivi.

Infine Morgan Freeman ( la notizia è di ieri sera...) sempre nel cast stellare dell'ultimo film sull'Uomo-Pipistrello, coinvolto in un incredibile incidente stradale, sembra, per un colpo di sonno.
Rocoverato d'urgenza con un'amica versa in condizioni critiche.
Chi sarà il prossimo?

La maledizione colpisce solo gli attori o chiunque vi abbia partecipato in qualche modo?

Nel ventesimo secolo dobbiamo ancora credere a maledizioni e sfortune?

domenica 3 agosto 2008

Batman - Il Cavaliere Oscuro




Ieri sera ho visto Batman – Il Cavaliere Oscuro.
Mi sbilancio subito e annuncio che il film di Christopher Nolan ( Regista anche dello splendido film/ rompicapo “Memento”) è il migliore in assoluto e spazza via in un solo colpo tutti gli altri compresi quelli tanto vituperati del regista Tim Burton ( che io per inciso reputo appena sufficienti…).
Finalmente un Batman adulto e reale.
Racchiuso in una splendida fotografia e dal susseguirsi di scene frenetiche e di grande impatto emotivo e spettacolare questo oscuro personaggio ha finalmente la cornice che merita.
Combattuto tra un senso di giustizia personale e conservatore ma anche da una stanchezza tutta umanacerca di lasciare il testimone ad altri dopo anni di dure lotte e profonde ferite al corpo e allo spirito.
Perché Batman nelle sue tante vite e personificazione è sempre un uomo.
Voglio ricordare a chi non lo conoscesse bene che è l’unico personaggio Marvel ( forse insieme al Punitore…ne riparleremo!) che non ha superpoteri ma solo una immensa ricchezza ( che gli procurano armi ipertecnologiche), una straordinaria forza fisica e una smisurata sete di vendetta ( quest’ultima poco utilizzata dagli sceneggiatori visto che Bruce Wayne diventa l’Uomo pipistrello dopo l’omicidio a sangue freddo dei genitori diventando una specie di psicotico/giustizialista) e con questo bagaglio pesantissimo si muove in un fine intreccio di bene e male.
Gotham ( la sua città) ormai è preda di un cortocircuito totale che coinvolge Politica, Media, Criminalità organizzata e forze di Polizia.
In questo caos si erge ( mai verbo fu più azzeccato!) la mastodontica e diabolicamente sublime figura del Joker ( interpretato dal superbo Heath Lodger sfortunato attore candidato meritatamente all’Oscar che spero vincerà!!!)
Parlavamo del Joker.
Da solo vale il prezzo del biglietto.
Folle ma geniale, astuto ma fuori controllo, sarcastico ma mai così veritiero trasporta sulle spalle tutto il plot con una verve che difficilmente ho visto in altri cattivi dei fumetti prestati al cinema.
E per un appassionato di fumetti come il sottoscritto è godimento puro.
Mi sbilancio ancora e dico che il buon Batman di Bale è messo completamente in ombra (Ooooppppssss!!!!) dalla carica animalesca e perversa ( quindi attualissima) di uno dei personaggi che meglio dipinge la contraddizione umana del ventesimo secolo.
Se Jack Nicholson vi era sembrato convincente nel primo Batman con questo vi ricrederete totalmente.
Io ho fatto il tifo per il Joker anche se sotto, sotto ho goduto quando le prendeva dal Cavaliere Oscuro.
Voto: 9
Da vedere assolutamente!!!

Storie di ordinaria follia


Ecco una serie di fatti che mi lasciano presagire che la follia abbia ormai contaminato l’intera razza umana ( soprattutto quella “italica”):

A Gardaland un poveretto per sbaglio finisce investito da una giostra morendo sul colpo.
Il parco giochi rimarrà aperto tutta la giornata incurante della tragedia avvenuta poco prima.

In un altro parco giochi del Milanese c’è una giostra che alla modica cifra di un euro mostra il manichino di un detenuto ( raffigurato come una specie di mostro muscoloso e diabolico) che viene arrostito sopra la sedia elettrica. Un’attrazione elettrizzante!!!

