lunedì 20 giugno 2011

L’ONDA - DENNIS GANSEL (2008)

Titolo originale: Die Welle
Regia: Dennis Gansel
Attori: Jürgen Vogel, Frederick Lau, Max Riemelt, Jennifer Ulrich, Christiane Paul
Genere: Drammatico

SinossiRainer Wenger, insegnante di educazione fisica con un passato da anarchico rockettaro, per spiegare ai suoi studenti liceali il concetto di autocrazia li coinvolge in un esperimento di “regime dittatoriale” fra i banchi di scuola. Per una settimana dovranno rispondere al rigido sistema disciplinare di “Herr Wenger”, conformarsi ad un codice di abbigliamento e lavorare assieme in un'ottica di organismo gerarchico, isolando o reprimendo eventuali dissidenti. In pochissimo tempo, i ragazzi scoprono uno spirito di cameratismo vincente, dominano le proprie insicurezze e paure attorno alla figura del carismatico “cattivo maestro” e si sentono legittimati ad animare atti di violenza e vandalismo, in un'operazione che arriva presto a fuoriuscire dalle mura dell'edificio scolastico. (My Movies)

ConsiderazioniÈ quantomeno lampante come il cinema tedesco sia ancora fortemente legato al suo passato storico e politico, decodificato attraverso la finzione dell’”esperimento” che volente o nolente avrà sempre tragiche conseguenze sui partecipanti.
Se ci pensiamo bene il concetto di sperimentazione del potere che ha effetti devastanti sia che per chi lo usa che per chi lo subisce, era già un tema base del buon “The Experiment” (2001). Ma il film di Oliver Hirschbiege non aveva ambizioni di critica sociale (o politica) ma solo quello di ricreare il claustrofobico e asfissiante panorama dell’esagerazione e della violenza, legata a subdole gerarchie e alla sopraffazione del più debole.
Qui si va ben oltre, intaccando le istituzioni scolastiche e la gioventù deviata e confusa del ventunesimo secolo.
Rainer è un professore rockettaro e un ex squatter anarchico, cha dopo gli studi ha riscattato la sua vita attraverso lo sport e la competizione. Finalmente ha l’occasione di spiegare ai suoi studenti il concetto di Anarchia che tanto gli appartiene ma dopo alcune dispute organizzative finisce a parlare di autocrazia o meglio ancora di dittatura.
Ho sempre pensato che certe ideologie e certi estremismi attecchiscono meglio là dove vengono in un primo momento criticati e combattuti. Reiner da prova di questo, finendo per coinvolgere i suoi svogliati e annoiati studenti in un gioco pericoloso di rispetto e ordine, disciplina ed estetica del potere assoluto.
Il male attecchisce subito, ma non siamo più nella Germania degli anni ’40, bensì in un paese fortemente “americanizzato” e tutto sommato senza identità.
E allora i figli della nuova Germania mischiano il saluto quasi nazista con la cultura hip hop, il delirio autodistruttivo tanto caro a “I Ragazzi dell Zoo di Berlino” (ad un tratto sembra di rivivere le stesse atmosfere…) a un desiderio di unione che più che unire come sempre, divide e falcia i suoi predicatori.
Il dramma finale sarà prevedibile perché la morale tedesca (mischiata con l’arte del cinema o meno) non permette di “giocare” o sperimentare con il lato oscuro del popolo tedesco, con quei fantasmi del reich, anche se stipati e ridicolizzati in una squallida aula di periferia.
Sarà, come sempre, la disfatta, il dolore, la morte.
Come lo è stato nel passato e come lo sarà ancora nel futuro.
Gansel costruisce un ‘operetta morale, che come tutti i lavori simili, volteggia placidamente tra il sublime e il ridicolo. Fate voi i conti…

16 commenti:

Nick ha detto...

I tedeschi non riescono a venir fuori dal loro passato, e del resto come si fa? Troppi dolori, troppe morti. Un ombra che continua a mangiare le coscienze di un intero popolo.
Di "Onde" ne abbiamo viste troppe in Europa e la sensazione che provo è che non ne siamo ancora fuori.

Eddy ha detto...

Questo film mi ha turbato fin dal primissimo minuto. Lo ricordo molto bene e dovrebbe essere proiettato nelle nostre scuole superiori per il profondissimo insegnamento che si trae. L'onda malvagia che riesce a costruire il regista senza mostri, streghe e fantasmi è da oscar. Mi è piaciuta da morire la recitazione dei ragazzini.
E intanto noi facciamo "i liceali"...
Se i risultati artistici tedeschi sono questi (come anche "the experiment") ben vengano queste pustole da grattare.

Alicesu ha detto...

Appunto, un'operetta morale... Molto didascalico e superficiale, nonostante le migliori intenzioni.

Anche perché il nazismo non è stato solo quello. Non era solo un branco di esaltati accecati dall'odio... c'era anche quello, per carità, ma non era solo il far parte di un gruppo. In questo senso mi è sembrato un film troppo "facile" e manicheo.

EDU ha detto...

@Alicescu

ATTENZIONE! Quando parlo di operetta morale parlo del film come prodotto artistico in sè che ha cmq un messaggio (più o meno riuscito) da veicolare al pubblico, non come riabilitazione di un concetto e di un fatto storico, il nazismo, che aborro con tutto me stesso. Il messaggio di Gensel è chiaro in proposito. Il nazismo è il male e puoi ripresentarsi in qualunque modo anche nelle forme più strambe. Non c'è riabilitazione che tenga...mi permetto di dissentire fortemente su qualsiasi forma di pensiero o teorizzazione che voglia dare valenze positive là dove non ci sono. Come esiste il bene, esiste anche il male. E' ora di fare distinzioni nette in proposito.

