lunedì 2 aprile 2012

IL GIORNO DEI PAPUTI

Dal 1200, ogni anno, il giorno del Venerdì Santo, nel borgo medievale di Terravecchia, nella città di Sarno, provincia di Salerno, si celebra una funzione religiosa dal sapore ancestrale: la "Processione delle Croci e dei Paputi".
I Paputi (Paputo dal latino 'Pappus', cioè 'vecchio') sono degli incappucciati (di colore rosso e bianco) che portano sulle spalle delle croci di legno e lumi che rischiarano le ultime tenebre prima dell'alba e che rimangono accesi anche di giorno.
Quando ero piccolo mia nonna mi svegliava alle cinque di notte per poter assistere alla loro processione e posso dire, senza colpo ferire, che il primo contatto che ho avuto col mistero e una sorte di "gotica" tradizione sono stati i Paputi che percorrevano all'alba le tortuose vie del borgo medievale.
I canti funerari delle donne che piangono la morte di Gesù sulla croce, ancora oggi mi impressionano e commuovono allo stesso tempo.
Ma non si tratta solo di questo: la “Processione dei Paputi” è una porta aperta nel folklore e nei misteri della fede.
I paputi con il loro abbigliamento ricordano il trapasso, l’allontanamento dal peccato e dal male e simboleggiano con il loro cammino l’inizio di una vita rinnovata.
Le vesti bianche delle altre confraternite cittadine rappresentano invece la condizione di "coloro che, pur vedendo, non sono visti" a causa del loro aspetto diafano e trasparente, come se fossero dei trapassati.
I paputi della Confraternita di S. Matteo indossano il cappuccio rosso, simbolo di dolore, passione, sofferenza, sangue.
Si muovono alle prime luci del giorno, da una chiesa arroccata su una scomoda collina e osservando il loro accidentato percorso sembra di assistere a un evento irreale: una cascata di sangue che lentamente scende in paese.
Immaginate un ragazzino di otto anni che con la mano tremante in quella salda e rugosa della nonna, vede passare davanti ai suoi occhi una processione di incappucciati silenziosi e donne urlanti.
È qualcosa che ti segna dentro e non ti abbandona più.
Un sensibilità diversa, un mondo nuovo che seppur in qualche modo ombroso, ti apre le porte verso il misticismo e una fede antica ma totalizzante.




6 commenti:

Nick ha detto...

Ne avevo sentito parlare, pur senza mai aver visto la dal vivo la festa.
Si, immagino veramente l'effetto che fa ad un bambino una cosa del genere. La cosa più simile che posso associare è la visione dei Beati Paoli in un vecchio sceneggiato di quando ero bambino.
Hanno perseguitato i miei incubi a lungo, credimi.

EDU ha detto...

@Nick
Se un giorno sarai a Napoli di questi tempi sarà per me un piacere farti vedere la funzione.
Sarà un'esperienza unica.

Fra Moretta ha detto...

Non dispiacerebbe nemmeno a me assistere a questa processione,perchè da come ne parli sembra interessante...

EDU ha detto...

Ciao Fra
questo Venerdì, o la massimo l'anno prossimo, organizzati per scendere a sarno. Ti accompagno io. Vedrai che non te ne pentirai!

angie ha detto...

Molto suggestiva e significativa, un bimbo forse potrebbe restarne un pochino impressionato.
Per gli adulti credo che sia una magnifica occasione per rivisitare le simbologie della vita stessa e della sua sorella morte..
Molto interessante veramente.Grazie
Ciao
Angie

EDU ha detto...

Grazie a te, Amgie come sempre. ^__^