Sul litorale di Napoli due bambine Rom che vendono chincaglierie sulla spiaggia decidono di fare il bagno. Una non sa nuotare. L’altra è poco pratica. Finiscono annegate entrambe. I loro corpi senza vita vengono lasciati sulla spiaggia per ore coperti solo di un telo di fortuna mentre gli altri avventori continuano indisturbati a fare il bagno e a prendere il sole. Solo un piccolo diversivo delle loro tanto bramate vacanze!!!

A Vietri sul Mare ( Salerno) una donna di mezza età come tutti i giorni si reca in Chiesa al mattino per ascoltare la messa. La giornata è già afosa e la signora decide di mettere una comoda maglietta a giromaniche senza scollatura in modo da poter sopportare la calura. Entra tranquilla e prende un posto a sedere. Il prete un 53enne dopo aver visto dal pulpito la signora in maglietta si scaglia contro la poveretta davanti tutta la platea massacrandola con una invettiva contro le nudità e il malcostume.
Risultato: la donna finirà all’ospedale per un malore!

A Scafati ( Salerno) c’è un concerto degli Stadio in Piazza a pochi metri dal fiume più inquinato d’Europa ( il Sarno!). All’improvviso una bimba si accorge che l’acqua, già torbida e maleodorante, è diventata di colore giallo! Tutti gli astanti faranno a gara a riprendere l’evento col telefonino per inserire il filmato su YOU TUBE!!! L’inquinamento come spettacolo che fa concorrenza agli Stadio!!!

Che ne pensate???

lunedì 28 luglio 2008

In Campania si legge poco


Secondo uno studio dell'Aie nell'Italia del sud e in particolare in Campania i giovani leggono pochissimo.

Ecco i dati:

Solo il 30,2% della popolazione dichiara di aver letto un libro non scolastico nell'altimo anno:

In questa cerchia ristretta solo il 5,7 ha letto più di un libro al mese.

Il 30% si è fermato tra 4 e 11 libri all'anno.

Il 63% non è andato oltre i 3


Sono dei dati sconfortanti.

L'unica consolazione che ho da questo studio è che io non sono tra quelli che leggono poco.

Per il resto credo che sia un allarme sociale non indifferente.

domenica 27 luglio 2008

Intervista a Franco Buffoni

Articolo tratto dal peridico La Rete e dalla rivista letteraria Segreti di Pulcinella
www.segretidipulcinella.it

