lunedì 19 maggio 2014

MERCYFUL FATE - TEATRO ESPERO (ROMA 24/02/1984)



Il 24 Febbraio del 1984 il buio cala sulla Capitale. 
Nella città dove risiede il Papa e chiese e basiliche si ergono maestose da secoli come simbolo assoluto del potere spirituale della chiesa, approda il “Re delle Tenebre” per antonomasia: un misterioso figuro che si fa chiamare King Diamond. 
Parliamo della prima calata in terra italica dei gloriosi Mercyful Fate, band danese che aveva da poco pubblicato il suo debut album: “Melissa”. 
Il Re Diamante con il suo orrorifico campionario di ossa umane, teschi, torce, croci che ardono e facepainting in odore di satanismo, incute atavici timori sull’impreparato pubblico romano, e leggende e dicerie alimentano già da tempo la sinistra fama del musicista nordico. 
Qualcosa di terribile potrebbe accadere durante il concerto, tutti lo pensano, e le profezie di sventura non saranno disattese. 
Claudio Nigris, mastermind dell’ormai storico progetto Dunwich (Ne ho parlato ampiamente nei miei libri Horror Rock e Sub Terra) all’epoca è un ventenne appassionato di Rock & Metal che non si perde un concerto. 
Con il suo gentile contributo (e lo ringrazio pubblicamente per la sua grande disponibilità e pazienza) di seguito troverete un suo vivido resoconto sul primo leggendario live dei Mercyful Fate a Roma non lesinando aneddoti, curiosità e qualche “scoop” che rendono questa intervista una delle migliori mai pubblicate su questo blog e insieme un documento di grande valore e dai contenuti (E foto tratte dal concerto) totalmente inediti. 
Un viaggio nel passato di grande fascino storico e emozionale. 
Buon viaggio…Nel buio.  

Come si era preparata la città di Roma alla prima calata dei Mercyful Fate nel Bel Paese?

C'era enorme curiosità, i Mercyful Fate dopo l’esordio con paio di demo tape e lo stupendo Extended Play “Mercyful fate (Rave-on-Records), nel 1983 avevano appena pubblicato quello che oggi è considerato l’autentico capolavoro del genere Metal chiamato Melissa ( Roadrunner Records). Un opera avvolta da una musicalità potente, cupa e sinistra che sembrava riportarti in un fantasmagorico universo popolato dalle stesse fantastiche creature dipinte dal grande pittore olandese Hieronymus Bosch o, addirittura, prese in prestito da "la visione di Faust" del pittore spagnolo L. R. Falero (tanto per citarne un paio). I bellissimi fraseggi chitarristici di Hank Sherman e Michael Denner , degni dei migliori Judas Priest , intarsiavano infatti, come se dipingessero su una tela, sferzanti e ruvide pennellate sonore dove la parte ritmica, ossessiva e martellante di Kim Ruzz e Timi Hansen al basso, sembravano come officiare a un sabba infernale. Su tutto regnava infine l’originale figura carismatica di Kim Bendix Petersen, meglio conosciuto con il nome di King Diamond, che incarnava, in tutta la sua “malvagità”, la figura dell’oscuro sacerdote; dichiarando, tra l'altro, di possedere addirittura le ossa della strega Melissa (arsa sul rogo). Sicuramente l’immagine vincente dei Mercyful fate, per molti versi , era proprio da attribuire al particolare e fascinoso modo di cantare stridulo di King Diamond; basato su un falsetto seguito da un tono abbastanza rauco e sofferto, una dualità innovativa per l’epoca. Inoltre, l'inconfondibile make up (una sorta di Corpse paint, in voga in quegli anni) gli conferivano un aspetto cupo e teatrale (già visto con Kiss, A.Cooper, primi Slayer etc). Per quanto riguarda ancora la musica proposta dai Mercyful Fate ricordiamoci che siamo nel 1983 e quell'anno di sicuro non fu facile confrontarsi con opere del calibro come : Alcatrazz (No Parole From Rock N' Roll), Dio (Holy Diver), Metallica (Kill 'Em All), Mötley Crüe (Shout at the Devil), Queensrÿche (Queensrÿche), Quiet Riot (Metal Health), Satan (Court in the Act), Savatage (Sirens), Slayer (Show No Mercy), Manowar (Into Glory Ride), Tokyo Blade (Tokyo Blade), Virgin Steele (Guardians of the Flame), Venom (At war with Satan), Bathory (Bathory), Judas Priest (Defender of the Faith), Celtic Frost (Morbid Tales), Sodom (In the Sign of Evil), Iron Maiden, Ozzy Ousborne etc. L'ambiente musicale Romano era quindi in grande fermento per questa incredibile occasione di vedere dal vivo questi cinque Danesi che sembrava avessero scritto nuove pagine nel libro oscuro dell’Heavy Metal.

 
Il concerto fu pubblicizzato a dovere? Ci furono gruppi italiani che suonarono di supporto?

