venerdì 6 novembre 2009

LA SETE – 15 VAMPIRI ITALIANI (CONIGLIO EDITORE - 2009)

Mentre leggevo questi 15 racconti di autori noti e meno noti del foltissimo panorama letterario di genere ( inteso sia come narrativa che come fumetto) avevo in testa un tipo di musica particolare che sembrava calarsi a pennello nel contesto generale: quella dei CRAMPS.
Il Rockabilly passato al tritacarne della Dark Wave così come recita una famosa definizione del sito Onda Rock.
Nel caso di La Sete, parliamo di un’ironia post-moderna ( che molto spesso sfocia nel nichilismo esistenziale e nel sesso come valvola di sfogo che poi è solo violenza in “altre forme”) affogata nell’immaginario Dark Wave del Vampiro di nero vestito e inesorabilemente dannato, anche se con qualche variazione (orrorifica) sul tema.
E’ il caso dei racconti, “Tu mi fai sangue” di Cristiana Astori, “La passione del sangue” di Claudio Cala, “Cuoio” di Alberto Corradi, “Fiocco Rosso” di Davide Garbero, “Zep”di Stefano Massaron, “Rossa Apocalisse” di Liri Trevisanello.
Siamo lontani anni luce dalla “classicità” ( romantica ma immobile) di certe antologie targate Newton & Compton.
Cambia il contesto, cambia la forma ( non del vampiro come archetipo) e anche gli sfondi esistenziali.
Molto viene attinto dall’immaginario del fumetto ( Astori, Corradi, Garbero) e ovviamente dal cinema ( Massaron, Trevisanello, Calia).
Ognuno con la propria visione più o meno innovativa, più o meno nichilista della dannazione del vampirismo.
Ed essendo tutti autori che vivono nel nuovo millennio, il secolo dell’ironia che si mescola con l’orrido ( basta accendere la tv e vedere Studio Aperto) se ne fanno fieri sostenitori modernizzando il mito con la percezione del loro vissuto.
Con Andrea C. Cappi e Massimo Perissinotto il Noir si tinge di sangue.
Ma non quello delle vittime o meglio non solo.
Prendi un non morto e sbattilo nella degradata e vuota provincia italiana.
Che cosa ne viene fuori?
Il crossover Horror/Thriller sembra quindi un buon punto di partenza per l’innovazione del polveroso e a tratti insipido (Mayer) figuro efebico/mostro.
Solo che nel primo diventa quasi Dogma e si sa questo è sinonimo di immobilismo.
Nel secondo, invece, si apre a sprazzi di selvaggia ispirazione anche se ho l’impressione che il plot sia maggiormente appropriato allo sviluppo di un romanzo e non di un racconto di poche pagine.
Questi i due tronconi tematici post-moderni.
Poi vi sono i casi a se stante.
“Il Prossimo” di Paolo d’Orazio è l’assoluto capolavoro del libro.
La forma/immagine è quella di un fanatico del Death Metal ( Morbid Angel in primis) che dopo aver visto per la centesima volta l’Esorcista e La Profezia decide di scrivere un racconto nella sua notte più buia e solitaria.
Qui tutto è visione nel senso di infestazione ma anche di ricordo.
Sembra quasi che l’autore invece di parlare di un essere di altri mondi abbia parlato del “suo” mondo.
Un microcosmo di religiosità distorta, malattia, solitudine ( ancora) e trascendenza ( verso il basso non verso l’empireo).
E allora il Vampiro per D’Orazio è metafora di dolore e di conforto nel male perché riconoscibile e quindi di sublime materialità.
“Bevi, Fratello mio” di Nicola Lombardi è la mitologia sacra del vampirismo. E’ la bibbia di ogni male futuro. E come tale se dobbiamo guardare al principio Caino e Abele sono i primi colpevoli e come tali i primi mostri.
Dulcis in fundo”Uno strappo fino a casa” di Dario Tonani.
Parlavamo di nichilismo all’inizio di questa recensione.
Qui si va ben oltre…
Dopo l’annientamento di ogni sentimento c’è una sola cosa che rimane:
la patologia.
E Tonani c’è ne da una descrizione vivida seppur attorniata dalle ombre della notte in quello che potrebbe essere l’ennesimo tragico sabato sera italiano.
Vampirismo come accettazione, seppur con un disagio che è ancora inevitabilmente umano.
“La Sete” è tutto questo e come tale va lasciato al libero arbitrio del lettore il quale saprà decidere ( secondo il proprio gusto estetico e interpretativo) cosa prendere e cosa lasciare di questi 15 Vampiri Italiani.