L’incontro con Franco Buffoni è uno degli eventi che ti capitano all’improvviso e che poi difficilmente si scordano. Sentirlo parlare di Leopardi e Keats nell’ambito del “Progetto Biblioteca” dove ha avuto un incontro con alcuni alunni dell’Istituto Polispecialistico Statale di Poggiomarino(Na) mi ha riportato indietro nel tempo agli studi classici e alle prime passioni. E poi per chi non lo conoscesse l’Autore è di grande notorietà nazionale e internazionale. Insomma quale occasione migliore per rivolgergli alcune domande…
Sir. Buffoni, se non le dispiace inizierei con una domanda semplice e insieme abbastanza personale. Come ha iniziato a scrivere? Che rapporto ha con la scrittura? Che significati dà al termine “ scrivere”?
Ho cominciato da giovane. Il primo racconto l’ho scritto che avevo otto anni. Diciamo che ci sono nato dentro. Poi il genere letterario è cambiato. Adesso sto tornando alla prosa dopo che parecchi decenni mi sono dedicato alla poesia. Ultimamente ho scritto un paio di libri in prosa (“Guerra”,2005, Mondadori; “Reperto 74”, 2008, Zona editore. Nda.)Mentre ho scritto otto libri di poesia. E’ chiaro che il genere letterario in cui mi sono espresso di più. Poi c’è la saggistica. Che cosa significa la scrittura per me? Non riesco ad immaginare la mia vita senza. Ma la scrittura intesa come studio, intesa come conclusione di un corso di studio e di riflessione che poi ti permette di scrivere quello che uno pensa, quello che uno elabora secondo i canoni di un genere letterario che poi sarà la saggistica, la poesia oppure la narrativa. Quindi direi che il libro come prodotto artistico è proprio l’ultima cosa che ho in mente. Io lo intendo come studiare, come imparare. Poi quando qualche cosa comincia a prendere forma allora diventa un libro. Io ho 60 anni quindi questa operazione col tempo è diventata meno innocente. Sai già che diventerà un libro mentre all’inizio non lo sapevi, questa è la differenza.
Lei vive a Roma…Di fronte al Vaticano. Sono i miei principali interlocutori! ( Risate generali) Con la sua Arte ha però girato tutto il mondo. Ma in Italia L’Arte come la intende l’Autore Franco Buffoni si respira ancora?
Ah certamente! Come fai in Italia a non respirare arte? Lo dicevamo anche stamane. Abbiamo il 70% del patrimonio artistico mondiale. L’Italia è l’Arte. Sono gli italiani che non ne sono consapevoli. Quando saremo consapevoli di questo potremmo apparire al picco del mondo perché le persone colte in tutto il globo desiderano venire in Italia per essere trattati con la dignità di chi viene perché ama il bello. E’ chiaro poi che se questo bello lo presenti male, con il motorino che passa, lo sporco, questo bello insomma glielo scempi… Se noi fossimo davvero attenti al nostro patrimonio, saremmo le persone più felici della terra. Grazie ai nostri predecessori, Greci, Etruschi, Latini, Bizantini etc, abbiamo questa grande fortuna. Dobbiamo solo esserne consapevoli e forse degni.
Ha tradotto per Mondadori poeti romantici come Byron, Keats, Shelley etc. Quali di questi grandi autori sente che ha ispirato maggiormente la sua arte e la sua visione della vita in generale?
Mah! guarda, tre poeti romantici che ho tradotto di più sono Keats, Coleridge e Byron, dove ho fatto dei libri singoli per ognuno. Influenzato? Bah! Tutto il movimento romantico è una miniera di scoperte, costantemente. Però facciamo omaggio a Keats. Ne abbiamo parlato anche oggi. Facendo il nome di Keats non si sbaglia mai.
Si dice che i poeti e gli scrittori ( ma anche i musicisti) siano esploratori di “altri” mondi che suscitano fascino e terrore allo stesso tempo. Lei ha trovato il suo mondo o lo sta ancora cercando?
