domenica 12 maggio 2013

LA CASA - FEDE ALVAREZ (REMAKE, 2013)


































Approfittando della Festa del Cinema (tutti i film a 3 euro, 3D a 5 euro), mi sono gustato alle quattro del pomeriggio, in un cinema praticamente (e meravigliosamente) deserto (io, un signore distinto e due coppie in religioso silenzio), il remake(?) di “Evil Dead” di Sam Raimi.
Partiamo da lontano: ultimamente sembra che il cinema americano di genere abbia riscoperto uno dei suoi pregi essenziali, quello di turbare, scioccare e possibilmente terrorizzare l'incauto spettatore. Una pellicola come “Sinister” di Scott Derrickson, uscita sempre a Marzo di quest'anno in Italia, aveva già creato un interessante precedente.
“La Casa” di Fede Alvarez (praticamente un esordiente!) con la supervisione dell'attento Raimi, è un altro passo decisivo in tal senso. Si torna dove tutto era iniziato 30 anni prima: il cottage in mezzo alla foresta, la natura spettrale e minacciosa e cinque ragazzi pronti a misurarsi col demone evocato dal Necronomincon (Parolina magica che nel film di Alvarez sorprendentemente scompare).
Qualcosa è cambiato: non si tratta di cinque giovani spensierati (retaggio tipicamente ani '80, ripreso magistralmente in “Cabin Fever” di qualche anno fa), distratti da un weekend in campagna, prima di misurarsi con l'Orrore. Viviamo tempi duri, dove le anime più deboli sono corrotte dai vizi e dai demoni personali. Alvarez tramuta gli eroi del primo film in drogati, alienati e corrosi dai sensi di colpa e dall'egoismo personale. Lo specchio, contorto ma veritiero, di una generazione che nasconde le proprie inquietudini nell'apparenza “fashion” di giubbotti di pelle e magliette degli Mc5.
Ma al Demone del bosco queste cose poco interessano: le anime non hanno colore né sapore. Le brama dall'alba dei tempi (o dal 1981, restando nei canoni cinematografici) e per poterle avere deve prima massacrare la carne e poi annullare completamente la loro umanità.














La bellezza giovanile sfiorisce nella carne martoriata e sanguinolenta e negli arti mutilati e putrefatti, e il termine “splatter” (Antico quanto il demone di celluloide) ritorna prepotente per chi ha vissuto quella parentesi del cinema horror.
Solo un esordiente può permettersi tanto ed è la sua carta vincente!
Manca qualcosa: l'uomo feticcio, l'icona intramontabile colma di ironia e di “action” memorabile. Parliamo di Bruce Campbell a cui viene dedicato uno “strano” tributo nei titoli di coda. Troppo pericoloso misurarsi con il Mito; si rischia di essere annullati all'istante da una luce troppo forte, troppo accecante e il duo Alavarez/Raimi preferisce guardare al futuro, misurandosi con espedienti e attori diversi.
Unico feticcio rimasto: la sega elettrica! Incontrastata e fulgida protagonista di una delle scene più belle di tutto il film.
Siamo di fronte a un altro passo decisivo verso L'Horror duro e puro, lontano mille miglia da quelle saghe zuccherose e fintamente orrorifiche (Chi ha detto “La Madre”?) che sinceramente hanno rotto le balle!
A conti fatti, promosso!

P.S. A breve la recensione anche del controverso "The Lords Of Salem" di Rob Zombie.

3 commenti:

Nick Parisi. ha detto...

Non l'ho ancora visto, ma dai commenti in giro mi sembra veramente che Alvarez sia riuscito a non perdere il confronto con l'originale.

Donata Ginevra ha detto...

tre sole parole: bello bello bello! sia la rece, sia il film :)

EDU ha detto...

@Nick
è un film carnale e potente che difetta di alcune ingenuità ma a conti fatti una buona visione.

@donata
Grazie cara :)