
Il risultato di quell’avventura sarà il diario in forma di libro, intitolato “Walden o vita nei boschi”.
È un periodo storico molto particolare per gli Stati Uniti. Il concetto di Democrazia è ben lungi dall’essere consolidato (La Guerra di Secessione finirà solo venti anni dopo e durerà ben quattro anni!) eppure sul suolo americano è in atto una colonizzazione veloce (ma anche violenta) dei territori verso ovest mentre dalle navi provenienti dall’Europa sbarcano sul nuovo continente milioni e milioni di immigrati. La società americana è fatta di uomini semplici ma anche imbevuti di una morale ambigua, i quali fondano sulla religione le loro poche regole di condotta.
Purtroppo sono anche intolleranti verso il diverso e la loro fame di terre e di progresso annienterà in un solo colpo le popolazioni indigene che avevano un rapporto viscerale con la natura e i suoi miti.
Thoreau è un uomo del suo tempo: è istruito, intelligente e curioso ma soprattutto nota le brutture del modernismo esasperato dell’epoca e attraverso i suoi viaggi e le sue esperienze al limite cerca di raccontare all’uomo comune che la natura è la nostra madre e va rispettata, amata e protetta dagli ideali dispotici e distruttori.
Nel 2011 Luca Mercalli, torinese, metereologo e scienziato, nota le altrettanto evidenti brutture del modernismo del nuovo millennio e cerca di dare un messaggio forte attraverso questo pamphlet intitolato “Prepariamoci a vivere in un mondo con meno risorse, meno energia, meno abbondanza…e forse più felicità”, edito da Chiarelettere Editore.
Le differenze sono ben visibili: mentre la fuga nella natura di Thoreau è quasi una sfida al moralismo imperante e alla crudeltà verso la natura e i suoi figli più indifesi, Mercalli non predica un ritorno alla purezza primordiale, a un’Arcadia mitica che mai come oggi è lontana dai cuori e dalle menti dei consumatori dei centri commerciali del sabato sera.
Lo scienziato torinese conosce il tempo in cui vive e sa benissimo che il compromesso tra tecnologia e natura è l’unica strada percorribile per evitare l’apocalisse.
Ecco quindi che nel libro, dopo una parte iniziale dedicata a varie teorizzazioni e interpretazioni della fine imminente(?), legata a temi come l’ambiente, la politica, l’economia e il consumismo, nella seconda parte prevale la sua grande esperienza di meteorologo, agricoltore e costruttore (un “Walden” del ventunesimo secolo) dove con una scrittura semplice e diretta spiega i metodi per razionalizzare l’acqua, arare un piccolo orto, differenziare i rifiuti, riscaldare la casa senza un dispiego esagerato di energie per lo più costose ma attraverso fonti alternative come la luce del sole o la legna abbattuta dagli agenti atmosferici.
Insomma una vera e propria “Bibbia della Sopravvivenza“ destinata all’uomo del 2011 prima che i venti della crisi lo facciano ripiombare nuovamente nel Medioevo!
Mercalli è prima di tutto uno scienziato quindi c’è metodo e studio nei suoi consigli ma soprattutto c’è il lato pratico! Prende continuamente a esempio la sua casa e la sua vita come a voler dire: “Se l’ho fatto io con poche semplice regole potete farlo anche voi!”
Incita continuamente all’utilizzo di energia pulita, al riciclo e alla riutilizzazione dei materiali non biodegradabili. Invita ad avere una coscienza profonda della crisi e una maggiore consapevolezza dei rimedi che l’uomo comune può adottare.
“Prepariamoci…” è una lettura agevole, affascinante, ma anche molto seria e in un certo accende un campanello di allarme nell’uomo della strada: siamo in un punto di non ritorno e non possiamo permetterci il rischio di andare oltre. Bisogna fare un passo indietro e ritrovare (come Thoreau) un contatto diretto e spontaneo con la natura, in modo da poter ritrovare noi stessi e il nostro ruolo nella società.
La nostra salvezza dipende non dalla fede o dalla morale ma solo dalla nostra capacità di adattarci ai cambiamenti veloci di questi anni. E chissà magari alla fine saremo anche più felici di quanto non lo siamo adesso…
E come Thoreau anche Mercalli due secoli dopo ci ammonisce su di un principio ineluttabile e universale: la natura è la nostra madre e va rispettata, amata e protetta dagli ideali dispotici e distruttori.
Thoreau è un uomo del suo tempo: è istruito, intelligente e curioso ma soprattutto nota le brutture del modernismo esasperato dell’epoca e attraverso i suoi viaggi e le sue esperienze al limite cerca di raccontare all’uomo comune che la natura è la nostra madre e va rispettata, amata e protetta dagli ideali dispotici e distruttori.
Nel 2011 Luca Mercalli, torinese, metereologo e scienziato, nota le altrettanto evidenti brutture del modernismo del nuovo millennio e cerca di dare un messaggio forte attraverso questo pamphlet intitolato “Prepariamoci a vivere in un mondo con meno risorse, meno energia, meno abbondanza…e forse più felicità”, edito da Chiarelettere Editore.

Lo scienziato torinese conosce il tempo in cui vive e sa benissimo che il compromesso tra tecnologia e natura è l’unica strada percorribile per evitare l’apocalisse.
Ecco quindi che nel libro, dopo una parte iniziale dedicata a varie teorizzazioni e interpretazioni della fine imminente(?), legata a temi come l’ambiente, la politica, l’economia e il consumismo, nella seconda parte prevale la sua grande esperienza di meteorologo, agricoltore e costruttore (un “Walden” del ventunesimo secolo) dove con una scrittura semplice e diretta spiega i metodi per razionalizzare l’acqua, arare un piccolo orto, differenziare i rifiuti, riscaldare la casa senza un dispiego esagerato di energie per lo più costose ma attraverso fonti alternative come la luce del sole o la legna abbattuta dagli agenti atmosferici.
Insomma una vera e propria “Bibbia della Sopravvivenza“ destinata all’uomo del 2011 prima che i venti della crisi lo facciano ripiombare nuovamente nel Medioevo!
Mercalli è prima di tutto uno scienziato quindi c’è metodo e studio nei suoi consigli ma soprattutto c’è il lato pratico! Prende continuamente a esempio la sua casa e la sua vita come a voler dire: “Se l’ho fatto io con poche semplice regole potete farlo anche voi!”
Incita continuamente all’utilizzo di energia pulita, al riciclo e alla riutilizzazione dei materiali non biodegradabili. Invita ad avere una coscienza profonda della crisi e una maggiore consapevolezza dei rimedi che l’uomo comune può adottare.
“Prepariamoci…” è una lettura agevole, affascinante, ma anche molto seria e in un certo accende un campanello di allarme nell’uomo della strada: siamo in un punto di non ritorno e non possiamo permetterci il rischio di andare oltre. Bisogna fare un passo indietro e ritrovare (come Thoreau) un contatto diretto e spontaneo con la natura, in modo da poter ritrovare noi stessi e il nostro ruolo nella società.
La nostra salvezza dipende non dalla fede o dalla morale ma solo dalla nostra capacità di adattarci ai cambiamenti veloci di questi anni. E chissà magari alla fine saremo anche più felici di quanto non lo siamo adesso…
E come Thoreau anche Mercalli due secoli dopo ci ammonisce su di un principio ineluttabile e universale: la natura è la nostra madre e va rispettata, amata e protetta dagli ideali dispotici e distruttori.