E’ una bellissima domanda. Proprio l’altro giorno ho fatto un’altra intervista dove riflettevo sulle maturazioni poetiche che, non per tutti gli autori, avvengono nello stesso arco di tempo. Io ho avuto una maturazione poetica e artistica molto lenta. Credo di averla raggiunta dopo i 40 anni. L’ho raggiunta con il mio libro Il Profilo del rosa che esce per Mondadori nel 2000. Quindi avevo 40/45 anni quando lo scrissi. La mia maturazione è stata cadenzata. E’ stato un percorso. Adesso credo di averla raggiunta. Adesso sono consapevole di quello che voglio dire anche in arte. La ricerca non finisce ma ho comunque la consapevolezza di quello che ancora voglio scrivere. Ho il progetto dei miei prossimi libri. Sono consapevole. Senz’altro ho raggiunto la maturità molto tardi. D’altro canto esistono due tipologie di autori. Esistono i geni precoci come Rimabud che a venti anni ha già scritto tutto, Keats stesso e ci sono poeti come W. Stevens che invece dà il meglio di sé a 60 anni. Dipende da tante circostanze. Io credevo che la mia vita fosse più una vita di studio, mi sentivo più uno studioso che un’artista. Adesso mi sento più un’artista che uno studioso. Mettiamola in questi termini.
Io sono soprattutto un critico musicale e questa domanda mi viene automatica: le piace la musica?( Domanda retorica). Con quale tipo di musica accompagnerebbe la lettura dei suoi testi o delle sue poesie?
Non è una domanda così peregrina. Sono molto ampio nei gusti musicali. Vado dal melodramma italiano alla musica contemporanea e non disdegno il Jazz. Per esempio ho imparato l’inglese sulle canzoni d’autore, da adolescente. Sentivo cantautori tedeschi, francesi, e poi allora non c’erano tanti mezzi, tanti ausili e quindi so a memoria tante canzoni proprio perché mi piaceva imparare. Credo che il lavoro che fa un poeta è molto simile a quello che fa un musicista Jazz. C’è questa partitura e poi c’è la crescita. Io quando scrivo poesie mi accorgo che ho un canto nella testa, costantemente. Tanto è vero che se quella intonazione non l’azzecco, non c’è niente da fare, quel testo lo butto via. Non è una questione di metrica ma proprio di intonazione. E se passa troppo tempo non ritrovo poi l’intonazione e quindi il testo…Di solito lei propone le sue poesie con un tappeto musicale…Quando scrivo assolutamente la musica no! Nelle presentazioni si può fare di tutto soprattutto se ti pagano! ( Risate generali!).Quando ero ragazzino suonavo la chitarra dai! ( Ancora risate!) Mio nonno suonava il pianoforte e anche mio padre e mia sorella.Io non ero molto bravo.Ascolto invece tanta musica di vario genere, quando scrivo no! Non può esserci musica nella mia testa. Stacco telefoni, citofoni, tutto.Devo sentire suonare le parole.
Ultima domanda. Sir Buffoni io sono uno scrittore esordiente e un giornalista “senza portafoglio” come tantissimi in Italia. Come giudica la situazione attuale del mestiere di scrivere e se la sentirebbe di dare un consiglio ad un giovane che decide di misurarsi con questo tipo di ambizione?
Scrivere vuol dire tante cose: fare il giornalista su una gazzetta oppure mirare a scrivere letteratura dove ci sono vari generi di consumo: letteratura alta, letteratura di nicchia. Ad esempio io scrivo poesia che è già di nicchia e che tira 3000 copie. Al massimo fai una ristampa. Quando magari fai l’Oscar ( Mondadori) ti stampano ventimila copie etc. Quando sei in moto si procede con tirature più alte. Il pubblico, come diceva Leopardi, è molto crudele.Quindi l’argomento scrittura penso sia così ampio che non possa essere circoscritto ad una risposta unica. Dipende se vuoi fare il romanziere di grande pubblico alla Lucarelli, oppure se vuoi fare il poeta, lo sceneggiatore. Oggi c’è molta apertura verso la sceneggiatura.Credo che la scrittura presenti una gamma infinita di possibilità e tra loro molto diverse, estremamente diverse.
Grazie.