Se non ricordo male, tutto iniziò con un sondaggio (Autunno 1983) dove una famosa rivista, in cui si parlava di Heavy Metal, chiedeva ai propri lettori: chi fra Manowar (mi sembra fossero loro) e Mercyful fate sarebbe stato interessante vedere dal vivo. Chiaramente, la scelta andò, a furor di popolo, proprio ai Mercyful Fate. Quindi, dopo qualche mese, fu dato l'annuncio che i Mercyful Fate sarebbero scesi sul suolo Italico addirittura per sei date (Milano, Udine, Firenze, Imola, Roma e Napoli). A Roma credo fosse previsto un gruppo di spalla (forse erano i Thunder?), ma alla fine non se ne fece nulla.  

Quale fu la location del concerto?

I Mercyful Fate suonarono al Teatro Espero il 24 febbraio 1984 (30 anni fa). Oggi il teatro Espero non esiste più e al suo posto c'è una sorta di centro di bellezza (riforniture per parrucchieri). Curioso che fu scelto proprio il teatro Espero, il nome con il quale i Romani identificavano il pianeta Venere quando al tramonto era visibile in cielo. Curioso ancora che lo stesso Pianeta Venere, al mattino invece, veniva chiamato (sempre dai Romani) anche Lucifero in quanto anticipatore della luce solare, Lucifero, infatti in latino significa portatore di luce. Il Re Diamante?

Quante persone parteciparono all'evento?

All'evento si presentarono moltissime persone, il teatro era pieno, gremito da una folla "assatanata" (passatemi il termine) che in alcuni momenti bestemmiava a ripetizione quasi fosse una nenia malvagia; interrotta, ogni tanto, solo da "refrain" di famosi brani metal. L'atmosfera era molto elettrizzante e noi eravamo tutti carichi di adrenalina.  

So che negli anni '80 King Diamond era considerato un satanista praticante e soprattutto girava voce che portasse sfiga. Questa cosa creò problemi per lo show? Ci furono tentativi di annullare il concerto da parte del Vaticano?

Nei primi anni 80 erano tantissimi i personaggi Metal con cucita addosso l'etichetta di "satanista" anche per ovvie ragioni artistiche (soprattutto pubblicitarie); qualcuno poi non si fece proprio una bella immagine di se immortalandosi davanti all'obiettivo fotografico con il sommo papa nero della chiesa di Satana Anton Szandor LaVey (vedi il nostro Re Diamante). In quegli anni nella scena romana moltissimi metallari non volevano nemmeno sentir pronunziare il nome dei Mercyful Fate, figuriamoci ascoltarli, per esempio, in una sala prove dove si raccontava accadessero episodi di sfortuna nera verso apparecchiature elettriche a causa loro. Altre persone (immagino) avevano in forte antipatia l'atteggiamento e il look di King Diamond solo perchè lo giudicavano molto pacchiano e spudoratamente ricopiato ad altre Star del metal (ricordate la diatriba con Gene Simmons per il Make Up). Tentativi di far cancellare la data non ci furono, ma sicuramente al concerto vennero anche personaggi dalle intenzioni non proprio amichevoli nei loro confronti.























Durante il concerto ci fu un incidente che bloccò il live per oltre mezz'ora. Mi puoi raccontare i retroscena?

Ci vorrebbe un libro solo per raccontare tutti i fatti di quella serata che fu caratterizzata proprio da un "fastidioso" incidente che bloccò il concerto per una mezzora abbondante. In pratica dalla galleria del teatro un tizio (con qualche problema) all'improvviso scaricò verso il palco l'intero contenuto di un estintore causando un grosso panico tra il pubblico, fermando di fatto il concerto. Ovunque c'era un atmosfera quasi irreale, non si vedeva più nulla, sembrava fosse calata una pesante nebbia fatta di un fumo denso, eravamo quasi tutti coperti di una specie di sabbia e la gola bruciava. Ma, poco dopo, la professionalità dei nostri EROI (eh si! "the show must go on") fece si che i Mercyful Fate tornarono di nuovo sul palco INFIAMMANDO il pubblico con molta più grinta. Poco prima del "fattaccio" il Re Diamante, ricordo bene, aveva una torcia in mano e chiedeva in continuazione se la croce posta sul palco dovesse bruciare (una scenografia messa da loro). Sotto al palco si sentiva bestemmiare, urlare e alcuni sembravano come posseduti per come si dimenavano; La scena era tutta accentrata su quel ghigno illuminato dalla fiamma della torcia. Posso assicurarvi che ancora oggi è stato il più bel concerto che abbia mai visto; un emozione UNICA. Indimenticabile. Ascoltare quella musica così oscura, la voce del Re Diamante dal vivo con quel look composto dal mantello pieno di simboli occulti, quelle OSSA che componevano il microfono, ero giovane, avevo quasi 20 anni e certe scenografie con quel tipo di musica fanno sul serio un grande effetto. Altri episodi della serata era il continuo sussurrare (come nell’ 'aria di Giocchino Rossini nel barbiere di Sivglia "La calunnia è un venticello" un rincorrersi continuo di voci sulla presenta omosessualità di King Diamond che, addirittura, aveva fatto delle proposte sessuali a "qualcuno" dietro le quinte causando commenti tutt'altro che simpatici. Ma tutto questo non riuscì a rovinare la storia di un concerto che ancora oggi giudico leggendario.















