venerdì 1 luglio 2011

LA FESTA DI ORFEO – JAVIER MÁRQUEZ SÁNCHEZ (GARGOYLE – 2011)

Di Horror spagnolo c’è sempre un gran parlare soprattutto tra gli appassionati: basti pensare al cinema, con pellicole acclamate da critica e pubblico come Rec, Darkness, The Orphanage, La Hora Fria e tante altre.
Per quanto riguarda la narrativa come non citare la saga “zombesca” di Manuel Loureiro con “Apocalisse Z” e “Apocalisse Z. I Giorni oscuri”, quest'ultimo pubblicato di recente da Editrice Nord, sta riscuotendo un successo mondiale, davvero insperato.
Nel solco di questi lieti eventi si inserisce anche questa nuova proposta Gargoyle, dal titolo “La Festa Orfeo”, ad opera dello scrittore iberico Javier Márquez Sánchez.
Stavolta, non ci imbatteremo in figure archetipiche moderne come gli Zombie o prosaicamente ancestrali come fantasmi e case infestate, ma in una storia legata a doppio filo con una impetuosa e oscura trascendenza.
Non poteva che essere uno scrittore “latino" Sánchez con tutti i suoi richiami al maligno e al suo forte potere di seduzione ma anche di distruzione.
Basta prendere in considerazione l’incipit del libro ambientato nel 1956 a Longtown, alla frontiera scozzese. Un strage dall’inconfondibile volto satanico: un prete crocifisso e torturato sull’altare, croci rovesciate, bambini massacrati e sangue a fiumi.
In questa prima parte l’autore spagnolo sembra quasi “giocare” con un mito metropolitano molto vecchio ma anche molto temuto: quello dell’omicidio ispirato dal Diavolo.
Come scrive Danilo Arona nel suo saggio “Possessione Mediatica” (Tropea, 1998):

“Esiste un’esigenza di essere posseduti. Se poi la figura che balugina al di là dell’ossessione è il Diavolo, il passaggio dalla possessione medianica a quella mediatica (fra poco ci arriveremo…Ndr.) è facilitato e reso automatico in virtù da un lato della forza coercitiva degli archetipi, dall’altro di quella dei media”.

Quale archetipo affascina e insieme ispira azioni innominabili, più di quello del Diavolo? Nelle società culturalmente cattoliche (Spagna, Italia, Messico etc:) è fuori discussione che la figura dell’antagonista compaia spesso e volentieri sulle scene del crimine più assurde e violente (invero a volte anche citato a sproposito).
Nel breve saggio, disponibile on line, “Il Satanismo sulla scena del crimine” di autori vari così viene definito l’omicidio satanico:

“Molti specialisti chiamano in causa la pista satanica sulla base dei livelli di crudeltà o di bizzarria messi in mostra durante il crimine, come se nell’essere umano, in quanto tale, non albergasse al suo interno già di per sé abbastanza ferocia. E allora, da quanto detto diventano possibili indicatori di satanismo la presenza di mutilazioni corporee, di amputazioni, l’evidenza che sia stato bevuto del sangue e/o che qualcuno si sia cibato con la carne della vittima, l’utilizzo di urine o feci, ecc.”

Insomma c’è già di che rabbrividire solo leggendo le prima pagine de “La Festa di Orfeo” che sembra davvero riesumare gli incubi più sanguinari della follia umana
Fortunatamente ci sono anche altre chiavi di lettura del romanzo. Uno delle più importanti (e direi fondamentali) è quella del cinema.
Sànchez costruisce una linea narrativa a due binari: da una parte l’indagine a tutto tondo dell’Ispettore Andrew Carmichael e del suo fedele compare Harry Logan, dopo la strage di Longtown. Dall’altra il battesimo del fuoco del noto attore britannico Peter Cushing con i temi del perturbante e del terrore alla vigilia della sua partecipazione (molto sofferta) al suo primo film horror: “The Curse Of Frankenstein”, diretto da Terence Fisher.
Sembrano due storie distinte e separate ma in comune hanno un tassello non indifferente: la dualità magica e ambigua del grande schermo.
Se nel primo caso il cinema diventa fonte di maledizione e di morte violenta con il mito (anche questo diffuso nella realtà, vedi pellicole controverse come “L’Esorcista” o “Poltergeist”) del "film maledetto" (una pellicola risalente agli anni del Cinema Muto dal titolo “La fête du Monsieur Orphée”) che strizza l’occhio al Carpenter di “Cigarette Burns” (Masters Of Horror, 2005), nel secondo caso ci proietta nel passato storico (ricchissimo di citazioni e narrazioni particolareggiate) di una della case cinematografiche più affascinanti e coraggiose del cinema mondiale che con le sue opere ha segnato un’epoca: la Hammer Films.
C’è anche un capitolo affascinante dove l’attore Boris Karloff, ormai vecchio e austero, racconta quasi in trance come la follia del collega Bela Lugosi (il quale ha interpretato il vampiro fino alla morte) sia dipesa dall’aver solo ascoltato storie al lume di candela sulla pellicola francese che uccide i suoi spettattori. In tal caso ci troviamo nell’ambito della “possessione mediatica” teorizzata da Arona e applicata da Sanchez nel suo romanzo.
Di grande fascino, poi, la parte del libro che riguarda la ricerca del “mood” giusto (legato alla sua parte da protagonista nel film horror di Fisher) da parte di Peter Cushing, il quale lo porterà a incontrare professori bizzarri o oscuri collezionisti del male. Mi fermo qui per non guastare la lettura.
Insomma Javier Márquez Sánchez costruisce un romanzo pauroso e complesso, ricco di suggestioni tra il mito e la realtà, tra il bene (poco) e il male (a fiumi), con uno stile accattivante e cinematografico (e non potrebbe essere altrimenti, vista la ricca galleria di citazioni presenti nel testo).
D’ora in poi la scena horror spagnola ha un'altra freccia (appuntita e velenosissima) al proprio arco.

4 commenti:

Fra Moretta ha detto...

Appena acquistato!Ne iniziero la lettura dopo aver terminato "Nebbia" di Herbert.(e mi hai incuriosito ancora di più...)

liber@discrivere ha detto...

interessante articolo, credo proprio che sarà uno dei libri che porterò via cn me

Nick ha detto...

Già volevo comprarlo e dopo la tua recensione sono sempre più convinto.
E poi per un collezionista come me di tutto quello che riguarda il mondo del fantastico e del perturbante un libro horror di un autore spagnolo non può mancare.

EDU ha detto...

Ragazzi è davvero un bel romanzo ricco di spunti e citazioni cinematografiche. Non ve ne pentirete...^__^