venerdì 25 luglio 2008

X Factor e gli pseudo opinionisti (Pt. II)




La notizia l'ho appresa dalla rivista Metal Maniac e l'ho poi approfondita su diversi blog e siti in internet


E' qualcosa di sconcertante, di clamoroso.


Roberto Tiranti, vocalist tra i migliori in assoluto in Italia e con diverse collaborazioni prestigiose in curriculum ( Gli storici New Trolls, e la power metal band, nota a livello internazionale, denominata Labyrinth) scaricato al provino di X Factor da una quantomeno pazzesca e irragionevoile Simona Ventura.


Lasciando stare la storia in se stessa già ampiamente dibattuta restiamo sul sentiero già percorso precedentemente.


Stannno nascendo dal nulla degli opinionisti da reality e non solo che pretendono di essere considerati anche come specialisti di musica.


Lo abbiamo visto con una delle Chris & Chris ( duo imbarazzante alla disperata ricerca di una valida carriera artistica in Tv) che si presenta su Virgin Radio a "sbrodolare" di Rock anni settanta ( rasentando l'idiozia pura e non abbiamo parlato ancora della sua band).


Lo vediamo adesso con Simona Ventura reinventatasi talent scout di artisti musicali ( e che artisti!!!).


La Simo aveva già fatto un buco nell'acqua con Sanremo ( tra i meno seguiti in assoluto).


Non paga si ributta in questa avventura che credo le abbia più nuociuto che altro.


I commenti in internet e non solo sono negativissimi.


X Factor ( e la Ventura) si permettono di bocciare un vocalist di provata esperienza come Roberto Tiranti mentre promuovono e fanno vincere a mani basse un quartetto clone dei Neri per caso e una cassiera che copia nello stile vocale e anche nel video allegato la cantante soul americana Amy Winehouse.


Imbarazzante incompetenza.


Continuiamo così.


sabato 19 luglio 2008

Come non finire sotto un treno e contattare Striscia la notizia


Domenica 13 Aprile 08 ore 17: 10.
Passaggio a livello pedonale in una delle strada più trafficate di Nocera Inferiore(Sa)
Le sbarre sono chiuse. Il semaforo a lato proietta il colore rosso.
Un gruppetto ( tra cui il sottoscritto!) di persone attende che il treno passi. Alcuni ragazzi, almeno un paio di donne anziane e un uomo abbastanza giovane.
E infatti un treno velocissimo, un intercity, attraversa il campo visivo dei nostri e scompare in pochi secondi all’orizzonte.
Il campo è sgombro.
Le sbarre si riaprono velocemente con un forte cigolio.
Il semaforo a lato diventa verde.
Tutto normale.
Una signora attempata e piena di fretta è già al centro dei binari.
Il resto del gruppo ( tra cui il sottoscritto(2)!) ha appena iniziato a percorrere la banchina di pece che taglia in due i binari dei treni ( ce ne sono almeno cinque).
Tutti sono tranquilli e si sentono al sicuro.
Poi l’urlo colmo di paura:” Il treno! Sta arrivando il treno!”
La signora al centro dei binari con le mani nei capelli sta tornando indietro con una corsa forsennata.
E’ il panico. Il gruppo ( ora si è aggiunto anche un ragazzo in scooter) in preda ad un forte onda di eccitazione ritorna velocissimo al punto di partenza. Io stesso sento il cuore battermi nel petto come un martello.
Riusciamo a metterci in salvo velocemente.
Intanto il treno effettivamente giunto, sta rallentando suonando la sirena di avvertimento in continuazione.
Le sbarre sono ancora aperte. Il semaforo sempre verde.
Mi affaccio sulla banchina per osservare meglio quello che sta accadendo e noto che a pochi metri il convoglio ha quasi del tutto arrestato la sua corsa.
Un altro gruppo di persone ad un chilometro di distanza,ad una altro passaggio pedonale, è stata vittima della nostra stesse disavventura.
Iniziano le lamentele:” Non è la prima volta che succede una cosa del genere. Potevamo finire sotto il treno”.
Qualcuno minaccia denuncie. Il ragazzo sullo scooter gira un video col telefonino per inviarlo a Striscia la notizia. Io scatto una foto e decido di scrivere questo articolo che ora state leggendo.
E’ stata una vera fortuna. Quel pomeriggio poteva essere ricordato per una vera e propria strage.
Alla fine solo una grande spavento e il timore che la prossima volta che si imboccherà quel maledetto passaggio le sbarre potranno di nuovo rimanere aperte mentre un Eurostar superveloce ( e non un interregionale) si avvicina a tutta birra.
Nessuno avrebbe scampo.

I CERVELLONI ASCOLTANO METAL!