Alicesu ha detto...

Non ci vedo nemmeno io una riabilitazione del fatto storico (quando l'ho scritto?). Semmai una rivisitazione del fatto storico in se stesso, rendendolo il "male", citandoti, senza attribuirgli nessuno spessore sociale (se non quello delle pecore prive di un punto di vista o simili).

Personalmente, aborro il nazismo (ma aborro anche altre forme di violenza totalitarie che sono state cancellate dai libri di storia, considerate quasi di serie B, a quanto pare) ma non lo estrapolo dalla sua forma (dis)umana. E no, i nazisti non sono il male intesi come mostri diabolici con le corna da esorcizzare. Sarebbe anche ora di capire cosa fosse il nazismo, chi erano e che facevano tutti quei nazisti che non portavano il fucile al collo e via dicendo. Un'intera nazione (più di una nazione, in verità) non diventa pura cattiveria da un giorno all'altro e di certo non lo diventa a causa di un gruppo cui vuole aggregarsi.

Infine, non credo nei concetti manichei di male e bene, sono solo vocaboli semplicistici che bollano persone, accadimenti, periodi storici, e che non permettono un'analisi accurata di qualsivoglia faccenda.

EDU ha detto...

Alicescu,
secondo me stiamo andando fuori topic a sto punto.
Il film di Gensel lancia un messaggio chiaro che io condivido. E' un film e come tale va visto e interpretato, apprezzato o detestato.
Per tutto il resto, non penso che questo blog sia il luogo giusto per intavolare discussioni su cosa sia giusto e cosa sia sbagliato nel nazismo, su cosa sia bene e cosa sia male, su chi sia colpevole e chi sia innocente.
Io ho dato il mio parere condivisibile o meno. Del resto il concetto di male (manicheo o meno) è vecchio quanto l'uomo e ognuno tende a darne una sua visione più o meno condivisa.
Per i tuoi dubbi o la tua analisi non penso di essere la persona adatta, sorry.

Alicesu ha detto...

LOL, ho solo risposto al tuo ATTENZIONE!
Dubbi e analisi ne ho, com'è giusto che sia, ma non avevo intenzione di sviscerarli qui... il topic era su un film che distruggeva il nazismo, non è che io abbia sviato l'argomento e abbia parlato di astrofisica...

Comunque prendo atto e tolgo il disturbo.
Ciao!

TIM ha detto...

giseste
Nonn voglio dare giudizi sul nazismo o qualsivoglia "democrazia di uno". Il film non lo conoscevo (sono io molto distratto o in tv non mandano mai pubblicità su cose del genere) ma mi sembra che possa essere interessante guardarlo anche solo per vedere il discorso di dinamica di gruppo di come (su alcuni temi) è facile un coinvolgimento emotivo fino all'esperienzalizzazione estrema dello stesso.
Temistocle

EDU ha detto...

Alicescu,
non volevo assolutamente censurare i tuoi dubbi o la tua analisi. Volevo solo chiarire la mia posizione visto che sul web è facile demonizzare anche al contrario (magari poche parole scritte velocemente). E credimi per quello che mi occupo è più facile di quanto tu pensi.
Hai tutto il diritto di mostrare il tuo pensiero e nei limiti del possibile io ho cercato di dare una risposta più sincera possibile.
Questo per dirti che non ti ho demonizzato e se ho capito male le tue parole ti chiedo scusa.
Passa quando vuoi a commentare...grazie mille. ^__^

EDU ha detto...

@TIM & NOCK

Avete centrato il punto della discussione. L'Onda è un movimento giovanile,e come tale ha ingenuità e errori macroscopici.
E da errori del genere possono nascere "mali comuni" (cambiamo definizione).
Il film di Gensel è un avvertimento più o meno riuscito a mio parere.

gian_74 ha detto...

Il film mi è piaciuto e l'ho trovato tutt'altro che didascalico o superficiale. Anzi, credo che abbia rappresentato in maniera eccellente concetti tutt'altro che semplici come la "manipolazione di regime" o il senso di "potere di appartenenza a un gruppo". Io lo farei vedere a scuola.

EDU ha detto...

*Nick (scusa ^__^)

EDU ha detto...

@Eddy

Indubbiamente ha una portata e una valenza molto ampia ma io credo che i movimenti totalitari in genere (Alicescu su questo ha ragione) sono tutti pericolosissimi.
Forse dovremmo spostare il baricentro del discorso non solo verso il nazismo ma verso altri esempi che ci sono di sicuro.

EDU ha detto...

@Gian

Come ho scritto nella rece il messaggio è forte e condivisibile. Forse verso la fine si sposta verso una retorica comune e il finale drammatico è quantomeno prevedibile.
Ma il film merita sia chiaro.

CyberLuke ha detto...

Mi sembra interessante, anche se a toccare certi temi c'è sempre ad rabbrividire, per un motivo o per l'altro.
Ma esce al cinema? O in home video?

EDU ha detto...

@Cyber

In dvd penso si trovi facilmente ma non so se è passato per i nostri cinema. E hai ragione il tema è molto controverso.