5 commenti:

Alex McNab ha detto...

Purtroppo devo dire che è una delle antologie che meno ho apprezzato di questi ultimi anni.
Buona l'idea di partenza, ma sviluppi banali, senza (o quasi) guizzi d'originalità.
Salvo 3-4 racconti al massimo.
Però non mi addentro troppo nel discorso. Quando lo recensii sul mio blog, attirai non poche polemiche. Forse proprio a causa de "La sete" ho deciso di non scrivere più recensioni negative di libri italiani...

eddyworld ha detto...

Guarda Alex
riprendendo in mano la mia recensione posso dirti che il filone post-moderno ( cioè quello degli autori che ho citato all'inizio) è quello che può essere più o meno apprezzato, più o meno crticato, più o meno discusso a seconda di chi legge.
Io credo che dipenda dal gusto del lettore.
Quello Noir poteva essere originale ma secondo il mio modesto parere è incompleto.
Quelli citati alla fine sono molto buoni e mi hanno convinto appieno.
Ho un parere abbastanza positivo su questa antologia che cmq in alcuni racconti ha picchi di assoluta qualità ( vedi D'Orazio o Tonani).
La mia politica sulle recensioni è da sempre che parlo solo ed esclusivamente di contenuti.
Non mi ritengo in grado di dare lezioni di nessun tipo.
Lo lascio volentieri ad altri...
Grazie come sempre per i tuoi commenti.
Li apprezzo molto.

Alex McNab ha detto...

Sì, concordo con questa tua definizione: "La mia politica sulle recensioni è da sempre che parlo solo ed esclusivamente di contenuti.
Non mi ritengo in grado di dare lezioni di nessun tipo."

Anche i miei sono sempre e solo pareri personali. Non ritengo di avere la verità in mano, né le capacità per fare il critico letterario (ritengo recensione e critica due cose assai differenti).
Semplicemente dico la mia, come fai tu. Il 90% delle volte taccio sulle cose che non mi piacciono, perchè non mi va di offendere la gente, anche in modo indiretto e pacato.
Con le antologie ce l'ho un po' su, perchè spesso mi sembrano opere furbette per cavalcare un argomento che "tira" sul mercato.
E' una brutta abitudine, che non mi piace, pur comprendendo in senso lato le esigenze delle case editrici.
L'importante è cercare di dire le cose senza mai ferire il prossimo, ma a volte è difficile...

Grazie per apprezzare i miei commenti. Vorrei avere il tempo per lasciarne di più, ma comunque ti leggo volentierissimo tutti i giorni :)

eddyworld ha detto...

Idem per me.
Scrivo pareri che sono il frutto della mia passione per la letteratura, la musica, l'arte, il mistero etc.
NULL'ALTRO.
Penso che entrambi lo facciamo sia per una grande spinta emzoionale che per condividere pareri ( e anche critiche rispettose) sulle cose che ci piacciono.
In fondo il blog è come un diario.
Qui ci sono le cose che fanno parte della mia vita.
E le brutture cerco di tenerle ben lontane.
Finchè avrò la voglia e il tempo di portarlo avanti queste saranno le mie coordinate.
Per il resto, inutile dire che ti seguo quasi ogni giorno e cerco sempre di lasciarti un commento pertinente però, accidenti, sei troppo preparato e a volte non so che dirti...^___^
Continua così.
VAI ALLA GRANDE!!!

Alessandro Cestaro ha detto...

La migliore antologia vampiresca degli ultimi anni!