Dal quotidiano Repubblica, 23 Marzo, 2007
"Il rock? Musica per cervelloni e i migliori ascoltano il metal"

Uno studio della Società inglese di psicologia presentato ieri all' Università di York ha dimostrato che più si è intelligenti e più la musica si fa dura, anche molto dura. Negli stili di vita dei ragazzi con un quoziente di intelligenza particolarmente alto, per la grande maggioranza dei 1057 giovani del campione tra gli undici e i diciotto anni, le scelte musicali si rivolgono prevalentemente al rock (39% e il 14% è per l' heavy metal), seguito a grande distanza dal pop (14%).
La notizia è vecchia di un anno ma ha aperto un solco.
Le persone che ascoltano musica robusta non sono esseri inferiori col cervello in pappa (vedi il programma di MTV Bevis & Butthead proposto negli anni '90) ma persone intelligenti che sfogano le loro frustrazioni quotidiane, non guardando Amici in tv, ma interessandosi ad uno stile di musica quantomai complesso e ricco di suggestioni letterarie.
Del resto non è nemmeno una novità assoluta in quanto negli anni passati un autore italiano, il giornalista di Metal Hammer Luca Signorelli, aveva stigmatizzato nel suo noto saggio "L'Estetica del Metallaro", la capacità degli ascoltatori del rock duro di "porsi domande enormi rispetto ai loro coetanei, pur non avendo sempre i mezzi adatti per poter rispondere".
Ben venga, quindi un articolo del genere, con l'augurio che finalmente possa fare un po' di chiarezza su una delle scene musicali da sempre bersaglio di scoraggianti moralismi e accuse spesso infondate.


venerdì 18 luglio 2008

DANILOA ARONA - MELISSA PARKER E L'INCENDIO PERFETTO (DINO AUDINO EDITORE - 2007)

Danilo Arona, Melissa Parker e l’incendio perfetto (Dino Audino Editore 2006)

L’ho finito da qualche mese ma un senso di inquietudine e di angoscia serpeggia ancora sotterraneo tra le pieghe oscure dei miei pensieri. Appena letto non ho dormito per un paio di notti.
Erano anni che un libro non mi spaventava e mi assorbiva così tanto. Una frase mi martellava tra la veglia (tanta!) e il sonno (poco!) osservando il lume, precauzionalmente acceso accanto al letto.
“Possibile sia tutto vero?”
“E’ accaduto realmente?”
Partiamo dall’inizio:
lo scrittore alessandrino Danilo Arona, noto ricercatore di fatti misteriosi e paurosi nella sua terra natia ( da lui ribattezzata “Bassavilla”) si imbatte, attraverso una serie di coincidenze quantomeno strane, nella leggenda metropolitana di Melissa, un fantasma che sembra infestare di notte un tratto della autostrada che collega Milano a Bassavilla.

Scavando a fondo scopre che sono state fatte diverse denuncie ai Carabinieri e all'Anas (ed esistono testimonianze quantomeno agghiaccianti ) della presenza del fantasma di una donna (a quanto si dice extracomunitaria, investita da un tir ) che ogni notte attende un passaggio o un aiuto a lato della carreggiata.

Segno distintivi: un giubotto rosso e capelli biondi.

Da qui una serie di fatti che entrano a far parte, tra la cronaca e la fiction, di uno dei misteri più affascinanti che si siano visti di recente nella rete ( terra di misteri per antonomasia)

Il libro, godibilissimo e scorrevole, è strutturato in modo che sembri più un saggio che un vero e proprio romanzo.

L'ho divorato in una sola serata.

Poi la paura e la decisione di accendere un lume sul comodino, perchè le ombre della mia stanza sembravano fin troppo vive.

Sconsigliato agli impressionabili.

Consigliato ai patiti dell'horror soprannaturale.

giovedì 17 luglio 2008

Impronte digitali per tutti!!!