Sarei curioso di conoscere la scaletta dei Mercyful Fate e quanti brani furono suonati? Don't Break the Oath se non erro era uscito da poco…

Chiedi troppo alla mia memoria, forse suonarono più di una decina di brani, quasi tutti ripresi da Melissa, dall'EP Mercyful fate e (forse) un brano dal capolavoro "Don't break the Oath" che uscì qualche tempo dopo (settembre 1984).  

Vorrei conoscere le tue impressioni personali su questo live e se a distanza di trent'anni può essere considerato come leggendario?

Parlare di concerti leggendari mi fa ripensare ai primi anni 80, ai mitici concerti del Marquee di Londra, Donington, Reading etc dove spesso iniziava la carriera di artisti che hanno scritto le pagine più belle della storia del Metal. Ripenso anche al fantastico concerto di Frank Zappa (Roma 1982 ) dove c'era un giovanissimo Steve Vai alla chitarra elettrica o, ancora prima, sempre a Roma nell'estate del 1980 a Castel S.Angelo dove i Kiss, con supporto gli Iron Maiden (per la prima volta in Italia), suonarono non molto distanti dalla Basilica di S.Pietro. Ecco, quando ripenso a quel favoloso concerto dei Mercyful Fate mi rendo conto di aver assistito a uno di questi eventi leggendari. La sensazione di essere stato testimone di un qualcosa che fu veramente unico nell'epoca in cui avvenne.


































Nel 1984 il Metal era un genere che si stava imponendo con la forza in tutto il mondo. Quale fu l'impatto dei Mercyful fate sul suolo italico? 

I primi anni ottanta si sono distinti, grazie alla spinta energica e innovativa della NWOBHM (New Wave of British Heavy Metal ), come una grande panacea verso un genere musicale che iniziava a perdere il favoloso smalto di un tempo. Menzionare ora tutte le grandi band dell’epoca , che con la loro musica sono state un vero è importante viatico per i giovani musicisti Italiani sarebbe arduo dato l'enorme numero. Ma tra le tante proposte musicali che in quel periodo più entusiasmarono i giovani "metallari" Italiani, posso menzionare tranquillamente i Mercyful Fate per l’eccellente proposta musicale così accattivante nella sua atmosfera sulfurea che riusciva a rendere "moderne” tematiche occulte unendole a sonorità rese immortali da band come i Black Sabbath, Coven, Black Widow etc. Nessuno inventa niente di nuovo per carità, l'importante però è come viene riscritto, interpretato e quindi riproposto in una nuova veste. Menziono volentieri, a questo punto, per fare un esempio, il gruppo inglese degli Hell (1982) tornati, dopo decenni di inattività, con un lavoro che non aggiunge nulla di nuovo, ma riscrive con i giusti colori, armonie e liriche un genere musicale che riesce sempre a rinnovarsi con stupore (altro esempio i Ghost B.C)  

Un anno dopo i Mercyful Fate decisero di sciogliersi. Durante il live avevi captato qualche problema personale tra il Re Diamante e il resto della band?

 Ero solo uno dei tanti spettatori quella serata e sul palco ognuno di loro si esibì con vera maestria, non ricordo quindi di aver notato dissapori o strani atteggiamenti tra loro. Erano tutti concentratissimi e, anzi ricordo con piacere, Hank Sherman impegnato in uno splendido solo che finì nelle immortali noti della marcia alla turca di Mozart strappando moltissimi applausi. Se tra loro, ripeto, ci fossero state delle incomprensioni o altro nessuno di noi se ne accorse e nessun giornale o fanzine scrisse qualcosa in proposito. Probabilmente, azzardo, serpeggiavano già le differenti scelte di stili musicali tra lo stesso Hank Sherman e King Diamond. Mi riferisco ai "discutibili" Fate di Hank Sherman dopo lo scioglimento a cui rispose King Diamond (ormai solista) con il monumentale capolavoro "The Fatal Portrait" dove i 3\5 erano gli stessi Mercyful fate (Denner, Hansen e King Diamond) con un sound molto in linea con i precedenti lavori.

Grazie mille.

1 commento:

Baldovino II ha detto...

Nella notte dei tempi , l'episodio dell'estintore a quanto avessi realizzato allora (penso la verità)
era stato il gestore del Cinema ad usare estintore dopo che King Diamond aveva dato fuoco alla croce sul palco...fuggi fuggi e per fortuna senza incidenti.....