venerdì 20 marzo 2009

NO RADIO, NO PARTY.

Seconda, scomoda, puntata sulla “defunta” Radio Antenna Sarno. Il senso di delusione del nostro interlocutore, Lucio Belmonte, rompe l’incantesimo del “fu” riportandoci alla dura realtà: Sarno deve tornare ad essere un faro culturale “reale”.

“Ho sempre pensato che la civiltà ed il progresso di una comunità si misura dalla sua capacità di comunicare e dagli strumenti di comunicazione che ha saputo costruire, noi sarnesi siamo un po’ amanti dello straniero ed un tantino provincialotti non guardiamo al futuro ma al caso da marciapiede.”
La disamine implacabile di Lucio Belmonte ( attuale collaboratore di Radio Kiss Kiss, quindi uno che di comunicazione se ne intende) sulla situazione culturale sarnese e sulla, ormai, cronica mancanza di strumenti atti a favorire un senso di aggregazione diverso e più significativo di una semplice manifestazione ludica in piazza, ci riporta con i piedi ben saldi per terra.
Il ricordo è un sentimento romantico,che avvince il cuore ci fa essere meno obiettivi e razionali.
Eppure, Lucio è stato chiaro. Dietro la patina dorata e luminosa dei giorni” che sono stati e mai più saranno”, si nasconde un problema antico con tutto il suo carico di insoddisfazione e sconforto.
Radio Antenna Sarno è il simbolo di un’occasione persa, di un sogno andato in frantumi per la superficialità di noi tutti e di chi ci rappresenta. Teniamolo ben a mente onde questo revival non diventi una grottesca esibizione di facce “comuni” e di “fattarelli” persi nel tempo. Il messaggio è chiaro. E le dichiarazioni, fin troppo sincere di un nostro concittadino fanno il resto:
Lucio, iniziamo dal principio. Come sei entrato nello staff di Radio Antenna Sarno? Era la tua prima esperienza in Radio? Di che cosa ti occupavi principalmente?
Caro Edu, sono entrato nel 1982 perché ho sempre amato la musica e smanettare con i brani mi piaceva montarli e smontarli allora con il registratore, appena entrai cominciai a fare le selezioni musicali e poi Nicola la Rocca mi chiese di condurre il mio primo programma si chiamava “ Stand up “.
Come era organizzata la Radio? Quali erano i programmi di successo e quelli cosiddetti di “nicchia”?
La radio di allora era completamente diversa da quella di oggi, sicuramente più legata al territorio, il programma di successo è stato sempre Self Service, spazio a dediche allora seguitissimo con tantissime persone che chiamavano, di grande successo il programma sportivo che seguiva la Sarnese e il mitico Tombolone nel periodo natalizio, programmi di nicchia penso pochi, forse di rock ma in quegli anni il rock era La Musica.
Com’era il feedback in quei giorni? Eravate apprezzati oppure c’era un timido seguito. Fin dove riuscivate a farvi sentire?
Ottima la fedeltà dei radioascoltatori, il raggio di copertura nei primi anni di radio Antenna Sarno era circoscritto all’agro nocerino sarnese e forse a qualche paese vesuviano, bisogna tenere conto che bastavano pochi watt di potenza per viaggiare nell’etere, oggi con la stessa potenza non si riuscirebbe ad uscire dal palazzo.
Perché la radio, ad un certo punto, cessò la sua attività?
La radio cessò la sua attività per incompetenza di coloro che l’hanno gestita negli ultimi anni di vita e per la mancanza assoluta di investimenti. In realtà Radio Antenna Sarno si è sempre sorretta con le proprie risorse senza molti investimenti.
Mi raccontava Gianacarlo Scoppetta in una precedente intervista, che praticamente doveva organizzarsi da solo le proprie rubriche acquistando addirittura dei dischi poi da passare in Radio. Per te era lo stesso? Ia Giunta comunale dell’epoca non fece nulla per far decollare il progetto?
Allora si era ragazzi e tutti compravamo i nostri dischi e li utilizzavamo per fare i programmi non c’erano molti fondi per l’aggiornamento, per quanto riguarda i governanti di allora assomigliano a quelli di oggi, incompetenti ed inconsapevoli del valore per una società di uno strumento di comunicazione, su questo argomento potremmo parlare per giorni, ma è fiato sprecato non esistono veri politici.
Che ne pensi oggi del panorama radiofonico? Al tempo di internet c’è ancora interesse per un mezzo tanto romantico e antico come la radio?
Penso che la radio sia molto cambiata negli ultimi anni, non è uno strumento antico e romantico perché si è evoluta moltissimo ed ahimé, ha perso il suo romanticismo, io ritengo la radio oggi più ricca della stessa televisione generalista e soprattutto non superata da internet ma casomai coadiuvata, inoltre resta in assoluto lo strumento di comunicazione più vero.
Sei ancora in contatto con gli altri collaboratori? Che cosa vi legava in quell’esperienza? Da esperto che cosa gli diresti adesso?
Si collaboro con pochi collaboratori di allora l’unico con cui lavoro oggi è mio cugino Pino Belmonte, che trasmette ancora con me ci siamo ritrovati a lavorare insieme da quando sono diventato il coordinatore artistico di Kiss Kiss Italia, lui veniva da una esperienza con RTL, la cosa che direi ai miei ex colleghi è che molti di loro hanno fatto bene a cambiare lavoro.
Secondo la tua opinione sarebbe possibile riesumare la “vecchia” Radio Antenna Sarno, magari in un progetto On Line, oppure è parentesi ormai conclusa della nostra storia?
Sarebbe bellissimo in un progetto online ma impossibile in etere, sarei il primo a lavorare a questo progetto, anzi sperimenterei anche cose nuove.
Scusami se sono un po’ cinico ma negli ultimi tempi ho notato una voglia di celebrazione e di autocompiacimento sulle ceneri spente di quel progetto. Non sarebbe meno ipocrita tentare qualcosa di nuovo senza adagiarsi sugli allori? Sarno è praticamente ferma in fatto di cultura e intrattenimento tranne alcune manifestazioni. Tu che ne pensi?
Io ho sempre pensato che la civiltà ed il progresso di una comunità si misura dalla sua capacità di comunicare e dagli strumenti di comunicazione che ha saputo costruire, noi sarnesi siamo un po’ amanti dello straniero ed un tantino provincialotti non guardiamo al futuro ma al caso da marciapiede e con Radio Antenna Sarno abbiamo perso un’occasione, la cosa che ci riesce meglio è distruggere ogni valida iniziativa.
Ora lavori per la prestigiosa Radio Kiss Kiss, penso un ambiente professionale e umano completamente diverso e in tutti i sensi, migliore, ma se ti guardi indietro ai giorni pionieristici della radio a Sarno che cosa provi?
Oggi la radio è il mio lavoro e sono fortunatissimo a fare quello che faccio, ma non è più la radio di quando ero ragazzo è sicuramente più fredda, riguardando al passato vedo una cosa che ho amato tanto e che mi ha aiutato a crescere umanamente e professionalmente.
Chiudiamo con qualcosa di meno impegnativo. Raccontaci un fatto curioso o strano accadutoti durante una tua diretta?
Una cosa curiosa durante la diretta di Radio Antenna Sarno un orgasmo di una radioascoltatrice al telefono che ho interrotto calando il cursore del mixer, una cosa recentissima il 21/12/08 durante l’intervista a Laura Pausini, appena mi ha rivisto dopo due anni mi ha detto in onda: Lucio sei dimagrito … ricordo le domande della tua ultima intervista mi hanno fatto commuovere, non farmi piangere anche oggi…
In quel momento ho pensato quanto fosse caratterialmente umile e grande un’artista di fama internazionale tanto da ricordarsi di una intervista di un semplice speaker.
Grazie di cuore Lucio. A te le ultime battute…
La radio è un mezzo di comunicazione fantastico ha un ingrediente che lo distingue dagli altri, oltre essere più vero necessita sempre di tanta fantasia e creatività.