Dal primo Gennaio del 2010 tutti gli italiani avranno le impronte digitali sulla carta d’identità.
Si tratta di un emendamento proposto dal Pdl e inserito nella finanziaria col voto dell’opposizione ( OPPOSIZIONE??? Ormai è una parola che provoca solo ilarità).
Oggi sul quotidiano il Mattino il costituzionalista e docente universitario Michele Ainis ne parla in questo modo: “Rilevare le impronte è particolarmente invasivo ed è percepito negativamente perché rimanda ai passaggi obbligati a cui è sottoposto un detenuto al suo ingresso in carcere. Il rischio è quello di immergerci in uno stato di polizia dove il controllo è totale.”
Lo dice un costituzionalista!!!
Poi d’un tratto, perso nei miei bui pensieri, ho ricordato qualcosa che faceva parte ormai della mia lontana fanciullezza.
Ero un ragazzino e mio padre mi portò al cinema a vedere il primo Rambo.
Da anima pia e ingenua rimasi praticamente scioccato nel vedere il povero John, reduce di guerra e uomo solitario e triste, a cui venivano prese con la forza le impronte da due energumeni che dovevano rappresentare il bene e la giustizia.
Dopo quel film e il piccolo trauma che ne scaturì mi chiesi più di una volta negli anni se anche a me sarebbe mai successo qualcosa del genere.
Ora lo so.
Mi basta attendere un paio di anni.

La strage impunita




Forse penserete che stia esagerando. Forse penserete che il titolo che avete appena letto è un po’ troppo forte e retorico per un blog
E invece no! E’ tutto vero! Ed è costantemente davanti ai nostri occhi distratti dai saldi di inizio stagione oppure indifferenti di fronte alla sorte di un essere di cui , meschinamente, non ci curiamo affatto se sia vivo o morto lì sul ciglio della strada.
La vita continua giusto?
In fondo non è il nostro cane o il nostro gatto che invece dorme beatamente a casa, oppure si tratta solo di un “randagio in meno” e i problemi così si risolvono più facilmente per tutti.
Troppo facile! Troppo grave!
Per ragioni personali percorro almeno un paio di volte al giorno le strade che collegano Sarno con Nocera inferiore a volte imboccando la vecchia via Lavorate e a volte invece la Provinciale Amendola che costeggiando la piccola frazione di Casatori (S. Valentino) sbuca direttamente a Nocera.
Lo spettacolo non cambia.
Oggi santo giorno per il sottoscritto è un bollettino di guerra.
Le strade già di per se un groviglio di fossi, pozzanghere paludose, segnaletica assente o rimaneggiata e altre amenità registrano soprattutto la presenza ( dipende soprattutto dalla crudeltà dell’individuo) di corpi martoriati, sanguinanti, maciullati, in avanzato stato di decomposizione.
A volte è anche difficile stabilire di che animale si tratti visto il modo quasi sadico in cui vengono ridotti dalle auto.
Allora mi chiedo: “Sarà stato un incidente? Un automobilista distratto/a che non ha fatto in tempo a frenare di notte vista anche l’esigua illuminazione?”
Poi un vocina nella testa, dura e spietata insieme, mi risponde che da Lunedì ho contato già cinque cani e due gatti e non siamo nemmeno a sabato e qualcosa comincia a serpeggiare nei miei pensieri più reconditi:
un presentimento di sventura e di terrore.
“E se qualcuno lo facesse apposta? Possibile esistano persone ( magari qualcuno che conosco e con cui ho rapporti di amicizia, vicinato o soltanto di semplice cittadinanza) che vedendo attraversare un animale davanti al paraurti non si fermino di proposito? Possibile si tratti di un gioco sanguinoso e beffardo che ogni giorno vede esseri viventi, deboli e indifesi spiaccicati in una squallida strada di periferia; animali la cui unica colpa è quella di non appartenere a nessuno, di non avere nessuno che si prenda cura di loro?
Un po’ di dati per gli scettici:
Secondo L’Ente Nazionale Protezione Animali (osservatorio sui maltrattamenti degli animali) la Campania è la nona regione in tutta Italia dove sono stati perpetrati e documentati casi di maltrattamenti di animali ( la prima è l’Emilia Romagna). Invece per quanto riguarda il solo territorio campano troviamo Salerno (che bello!) come la prima provincia dove sono documentati più casi “gravi” seguita da Napoli e Caserta. Questi dati fanno riferimento al solo 2004 ma visto che il 2008 è alle porte credo (anzi ne sono sicuro visto che anch’io ne sono testimone) che le cose non siano migliorate da allora…
In percentuale sono i cani quelli che vengono colpiti con maggiore crudeltà e sadismo.
Secondo le Norme del Codice Penale “TITOLO IX-BIS - DEI DELITTI CONTRO IL SENTIMENTO PER GLI ANIMALI”:
Art. 544-bis. - (Uccisione di animali). - Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi.
Art. 544-ter. - (Maltrattamento di animali). - Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da tre mesi a un anno o con la multa da 3.000 a 15.000 euro.La stessa pena si applica a chiunque somministra agli animali sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi.La pena è aumentata della metà se dai fatti di cui al primo comma deriva la morte dell'animale.
"Art. 727. - (Abbandono di animali). - Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l'arresto fino ad un anno o con l'ammenda da 1.000 a 10.000 euro.Alla stessa pena soggiace chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze".
Spero che questo articolo aiuti a far luce sugli insani comportamenti di singoli idioti ( Pensateci bene prima che per voi si spalanchino le porte di un carcere…) e li facciano desistere da questo tragico gioco di morte e perversione ingiustificabile e nello stesso tempo dia il coraggio alle persone oneste di denunciare qualsiasi abuso o violenza di cui siano testimoni. Solo così questa ennesima piaga sociale riceverà degna attenzione da parte di tutti.
Ne riparleremo ancora!!!!

