mercoledì 13 gennaio 2010

ARMA NON CONVENZIONALE (CRAIG R. BAXLEY - 1990)

Titolo originale: I Come in Peace
Regia di Craig R. Baxley.
Con: Dolph Lundgren, Matthias Hues, Jay Bilas, Brian Benben, Betsy Brantley.
Genere: Fantascienza/Azione.
Anno: 1990, USA
Sinossi
Talec, un gigantesco extraterrestre, si avventura sulla Terra. Ad ogni persona in cui si imbatte ripete il suo messaggio di pace (che da il titolo al film), ma quando si allontana il suo sfortunato interlocutore è già cadavere. Si tratta infatti di uno spietato criminale, venuto a fare scorta di endorfine, droga rara e costosissima sul suo pianeta. A caccia dell'assassino si pone, coadiuvato da un agente dell'FBI, il poliziotto Jack Caine (Dolph Lundgren), l'unico ad avere intuito di trovarsi di fronte ad un pericoloso alieno.

Considerazioni
“Arma non convenzionale”
è stato definito da Michele Tetro ( noto critico cinematografico nel settore della Fantascienza e non solo...) come un film “da Venerdì Sera.”
Non ha tutti i torti.
Questa pellicola di Craig Baxley ( già autore di titoli “fracassoni” e dal grande tasso adrenalinico come “Forza d’urto” con un memorabile Lance Henriksen e “Action Jackson”), ha come unico obiettivo quello di far trascorrere allo spettatore medio, una serata di puro disimpegno mentale e ovviamente ( e se possibile) farlo divertire.
Quindi spazio a una girandola di fughe, inseguimenti e sparatorie.
Il duello tra l’alieno malvagio e il poliziotto solitario e poco ligio alle regole (Lundgren), non è un topos innovativo per il cinema di quel periodo.
Il tema era stato già affrontato in forma leggermente diversa in "Pradator" (di John McTiernan, 1987), con i dovuti distinguo in fase di sceneggiatura.
Ricordiamo infine (sempre citando Michele Tetro) che il film si basa su un cliché già collaudato in altre pellicole come “Alien Nation" ( di Graham Baker, 1988): quello del poliziotto “buono” che viene affiancato dall’Alieno “buono” nella loro lotta contro il male, sullo sfondo di una scacchiera in cui le forze extraterrestri sembrano ormai farla da padrone.
E come tutti i film americani di fine anni '80 vedrà alla fine prevalere sempre l’elemento umano ( nel senso di raziocinio e cuore) sul diverso e sul grottesco ( nel senso di bestiale e caos).
Ottima la colonna sonora ad opera di Jan Hammer ( conosciuto soprattutto per il Main Theme del serial "Miami Vice")
Pura azione e buon ritmo in un film confezionato comunque con mestiere.

Curiosità
Il titolo del film ha una storia molto particolare: il titolo originale della pellicola doveva essere "Dark Angel" e non come spesso riportato "I come in peace". L'equivoco è nato da una interpretazione errata della locandina, che riportava la frase portante dell'intera vicenda, "Io vengo in pace", pronunciata dallo spietato Matthias Hues e che annunciava l'imminente morte del malcapitato di turno. In realtà poi è accaduto che la frase "I come in peace" sia diventata talmente popolare (come accadde a "Ti spiezzo in due", interpretato fra l'altro da Dolph Lundgren in Rocky IV) da sostituirne il titolo originale all'uscita del film in DVD. Da quel momento Dark Angel venne definito come 'Working Title' ed I come in peace ' come The new title'. (Wikipedia

2 commenti:

Alex McNab ha detto...

Un altro gioiellino anni '80-'90, molto stereotipato, con il sapore del "già visto", eppure divertente e godibilissimo.
In effetti a quei tempi (ne parlo come se si trattasse del pleistocene) vincevano quasi sempre i buoni, ma i protagonisti erano molto più terra terra e politicaly correct rispetto a oggi.
Facci caso: i detective erano degli arruffoni che dicevano parolacce, bevevano e fumavano. Ora sembrano quasi tutti seguaci di qualche setta new age -_-

eddyworld ha detto...

Ciao Alex
Sono d'accordo sul "gioiellino".
Si tratta di una pellicola votata al puro intrattenimento una cosa che sottoscriviamo in pieno entrambi.
Un pregio non da poco...
Perchè scrivere buone storie è ancora un' arte, almeno secondo il mio modesto punto di vista( e sari d'accordo su questo).
All'epoca era quasi sempre scontato un "lieto fine".
Pochi film avevano finali negativi o imprevedibili.
Un trend nato ( almeno credo) da metà novanta in poi.
Infine i detective di un tempo credo si ispirassero molto di più alla letteratura di genere di quanto non succeda oggi.
Si vede che gli sceneggiatori del passato leggevano molto di più, aggiornandosi continuamente sulle nuove uscite o sui classici del genere.
Oggi succede?
Non penso...
Grazie mille