sabato 15 giugno 2013

IL CAPRONE FANTASMA






















Ci sono storie che da subito catturano l'attenzione della gente. 
Racconti di vita vissuta che, narrati dalla bocca del protagonista davanti a un camino scoppiettante o assemblati di prima mano su un sito (o blog) a tema, riscuotono da subito meraviglia e stupore,  sopratutto se collegati al lato misterioso dell'esistenza umana. 
E' così da secoli e lo sarà ancora tra mille anni. 
Le storie di fantasmi, di strane apparizioni, di fatti assurdi e paurosi, fanno parte dell DNA dell'uomo comune e, al di là del modernismo esasperato di questo ultimi anni, troveranno sempre il loro spazio nel tessuto culturale del nostro paese. 
Una cosa che in un certo senso mi rassicura e mi esalta allo stesso tempo.

Ieri mattina, condividendo per l'ennesima volta su Facebook il mio post sul Serpente (Po)meridiano (tra i più letti e apprezzati in assoluto) sono stato contattato da Nicola, un ragazzo sardo, che subito è rimasto colpito dal resoconto inverosimile e grottesco della storia di cui sopra.
Dopo alcune battute, Nicola mi ha messo a disposizione una sua vicenda personale molto particolare: un racconto inquietante che sembra uscito dalla penna di H.P.Lovecraft (ricordate "Il Cane"?).
Col suo gentile consenso (e lo ringrazio di cuore per la disponibilità e l'entusiasmo) sono lieto di presentarvi la storia del "Caprone Fantasma", ambientata nel sud della Sardegna, e raccontata in prima persona dal suo protagonista.
Buon divertimento.

"Vi racconterò un fatto che mi è capitato di recente: rientravo in auto da un paese vicino e sulla via del ritorno ho notato nella campagna circostante una strana costruzione.
Era abbastanza lontana e poco visibile dato che ormai stava incalzando il crepuscolo ma da subito colpì la mia attenzione. A malincuore mi ripromisi di fare un sopralluogo il giorno successivo anche perché sono un fanatico di ruderi,vecchie chiese e soprattutto di cimiteri abbandonati e non me la sarei fatta scappare per niente al mondo. Avevo il forte sospetto che si trattasse di un cimitero abbandonato e tornato a casa mi misi subito a controllare su Google Map per cercare la strada più sicura e soprattutto per capire cosa potesse essere quell'edificio così enigmatico.
L' indomani mi recai in quella zona desolata e, percorrendo una solitaria strada di campagna, avevo l'assoluta certezza che mi avrebbe portato dritto al cimitero.
All'improvviso in mezzo al sentiero comparve un grosso montone bianco che mi fissava con aria minacciosa. Solitamente le pecore appena vedono una persona scappano; questa invece mi fissava negli occhi quasi sfidandomi. E posso assicurarvi che  i maschi delle pecore allo stato semi brado sono tutt'altro che dall'aspetto tenero e timido. Immaginate una pecora imbottita di steroidi con il viso dai tratti maligni...Comunque questo grosso pecorone all'improvviso cambiò direzione e scomparve nel nulla.
Rimasi attonito ma proseguii lo stesso la mia ricerca.
Purtroppo non trovai nulla che faciesse pensare a un edificio sacro: solo rocce e cespugli.
Percorsi al contrario la strada che mi aveva portato in quei luoghi e dopo circa 500 metri notai finalmente, al lato della strada, una lunga e antica muraglia.
Inizialmente non l' avevo vista perché era ben nascosta dalla vegetazione. Subito scesi dalla macchina e proseguii a piedi.
Non avevo più dubbi: si trattava di un vecchio cimitero di campagna.




















Eppure tutto questo non aveva senso: si trattava di un agglomerato enorme e totalmente abbandonato da tempo!
Mi recai all'ingresso del cimitero per scattare qualche foto e mi accorsi ancora una volta di una presenza alquanto insolita: il montone, visto in precedenza, era comparso nel cimitero e mi fissava ancora immobile.
Un brivido mi percorse la schiena!
Immediatamente iniziai a pensare a qualcosa di superstizioso, di misterioso e allo stesso tempo temei che l'animale potesse caricarmi a colpi di corna.
In tutta onestà in quel frangente avrei preferito avere a che fare con un cane e non con quel caprone...
Ricordo ancora tutto: mi fissava minaccioso all'ingresso del cimitero emettendo belati profondi e gutturali...Ormai rro pronto al peggio!
E invece tutto d'un tratto cambiò direzione e scomparve nuovamente
In seguito, attraverso alcuni studi personali, ho scoperto che quel cimitero era stato costruito all'epoca del fascismo, ma non era mai stato utilizzato.
Fortunatamente sono riuscito a immortalare quella bestia in alcune foto (vedi sopra).
In ogni caso posso testimoniare che l'atmosfera del cimitero era davvero paurosa: nessun essere umano nei paraggi, il sole che cominciava a calare e, nonostante fosse una bella giornata, una luce sinistra a illuminare il tutto.
Un'esperienza che non dimenticherò tanto facilmente.

2 commenti:

Nick Parisi. ha detto...

Certo, potrebbe esserci una qualsiasi spiegazione razionale, il caprone potrebbe essere un randagio qualunque.
Però la storia rimane comunque inquietante, comprendo benissimo la tensione provata dal tuo amico "Nicola".

Donata Ginevra ha detto...

Accidenti che storia! Mi ha messo i brividi davvero!