2 commenti:

Alex McNab ha detto...

Bella intervista, anche se io per ovvie ragioni non ho fatto in tempo a conoscere Radio Antenna Sarno.
Ultimamente, collaborando con L'Aura, ho avuto a che fare con parecchie radio (specialmente quelle piccole) e ho notato un ambiente molto più pulito e onesto rispetto a quello televisivo.
Da quel che ho visto posso sottolineare l'amore di ciascun operatore radiofonico per questo mestiere, e la passione di arrivare agli ascoltatori in modo più limpido di quanto avviene altrove.
Purtroppo le radio stanno subendo un po' le varie rivoluzioni tecnologiche, ma non credo che moriranno mai.
Ad esempio è troppo bello guidare tranquilli, in una bella giornata di sole, con la tua radio preferita a tenerti compagnia...

eddyworld ha detto...

Ciao Alex
Non posso che essere d'accordo.
Nelle piccole radio ( forse perchè la passione è tanta e i soldi pochi) c'è ancora una genuina dedizione all musica.
Io stesso, come ben sai, vivo quell'ambiente a Radio Base grazie a MOSHPIT e ne sono rimasto totalmente affascinato:
completa libertà artistica e di espressione e rapporti umani improntati sulla sincerità e sul rispetto reciproco.
E poi una sana dose di divertimento che non guasta mai.
Ad esempio ieri sera dopo la trasmissione insiemae al LABEL MANAGER di una piccola etichetta discografica ( Francesco Palumbo della MY KINGDOM MUSIC), il boss della RADIO ( Errico) e il mio partner radiofonico (Dr. Jankyll) abbiamo festeggiato S. Giuseppe con della gustose zeppole alla crema.
Rispondendo al tuo commento anch'io seguo molto le Radio in auto.
Le mie preferite sono Virgin, Radio 105 e Kiss Kiss.
Mi piacerebbe un giorno farlo per lavoro ma forse quello spirito spontaneo e goliardico alla fine si perderebbe totalmente.
Cmq è un fatto.
Le RADIO non moriranno mai
Poco ma sicuro.