mercoledì 16 luglio 2008

Telepatia con i deceduti!!!


Ebbene sì!!!

La pubblicità è l'anima del commercio e quindi bando ai dubbi e alle incertezze e parliamo del mio primo romanzo breve Horror/ Noir "Telepatia con i deceduti" edito da Ibiskos Editrice Risolo di Empoli nel Gennaio 2008

Una bella recensione la trovate qui:



La scheda del libro invece qui:



Nuove ed eventuali nel prossimo post.

Virgin Rock Radio e gli pseudo opinionisti!




L'apertura di Virgin Radio è stata una manna dal cielo. Finalmente una radio che trasmette rock e affini 24 ore su 24. Ovviamente non è tutto oro quel che luccica e insieme a band grandiose come Guns'n'Roses, Metallica, Skid Row, Motley Crue ( insomma la storia del rock) volano sull'etere anche cose decisamente più "pop" che fanno venire lo zucchero nel sangue.


Finito qui? Niente affatto. E' iniziata da poco tempo una rubrica di storia della musica.


Paola Maugeri di Mtv invita in studio ospiti a sorpresa per commentare dal vivo i gruppi che hanno fatto la storia del Rock. Dopo alcune puntate buone con ospiti che non solo ne capivano ma che snocciolavano gustosi aneddoti da veri e propri fan di un preciso periodo storico oppure di un genere preciso( Le Vibrazioni, Negrita etc.) l'altra sera in auto accendo la radio e mi becco Cris veejay di Mtv, fotomodella ed ex partecipante dell'isola dei famosi che sproloquia di Black Sabbath e Ozzy Osborne! Cosa da farmi precipitare in un burrone con tutta l'auto.


La tipa che si è fermata decisamente negli anni ottanta in termini di linguaggio e cultura musicale mischiava il pubblico metal con quello punk e dark usando terminologie obsolete anche per Pippo Baudo mentre la Muageri definiva la band "una banda di sconvolti".


Ci mancava solo Ozzy che mangiava il pipistrello e la sagra dell' ovvietà e del cattivo gusto era piena.


Mi chiedo: cosa c'entra una modella ( che poco e niente sa di vero rock e non fatemi la menata della veejay che mi metto ad urlare...) con il rock anni settanta?


Possibile che in Italia i Black Sabbath siano ancora sinonimo di gente sconvolta e forse drogata?


E questo il trattamento che La Virgin dedica ai grandi della musica ( lo sanno anche i bambini che grazie a questo mitico gruppo sono nati una serie di sottogeneri tutt'ora sulla cresta dell'onda).


Comunque una bella notiza:


La nostra brava Cris ha formato anche un gruppo rock definito dalla Maugeri ( lei si che se ne intende...) come "grandiosi"


Ora siamo alla frutta.